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Allenamento mentale: un consiglio per giocatori di 4° e 3° cat - Pagina 5 Empty Allenamento mentale: un consiglio per giocatori di 4° e 3° cat

Lun 11 Gen 2021 - 16:55
Promemoria primo messaggio :

Allenamento Mentale:
un consiglio per tutti i giocatori di 4° e 3° categoria

Premessa:
- se siete persone che si allenano 1/2 volte a settimana
- se siete giocatori che fanno almeno una partitella a settimana (torneo o con amici)

Quando pensare e quando non pensare in partita
- pensare nella pausa fra un punto e l'altro a come voglio giocare il punto
- non pensare mentre si sta giocando. eseguire lo schema che vi siete prefissati.

Domanda:
- l'avete mai provato a fare per tutto un set?
- siete in grado di provarlo per almeno 2-3 game di fila?

attendo vostre risposte
buon divertimento

Marco
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Allenamento mentale: un consiglio per giocatori di 4° e 3° cat - Pagina 5 Empty Re: Allenamento mentale: un consiglio per giocatori di 4° e 3° cat

Ven 22 Gen 2021 - 13:19
@albs77 ha scritto:Il problema della testa deriva dal non sapere cosa fare e dal decidere dove tirare negli ultimi 10 decimi di secondo...

Ci sarà un motivo se Veterano e tutti i maestri di un certo spessore insistono fino alla nausea su cose come tenere la diagonale, coprire il campo, sapere quando aprire gli angoli e quando cambiare in lungolinea... ma per molti sembrano discorsi secondari da giocatori di alto livello, ed invece sono la BASE del gioco del tennis.

La maggior parte delle persone gioca fondamentalmente a casaccio: arriva la palla, guarda l'avversario, e decide su due piedi dove tirare la palla, quando va bene. Quando va male chiude gli occhi e tira senza nemmeno sapere dove.

E' da qui che nascono i "problemi mentali": altro infatti non è che l'ansia generata dal non aver la minima idea di cosa fare, che riempie la testa di dubbi e ti fa sentire di non aver tempo di fare niente.
Bisogna sapere quando tenere, quando cambiare, quando difendere, quando attaccare.

Quindi insieme all'allenamento tecnico è necessario, forse addirittura più importante dell'aspetto tecnico, imparare come e quando si gestiscono le diagonali, il recupero della posizione , la difesa e l'attacco.

Nel momento in cui queste cose diventano sufficientemente automatizzate, "magicamente" si avranno molti meno problemi di testa..

E lo dico per esperienza diretta.
Bravo albs buon report.
lol!
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Allenamento mentale: un consiglio per giocatori di 4° e 3° cat - Pagina 5 Empty Re: Allenamento mentale: un consiglio per giocatori di 4° e 3° cat

Ven 22 Gen 2021 - 13:22
buon pomeriggio a tutti

mi collego al post sopra Albs77 perchè molto ben centrato...
mi permetto anche di interpretare il pensiero di Veterano che condivido in pieno: lavoro, lavoro e LAVORO!
chiaramente più si abbassa il livello, meno sarà fattibile (come ore in campo)ma, restare focused su "diagonali a memoria" sia un must.
personalmente il discorso mente, inizia ben prima del match, con l'abnegazione e la focalizzazione nell'allenamento.

buon tennis
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Allenamento mentale: un consiglio per giocatori di 4° e 3° cat - Pagina 5 Empty Re: Allenamento mentale: un consiglio per giocatori di 4° e 3° cat

Ven 22 Gen 2021 - 14:10
@albs77 e @Veterano grazie mille, bellissime risposte entrambe (che tra l'altro condivido)
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Allenamento mentale: un consiglio per giocatori di 4° e 3° cat - Pagina 5 Empty Re: Allenamento mentale: un consiglio per giocatori di 4° e 3° cat

