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Punto d'impatto: tra leggende metropolitane ed insegnamenti superati - Pagina 2 Empty Punto d'impatto: tra leggende metropolitane ed insegnamenti superati

il Ven 16 Ott 2020 - 9:30
Promemoria primo messaggio :

Ciao a tutti. Galoppando verso i 49 e vivendo la mia terza vita tennistica dopo due stop 1993/2011 e 2014/2018 ho realizzato che (buona) parte degli insegnamenti cardine della vecchia scuola (diciamo la SAT di metà anni 80 per avere un riferimento temporale) son da metter via senza troppi scrupoli. Non sprecherò tempo su come open/semiopen stance sul dritto abbiano pensionato la closed stance alla quale noi ragazzini 35 anni fa venivamo costretti pena 100 piegamenti sulle nocche (LOL) ma mi concentrerò piuttosto su un altro aspetto fondamentale ossia il punto d'impatto. Tornando all'era vintage di 35 anni fa uno dei comandamenti urbi et orbi era l'immancabile "colpire la palla davanti al corpo". Posso dirlo senza offendere nessuno? E' una panzana. O meglio, è una variabile che ogni giocatore deve relazionare a come si muove in campo. Faccio un esempio semplicissimo: da quando sul rovescio bimane aspetto che la palla superi la linea della mia spalla destra prima di partire con lo swing ne sbaglio 1 su 100 anzichè 1 su 5 come prima. Volete un esempio ben più celebre, blasonato e vincente del Mister Nessuno che sta scrivendo queste righe? Andre Agassi. Esattamente, carissimi tutti. Uno dice Agassi e tutti pensano a come colpiva "in anticipo" la palla. Se parliamo della traiettoria del rimbalzo siamo tutti d'accordo. Se parliamo di dove colpiva rispetto al suo corpo invece ne scopriamo delle belle. Agassi nelle interviste "tecniche" non fa mistero del fatto che il suo punto d'impatto sul rovescio a due mani era all'altezza della sua anca sinistra. Letto bene? Anca sinistra. Alla faccia del "colpire la palla davanti al corpo" eh. Lui, da fenomeno qual'era, in questo modo riusciva a nascondere perfettamente dove avrebbe tirato perchè poteva far partire una sassata lungolinea o una incrociata senza la minima differenza nella preparazione dei due colpi (anzi). Ma col piffero che "colpiva la palla davanti al corpo" sul rovescio a due mani. Considerando che Andre Agassi è stato a tutti gli effetti il padre del Tennis moderno che vediamo oggi penso che quanto dice non solo sia meritevole di estrema considerazione ma anche di riflessione sulla tecnica di ognuno di noi nessuno escluso. Il punto d'impatto è fondamentale, ma la questione è che non esistono dogmi assoluti/talebani su quale sia quello ideale. Il nocciolo è trovare quale sia quello ideale per ciascuno di noi anzi, pure meglio, per ciascuno dei nostri colpi. Perchè per alcuni di essi (voleè in primis ma non solo) "colpire davanti al corpo" funziona. Per altri (vedasi sopra) anche no. 
Grazie a chi legge, un caro saluto a Vandergraf che so quanto adora i miei sproloqui  Laughing


Ultima modifica di Alessandro il Ven 16 Ott 2020 - 17:29, modificato 1 volta (Motivo : Formattazione del titolo)

davenrk
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Punto d'impatto: tra leggende metropolitane ed insegnamenti superati - Pagina 2 Empty Re: Punto d'impatto: tra leggende metropolitane ed insegnamenti superati

il Ven 16 Ott 2020 - 16:48
@Andras ha scritto:

Sul dritto usando la semiwestern il mio punto di contatto ideale è quando la palla entra nell'ultimo quarto della sua parabola dopo il rimbalzo (pensa al secondo/terzo "quarto" come a quelli immediatamente antecedente e postecedente l'apice del rimbalzo, coi quattro quarti rappresentati da archi congruenti). A quel punto della traiettoria direi che la palla è sì e no dinnanzi alla linea della mia anca più davanti nella stance sul cross ed appena dietro sul lungolinea. Il mio problema sul dritto è che ha tantissima consistenza/profondità ma non il peso che vorrei, m'è capitato di giocar con gente che di dritto chiude da fondo coi piedi fuori dal campo ed onestamente non ne sono affatto capace. Discorso diverso per il dritto a chiusura col rimbalzo entro la linea del servizio ma lì parliamo di tutt'altra cosa ovviamente
non è molto semplice da capire , comunque se usi una semiwestern, e apri correttamente (se sei destro) tirando indietro la spalla sinistra x farti spazio , devi per forza colpire davanti, altrimenti c'è qualcosa nel tuo gesto che non va.

