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Tennis e agonismo.

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Tennis e agonismo.

Messaggio Da Veterano il Gio 13 Nov 2014 - 16:45

Promemoria primo messaggio :

Non ricordo piu se ne avessimo gia parlato da qualche altra parte ma mi sembra un argomento interessante anche per chiarire il mio punto di vista su determinati aspetti del gioco.
Bueno visto lo spunto degli argomenti di questi ultimi giorni mi son venute in mente un paio di considerazioni,parlo di tennis agonistico,che poi sia di quarta di terza o di ottava poco mi importa,ma tiro fuori la parola agonismo perche' chi fa dell'agonismo vuole vincere la partita
,e per vincere le parite bisogna avere in testa ben chiari certi concetti.Per il resto che nesuno si offenda,per carita',ma parliamo di un tennis che lascia il tempo che trova e dove certi discorsi no hanno un senso di esistere.
Ok paritmao da questo punto,visto che ho accennato l'importanza di cercare di capire che giocatore siete e di cercare di sviluppare un proprio di gioco volevo chiarire un paio di cosette.
Tranne casi estremi tipo mi massacra con il dritto,percio' sono costretto a cercare il rovescio,l'idea di capire il gioco dell'avversario e' un idea sbagliata di base.
In una partita per vincere bisogna riuscire ad imporre il proprio gioco,ma per fare questo bisogna essere dei giocatori solidi.Piu' che riuscire a capire cosa sta facendo il mio avversario mi devo concentrare sui miei colpi e sul mio gioco per trovare le mie soluzioni piu efficaci indipendentemente dall avversario che trovo.
Se no cadiamo nella trappola del giocatore della domenica che va a rete a capofitto perche non riesce a tenere un scambio decente per piu di tre o quattro colpi di fila e si fa passare come un tordo o sbaglia la piu facile delle vole'.Si si magari qualche punto lo riesce anche a portare a casa,ma scommetto ch alla fine della partita il risultato sarebbe nettamente a suo sfavore,perche' quello che sta facendo non e' una tattica ma un modo di finire piu velocemente la partita,con magari un risultato peggiore di quello che otterrebbe tentando di fare il proprio gioco.
Ora per fare un esempio se hai un bel dritto piu di preoccuparti di cosa fa il tuo avversario dovresti preoccuparti  di mettere la partita sulla diagonale di dritto e da li incominciare a vincere i punti.
Ora anche se a volte si dice che dall'altra parte ce un avversario che ci permette di fare o meno determinate cose,si sbaglia alla grande perche' l'avversario visto in modo agonistico deve riuscire a fare quello che io gli permetto di fare,niente di piu niente di meno.
Per questo quello che cerco di dire e che principalmente bisogna concentrarsi sul proprio di gioco e riuscire a sfruttare le proprie potenzialita' piu che preoccuparsi tanto di cosa fa l'avversario,anche perche' non ci va uno scienziato a capire che se il tizio in question non mi fa vedere una palla con il dritto forse e meglio non farglielo giocare.
Percio' sottolineo che e' importante capire bene quello che siamo in garado di fare in campo e concentrasi su quello,cioe cosa mi fa vincere punti e cosa mi fa prendere sberle.
Una volta che si ha raggiunto questa consapevolezza e si e' ingrado di produrre il proprio gioco cosa fara' l'avversario sara' di secondaria importanza,se non come nei casi evidenti 
che  ho citato prima

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Re: Tennis e agonismo.

Messaggio Da VANDERGRAF il Sab 15 Nov 2014 - 15:37

@Paolo070 ha scritto:"....per tornare a vander...e a Vet, non avevo letto le ultime due pagine...ha fatto bene Vet a "tagliarlo fuori" finalmente. Non voglio gettare benzina sul fuoco ma a parte qualche cosa di giusto era costantemente in OT perché si incaponiva su un discorso del tutto "personale" quando stiamo parlando di cose un po diverse...
paolo, qui nessuno taglia fuori nessuno, si discute e ci si infervorisce per passione. i politici tagliano fuori, non i tennisti

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Re: Tennis e agonismo.

Messaggio Da Veterano il Sab 15 Nov 2014 - 15:40

Ciao Abra,ma come proprio adesso che incominciavamo ad andare daccordo incominci a darmi di nuovo torto......eh eh eh scherzo ovviamente.La mia era comunque una considerazione di base,ho messo li il karate ma forse era meglio che mi limitassi a parlare di quello che effettivamente conosco.ho fatto un paio di anni preparazione fisica con un maestro di kick boxing ma il mio interesse non andava oltre al livello fisico,anche se di scazzottate sul ring anche se fini all allenamento fisico e al divertimento ne ho fatte,percio' da quel punto di vista prendi le mie parole come uno che di quell argomento li ne sa poco niente.

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Re: Tennis e agonismo.

Messaggio Da VANDERGRAF il Sab 15 Nov 2014 - 15:42

@massimiliano.derespinis ha scritto:
@VANDERGRAF ha scritto:
@Veterano ha scritto:Ritornando poi alla tua domada (Adolfo) e poi al senso di tutto il post prova a chiedere ad Agam come la pensa,io che sono un caprone a suo confronto so che quando in campo mi distraevo da fare quello che sapevo fare meglio e cercavo improbaili soluzioni per il mio livello di gioco le prendevo ancora piu secche di come le avrei dovute prendere,se invece riuscivo a rilasarmi e cercare di fare le cose semplici e basilari,tipo il guardare la palla,lo stare bassi,cercare di giocare nel limite delle possibilta' profondo senza magari dare troppi angoli,allora forse qualche punticino in piu lo portavo a casa.
ma è una candid camera o cosa ?  veramente stiamo rasentando l'assurdo. improbabili soluzioni ?  quindi secondo te io fino ad oggi ho fatto tutta una serie di cose che sono risultate vincenti ma non avrei dovute farle perchè erano improbabili ? mah.....veramente qui non si tratta più di maestro o non maestro, ma soltanto di elasticità mentale e comprensione della lingua italiana. buonanott

Dovrei farmi gli affari miei, ma proprio non resisto...Vander ma ti rendi conto di quello che scrivi? a mio parere stai rasentando il ridicolo, discuti con un professionista (ex B3 maestro in un'Accademia tennis in Spagna) e ti permetti di sbeffeggiarlo dopo aver ammesso di giocare ad un livello non superiore a 4.4 fit. Dici: "cose che sono risultate vincenti", ma tu davvero non ti rendi conto del livello del tennis di cui parli rispetto al tennis (agonistico) che insegna uno come Veterano. Cerca di rinsavire perfavore!
massimiliano, sto parlando di certe cose, solo perchè l'autore stesso del post aveva precisato che si parlava di agonisti poco esperti e io posso rappresentarli. se volete eliminare la mia libertà di fare valutazioni attinenti al post cambiate la natura del post e vedrete che non mi intrometterò più e tutti saranno più sereni

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Re: Tennis e agonismo.