Ven 22 Gen 2021 - 17:56
@mattiaajduetre ha scritto:buon pomeriggio a tutti

mi collego al post sopra Albs77 perchè molto ben centrato...
mi permetto anche di interpretare il pensiero di Veterano che condivido in pieno: lavoro, lavoro e LAVORO!
chiaramente più si abbassa il livello, meno sarà fattibile (come ore in campo)ma, restare focused su "diagonali a memoria" sia un must.
personalmente il discorso mente, inizia ben prima del match, con l'abnegazione e la focalizzazione nell'allenamento.

buon tennis
Condivido Mattia ,
anzi direi che mentalmente e' quasi piu' importante il lavoro prima o dopo del match che nella partita stessa.
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Allenamento mentale: un consiglio per giocatori di 4° e 3° cat - Pagina 5 Empty Re: Allenamento mentale: un consiglio per giocatori di 4° e 3° cat

Dom 24 Gen 2021 - 1:48
Mi permetto di intervenire perché trovo molto interessante la discussione. Trovo anche interessante l’invito dell’autore del post anche se ormai è troppo tardi per partecipare alla sezione di mental training. Ho letto tutti i post e butto lì alcune considerazioni lampo in risposta ad alcune cose che ho letto.
1. Migliorarsi e lavorare sulla tecnica, per me, è una cosa bellissima anche a 50 anni. Trovo che avere la possibilità di imparare e migliorarsi sia una cosa meravigliosa che rende il tennis una pratica entusiasmante.
2. L’allenamento mentale esiste da tantissimo tempo nel tennis. Forse è lo sport che ha introdotto per primo certe pratiche. Già nei primi anni ‘80 vedevo ragazzi under 16 di livello internazionale praticare training autogeno per raggiungere la massima performance.
3. Trovare la massima concentrazione, il flusso, o flow, è una cosa importante per qualunque tennista di qualunque categoria. Penso che alcuni maestri preferiscano arrivare a potenziare l’aspetto mentale del tennis in maniera indiretta, lavorando più sulla tecnica per creare meno pressione agli allievi, mentre altri usano specifiche tecniche di mental coaching, ma in tutti i casi la concentrazione è sempre stato un aspetto fondamentale del tennis.
4. La tattica è tutta un altra storia, e le due cose non sono in contrasto. Avere un piano tattico non vuol dire entrare in un vortice nevrotico di monologhi interiori che ti fanno perdere la concentrazione e ti abbassano la fiducia nel tuo tennis. 
5. È verissimo che la maggior parte dei tennisti amatori non hanno un disegno tattico, e otterrebbero più risultati se giocassero in modo più semplice.
6. Tutti possiamo modificare il nostro piano tattico, con piccole modifiche al nostro approccio alla partita. Un consigliere a bordo campo aiuta moltissimo, si vede negli incontri a squadre, e spesso un cambio di tattica è decisivo, a qualunque livello. Mi riferisco a cose come: entra un po’ di più dentro al campo, aggredisci la seconda, rallenta il gioco che giochi sovraritmo, servi più prime in campo rischiandole di meno, prendi l’iniziativa e mantieni il controllo del gioco, ecc.
mattiaajduetre
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Dom 24 Gen 2021 - 12:07
[quote="Andrea0"]Mi permetto di intervenire perché trovo molto interessante la discussione. Trovo anche interessante l’invito dell’autore del post anche se ormai è troppo tardi per partecipare alla sezione di mental training. Ho letto tutti i post e butto lì alcune considerazioni lampo in risposta ad alcune cose che ho letto.
1. Migliorarsi e lavorare sulla tecnica, per me, è una cosa bellissima anche a 50 anni. Trovo che avere la possibilità di imparare e migliorarsi sia una cosa meravigliosa che rende il tennis una pratica entusiasmante.
2. L’allenamento mentale esiste da tantissimo tempo nel tennis. Forse è lo sport che ha introdotto per primo certe pratiche. Già nei primi anni ‘80 vedevo ragazzi under 16 di livello internazionale praticare training autogeno per raggiungere la massima performance.
3. Trovare la massima concentrazione, il flusso, o flow, è una cosa importante per qualunque tennista di qualunque categoria. Penso che alcuni maestri preferiscano arrivare a potenziare l’aspetto mentale del tennis in maniera indiretta, lavorando più sulla tecnica per creare meno pressione agli allievi, mentre altri usano specifiche tecniche di mental coaching, ma in tutti i casi la concentrazione è sempre stato un aspetto fondamentale del tennis.
4. La tattica è tutta un altra storia, e le due cose non sono in contrasto. Avere un piano tattico non vuol dire entrare in un vortice nevrotico di monologhi interiori che ti fanno perdere la concentrazione e ti abbassano la fiducia nel tuo tennis. 
5. È verissimo che la maggior parte dei tennisti amatori non hanno un disegno tattico, e otterrebbero più risultati se giocassero in modo più semplice.
6. Tutti possiamo modificare il nostro piano tattico, con piccole modifiche al nostro approccio alla partita. Un consigliere a bordo campo aiuta moltissimo, si vede negli incontri a squadre, e spesso un cambio di tattica è decisivo, a qualunque livello. Mi riferisco a cose come: entra un po’ di più dentro al campo, aggredisci la seconda, rallenta il gioco che giochi sovraritmo, servi più prime in campo rischiandole di meno, prendi l’iniziativa e mantieni il controllo del gioco, ecc.[/quote]