poi c'è anche da dire che più si allontana la racchetta dal braccio, più si perde la percezione della potenza, per questo la stragrande maggioranza dei pro tende a colpire di diritto con il braccio un po' piegato, non completamente disteso....anche se sicuramente loro lo fanno perché gli viene naturale farlo così
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Punto d'impatto: tra leggende metropolitane ed insegnamenti superati - Pagina 2 Empty Re: Punto d'impatto: tra leggende metropolitane ed insegnamenti superati

il Ven 16 Ott 2020 - 16:49
chi l'ha detto che non esiste ??!
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davenrk
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Punto d'impatto: tra leggende metropolitane ed insegnamenti superati - Pagina 2 Empty Re: Punto d'impatto: tra leggende metropolitane ed insegnamenti superati

il Ven 16 Ott 2020 - 16:50
@VANDERGRAF ha scritto:chi l'ha detto che non esiste ??!
rovescio a una mano in open stance??
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VANDERGRAF
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il Ven 16 Ott 2020 - 17:26
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Punto d'impatto: tra leggende metropolitane ed insegnamenti superati - Pagina 2 Empty Re: Punto d'impatto: tra leggende metropolitane ed insegnamenti superati

il Ven 16 Ott 2020 - 17:34
@Andras ha scritto:
@VANDERGRAF ha scritto:il tono che ha usato andy era normale, evidentemente sei tu che non ti accorgi che te la prendi per ogni minima cosa. un saluto

Altro intervento fondamentale per la Storia del Tennis come quello sul confronto Juice/Steam. Continua così che vai alla grande (sic)

Sono sicuro che si tratta di sarcasmo "innocente" e non mirato ad offendere nessuno.
Si sono pure spiegati ed espressi... Non impuntiamoci su tutto che non fa bene  Laughing
Oltretutto hai aperto un argomento molto interessante che sarà di sicuro un aiuto e confronto per tutti.

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il Ven 16 Ott 2020 - 18:39
@davenrk ha scritto:
@Andras ha scritto:

Sul dritto usando la semiwestern il mio punto di contatto ideale è quando la palla entra nell'ultimo quarto della sua parabola dopo il rimbalzo (pensa al secondo/terzo "quarto" come a quelli immediatamente antecedente e postecedente l'apice del rimbalzo, coi quattro quarti rappresentati da archi congruenti). A quel punto della traiettoria direi che la palla è sì e no dinnanzi alla linea della mia anca più davanti nella stance sul cross ed appena dietro sul lungolinea. Il mio problema sul dritto è che ha tantissima consistenza/profondità ma non il peso che vorrei, m'è capitato di giocar con gente che di dritto chiude da fondo coi piedi fuori dal campo ed onestamente non ne sono affatto capace. Discorso diverso per il dritto a chiusura col rimbalzo entro la linea del servizio ma lì parliamo di tutt'altra cosa ovviamente
non è molto semplice da capire , comunque se usi una semiwestern, e apri correttamente (se sei destro) tirando indietro la spalla sinistra x farti spazio , devi per forza colpire davanti, altrimenti c'è qualcosa nel tuo gesto che non va.

poi c'è anche da dire che più si allontana la racchetta dal braccio, più si perde la percezione della potenza, per questo la stragrande maggioranza dei pro tende a colpire di diritto con il braccio un po' piegato, non completamente disteso....anche se sicuramente loro lo fanno perché gli viene naturale farlo così

Son ragionevolmente certo che ci sia (ben più di) qualcosa che non va nel mio gesto  Laughing
Il problema è che "di là" (lato rovescio) ho trovato la quadra col famigerato punto di impatto del quale parlavo all'inizio. Al che il fatto di generare potenza ed angolo con estrema facilità mi fa pensare che, sia pure per il mio livello, faccio tutto "bene" ossia che la catena cinetica faccia il suo dovere. Mentre sul lato del dritto di fatto mi trovo a cambiare preparazione ogni mese o giù di lì usando come "fail safe" il già citato impatto a quattro quarti dopo il rimbalzo. Nel senso che ogniqualvolta mi incasino sulla preparazione da usare faccio leva su quello per mantenere consistenza/profondità. Ma col piffero che la catena cinetica funziona, anzi  No
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Punto d'impatto: tra leggende metropolitane ed insegnamenti superati - Pagina 2 Empty Re: Punto d'impatto: tra leggende metropolitane ed insegnamenti superati

il Sab 17 Ott 2020 - 8:39
hai mai provato a farti vedere da un professionista (bravo maestro)? magari basta poco per sistemare entrambi i colpi

se vuoi per curiosità postare un video di come colpisci, sarei curioso
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il Sab 17 Ott 2020 - 11:38
@davenrk ha scritto:hai mai provato a farti vedere da un professionista (bravo maestro)? magari basta poco per sistemare entrambi i colpi