Messaggio Da GIANLUINI DICA il Sab 15 Nov 2014 - 15:44

VANDERGRAF conosci la frase:
" è ora di darci un taglio?"

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Re: Tennis e agonismo.

Messaggio Da VANDERGRAF il Sab 15 Nov 2014 - 15:44

@spalama ha scritto:Riprendo il discorso forse cosi' chiariamo alcuni concetti (visto che nella teoria sono un fenomeno...ehehehehe!!!).

Chiaro caro amico Vander che non facendo tornei veri ma partite di allenamento, allenamenti non puoi percepire il discorso di Veterano come valido in assoluto.

La mentalita' di sfruttare il lato debole dell'avversario e' una mentalita' passiva verso il proprio gioco perche' non si ha consapevolezza delle proprie peculiarita' sul campo da tennis.

Questo e' un fattore mentale di chi non e' abituato a giocare partite vere, e gioca a dei livelli in cui il lato debole dell'avversario fa troppa differenza.

Un esempio tipico per spiegare la faccenda puo' essere questo.

Comunemente, al mio livello, il rovescio e' il colpo peggiore dei miei avversari.
Spesso giocando di pressione con il mio dritto su quel colpo li costringo ad accorciare e cosi' mi si presentano diverse soluzioni.

Secondo Vander e' automatico che una volta che ricevo una palla comoda da giocare a meta' campo, magari col mio dritto, dovrei sparare una botta sul rovescio dell'avvaersario ed andare a chiudere a rete con una facile vole'. 

Lo so e' il pensiero automatico che avete fatto tutti in questo momento.

Ma quando attacco in quel modo sul rovescio, nove volte su dieci, essendo quello il colpo debole dell'avversario, mi ritorna indietro un pallonetto difensivo, lento ed alto.

Non il massimo per uno che ha nello smash il colpo meno incisivo, soprattutto se gioco di sera con le luci artificiali ed una leggera miopia.

Preferisco di gran lunga giocare un attacco comunque incisivo sul suo dritto dove 9 volte su 10, se ci arriva, tentera' di tirarmi un passante che risultera' molto comodo per chiudere con una solida vole'. (poi se mi passa gli stringo la mano e gli dico bravo).

Sembrera' assurdo ma piu' che avere consapevolezza del punto debole dell'avversario bisogna avere consapevolezza dei propri punti forti e soprattutto di quelli deboli.

Spesso per entrare in partita preferisco palleggiare sul dritto del mio avversario per prendere ritmo e fiducia e poi giocando troppo sul punto debole dell'avversario si corre il rischio di metterlo in palla e di andare fuori palla noi quando dobbiamo mettere su qualcosa di diverso.

Io ho gia' tanti problemi a gestire quello che faccio io che non ho proprio il tempo di gestire come gioca quello dall'altra parte, anche se non e' che lo ignoro, e le variazioni di tipo tattico per metterlo in difficolta' le metto in pratica pero' non adattandomi a lui, faccio il mio gioco e poi se lui ha un colpo bancomat, lo martello li quando mi serve di prelevare, ma non sempre.

Mi sono capitate partite in cui ho trovato avversari che, capito che sul mio dritto e' meglio non giocare, mi hanno martellato sul rovescio tutta la partita.
Alla fine, giocandomi sempre sul rovescio, ho trovato sicurezza, profondita', efficacia, e li ho incartati lo stesso.
Anche perche' quando vedono che vanno in difficolta' pure su quel lato non sanno piu' che fare, vanno in confusione perche' invece di fare il loro gioco naturale e giocare bene loro, hanno pensato solo a far giocare male me.
ciao spalama, stai facendo anche tu l'errore di accentuare e snaturare quello che ho scritto. io ho parlato di sfruttare ANCHE i lati deboli dell'avversario, non di fare solo quello. comunque chiedo scusa a tutti per il disturbo e smetto di scrivere, tanto vedo che è inutile

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Re: Tennis e agonismo.

Messaggio Da VANDERGRAF il Sab 15 Nov 2014 - 15:46

@GIANLUINI DICA ha scritto:VANDERGRAF conosci la frase:
" è ora di darci un taglio?"
già ce l'avevo dato, ma evidentemente non è uguale per tutti. ti saluto, secondo e definitivo taglio, promesso. scusa anche tu se scrivo cose incomprensibili

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Re: Tennis e agonismo.

Messaggio Da GIANLUINI DICA il Sab 15 Nov 2014 - 15:47

Grazie.

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Re: Tennis e agonismo.

Messaggio Da Simonb il Sab 15 Nov 2014 - 15:55

Per me Vander dice quello che dico io parole diverse. E io dico quello che dice Vet. Forse do più enfasi sul concetto piano A...

Spalma,una domanda. Te hai la diagonale di dritto forte, perfetto. Ma se il tuo avversario ha il rovescio debolissimo, devi saper attaccare anche li. Avere un piano À così "limitato" è rischioso, non pensi? La può tenere come opzione base, però se non attacchi come piano B il rovescio... E se trovi uno xhe è più forte di te con il dritto... So cavoli amari amari.
Ribadisco: il piano A lo giochi quando sei in situazioni critiche, per dire 30-30, allora devi fare punto senza pensare, niente pensieri, niente paranoie. Solo la palla e il tuo.schema sicuro, dove sbagli 1 volta su 100. E Chissene se il tuo avversario è più forte proprio lì.
Però se sei 40-15 e sai che il rovescio è debole... Provaci a colpire lì :-)

O sbaglio?

Ps. Questo è il Vander-pensiero

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Re: Tennis e agonismo.

Messaggio Da massimiliano.derespinis il Sab 15 Nov 2014 - 15:56

A parte il fatto che il discorso iniziale di Vet a mio parere è di una logicità stringente, nessuno nega che si possano portare altre argomentazioni. Nel ridicolo ci finisci quando vuoi perorare le tue tesi adducendo fantomatiche "cose che sono risultate vincenti" che si riferiscono ad un livello di tennis dove non esiste alcuna logica connessa al discorso che si sta facendo. Palleggi, partite senza servizio o comunque che non fanno parte di tornei dove chi perde va a casa e per giunta al livello di tennis che hai citato non possono assolutamente costituire un banco di prova per un discorso relativo al tennis agonistico.

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Re: Tennis e agonismo.