buona domenica
ovviamente può intervenire e ci mancherebbe: ogni intervento costruttivo è benvenuto e quanto letto sopra è tale.

chiaramente in focus a trecentosessanta gradi ci sta tutto, cambiano le cose variando livello o destinazione, soprattutto se le forbici spaziano tra il punto di vista (o modus operandi) di un coach atp e uno che si occupa di ragazzini agonisti o pre-agonisti (ad esempio)
ripeto che basilare resta il rispetto di ogni parere o esperienza o convinzione soggettivi, ma giocoforza quando si entra in uno specifico campo, cambiano le esigenze e di conseguenza il protocollo.
buon tennis a tutti
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Mar 26 Gen 2021 - 23:43
@mattiaajduetre ha scritto:
@Andrea0 ha scritto:Mi permetto di intervenire perché trovo molto interessante la discussione. Trovo anche interessante l’invito dell’autore del post anche se ormai è troppo tardi per partecipare alla sezione di mental training. Ho letto tutti i post e butto lì alcune considerazioni lampo in risposta ad alcune cose che ho letto.
1. Migliorarsi e lavorare sulla tecnica, per me, è una cosa bellissima anche a 50 anni. Trovo che avere la possibilità di imparare e migliorarsi sia una cosa meravigliosa che rende il tennis una pratica entusiasmante.
2. L’allenamento mentale esiste da tantissimo tempo nel tennis. Forse è lo sport che ha introdotto per primo certe pratiche. Già nei primi anni ‘80 vedevo ragazzi under 16 di livello internazionale praticare training autogeno per raggiungere la massima performance.
3. Trovare la massima concentrazione, il flusso, o flow, è una cosa importante per qualunque tennista di qualunque categoria. Penso che alcuni maestri preferiscano arrivare a potenziare l’aspetto mentale del tennis in maniera indiretta, lavorando più sulla tecnica per creare meno pressione agli allievi, mentre altri usano specifiche tecniche di mental coaching, ma in tutti i casi la concentrazione è sempre stato un aspetto fondamentale del tennis.
4. La tattica è tutta un altra storia, e le due cose non sono in contrasto. Avere un piano tattico non vuol dire entrare in un vortice nevrotico di monologhi interiori che ti fanno perdere la concentrazione e ti abbassano la fiducia nel tuo tennis. 
5. È verissimo che la maggior parte dei tennisti amatori non hanno un disegno tattico, e otterrebbero più risultati se giocassero in modo più semplice.
6. Tutti possiamo modificare il nostro piano tattico, con piccole modifiche al nostro approccio alla partita. Un consigliere a bordo campo aiuta moltissimo, si vede negli incontri a squadre, e spesso un cambio di tattica è decisivo, a qualunque livello. Mi riferisco a cose come: entra un po’ di più dentro al campo, aggredisci la seconda, rallenta il gioco che giochi sovraritmo, servi più prime in campo rischiandole di meno, prendi l’iniziativa e mantieni il controllo del gioco, ecc.