se vuoi per curiosità postare un video di come colpisci, sarei curioso

Sì, voleva farmi una flebo di Torazina  Very Happy
Scherzi a parte hai scoperchiato il Vaso di Pandora. Quasi 10 anni fa su questo Forum aprii un Topic intitolato "il Tennis naturale". Ai tempi non se lo filò nessuno già che erano tutti dietro a leggere avidamente le panzane che raccontava un tale Sonny Liston e quelle sulle vicende in campo di una tardona della quale non rammento il nick Laughing To cut a long story short sostenevo che se coi ragazzini puoi cucire i loro movimenti sullo stato dell'arte della tecnica tennistica che gli vai ad insegnare, con gli attempati invece un bravo maestro deve fare l'esatto contrario. Cosa che, esperienza alla mano, ho visto che di fatto tutti si guardano ben dal fare invece (galoppando tra i 30 ed i 40 €uro l'ora la priorità non è che il poveraccio diventi un terza categoria bensì che resti triste ma che non si demotivi in modo da continuare a rappresentare un "vitalizio" per loro). Io stesso ho piantato l'allenatore a fine 2019 dal quale facevo un paio d'ore alla settimana di fatto per questo preciso motivo, curiosamente da quel momento in avanti sono andato migliorando superando di volta in volta il plafond che mi si presentava (oh parliamo sempre di 4a Categoria eh, seppur di livelli più che buoni). Se riesco ancora a migliorare è esclusivamente perchè studio degli adattamenti dei miei movimenti, che quelli sono e di fatto restano ormai, sui quali poter cucir sopra la tecnica comunemente intesa. Una volta trovata la quadra su un aspetto anzichè l'altro cerco di metterne assieme quante più esecuzioni possibili in allenamento (mi arrangio da un anno con un altro "allievo" del Maestro con cui mi allenavo, conosciamo a memoria gli schemi da usare per ovvi motivi) per costruire la sua memoria muscolare in modo che in partita venga tutto fuori in modo inconscio. Forse la Torazina non era una cattiva idea eh?  Very Happy
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il Sab 17 Ott 2020 - 12:15
@Andras ha scritto:
@davenrk ha scritto:hai mai provato a farti vedere da un professionista (bravo maestro)? magari basta poco per sistemare entrambi i colpi

se vuoi per curiosità postare un video di come colpisci, sarei curioso

Sì, voleva farmi una flebo di Torazina  Very Happy
Scherzi a parte hai scoperchiato il Vaso di Pandora. Quasi 10 anni fa su questo Forum aprii un Topic intitolato "il Tennis naturale". Ai tempi non se lo filò nessuno già che erano tutti dietro a leggere avidamente le panzane che raccontava un tale Sonny Liston e quelle sulle vicende in campo di una tardona della quale non rammento il nick Laughing To cut a long story short sostenevo che se coi ragazzini puoi cucire i loro movimenti sullo stato dell'arte della tecnica tennistica che gli vai ad insegnare, con gli attempati invece un bravo maestro deve fare l'esatto contrario. Cosa che, esperienza alla mano, ho visto che di fatto tutti si guardano ben dal fare invece (galoppando tra i 30 ed i 40 €uro l'ora la priorità non è che il poveraccio diventi un terza categoria bensì che resti triste ma che non si demotivi in modo da continuare a rappresentare un "vitalizio" per loro). Io stesso ho piantato l'allenatore a fine 2019 dal quale facevo un paio d'ore alla settimana di fatto per questo preciso motivo, curiosamente da quel momento in avanti sono andato migliorando superando di volta in volta il plafond che mi si presentava (oh parliamo sempre di 4a Categoria eh, seppur di livelli più che buoni). Se riesco ancora a migliorare è esclusivamente perchè studio degli adattamenti dei miei movimenti, che quelli sono e di fatto restano ormai, sui quali poter cucir sopra la tecnica comunemente intesa. Una volta trovata la quadra su un aspetto anzichè l'altro cerco di metterne assieme quante più esecuzioni possibili in allenamento (mi arrangio da un anno con un altro "allievo" del Maestro con cui mi allenavo, conosciamo a memoria gli schemi da usare per ovvi motivi) per costruire la sua memoria muscolare in modo che in partita venga tutto fuori in modo inconscio. Forse la Torazina non era una cattiva idea eh?  Very Happy
Esagerato, basterebbe lo Xanax  Very Happy .
Comunque si, a chi ha consolidato determinati movimenti credo sia difficile cambiarli.
Per cui credo che sia giusto il tuo ragionamento.
L'importante è divertirsi e vincere  Very Happy cheers
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il Sab 17 Ott 2020 - 12:26
@drichichi ha scritto:
@Andras ha scritto:
@davenrk ha scritto:hai mai provato a farti vedere da un professionista (bravo maestro)? magari basta poco per sistemare entrambi i colpi

se vuoi per curiosità postare un video di come colpisci, sarei curioso

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Esagerato, basterebbe lo Xanax  Very Happy .
Comunque si, a chi ha consolidato determinati movimenti credo sia difficile cambiarli.
Per cui credo che sia giusto il tuo ragionamento.
L'importante è divertirsi e vincere  Very Happy cheers