Messaggio Da Simonb il Sab 15 Nov 2014 - 16:04

Scusa Vet, ho avuto una epifania guardando Djokovic Nishikori.

Te parli di statistica, di riduzione degli errori in attesa di quelli avversari, giusto?

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Re: Tennis e agonismo.

Messaggio Da Veterano il Sab 15 Nov 2014 - 16:11

@spalama ha scritto:Riprendo il discorso forse cosi' chiariamo alcuni concetti (visto che nella teoria sono un fenomeno...ehehehehe!!!).

Chiaro caro amico Vander che non facendo tornei veri ma partite di allenamento, allenamenti non puoi percepire il discorso di Veterano come valido in assoluto.

La mentalita' di sfruttare il lato debole dell'avversario e' una mentalita' passiva verso il proprio gioco perche' non si ha consapevolezza delle proprie peculiarita' sul campo da tennis.

Questo e' un fattore mentale di chi non e' abituato a giocare partite vere, e gioca a dei livelli in cui il lato debole dell'avversario fa troppa differenza.

Un esempio tipico per spiegare la faccenda puo' essere questo.

Comunemente, al mio livello, il rovescio e' il colpo peggiore dei miei avversari.
Spesso giocando di pressione con il mio dritto su quel colpo li costringo ad accorciare e cosi' mi si presentano diverse soluzioni.

Secondo Vander e' automatico che una volta che ricevo una palla comoda da giocare a meta' campo, magari col mio dritto, dovrei sparare una botta sul rovescio dell'avvaersario ed andare a chiudere a rete con una facile vole'. 

Lo so e' il pensiero automatico che avete fatto tutti in questo momento.

Ma quando attacco in quel modo sul rovescio, nove volte su dieci, essendo quello il colpo debole dell'avversario, mi ritorna indietro un pallonetto difensivo, lento ed alto.

Non il massimo per uno che ha nello smash il colpo meno incisivo, soprattutto se gioco di sera con le luci artificiali ed una leggera miopia.

Preferisco di gran lunga giocare un attacco comunque incisivo sul suo dritto dove 9 volte su 10, se ci arriva, tentera' di tirarmi un passante che risultera' molto comodo per chiudere con una solida vole'. (poi se mi passa gli stringo la mano e gli dico bravo).

Sembrera' assurdo ma piu' che avere consapevolezza del punto debole dell'avversario bisogna avere consapevolezza dei propri punti forti e soprattutto di quelli deboli.

Spesso per entrare in partita preferisco palleggiare sul dritto del mio avversario per prendere ritmo e fiducia e poi giocando troppo sul punto debole dell'avversario si corre il rischio di metterlo in palla e di andare fuori palla noi quando dobbiamo mettere su qualcosa di diverso.

Io ho gia' tanti problemi a gestire quello che faccio io che non ho proprio il tempo di gestire come gioca quello dall'altra parte, anche se non e' che lo ignoro, e le variazioni di tipo tattico per metterlo in difficolta' le metto in pratica pero' non adattandomi a lui, faccio il mio gioco e poi se lui ha un colpo bancomat, lo martello li quando mi serve di prelevare, ma non sempre.

Mi sono capitate partite in cui ho trovato avversari che, capito che sul mio dritto e' meglio non giocare, mi hanno martellato sul rovescio tutta la partita.
Alla fine, giocandomi sempre sul rovescio, ho trovato sicurezza, profondita', efficacia, e li ho incartati lo stesso.
Anche perche' quando vedono che vanno in difficolta' pure su quel lato non sanno piu' che fare, vanno in confusione perche' invece di fare il loro gioco naturale e giocare bene loro, hanno pensato solo a far giocare male me.
Bravo Spalama,la tua visione e' quella corretta.A volte purtroppo,e non mi riferisco a nessuno in particolare,perche' sono stufo di fare inutili polemiche, non avendo sufficente esperienza di un certo tipo di tennis si fanno delle supposizione e delle riflessioni personali che poi parlando in assoluto,perche' non ce solo un tipo di tennis a secondo di che categoria di gioco,ma ce un gioco assoluto e purtroppo che piaccia o meno va afforntato in un certo modo step by step.MI dispiace poi dover dire certe cose perche' sembra che voglia salire in cattedra, e purtoppo quando ma gari tiro fuori i miei titoli e il mio ex livello di gioco conseguito,entro in una spirale che per me e di una bassezza incredibile,percio' non voglio farlo,ma ogni tanto far capire che l'intelocutore che hai davanti a te forse un po piu' di esperienza di te amatore di quarta ce l'ha mi sembra opportuno,ma finisce li.Anche perche' no dovete credere ai mie titoli o al fatto che io sia stato un giocatore decente,almeno da quello che dico io perche nessuno mi ha mai visto giocare,ma potete confrontarvi con altre persone che fanno il mio stesso lavoro ad un livello pari al mio,che opi tanto alto non e.Poi visto che siamo su internet di informazioni se ne possono prendere a milioni anche da gente molto piu' preparata di me.Io la butto li poi informandovi e facendo dei confronti potete valutare se dico bestialita o meno.Che poi non e' tutto oro colato,nel senso che anche su certe teorie che io poi metto in pratica parlando sempre con persone che per i risultati ottenuti mi possono veramente guaradare dall altissimo in basso,ci possono essere dellle divergenze di opinioni.Anche tra i big del coaching ci sono divergenze e metodi diversi,ma alla fine delle cose se hai tirato fuori qualche campione con un metodo e una certa filosofia piu che un altra che importanza ha,alla fine il risultato e' arrivato punto.
Per ritornare al discorso fatto da spalama che non posso che quotare,e che come dicevo a volte si interviene sostenedo un certo punto di vista perche' la conoscenza in materia e arrivata fino ad un certo punto ma purtroppo non va oltre,e' ovviamente il parere no puo che essere soggetivo e relativo a quello che si conosce,purtroppo e mi dispiace dirlo perche' mi fa molto snob,ma seriamente mi spiace dirlo,la maggiorparte degli utenti che scrive qua a livello amatoriale o a livello quarta gioca un tennis dove l'importanza degli schemi per vincere la partita,come ha giustamente evidenziato spalama e di relativa importanza,ma come si cerca di superare quel determinato scalino,che e' il primo della scala che porta all' ultimo gradino della scala del tennis,ammesso e concesso che solo pochi arriveranno a quell utlimo scalino,e' inevitabile ed impossibile non riuscire a capire che tra quello che facciamo noi e il cosa sia giocare veramente a tennis ci sia un abisso che ci separa.......purtroppo solo facendo le partitelle della domenica e guardano il tennis in tv certe dinamiche di gioco perquanti match io possa aver guardato in televisione non essendomi mai addentrato piu di tanto a seguire piu direttamente il gioco,sia come giocatore che poi magari come istruttore,non riusciro mai a capirle.
Bueno dai ho scritto una altra noiosiisima boiata.