buona domenica
ovviamente può intervenire e ci mancherebbe: ogni intervento costruttivo è benvenuto e quanto letto sopra è tale.

chiaramente in focus a trecentosessanta gradi ci sta tutto, cambiano le cose variando livello o destinazione, soprattutto se le forbici spaziano tra il punto di vista (o modus operandi) di un coach atp e uno che si occupa di ragazzini agonisti o pre-agonisti (ad esempio)
ripeto che basilare resta il rispetto di ogni parere o esperienza o convinzione soggettivi, ma giocoforza quando si entra in uno specifico campo, cambiano le esigenze e di conseguenza il protocollo.
buon tennis a tutti
Allora Andrea io non sono daccordo con il punto sei rispetto al tennis.
Nel senso che se non riesci a capire che  al posto di tirare la botta dovresti piazzare o tenere la prima,che se al posto di spingere dovresti tenere o metterti a remare, etc etc etc e hai bisogno di qualcuno che  ti consigli fuori dal campo per quello che  mi riguarda non sei un giocatore vero.
E non solo dal punto di vista mentale.
Per le piu' svariate possibilita' che  possono esistere.
IL gioco e' anche  bello per questo,perche' le decisioni in campo le devi prendere tu,perche' la partita la devi sapere interpretare tu,paradossalmente a bassi livelli il mental coach in campo servirebbe molto, servirebbe molto a chi non sa come affrontare una partita, cioe' entra in campo e non riesce a vedere e capire cosa succede,percio' il mental coach o meglio il coach lo catechizza punto a punto o le apre gli occhi.
Non posso credere che  a livello pro ma anche  in seconda ed in terza si entri in campo e non si riconosca la situazione.
A livello alto il giocatore entra in campo e sa cosa deve fare,sa cosa puo fare e quando farlo,ma ci sono anche  circostanze dove anche sapendo tutto si fa cosa si puo' anche  a livello pro.
Guarda, da allenatore in campo non sono quasi mai intervenuto a dare soluzioni al giocatore in partita,perche' volevo che  imparassero a sbrigarsela da loro, magari dopo partita si discuteva a rispetto della partita,ma non ho mai dato soluzioni a loro durante.
Perche' sapevo che non lo avrei aiutato, non sarebbe cresciuto,le avrei risolto il problema momentaneo ma non il problema alla radice.
E la prossima volta sarebbe ritornanto nel vortice del non capirci una mazza.
Ma qua parliamo di un livello di formazione tra la quarta e gli inizi della la terza perche' queste cose qua' se non le capisci e non le impari in seconda non ci arrivi.
Si puo' sbagliare tattica o prendere una decisione sbagliata in un certo momento di gioco,ma entrare in campo e non capire quando piazzare la prima,quando remare,quando spingere etc etc,non si puo.
O almeno se non lo si e' abituati a fare o non si e' ancora in grado di farlo perche' la mente e distratta da altri problemi tecnici,che niente hanno a che  vedere con il discorso mentale di saper valutare cosa stia succedendo in partita,se non lo sai fare e' perche' o non sai proprio cosa fare a livello di gioco e non sai dove metterla,ma li manco in terza arrivi, o perche' come ripeto sei ancora distratto da problemi tecnici.
Poi ragazzi da fuori siamo tutti bravi,ma non vi e' mai capitato di vedere una partita di un amico del vostro livello e di dire ma come mai le gioca cosi dovrebbe fare questo e quello per vincere.
Per poi magari andare in campo con lo stesso avversario e fare le stesse cose che  faceva l'amico e prendere una bella legnata come ha fatto il vostro amico.
Almeno fino a quando non ci sara' la possibilta' di fare entrare in campo l'allenatore sempre, o il mentalista,o lo psicologo, o quello che  volete, io il tennis lo concepisco cosi per quello che  e'.
E li a voglia poi a trovare le scuse  a trovare il miglior psicologo o miglior allenatore o mentalista che sia.
Perche' per quello che  mi riguarda le scuse sempre scuse rimarranno.
Mahhhh sono solo opinioni personali che  ognuno tragga le conclusioni che meglio crede.
Saluti e buon tennis a tutti.
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Allenamento mentale: un consiglio per giocatori di 4° e 3° cat - Pagina 5 Empty Re: Allenamento mentale: un consiglio per giocatori di 4° e 3° cat