Ora chi lo dice al mio feticismo per la simmetria ed i vocaboli palindromi?  Laughing
Vincere, vincere. Che poi è dura non sentirsi "divertiti"  Wink
Anche se penso che, a non essere completamente ottusi, si impari molto di più dalle sconfitte 
Ciao!
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il Sab 17 Ott 2020 - 12:45
Credo che l'allenamento giusto per noi amatoriali sia essenzialmente quello di consolidare i colpi e non di cambiarli. Credo sia difficile alla nostra età e con la nostra frequenza di gioco porre in essere dei cambiamenti, che poi si tradurrebbero in veri e propri stravolgimenti. Ho provato io stesso e non ho sortito alcun effetto.
Hai ragione tu probabilmente ad allenarti sui singoli colpi per consolidarli.
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il Sab 17 Ott 2020 - 12:55
@drichichi ha scritto:Credo che l'allenamento giusto per noi amatoriali sia essenzialmente quello di consolidare i colpi e non di cambiarli. Credo sia difficile alla nostra età e con la nostra frequenza di gioco porre in essere dei cambiamenti, che poi si tradurrebbero in veri e propri stravolgimenti. Ho provato io stesso e non ho sortito alcun effetto.
Hai ragione tu probabilmente ad allenarti sui singoli colpi per consolidarli.

No guarda, non sono "io" ad aver ragione quanto piuttosto "il gioco interiore del Tennis". I 5/6€ meglio spesi in vita mia (versione Kindle). A parte il fatto che da quando ho scoperto cos'è "Self 2" ho smesso di pensare che in campo sentivo le voci tipo Giovanna d'Arco Laughing di fatto penso sia a tutti gli effetti fondamentale "ascoltare/ascoltarsi". Chi ha letto quel libro sa bene che di fatto ruota attorno all'assunto che ogni giocatore, sia pure amatoriale ma esperto/in forma/competitivo, a livello profondo "sa" cosa fare e come. Ergo deve solo dar credito a quello che ha già dentro che, per quanto mi riguarda, si manifesta non nelle già citate voci della mia boutade sopra quanto piuttosto in pensieri su piccoli ma costanti accorgimenti che di volta in volta vanno a consolidare questo o quel fondamentale. Senza scivolare troppo nel filosofico (o, pure peggio, nel metafisico) il nostro Sport è lo sport dell'EGO quando invece dovrebbe essere lo sport de "SE". Perchè il primo di solito non è esattamente un alleato, tutt'altro (il famigerato Self 1 descritto nel libro)
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il Sab 17 Ott 2020 - 12:59
@Andras ha scritto:
@drichichi ha scritto:Credo che l'allenamento giusto per noi amatoriali sia essenzialmente quello di consolidare i colpi e non di cambiarli. Credo sia difficile alla nostra età e con la nostra frequenza di gioco porre in essere dei cambiamenti, che poi si tradurrebbero in veri e propri stravolgimenti. Ho provato io stesso e non ho sortito alcun effetto.
Hai ragione tu probabilmente ad allenarti sui singoli colpi per consolidarli.