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Re: Tennis e agonismo.

Messaggio Da massimiliano.derespinis il Sab 15 Nov 2014 - 16:18

@Veterano ha scritto:
@spalama ha scritto:Riprendo il discorso forse cosi' chiariamo alcuni concetti (visto che nella teoria sono un fenomeno...ehehehehe!!!).

Chiaro caro amico Vander che non facendo tornei veri ma partite di allenamento, allenamenti non puoi percepire il discorso di Veterano come valido in assoluto.

La mentalita' di sfruttare il lato debole dell'avversario e' una mentalita' passiva verso il proprio gioco perche' non si ha consapevolezza delle proprie peculiarita' sul campo da tennis.

Questo e' un fattore mentale di chi non e' abituato a giocare partite vere, e gioca a dei livelli in cui il lato debole dell'avversario fa troppa differenza.

Un esempio tipico per spiegare la faccenda puo' essere questo.

Comunemente, al mio livello, il rovescio e' il colpo peggiore dei miei avversari.
Spesso giocando di pressione con il mio dritto su quel colpo li costringo ad accorciare e cosi' mi si presentano diverse soluzioni.

Secondo Vander e' automatico che una volta che ricevo una palla comoda da giocare a meta' campo, magari col mio dritto, dovrei sparare una botta sul rovescio dell'avvaersario ed andare a chiudere a rete con una facile vole'. 

Lo so e' il pensiero automatico che avete fatto tutti in questo momento.

Ma quando attacco in quel modo sul rovescio, nove volte su dieci, essendo quello il colpo debole dell'avversario, mi ritorna indietro un pallonetto difensivo, lento ed alto.

Non il massimo per uno che ha nello smash il colpo meno incisivo, soprattutto se gioco di sera con le luci artificiali ed una leggera miopia.

Preferisco di gran lunga giocare un attacco comunque incisivo sul suo dritto dove 9 volte su 10, se ci arriva, tentera' di tirarmi un passante che risultera' molto comodo per chiudere con una solida vole'. (poi se mi passa gli stringo la mano e gli dico bravo).

Sembrera' assurdo ma piu' che avere consapevolezza del punto debole dell'avversario bisogna avere consapevolezza dei propri punti forti e soprattutto di quelli deboli.

Spesso per entrare in partita preferisco palleggiare sul dritto del mio avversario per prendere ritmo e fiducia e poi giocando troppo sul punto debole dell'avversario si corre il rischio di metterlo in palla e di andare fuori palla noi quando dobbiamo mettere su qualcosa di diverso.

Io ho gia' tanti problemi a gestire quello che faccio io che non ho proprio il tempo di gestire come gioca quello dall'altra parte, anche se non e' che lo ignoro, e le variazioni di tipo tattico per metterlo in difficolta' le metto in pratica pero' non adattandomi a lui, faccio il mio gioco e poi se lui ha un colpo bancomat, lo martello li quando mi serve di prelevare, ma non sempre.

Mi sono capitate partite in cui ho trovato avversari che, capito che sul mio dritto e' meglio non giocare, mi hanno martellato sul rovescio tutta la partita.
Alla fine, giocandomi sempre sul rovescio, ho trovato sicurezza, profondita', efficacia, e li ho incartati lo stesso.
Anche perche' quando vedono che vanno in difficolta' pure su quel lato non sanno piu' che fare, vanno in confusione perche' invece di fare il loro gioco naturale e giocare bene loro, hanno pensato solo a far giocare male me.
Bravo Spalama,la tua visione e' quella corretta.A volte purtroppo,e non mi riferisco a nessuno in particolare,perche' sono stufo di fare inutili polemiche, non avendo sufficente esperienza di un certo tipo di tennis si fanno delle supposizione e delle riflessioni personali che poi parlando in assoluto,perche' non ce solo un tipo di tennis a secondo di che categoria di gioco,ma ce un gioco assoluto e purtroppo che piaccia o meno va afforntato in un certo modo step by step.MI dispiace poi dover dire certe cose perche' sembra che voglia salire in cattedra, e purtoppo quando ma gari tiro fuori i miei titoli e il mio ex livello di gioco conseguito,entro in una spirale che per me e di una bassezza incredibile,percio' non voglio farlo,ma ogni tanto far capire che l'intelocutore che hai davanti a te forse un po piu' di esperienza di te amatore di quarta ce l'ha mi sembra opportuno,ma finisce li.Anche perche' no dovete credere ai mie titoli o al fatto che io sia stato un giocatore decente,almeno da quello che dico io perche nessuno mi ha mai visto giocare,ma potete confrontarvi con altre persone che fanno il mio stesso lavoro ad un livello pari al mio,che opi tanto alto non e.Poi visto che siamo su internet di informazioni se ne possono prendere a milioni anche da gente molto piu' preparata di me.Io la butto li poi informandovi e facendo dei confronti potete valutare se dico bestialita o meno.Che poi non e' tutto oro colato,nel senso che anche su certe teorie che io poi metto in pratica parlando sempre con persone che per i risultati ottenuti mi possono veramente guaradare dall altissimo in basso,ci possono essere dellle divergenze di opinioni.Anche tra i big del coaching ci sono divergenze e metodi diversi,ma alla fine delle cose se hai tirato fuori qualche campione con un metodo e una certa filosofia piu che un altra che importanza ha,alla fine il risultato e' arrivato punto.
Per ritornare al discorso fatto da spalama che non posso che quotare,e che come dicevo a volte si interviene sostenedo un certo punto di vista perche' la conoscenza in materia e arrivata fino ad un certo punto ma purtroppo non va oltre,e' ovviamente il parere no puo che essere soggetivo e relativo a quello che si conosce,purtroppo e mi dispiace dirlo perche' mi fa molto snob,ma seriamente mi spiace dirlo,la maggiorparte degli utenti che scrive qua a livello amatoriale o a livello quarta gioca un tennis dove l'importanza degli schemi per vincere la partita,come ha giustamente evidenziato spalama e di relativa importanza,ma come si cerca di superare quel determinato scalino,che e' il primo della scala che porta all' ultimo gradino della scala del tennis,ammesso e concesso che solo pochi arriveranno a quell utlimo scalino,e' inevitabile ed impossibile non riuscire a capire che tra quello che facciamo noi e il cosa sia giocare veramente a tennis ci sia un abisso che ci separa.......purtroppo solo facendo le partitelle della domenica e guardano il tennis in tv certe dinamiche di gioco perquanti match io possa aver guardato in televisione non essendomi mai addentrato piu di tanto a seguire piu direttamente il gioco,sia come giocatore che poi magari come istruttore,non riusciro mai a capirle.
Bueno dai ho scritto una altra noiosiisima boiata.
Tranquillo Vet la quasi totalità del forum apprezza e gusta i tuoi interventi.