Mer 27 Gen 2021 - 6:00
@Veterano ha scritto:

Allora Andrea io non sono daccordo con il punto sei rispetto al tennis.
Nel senso che se non riesci a capire che  al posto di tirare la botta dovresti piazzare o tenere la prima,che se al posto di spingere dovresti tenere o metterti a remare, etc etc etc e hai bisogno di qualcuno che  ti consigli fuori dal campo per quello che  mi riguarda non sei un giocatore vero.
E non solo dal punto di vista mentale.
Per le piu' svariate possibilita' che  possono esistere.
IL gioco e' anche  bello per questo,perche' le decisioni in campo le devi prendere tu,perche' la partita la devi sapere interpretare tu,paradossalmente a bassi livelli il mental coach in campo servirebbe molto, servirebbe molto a chi non sa come affrontare una partita, cioe' entra in campo e non riesce a vedere e capire cosa succede,percio' il mental coach o meglio il coach lo catechizza punto a punto o le apre gli occhi.
Non posso credere che  a livello pro ma anche  in seconda ed in terza si entri in campo e non si riconosca la situazione.
A livello alto il giocatore entra in campo e sa cosa deve fare,sa cosa puo fare e quando farlo,ma ci sono anche  circostanze dove anche sapendo tutto si fa cosa si puo' anche  a livello pro.
Guarda, da allenatore in campo non sono quasi mai intervenuto a dare soluzioni al giocatore in partita,perche' volevo che  imparassero a sbrigarsela da loro, magari dopo partita si discuteva a rispetto della partita,ma non ho mai dato soluzioni a loro durante.
Perche' sapevo che non lo avrei aiutato, non sarebbe cresciuto,le avrei risolto il problema momentaneo ma non il problema alla radice.
E la prossima volta sarebbe ritornanto nel vortice del non capirci una mazza.
Ma qua parliamo di un livello di formazione tra la quarta e gli inizi della la terza perche' queste cose qua' se non le capisci e non le impari in seconda non ci arrivi.
Si puo' sbagliare tattica o prendere una decisione sbagliata in un certo momento di gioco,ma entrare in campo e non capire quando piazzare la prima,quando remare,quando spingere etc etc,non si puo.
O almeno se non lo si e' abituati a fare o non si e' ancora in grado di farlo perche' la mente e distratta da altri problemi tecnici,che niente hanno a che  vedere con il discorso mentale di saper valutare cosa stia succedendo in partita,se non lo sai fare e' perche' o non sai proprio cosa fare a livello di gioco e non sai dove metterla,ma li manco in terza arrivi, o perche' come ripeto sei ancora distratto da problemi tecnici.
Poi ragazzi da fuori siamo tutti bravi,ma non vi e' mai capitato di vedere una partita di un amico del vostro livello e di dire ma come mai le gioca cosi dovrebbe fare questo e quello per vincere.
Per poi magari andare in campo con lo stesso avversario e fare le stesse cose che  faceva l'amico e prendere una bella legnata come ha fatto il vostro amico.
Almeno fino a quando non ci sara' la possibilta' di fare entrare in campo l'allenatore sempre, o il mentalista,o lo psicologo, o quello che  volete, io il tennis lo concepisco cosi per quello che  e'.
E li a voglia poi a trovare le scuse  a trovare il miglior psicologo o miglior allenatore o mentalista che sia.
Perche' per quello che  mi riguarda le scuse sempre scuse rimarranno.
Mahhhh sono solo opinioni personali che  ognuno tragga le conclusioni che meglio crede.
Saluti e buon tennis a tutti.
A me sembra che invece  l'aiuto tecnico tattico dall'esterno sia una cosa importantissima e utilissima e lo si nota da praticamente tutte le giocatrici wta che utilizzano la possibilità di parlare col proprio coach una volta a set per potere ricevere consigli e da tutti i vari giocatori che cercano e ricevono coaching "illegale" durante i match
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Mer 27 Gen 2021 - 9:50
@Veterano ti vorrei fare una domanda: posto che partita e allenamento col maestro sono 2 sport diversi...
Per uno che ha preso in mano la racchetta per la prima volta 3 anni fa e gioca già benino (il maestro dice che con i miei colpi lui che sa giocare sarebbe 3.5 sicurament,e e con un po di fortuna anche 3.4 ; magari mentirà per motivarmi però insomma giochicchio) , fare troppi allenamenti sulla tecnica col maestro, può limitare la tua crescita nel gioco inteso come match? Proprio perchè sono 2 sport diversi.
Te lo chiedo perchè io risultati in partita sottozero e stavo pensando magari di concentrarmi proprio sulle partite, ma non so se sia una minchiata  Laughing