No guarda, non sono "io" ad aver ragione quanto piuttosto "il gioco interiore del Tennis". I 5/6€ meglio spesi in vita mia (versione Kindle). A parte il fatto che da quando ho scoperto cos'è "Self 2" ho smesso di pensare che in campo sentivo le voci tipo Giovanna d'Arco Laughing di fatto penso sia a tutti gli effetti fondamentale "ascoltare/ascoltarsi". Chi ha letto quel libro sa bene che di fatto ruota attorno all'assunto che ogni giocatore, sia pure amatoriale ma esperto/in forma/competitivo, a livello profondo "sa" cosa fare e come. Ergo deve solo dar credito a quello che ha già dentro che, per quanto mi riguarda, si manifesta non nelle già citate voci della mia boutade sopra quanto piuttosto in pensieri su piccoli ma costanti accorgimenti che di volta in volta vanno a consolidare questo o quel fondamentale. Senza scivolare troppo nel filosofico (o, pure peggio, nel metafisico) il nostro Sport è lo sport dell'EGO quando invece dovrebbe essere lo sport de "SE". Perchè il primo di solito non è esattamente un alleato, tutt'altro (il famigerato Self 1 descritto nel libro)
Se2 = colpisci istintivamente senza pensare, "tira lì".
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il Sab 17 Ott 2020 - 13:00
L'ho letto pure io il libro ma lo preferisco cartaceo.
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il Sab 17 Ott 2020 - 17:15
Allora ci sono due vie da seguire per un adulto che vuole migliorare, vediamo da dove si parte e cosa sia possibile cambiare.
Ora il cambiamento puo' essere piu' o meno drastico tale da stravolgere completamente il gesto, e senza nessuna garanzia che i nuovi cambiamenti producano dei risultati soddisfacenti,o dei miglioramenti rilevanti, anzi potrebbe andare anche  peggio.
Premesso che  di base ci sia gia' un gesto corretto,perche' se non lo fosse qualsiasi cambiamento sarebbe d'obbligo.
Di base, se si gioca con un tipo di impugnatura da 20 anni ed il gesto e' corretto vediamo cosa possiamo fare per migliorare senza dover cambiare per forza l'impugnatura, che  e' l'ultima cosa che si dovrebbe cambiare.A volte non si tratta del gesto di per se ,ma magari di un footwork non corretto, o di un timing da mettere a posto.
Detto questo si possono fare prove con relativi cambi, oppure cercare di mettere una pezza su quello che ce.
IL discorso del punto d'impatto ideale, come detto gia' da Taglia dipende da che  impugnatura e stance si usa, perche' ogni impugnatura e stance hanno un punto d'impatto ideale.
Altra cosa e' come dice Agassi il mio punto ideale con il rovescio bimane era diciamo molto piu' arretrato del normale.
Cosa che vuol dire poco niente, nel senso che la situazione definisce l'impatto non il contrario.
Nel senso che anche se il mio punto d'impatto preferito e' piu' arretrato non e' detto che sia il punto d'impatto giusto per un determinato tipo di colpo che poi mi riesca bene e' un altro discorso,
Ora bisognerebbe vedere di cosa si parla,nel senso che Agassi fa questa dichiarazione che ci sta' tutta,cioe' magari in fase difensiva in arretramento giocando un rovescio bimane in open stance mi trovo perfettamente a mio agio a giocare una palla colpendo piu' indietro del normale, ma sono situazioni particolari che non possono essere prese come base di gioco,almeno che non si giochi ai due all'ora e che prima di posizionarmi possa anche farmi un selfie e bermi un caffe.
Ora ipotizzando che il gesto sia corretto a prescindere dell' impugnatura ovviamente ci possono essere delle personalizzazioni del colpo, che anche se non rispondono ai canoni del cosiddetto impatto perfetto non cambiano i risultati.
Cioe' colpisco un po piu' avanti o un po piu' indietro ma il risultato non cambia.
Chiaro che parlando di non professionisti bisogna vedere per capire, cioe' voglio vedere perche' il tuo punto d'impatto favorito e' molto arretrato rispetto al normale e poi capito perche' vediamo cosa fare.
Insomma non credo che sia' giusto basarsi su un punto si impatto ideale proprio per costruire un giocatore,ci sono delle basi e che  piaccia o no vanno rispettate per impare a giocare.
Altra cosa e' ho gia' delle buone basi e preferisco impattare un piu' indietro o un piu' vicino al corpo, o piu distante e anche li vedendo  si continua in una direzione oppure si fanno dei cambi.
Mi piace il discorso del giocare senza pensare,anche se in passato sono stato criticato ho sempre sostenuto che  fino ad un certo livello nel tennis non serve pensare molto si va in campo e si gioca come si sa.....chi pensa troppo e' perche' non ha un piano chiaro e probabilmente non conosce le dinamiche del gioco......
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il Sab 17 Ott 2020 - 18:03
@drichichi ha scritto:
@Andras ha scritto:
@drichichi ha scritto:Credo che l'allenamento giusto per noi amatoriali sia essenzialmente quello di consolidare i colpi e non di cambiarli. Credo sia difficile alla nostra età e con la nostra frequenza di gioco porre in essere dei cambiamenti, che poi si tradurrebbero in veri e propri stravolgimenti. Ho provato io stesso e non ho sortito alcun effetto.
Hai ragione tu probabilmente ad allenarti sui singoli colpi per consolidarli.

No guarda, non sono "io" ad aver ragione quanto piuttosto "il gioco interiore del Tennis". I 5/6€ meglio spesi in vita mia (versione Kindle). A parte il fatto che da quando ho scoperto cos'è "Self 2" ho smesso di pensare che in campo sentivo le voci tipo Giovanna d'Arco Laughing di fatto penso sia a tutti gli effetti fondamentale "ascoltare/ascoltarsi". Chi ha letto quel libro sa bene che di fatto ruota attorno all'assunto che ogni giocatore, sia pure amatoriale ma esperto/in forma/competitivo, a livello profondo "sa" cosa fare e come. Ergo deve solo dar credito a quello che ha già dentro che, per quanto mi riguarda, si manifesta non nelle già citate voci della mia boutade sopra quanto piuttosto in pensieri su piccoli ma costanti accorgimenti che di volta in volta vanno a consolidare questo o quel fondamentale. Senza scivolare troppo nel filosofico (o, pure peggio, nel metafisico) il nostro Sport è lo sport dell'EGO quando invece dovrebbe essere lo sport de "SE". Perchè il primo di solito non è esattamente un alleato, tutt'altro (il famigerato Self 1 descritto nel libro)
Se2 = colpisci istintivamente senza pensare, "tira lì".