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Re: Tennis e agonismo.

Messaggio Da Simonb il Sab 15 Nov 2014 - 16:18

VEeeeeet? È giusto quello che ho scritto poco sopra?

Nishikori ha appena vinto il set2 contro Djokovic giocando il suo schema: lungolinea appena posso, dopo aver gestito dal centro gli angoli dx/sx. Dominio.dal centro, anche se di.la c'è uno che domina dagli angoli. Del tipo che il gioco di Nishikori combacia con quello di Nole. Ma appena il serbo è calato... Cosa giochi? Sempre la tua tattica, massacrare a destra e sinistra dal centreo e lungolinea appena si può.

Adesso ti chiedo: io gioco molto sul servizio, cerco di spostare il giocatore o togliere tempo. Poi dritto/volée se riesco. Il dritto per buttare fuori e poi cerco di chiudere anche lungolinea.

Se va male, schema B: rallento con il back di rovescio e cerco la palla comoda per dritto comodo.

Però lo schema A è la base. Ha logica?

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Re: Tennis e agonismo.

Messaggio Da Simonb il Sab 15 Nov 2014 - 16:25

Epifania #2: lo schema base non ti fa pensare. Non pensare ti fa giocare meglio. Giocare meglio ti fa fare - forse - più punti. Questo circolo vizioso, oltre alla vittoria (forse), ti dà sicurezza, che ti consente di rischiare sw si è. In vantaggio con nuovi schemi, se servono.

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Re: Tennis e agonismo.

Messaggio Da Veterano il Sab 15 Nov 2014 - 16:25

@Simonb ha scritto:Scusa Vet, ho avuto una epifania guardando Djokovic Nishikori.

Te parli di statistica, di riduzione degli errori in attesa di quelli avversari, giusto?
Ciao simo,purtoppo no ho visto il match,e da un po che non guardo tennis in televisione uno perche' dopo 10 minuti mi addormento,due perche' se no mia moglie mi fa ricoverare perche' conoscendomi bene penserebbe che dopo tutto il tempo che dedico al tennis per lavoro e per diletto sarei diventato pazzo a mettermi li a guardare una partita in tv nel mio poco tempo libero,oppure mi darebbe del masochista,ma la sostanza e sempre quella eh eh eh. e poi perche fondamentalmente mi sono sempre divertito a giocare piu che ha guardare gli altri farlo anche se parliamo di tennis di altisimo livello.Stai parlando del tennis pro o di un altro tipo di tennis,perche' per valutare una partita bilanciata ad alto livello bisogna avere una memoria di ferro,o munirsi di carta e penna per poter fare un bilancio a fine partita,perche li la partita la vinci o perdi per una manciata di punti.
Sono due tipi di tennis diversi ce poco da fare ma anche li di base riuscendo a fare un analisi di quel livello ti puoi accorgere di come certi valori possono essere diversi a secondo del giocatore,e del suo tipo di gioco,calcola che li i gratuiti se parliamo di riduzione degli errori non esistono,o almeno esistono veramente poco,li sei portato in una condizione tale che ti porta all'errore..........

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Re: Tennis e agonismo.

Messaggio Da Simonb il Sab 15 Nov 2014 - 16:27

Comunque la partita è in diretta :-) semi di Londra.

Capisco, gioco diverso, necessita diverse.

Al nostro livello però ha senso attendere che l'avversario cali, mantenendo lo schema pii semplice come mantra del gioco, giusto?

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Re: Tennis e agonismo.

Messaggio Da Veterano il Sab 15 Nov 2014 - 16:36

@Simonb ha scritto:VEeeeeet? È giusto quello che ho scritto poco sopra?

Nishikori ha appena vinto il set2 contro Djokovic giocando il suo schema: lungolinea appena posso, dopo aver gestito dal centro gli angoli dx/sx. Dominio.dal centro,  anche se di.la c'è uno che domina dagli angoli. Del tipo che il gioco di Nishikori combacia con quello di Nole. Ma appena il serbo è calato... Cosa giochi? Sempre la tua tattica,  massacrare a destra e sinistra dal centreo e lungolinea appena si può.

Adesso ti chiedo: io gioco molto sul servizio, cerco di spostare il giocatore o togliere tempo. Poi dritto/volée se riesco. Il dritto per buttare fuori e poi cerco di chiudere anche lungolinea.

Se va male, schema B: rallento con il back di rovescio e cerco la palla comoda per dritto comodo.

Però lo schema A è  la base. Ha logica?
Simo no so dirti per quello che riguarda il match,non l'ho visto.
Per quello che posso dirti rispetto a quello che dici tu,parlando molto semplicemente,in una situazione tu stai mettendo in pratica il tuo gioco che se va bene ti fa portare a casa la partita,nell altro invece probailmente ti stai gia' difendendo e cercando di portare a casa la parita.Sono due situazioni di gioco diverse, certo che ovviamente hanno una logica,ma di base secondo te qual' e il gioco che ti porta a vincere la partita,quando sei tu che metti pressione con il piano A o quando perforza di cose devi passare al piano b.
In in questo caso almeno che la seconda sistuazione non si verifichi sistematicamente,la chiamerei semplicemete situazione di gioco,dal quale ovviamente devo in qualche modo riuscire a riportare lo scambio a mio favore,ma di base resto fedele al piano A.

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Re: Tennis e agonismo.

Messaggio Da Simonb il Sab 15 Nov 2014 - 16:42

Mi hai illuminato :-) era una cosa che stavo macerando ma non comprendevo appieno.

Adesso devo provarla :-) domani ho 2 ore, chissà, forse in 1 anche partita...

Nei doppi è un concetto che mi è più chiaro.

Il mio schema al servizio è slice a uscire e, se non è ace, volée di chiusura al centro.

Sw rispondo, lungolinea fulmineo su chi è a rete.

Adesso carburo... Grazie ancora:-)

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Re: Tennis e agonismo.

Messaggio Da Veterano il Sab 15 Nov 2014 - 16:57

Nelle scuole tennis ci sono diversi allenamenti specifici per riconoscere fin da subito la situazione di gioco sul cosa sia meglio fare o meno dipendendo dalla situazione che mi si presenta davanti.Mi viene in mente il gioco dei colori per esempio  verde, rosso, e giallo.Cioe' chiaramente non puoi riuscire ad imporre sempre il tuo gioco ma devi risonoscere la situazione di gioco,che poi ti porta a costruire il tuo gioco,o a difenderti o in una cosidetta zona di stallo.E reagire di conseguenza.