considera che gioco mediamente 1 ora col maestro e 5 di partita a settimana, ma puntualmente l'ora col maestro mi crea delle "aspettative" che vengono smentite nelle sessioni successive, proprio perchè per me, giocare bene col maestro è la cosa più facile del mondo.
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Mer 27 Gen 2021 - 10:35
@piccolit ha scritto:@Veterano ti vorrei fare una domanda: posto che partita e allenamento col maestro sono 2 sport diversi...
Per uno che ha preso in mano la racchetta per la prima volta 3 anni fa e gioca già benino (il maestro dice che con i miei colpi lui che sa giocare sarebbe 3.5 sicurament,e e con un po di fortuna anche 3.4 ; magari mentirà per motivarmi però insomma giochicchio) , fare troppi allenamenti sulla tecnica col maestro, può limitare la tua crescita nel gioco inteso come match? Proprio perchè sono 2 sport diversi.
Te lo chiedo perchè io risultati in partita sottozero e stavo pensando magari di concentrarmi proprio sulle partite, ma non so se sia una minchiata  Laughing

considera che gioco mediamente 1 ora col maestro e 5 di partita a settimana, ma puntualmente l'ora col maestro mi crea delle "aspettative" che vengono smentite nelle sessioni successive, proprio perchè per me, giocare bene col maestro è la cosa più facile del mondo.
Può essere che con il maestro, giochi meglio perchè non senti la "responsabilità" di fare il punto.....succede così ad un mio amico con cui ho giocato anche domenica; con il maestro e nei palleggi di riscaldamento, tira dei rovesci ad una mano belli e profondi.....poi in partita, non ne tira più uno, o almeno, ci prova ma sbaglia malamente....e dire che servizio e diritto, sono almeno da 4-1......è un problema di tanti quarta, quello di fidarsi di cosa si sa fare e applicarlo in partita..... Rolling Eyes Rolling Eyes
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Mer 27 Gen 2021 - 10:43
@Luchino 67 ha scritto:
@piccolit ha scritto:@Veterano ti vorrei fare una domanda: posto che partita e allenamento col maestro sono 2 sport diversi...
Per uno che ha preso in mano la racchetta per la prima volta 3 anni fa e gioca già benino (il maestro dice che con i miei colpi lui che sa giocare sarebbe 3.5 sicurament,e e con un po di fortuna anche 3.4 ; magari mentirà per motivarmi però insomma giochicchio) , fare troppi allenamenti sulla tecnica col maestro, può limitare la tua crescita nel gioco inteso come match? Proprio perchè sono 2 sport diversi.
Te lo chiedo perchè io risultati in partita sottozero e stavo pensando magari di concentrarmi proprio sulle partite, ma non so se sia una minchiata  Laughing