Il kindle era in linguaggio originale, cosa che preferisco coi libri qualora possibile. Ecco perchè parlavo di "Self" anzichè "Se" che imparo essere la traduzione. In partita un altro fail safe che uso per provare a fare quello che dici sopra ossia non pensare è concentrarmi solo sull'osservazione della palla e l'espirazione durante l'impatto. Bisogna dare a Self1 da fare per non lasciargli incasinare la nostra partita........
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il Sab 17 Ott 2020 - 18:15
@Veterano ha scritto:Allora ci sono due vie da seguire per un adulto che vuole migliorare, vediamo da dove si parte e cosa sia possibile cambiare.
Ora il cambiamento puo' essere piu' o meno drastico tale da stravolgere completamente il gesto, e senza nessuna garanzia che i nuovi cambiamenti producano dei risultati soddisfacenti,o dei miglioramenti rilevanti, anzi potrebbe andare anche  peggio.
Premesso che  di base ci sia gia' un gesto corretto,perche' se non lo fosse qualsiasi cambiamento sarebbe d'obbligo.
Di base, se si gioca con un tipo di impugnatura da 20 anni ed il gesto e' corretto vediamo cosa possiamo fare per migliorare senza dover cambiare per forza l'impugnatura, che  e' l'ultima cosa che si dovrebbe cambiare.A volte non si tratta del gesto di per se ,ma magari di un footwork non corretto, o di un timing da mettere a posto.
Detto questo si possono fare prove con relativi cambi, oppure cercare di mettere una pezza su quello che ce.
IL discorso del punto d'impatto ideale, come detto gia' da Taglia dipende da che  impugnatura e stance si usa, perche' ogni impugnatura e stance hanno un punto d'impatto ideale.
Altra cosa e' come dice Agassi il mio punto ideale con il rovescio bimane era diciamo molto piu' arretrato del normale.
Cosa che vuol dire poco niente, nel senso che la situazione definisce l'impatto non il contrario.
Nel senso che anche se il mio punto d'impatto preferito e' piu' arretrato non e' detto che sia il punto d'impatto giusto per un determinato tipo di colpo che poi mi riesca bene e' un altro discorso,
Ora bisognerebbe vedere di cosa si parla,nel senso che Agassi fa questa dichiarazione che ci sta' tutta,cioe' magari in fase difensiva in arretramento giocando un rovescio bimane in open stance mi trovo perfettamente a mio agio a giocare una palla colpendo piu' indietro del normale, ma sono situazioni particolari che non possono essere prese come base di gioco,almeno che non si giochi ai due all'ora e che prima di posizionarmi possa anche farmi un selfie e bermi un caffe.
Ora ipotizzando che il gesto sia corretto a prescindere dell' impugnatura ovviamente ci possono essere delle personalizzazioni del colpo, che anche se non rispondono ai canoni del cosiddetto impatto perfetto non cambiano i risultati.
Cioe' colpisco un po piu' avanti o un po piu' indietro ma il risultato non cambia.
Chiaro che parlando di non professionisti bisogna vedere per capire, cioe' voglio vedere perche' il tuo punto d'impatto favorito e' molto arretrato rispetto al normale e poi capito perche' vediamo cosa fare.
Insomma non credo che sia' giusto basarsi su un punto si impatto ideale proprio per costruire un giocatore,ci sono delle basi e che  piaccia o no vanno rispettate per impare a giocare.
Altra cosa e' ho gia' delle buone basi e preferisco impattare un piu' indietro o un piu' vicino al corpo, o piu distante e anche li vedendo  si continua in una direzione oppure si fanno dei cambi.
Mi piace il discorso del giocare senza pensare,anche se in passato sono stato criticato ho sempre sostenuto che  fino ad un certo livello nel tennis non serve pensare molto si va in campo e si gioca come si sa.....chi pensa troppo e' perche' non ha un piano chiaro e probabilmente non conosce le dinamiche del gioco......

Dal mio umile punto di vista considero tutto quello che scrivi condivisibile al 100%. Come avrai sicuramente intuito da quanto scrivevo prima il mio assunto è che, per quanto mi riguarda, devo trovare un mix di tecnica che calzi al meglio su come mi muovo di mio in campo. Cosa che mi ha portato ad asserire che il punto d'impatto ideale "tout court" non è necessariamente il punto d'impatto ideale per me su questo o quel colpo. Se provo a colpire un dritto incrociato a 45 gradi davanti al corpo solitamente finisce che lo stecco (è l'unico colpo che mi capita ancora di steccare una o due volte in una partita tirata) perchè per farlo arrivo con una forbice troppo ampia tra i miei piedi (il problema è chiaramente tutto qua, non nei 45 gradi ovvio). Per risolvere devo aspettare di più la palla finchè non è quasi all'altezza delle mie anche (angolo che considero 0 gradi) e mirare alle ore 15 della palla. Ecco cosa intendo per adattare la tecnica al proprio movimento, ciao!