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Re: Tennis e agonismo.

Messaggio Da Veterano il Sab 15 Nov 2014 - 17:10

@Paolo070 ha scritto:
@Veterano ha scritto:se invece riuscivo a rilasarmi e cercare di fare le cose semplici e basilari,tipo il guardare la palla,lo stare bassi,cercare di giocare nel limite delle possibilta' profondo senza magari dare troppi angoli,allora forse qualche punticino in piu lo portavo a casa.
Io vorrei se possibile partire da questa preziosa considerazione perché è questo il lavoro che sto cercando di fare io adesso. Stare rilassato e fluido, stare basso e concentrarmi sul colpire la palla (impatto e sensazione) e piano piano entrarre "in The zone" ossia in quello stato mentale in cun esisti solo tu la palla e il campo. In quello stato li la palla si allarga e il campo si restringe l'avversario e quello che sta facendo diventano meno importanti e il gioco fluido e naturale. Ossia smetto di preoccuparmi di cosa sta facendo e vuole fare e mi concentro più su me stesso e sul mio gioco ma nello stesso tempo rimango vigile e allerta. Nello stesso tempo il campo e l'avversario li percepisco con il campo visivo laterale ma lo sguardo e l'attenzione è sulla palla. È un esercizio che facevo nelle lezioni di Tai chi è che il mio maestro chiamava "sguardo del gufo" e anche nel karate si facevano es analoghi di azione/reazione è tra il pugno dell'avversario e la palla da tennis non vedo molta differenza se non nella distanza e nel tempo di impatto che ai nostri infimo livelli è molto maggiore (per i pro ovviamente no è diverso).
Proprio quello che stavo cercando di fare e no so se ci riusciro',calcola che mentre butto l'occhio qua sto facendo un decina di programmi a lungo e medio termine per una ventina di giocatori che devo incominciare ad allenare.Insomma mi sto perdendo da una parte e dall'altra eh eh eh

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Re: Tennis e agonismo.

Messaggio Da Veterano il Sab 15 Nov 2014 - 19:58

Allora visto che ho detto che vi avrei annoiato con un altro papiro preparatevi mettetevi comodi e sopratutto prendete un bel cuscino perche in pochi minuti riusciro a farvi addormentare pesantemente eh eh eh.
riallaciandomi a quello richiesto da Paolo e ai concetti che voglio cercare di esprimere vorrei prima di incominciare chiarire una cosa.Non sono un super coach e non mi frega neanche esserlo o dimostrarlo e crearmi un personaggio sui forum,basato su dei concetti che poi da qua dietro una tastiera sono solo aria fritta.IL vero lavoro si fa sul campo tutto il resto sono solo parole, come diceva ua vecchia canzone.Dico questo perche' lo penso veramente anche perche entrando in certi discorsi ed in certe situazioni mi metto in una situazione di dover spiegare come si insegnano determinate cose,cosa che al giocatore puo interessare relativamente,si dal lato informativo e' magari una conscenza in piu,dal lato pratico come direbbe Sonny non serve a un belino eh eh eh.Semplicemete perche' io nella vita reale non sono affatto un chiaccherone specialmente ne ambito lavorativo ,cerco di parlare poco ma di farlo in modo opportuno e sensato,anche perche il compito del giocatore e' eseguire per poi migliorare, non sapere il perche' di tutte le cose,chiaro che un idea gliela do a tutti,specialmente agli adulti spaccamarroni,ma non mi addentro troppo nei particolari perche' come ripeto da molto tempo sapere troppe cose da modo di pensare troppo e nel tennis il pensare troppo non fa assolutamente bene,percio che ognuno facci il prorpio lavoro io insegno e tu fai li giocatore......
Ora in cominciamo a tirare giu' quattro concetti basici e dare un senso anche al discorso fatto prima di non preoccuparsi dui chi si ha di fronte ma di riconoscere una situazione e reagire di conseguenza indipendentemente dall avversario che  ho difronte ma dal tipo di palla che mi arriva da rigiocare.
Ora anche se ai piu' potra' sembrare ovvio e scontato,oppure una emerita cazzata il dire guarda la palla e non l'avversario non lo e',ed e' uno degli aspetti fondamentali e basilari del gioco ce chi lo ede come aspetto mentale,ed in effetti dobbiamo usare la testa per stare concentrati su una cosa,io invece lo vedo come un aspetto fondamentale del gioco perche' giocando co la racchetta e dovendo poi copire la palla con la medesima mi sembra ovvio che se voglio colpirla bene, la mia attenzione per riuscire a giocare bene dovra basarsi principalmente sul guardare quella maledettisma sfera gialla.
Ora il discorso di mantenere lo sguardo fiso sulla palla non incomincia solo quando la palla rimbalza nel nostro campo,ma da quando il giocatore avversario ha colpito la palla.Ora incomincia il famoso discorso di quello che io chiamo livello di attenzione.
Chiaramente no si puo stare tuta la partita concentrati al 100% la pallina neanche Nadal riesce a farlo,ma bisogna saper gestire l'intensita che dobbiamo metterci ossia,la palla la guardo sempre ma ce u momento particolare dove dovro metterci piu attenzione o meno.Bueno il momento particolare e' ovviamente quando la palla rimbalza nel nostro campo e quando parto con la racchetta per colpirla adirittura ce chi riesce a vederla da dietro le corde,ma incominciamo a cercare di non perderla di vista e accompagnarla fino all impatto.
Questo e' il punto piu' importante ed e' gia un bel lavoro da fare,perche' non e' mica facile quanto sembra.
Punto piu importante ma non meno importante di guradarla anche quando lascia le corde dell avversario,o almeno prima che passi la rete e rimbalzi dalla nostra parte di campo.
Perche' e' proprio da li che incomincio a fare una previsione di cosa mi arrivera da rigiocare ed agire di conseguenza.Ora come avevo accenato antecedentemete ci sono degli esercizi che si fanno per diciamo riuscire a prevedere cosa ci arrivera' per poi giocare di conseguenza.Uno e' quello dei colori giallo rosso e verde,cioe' in base a come giudicate o diciamo meglio prevedete che il vostro avversario vi buttera dalla vostra parte del campo doverete sempicemente dare un colore,Magari rosso se giudicate che vi arrivera' una palla compicata e dovrete mettervi in difesa,verde quando invece vedete la possibilta' di essere incisivi e fare il vostro gioco,giallo quando invece la situazione 'e una situazione neutrale.Ovviamente la selzione dei colori e a piacere e ci sono anche altri esercizi che si possono fare per riuscire a distinguere cosa mi sta arrivando,ma tanto gira che gira il succo e questo e un esercizio vale l'altro l'importante e raggiungere lo scopo.
Bueno io ho sempre incluso nella tecnica e meno nel mentale questo tipo di esercizio perche' amio parere il guardare la palla e per l'appunto capire cosa fare a secondo di cosa mi arriva li vedo come aspetti fondamentali del gioco,ma efettivamente stiamo facendo sia un lavoro tecnico che mentale.
Ossia ti sto allenando tecnicamente,perche devi sapere in base a cosa ti arriva cosa devi fare,ma anche mentalmente,a concentrarti dove e quando devi farlo e a non farti distrarre da altri inutili pensieri.
Non e' che con i miei allievi parlo di queste cose se no pesno che dopo la prima lezione scapperebbero tutti urlando o  si addormenterebbero sul campo,anche perche effettivamente essendo dei giocatori le serve sapere quel minimo di cose che possono dare un senso all'allenamento che si sta facendo,senza troppe inutili menate.
Bueno ritorniamo al discorso di attenzione come dicevo neanche Nadal riuscirebbe a stare concentrato sulla palla al 100% per tutta la partita, e poi a cosa le servirebbe,a un piffero,anzi lo stancherebe piu del necessario senza esserle poi al lato pratico  di grande aiuto.
Percio in questo caso ci deve essere attenzione ma non deve essere una pressione.......spero di riuscire a farmi capire .....
Ora lasciamo la palla e parliamo dell avversario,e qui viene il bello perche' non e' che l'avversario io non lo guardo mai,semplicemente no mi interessa piu di tanto quello che fa perche' riconoscendo la situazione io ho gia dei dati sufficenti per sapere come mi devo comportare a prescindere di quale sia il suo piano di gioco,il mio punto fisso e principale comunque sara ' sempre la palla o perlomeno la previsione di cosa mi arrivera' ed in base a quello sapro' come comportarmi o meno.
Ora vediamo un po le varie fasi e come gestirle.
Oh ragazzi cerchero di essere sintetico,anche se evidentemente non e' un dono che mi appartiene almeno per scritto ma se  cerco di aprofondire veramente tutto,mi perdo nei miei vaneggi e rischio di scrivere 24 pagine di una noia mortale assoulta.
ah dimenticavo che in questa previsone che  e' gia molto importante non basta calcolare con precisone cosa arriva ma anche spostarsi di conseguenza.
Nel frattempo che stiamo pensando a cosa ci arriva e ci muoviamo di conseguenza in quella direzione,dobbiamo anche valutare degli altri apsetti ossia la nostra posizione in campo,quella dell avversario,il tipo di preparazione che ha e che impugnatura usa,cose che mi daranno una mano nel prevedere dove e come mi sara' ribatuta la palla.Ma in genere un po di indicazioni dopo aver affatto un po di esperinza si capiscono da subito nel palleggio iniziale di riscaldamento,almeno che il giocatore non palleggi in continental e poi giochi la partita in western eh eh eh e qusto tipo di atenzione lo definirei medio alto,con il suo massimo picco quando la palla rimbalza nel nostro campo arrivando ad un livello alto.
E anche li ci sono degli esercizi specifici, per poter sviluppare questa tecnica che adesso non andro' ad elencare,magari lo faro in un secondo momento se ne avro il tempo.
Mi viene da ridere perche stiamo solo parlando dell attenzione sulla palla ah ah ah ah ah
Bueno di cosa ha bisogno la palla oltre che  della nostra attenzione visiva e se fino a qua abbiamo parlato di attenzione esterna cioe' di tutto quello che non riguarda il nostro corpo ora parliamo di attenzione interna che io definirei attenzione ampia.
Di osa ha bisogno la palla per serer tratta come si deve oppure di cosa abbiamo bisogno noi per farlo.
Equilibrio,tono muscolare e respirazione.
Ora la respirazione serve per alleggerire lo stress mentale con l'espirazione ma ha anche lo scopo di far riuscire a mantenere il tono muscolare basso senza doverlo stressare pi del necessario.lequilibrio perche' dovete avere la coscienza e la consapevolezza di dove si trova il vosto equilibrio pochi sitanti prima dell' esecuzione del colpo.
Bene cene gia' abbastanza non vi pare......
Invece no continuo a rompervi lescatole terminando il discorso dell attenzione interna che definirei piu intensa.
Allora dove dobbiamo ancora andare a mettere l'attenzione per finire definitavamente in manicomio.
Sul braccio non dominante,sul braccio dominante e sulla posizione delle gambe,e si come se non avessimo gia fatto abbastanza.
L'attenzione sul braccio dominante va mantenuta perche aiuta a girare le spalle e a portare di consguenza la racchetta nella giusta posizione,quello dominante invece va controllato per vedere se si fa un ovalizzazione continua del colpo e che nel limite del possibile il gesto sia per l'appunto fluido e continuo.Le gambe invece devon essere allineate in base al copo che si vuole giocare...........
Bueno al momento mi rifiuto di continuare perche' avro prso una bella mezzoretta di tempo che  miha fatto andare fuori da quello che stavo facendo per lavoro.......
Ora tutta questa bella pappardella nel magiore dei casi non serve piu' di tanto al giocatore anzi legendo queste boiate si puo pensare ma io dovresi riuscire a fare tutte queste cose trauhn colpo e l'altro,e la risposta e purtropo si......chiaramente gli allenamenti non possono essere fatti tutti contemporaneamente ma devono essere mirati e trattare un solo punto alla volta se no veramente al posto di imparare a giocare a tennis il nostro amico in questione lo mandiamo in confusione piu totale.Per terminareil discorso tutto quello che ho scritto leggendo sembra difficilissimo da attuare e di una noia mortale,ma in pratica senza menarla troppo con gli esercizi appropriati ci si arriva a farlo senza neanche magari a vere la consapevolezza di farlo con molta piu facilita' fino a rendere tutto questo un automatismo del vostro gioco.
Bueno mi spiace per Paolo perche effetivamente non sono ancora andato a toccare gli aspetti che voleva toccare lui,ma vediamo se domani sono di buona vena chissa'.....
Un saluto e buon tennis a tutti.

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Re: Tennis e agonismo.