Ultima modifica di Andras il Sab 17 Ott 2020 - 18:17, modificato 1 volta
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il Sab 17 Ott 2020 - 18:17
@Andras ha scritto:

Il kindle era in linguaggio originale, cosa che preferisco coi libri qualora possibile. Ecco perchè parlavo di "Self" anzichè "Se" che imparo essere la traduzione. In partita un altro fail safe che uso per provare a fare quello che dici sopra ossia non pensare è concentrarmi solo sull'osservazione della palla e l'espirazione durante l'impatto. Bisogna dare a Self1 da fare per non lasciargli incasinare la nostra partita........
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il Dom 18 Ott 2020 - 9:57
@Andras ha scritto:Sì, voleva farmi una flebo di Torazina  Very Happy
Scherzi a parte hai scoperchiato il Vaso di Pandora. Quasi 10 anni fa su questo Forum aprii un Topic intitolato "il Tennis naturale". Ai tempi non se lo filò nessuno già che erano tutti dietro a leggere avidamente le panzane che raccontava un tale Sonny Liston e quelle sulle vicende in campo di una tardona della quale non rammento il nick Laughing To cut a long story short sostenevo che se coi ragazzini puoi cucire i loro movimenti sullo stato dell'arte della tecnica tennistica che gli vai ad insegnare, con gli attempati invece un bravo maestro deve fare l'esatto contrario. Cosa che, esperienza alla mano, ho visto che di fatto tutti si guardano ben dal fare invece (galoppando tra i 30 ed i 40 €uro l'ora la priorità non è che il poveraccio diventi un terza categoria bensì che resti triste ma che non si demotivi in modo da continuare a rappresentare un "vitalizio" per loro). Io stesso ho piantato l'allenatore a fine 2019 dal quale facevo un paio d'ore alla settimana di fatto per questo preciso motivo, curiosamente da quel momento in avanti sono andato migliorando superando di volta in volta il plafond che mi si presentava (oh parliamo sempre di 4a Categoria eh, seppur di livelli più che buoni). Se riesco ancora a migliorare è esclusivamente perchè studio degli adattamenti dei miei movimenti, che quelli sono e di fatto restano ormai, sui quali poter cucir sopra la tecnica comunemente intesa. Una volta trovata la quadra su un aspetto anzichè l'altro cerco di metterne assieme quante più esecuzioni possibili in allenamento (mi arrangio da un anno con un altro "allievo" del Maestro con cui mi allenavo, conosciamo a memoria gli schemi da usare per ovvi motivi) per costruire la sua memoria muscolare in modo che in partita venga tutto fuori in modo inconscio. Forse la Torazina non era una cattiva idea eh?  Very Happy
la torazina ci vorrebbe a volte x davvero.... Exclamation
guarda l'argomento è da una parte interessante, ma dall'altra davvero complicato.
al circolo dove vado ci sono 50enni che fanno lezione con il maestro, e palleggiano e basta....il maestro non fa nessuna correzione o suggerimento, e ce ne sono alcuni che giocano veramente male, come movimento intendo.
quando li vedo penso che hanno soldi da buttare.
eppure è un maestro che è bravo e fa crescere bene i giovani. evidentemente a loro va bene così
ce ne sarebbe da dire.
hai mai provato a riprenderti con la telecamera e mandare il video a qualcuno di veramente bravo che non ha interesse a farti fare ore su ore di lezione?
comunque dopo proseguo.
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il Dom 18 Ott 2020 - 10:10
@davenrk ha scritto:hai mai provato a riprenderti con la telecamera e mandare il video a qualcuno di veramente bravo che non ha interesse a farti fare ore su ore di lezione?
Credo che sia la cosa più sensata. Anche vedendosi giocare si comprendono gli errori. Poi si, ci sono molti che fanno videoanalisi.
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il Dom 18 Ott 2020 - 11:10
"il gioco interiore del tennis" è un libro molto interessante, e che sto cercando di analizzarlo per metterlo in pratica sulla mia pelle.
quello che mi ha colpito è il percorso di apprendimento che si consiglia.....più uno pensa e peggio è.
mi chiedo se questa cosa funzioni anche x i non più giovanissimi.
nel mio caso ho ripreso a giocare dopo anni di inattività, e sto riprendendo qualche lezione cercando di resettare da zero la giusta tecnica.
Il dubbio che ti ponevi sui maestri me lo sto chiedendo anche io, e anzi, mi sto chiedendo se non sia meglio un seconda categoria giovane che magari fa qualche lezione x arrotondare piuttosto che un maestro che lo fa x lavoro e che ha più interesse...
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il Dom 18 Ott 2020 - 11:13
@drichichi ha scritto:Credo che sia la cosa più sensata. Anche vedendosi giocare si comprendono gli errori. Poi si, ci sono molti che fanno videoanalisi.
questo personalmente lo trovo veramente veramente bravo