Messaggio Da Veterano il Sab 15 Nov 2014 - 20:09

Ah mi dimenticavo del bounce and hit o del bota y pega come si dice qua',e' un esercizio che conoscono anche i pali della luce di una scuola tennis decente da qualsiasi parte del mondo che serve proprio a focalizzare l'attenzione al momento di colpire,semplicemente dovrete dire bounce o pega  quando la palla rimabalza nel vostro campo e hit o golpea quando la palla tocca le corde della racchetta,Mi sembra che in italia si dica campo su o qualcosa del genere........ormai non ricordo piu ma non ci va poi cosi tanta fantasia.

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Re: Tennis e agonismo.

Messaggio Da tempesta il Sab 15 Nov 2014 - 20:47

Veterano leggendo queste cose per la prima volta sono diventato un tuo fan accanito.
Purtroppo non sai quanti maestri ed istruttori continuano a parlare di impugnature di movimento di chiusura del colpo senza capire che senza una preparazione adeguata senza guardare e "vedere" la pallina senza equilibrio non si riesce a fare uno swing decente.
E io so che il mio difetto è proprio di guardare la palla con la visione periferica.....vizio da calciatore che il pallone non lo guardava mai e giocava a testa alta. Li era un pregio.....qua no. E mi fa aprire tardi e strappare il dritto.....

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Re: Tennis e agonismo.

Messaggio Da Veterano il Dom 16 Nov 2014 - 13:28

@motombo ha scritto:sto capendo poco.........
cmq se io ho una buona tecnica faccio il mio GIOCO...
il tennis e' anche sfruttare il potenziale per portare a case le partite......
avversario rovescio debole e sulla mia diagonale non tiene...lo martello alla morte sulla diagonale di rovescio.Non mi metto a fare inside in o cose che so fare se non servono o che potrebbero consentire all'avversario di riprendre fiducia giocando sul suo dritto.........
Tennis=Tecnica,testa,forza di volonta'
Bueno sono ritornato indietro su questo post per chiarire un po la differenza tra il tennis agonistico dove andando sempre piu su di livello gli schemi  e le tattiche sono sempre piu' fondamentali,rispetto ad un livello dove invece hanno ancora poca ragione di esistere.....

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Re: Tennis e agonismo.

Messaggio Da Veterano il Dom 16 Nov 2014 - 13:31

Mr."DIAGONALE DI DRITTO": controlla agevolmente uno scambio comodo (diagonale) in cui la palla viaggia molto veloce (dritto) mandando quindi in crisi l'avversario rapidamente. Se l'avversario non regge o sbaglia, oppure è costretto a provare una soluzione molto rischiosa (lungolinea) su una palla difficile da gestire (siamo sulla diagonale di dritto in cui la palla corre molto veloce) Se Mr.DRITTO volesse invece prendere lui l'iniziativa potrà farlo dopo aver mandato in affanno l'avversario aspettando una palla comoda che prima o poi il suo "bombardamento" sulla diagonale di dritto inevitabilmente gli procurerà, assumendosi si dei rischi (lungolinea) ma facendolo su una palla appunto facile e con il suo colpo migliore (dritto) che è anche per definizione il più potente dei fondamentali da fondo. 

Mr."DIAGONALE DI ROVESCIO": controlla agevolmente uno scambio comodo (diagonale) in cui la palla però viaggia in media molto meno veloce (siamo sul rovescio) consentendo quindi all'avversario una difesa più agevole e decisamente più lunga: ci vorranno molti più colpi per prendere in mano lo scambio. Per questo molto difficilmente otterrà il punto provocando l'errore avversario con la semplice pressione, ma dovrà prendere l'iniziativa spesso anche su palle non proprio semplicissime perchè il suo bombardamento sulla diagonale di rovescio produrrà meno frutti a causa della minore velocità media di palla, andando quindi a prendersi dei rischi (lungolinea) spingendo con il suo colpo migliore che però essendo un rovescio produrrà comunque effetti meno devastanti rispetto ad un equivalente dritto, trovando anche il miglior colpo dell'avversario. (ovvero il dritto - è banale ma importantissimo da capire: attaccando dalla diagonale di dritto in lungolinea si trova con il proprio dritto il rovescio avversario, mentre facendo lo stesso sulla diagonale opposta andremo a spingere di rovescio sul dritto, e normalmente è molto più pericoloso da fronteggiare un recupero o passante di dritto che di rovescio) Inoltre se Mr.ROVESCIO allentasse anche solo di poco la pressione sulla sua diagonale preferita, essendo la velocità di base comunque non elevatissima, un piccolo momento di "riposo" potrebbe offrire a Mr.DRITTO il tempo per spostarsi e provare una soluzione anomala con il suo dritto, cosa che non si può verificare sulla diagonale di dritto prima di tutto perchè la maggiore velocità media dello scambio non consente di trovare il tempo per spostarsi e andare a colpire di "rovescio anomalo", ma soprattutto perchè la soluzione anomala di rovescio praticamente non esiste, o meglio non è nemmeno lontanamente efficace e devastante quanto il dritto anomalo. Quindi nel presidiare la sua diagonale Mr.ROVESCIO deve stare anche molto attento a dare sempre adeguata pressione ed angolo ai suoi colpi perchè rischia di esporsi alla devastante soluzione anomala di Mr.DRITTO, e dovendo giocare più colpi per raccogliere frutti sulla diagonale di rovescio e costantemente in spinta, ci può scappare anche qualche errore di troppo. 

Mr.ROVESCIO deve faticare molto di più per presidiare la diagonale di rovescio che inoltre è molto meno vantaggiosa rispetto a quella di dritto, che Mr.DRITTO controlla agevolmente senza prendersi rischi esasperati. 

Ecco perchè se un giocatore domina sulla diagonale di dritto, molto probabilmente, domina anche il match .

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Re: Tennis e agonismo.

Messaggio Da Paolo070 il Dom 16 Nov 2014 - 14:20

Grande vet ! Questo tred sta diventando sempre più appassionante ! Dopo ore passate a leggere di elucubrazioni su che corde montare e quanto piombo mettere su una RF97 da 340 Gr nuda What a Face affraid o su un mid di 20 anni fa finalmente qualcosa di utile attuale moderno appassionante. Per l'amor di dio adoro la parte tecnica sulle recensioni dei telai ma ogni tanto (per usare un eufemismo) c'è chi si lascia trasportare un tantino su cose che alla fine hanno un importanza relativa rispetto al tennis che si riesce a sviluppare. Ritornando a moto che scriveva in risposta ad un mio post quanto su detto da vet è esattamente la base teorica che spiega il mio discorso empirico fatto circa lo schema che stavo provando in allenamento (perché in partita da solo non ci sarei mai arrivato)......quoto anche spalama perché "mi toglie sempre le parole di bocca" con interventi chiari e incisivi e precisi......ringrazio vet veramente per aver aperto questo trend e per il tempo che ci dedica....

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