https://www.youtube.com/channel/UCtak3C1t8k3u8CVzVGYvemA

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il Dom 18 Ott 2020 - 12:09
@davenrk ha scritto:
@Andras ha scritto:Sì, voleva farmi una flebo di Torazina  Very Happy
Scherzi a parte hai scoperchiato il Vaso di Pandora. Quasi 10 anni fa su questo Forum aprii un Topic intitolato "il Tennis naturale". Ai tempi non se lo filò nessuno già che erano tutti dietro a leggere avidamente le panzane che raccontava un tale Sonny Liston e quelle sulle vicende in campo di una tardona della quale non rammento il nick Laughing To cut a long story short sostenevo che se coi ragazzini puoi cucire i loro movimenti sullo stato dell'arte della tecnica tennistica che gli vai ad insegnare, con gli attempati invece un bravo maestro deve fare l'esatto contrario. Cosa che, esperienza alla mano, ho visto che di fatto tutti si guardano ben dal fare invece (galoppando tra i 30 ed i 40 €uro l'ora la priorità non è che il poveraccio diventi un terza categoria bensì che resti triste ma che non si demotivi in modo da continuare a rappresentare un "vitalizio" per loro). Io stesso ho piantato l'allenatore a fine 2019 dal quale facevo un paio d'ore alla settimana di fatto per questo preciso motivo, curiosamente da quel momento in avanti sono andato migliorando superando di volta in volta il plafond che mi si presentava (oh parliamo sempre di 4a Categoria eh, seppur di livelli più che buoni). Se riesco ancora a migliorare è esclusivamente perchè studio degli adattamenti dei miei movimenti, che quelli sono e di fatto restano ormai, sui quali poter cucir sopra la tecnica comunemente intesa. Una volta trovata la quadra su un aspetto anzichè l'altro cerco di metterne assieme quante più esecuzioni possibili in allenamento (mi arrangio da un anno con un altro "allievo" del Maestro con cui mi allenavo, conosciamo a memoria gli schemi da usare per ovvi motivi) per costruire la sua memoria muscolare in modo che in partita venga tutto fuori in modo inconscio. Forse la Torazina non era una cattiva idea eh?  Very Happy
la torazina ci vorrebbe a volte x davvero.... Exclamation
guarda l'argomento è da una parte interessante, ma dall'altra davvero complicato.
al circolo dove vado ci sono 50enni che fanno lezione con il maestro, e palleggiano e basta....il maestro non fa nessuna correzione o suggerimento, e ce ne sono alcuni che giocano veramente male, come movimento intendo.
quando li vedo penso che hanno soldi da buttare.
eppure è un maestro che è bravo e fa crescere bene i giovani. evidentemente a loro va bene così
ce ne sarebbe da dire.

hai mai provato a riprenderti con la telecamera e mandare il video a qualcuno di veramente bravo che non ha interesse a farti fare ore su ore di lezione?
comunque dopo proseguo.

Mi fa piacere constatare che non ho le traveggole ma che anzi quella che avevo descritto prima è una pratica comune che hai riscontrato anche tu. Grazie quindi del feedback. Andreottianamente pensando son certo che i Maestri comunemente intesi hanno due linee d'allenamento: una per i cosiddetti "prospects" (ovvero i giovanissimi adolescenti o addirittura preadolescenti), un'altra per gli "stagionati" (ovvero gli over quaranta(cinque?)) che di solito non han problemi di disponibilità di soldi, sono incarogniti duri col Tennis ma in campo (leggasi in partita) non hanno nè arte nè parte). Coi primi non dico che sembrano Rick Macci ma quasi, coi secondi se questi tirano una palla ad un metro da loro non ci vanno a prenderla. Così non solo non si stancano ma quello triste dall'altra parte della rete pensa di essere (molto) più forte di quello che è in realtà. Perchè poi in partita ufficiale si accorge che qualsiasi NC su quella palla non solo ci va ma gliela ributta pure sempre di là
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il Dom 18 Ott 2020 - 12:13
@davenrk ha scritto:
@drichichi ha scritto:Credo che sia la cosa più sensata. Anche vedendosi giocare si comprendono gli errori. Poi si, ci sono molti che fanno videoanalisi.
questo personalmente lo trovo veramente veramente bravo

https://www.youtube.com/channel/UCtak3C1t8k3u8CVzVGYvemA

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Il mitico Thomas. Ha un inglese perfettamente comprensibile e pulito. E dispensa buonsenso in fatto di tecnica
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il Dom 18 Ott 2020 - 12:16
@drichichi ha scritto:
@davenrk ha scritto:hai mai provato a riprenderti con la telecamera e mandare il video a qualcuno di veramente bravo che non ha interesse a farti fare ore su ore di lezione?
Credo che sia la cosa più sensata. Anche vedendosi giocare si comprendono gli errori. Poi si, ci sono molti che fanno videoanalisi.

Parlando di Tennisti se menzioni "videoanalisi" mi vengono in mente sessioni online con Analisti Freudiani o Junghiani anzichè analisi dei colpi fatte frame per frame da dei Tecnici  Very Happy
Hai ovviamente ragione nel dargli ragione sul filmarsi e rivedersi  Wink
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il Dom 18 Ott 2020 - 15:06
@Andras ha scritto:
@davenrk ha scritto:questo personalmente lo trovo veramente veramente bravo

https://www.youtube.com/channel/UCtak3C1t8k3u8CVzVGYvemA

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