considera che gioco mediamente 1 ora col maestro e 5 di partita a settimana, ma puntualmente l'ora col maestro mi crea delle "aspettative" che vengono smentite nelle sessioni successive, proprio perchè per me, giocare bene col maestro è la cosa più facile del mondo.
Può essere che con il maestro, giochi meglio perchè non senti la "responsabilità" di fare il punto.....succede così ad un mio amico con cui ho giocato anche domenica; con il maestro e nei palleggi di riscaldamento, tira dei rovesci ad una mano belli e profondi.....poi in partita, non ne tira più uno, o almeno, ci prova ma sbaglia malamente....e dire che servizio e diritto, sono almeno da 4-1......è un problema di tanti quarta, quello di fidarsi di cosa si sa fare e applicarlo in partita..... Rolling Eyes Rolling Eyes

Sicuramente non voglio far punto al maestro ma altrettanto sicuramente il gioco del maestro è più regolare, e la palla che mi arriva è diversa, non è una ciabattata casuale che non sono pronto a Interpretare/ribattere.
Con il maestro la situazione è più "automatica" e preimpostata e questo è molto facilitante. 
Per quello dico, una volta che so giocare dritto e rovescio, se ho problemi in partita tanto vale giocare solo partite, altrimenti ti senti un mito il lunedì e una M...il martedì e questo secondo me non ti aiuta perchè la differenza tra allenamento e partita genera solo frustrazione.
Invece magari facendo solo partita, ti "forzi" a impegnarti a vincere con quello che c'è.
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Mer 27 Gen 2021 - 10:47
Tutti giocano meglio a mente libera ma ci dev'essere un bilanciamento. Se giochi al 100 in allenamento e a 2 in partita, devi cambiare qualcosa secondo me, se non altro per non continuare a fare quello che non ti sta portando da nessuna parte...
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Mer 27 Gen 2021 - 10:57
@piccolit ha scritto:Tutti giocano meglio a mente libera ma ci dev'essere un bilanciamento. Se giochi al 100 in allenamento e a 2 in partita, devi cambiare qualcosa secondo me, se non altro per non continuare a fare quello che non ti sta portando da nessuna parte...
Esatto......personalmente, credo sia assai determinante, l'autostima e la fiducia dei tuoi mezzi.....e la partita, esalta questo aspetto. Ti consiglio di giocarne tante prendendole a "cuor leggero".......so che non è facile ma ti aiuta ad arrivare prima a trovare fiducia e continuità......fregatene del risultato, ma non più di tanto  Razz Razz parola d'ordine, determinazione e fiducia...
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Mer 27 Gen 2021 - 10:58
@Luchino 67 ha scritto:
@piccolit ha scritto:Tutti giocano meglio a mente libera ma ci dev'essere un bilanciamento. Se giochi al 100 in allenamento e a 2 in partita, devi cambiare qualcosa secondo me, se non altro per non continuare a fare quello che non ti sta portando da nessuna parte...
Esatto......personalmente, credo sia assai determinante, l'autostima e la fiducia dei tuoi mezzi.....e la partita, esalta questo aspetto. Ti consiglio di giocarne tante prendendole a "cuor leggero".......so che non è facile ma ti aiuta ad arrivare prima a trovare fiducia e continuità......fregatene del risultato, ma non più di tanto  Razz Razz parola d'ordine, determinazione e fiducia...

Hai ragione ma purtroppo senza risultati è dura costruire fiducia.. Wink
anzi la cosa che più detesto in assoluto è quando perdo e mi fanno sinceri complimenti per come gioco...gli darei una testata Very Happy
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Mer 27 Gen 2021 - 12:57
@Iron ha scritto:
@Veterano ha scritto:

Allora Andrea io non sono daccordo con il punto sei rispetto al tennis.
Nel senso che se non riesci a capire che  al posto di tirare la botta dovresti piazzare o tenere la prima,che se al posto di spingere dovresti tenere o metterti a remare, etc etc etc e hai bisogno di qualcuno che  ti consigli fuori dal campo per quello che  mi riguarda non sei un giocatore vero.
E non solo dal punto di vista mentale.
Per le piu' svariate possibilita' che  possono esistere.
IL gioco e' anche  bello per questo,perche' le decisioni in campo le devi prendere tu,perche' la partita la devi sapere interpretare tu,paradossalmente a bassi livelli il mental coach in campo servirebbe molto, servirebbe molto a chi non sa come affrontare una partita, cioe' entra in campo e non riesce a vedere e capire cosa succede,percio' il mental coach o meglio il coach lo catechizza punto a punto o le apre gli occhi.
Non posso credere che  a livello pro ma anche  in seconda ed in terza si entri in campo e non si riconosca la situazione.
A livello alto il giocatore entra in campo e sa cosa deve fare,sa cosa puo fare e quando farlo,ma ci sono anche  circostanze dove anche sapendo tutto si fa cosa si puo' anche  a livello pro.
Guarda, da allenatore in campo non sono quasi mai intervenuto a dare soluzioni al giocatore in partita,perche' volevo che  imparassero a sbrigarsela da loro, magari dopo partita si discuteva a rispetto della partita,ma non ho mai dato soluzioni a loro durante.
Perche' sapevo che non lo avrei aiutato, non sarebbe cresciuto,le avrei risolto il problema momentaneo ma non il problema alla radice.
E la prossima volta sarebbe ritornanto nel vortice del non capirci una mazza.
Ma qua parliamo di un livello di formazione tra la quarta e gli inizi della la terza perche' queste cose qua' se non le capisci e non le impari in seconda non ci arrivi.
Si puo' sbagliare tattica o prendere una decisione sbagliata in un certo momento di gioco,ma entrare in campo e non capire quando piazzare la prima,quando remare,quando spingere etc etc,non si puo.
O almeno se non lo si e' abituati a fare o non si e' ancora in grado di farlo perche' la mente e distratta da altri problemi tecnici,che niente hanno a che  vedere con il discorso mentale di saper valutare cosa stia succedendo in partita,se non lo sai fare e' perche' o non sai proprio cosa fare a livello di gioco e non sai dove metterla,ma li manco in terza arrivi, o perche' come ripeto sei ancora distratto da problemi tecnici.
Poi ragazzi da fuori siamo tutti bravi,ma non vi e' mai capitato di vedere una partita di un amico del vostro livello e di dire ma come mai le gioca cosi dovrebbe fare questo e quello per vincere.
Per poi magari andare in campo con lo stesso avversario e fare le stesse cose che  faceva l'amico e prendere una bella legnata come ha fatto il vostro amico.
Almeno fino a quando non ci sara' la possibilta' di fare entrare in campo l'allenatore sempre, o il mentalista,o lo psicologo, o quello che  volete, io il tennis lo concepisco cosi per quello che  e'.
E li a voglia poi a trovare le scuse  a trovare il miglior psicologo o miglior allenatore o mentalista che sia.
Perche' per quello che  mi riguarda le scuse sempre scuse rimarranno.
Mahhhh sono solo opinioni personali che  ognuno tragga le conclusioni che meglio crede.
Saluti e buon tennis a tutti.
A me sembra che invece  l'aiuto tecnico tattico dall'esterno sia una cosa importantissima e utilissima e lo si nota da praticamente tutte le giocatrici wta che utilizzano la possibilità di parlare col proprio coach una volta a set per potere ricevere consigli e da tutti i vari giocatori che cercano e ricevono coaching "illegale" durante i match
Iron ma chi dice il contrario,certo che  e' utilissimo,ma toglie la vera essenza del gioco,cioe' tu in campo ci vai solo e te la sbrogli da solo,perche' il gioco fino a poco tempo fa e' stato concepito e giocato cosi.
IL permesso al coach di entrare in campo cambia le carte in tavola.
E a mio parere in fase di costruzione di un giocatore puo fare piu' danni che creare benefici.
Nel senso che puoi correre il rischio di non imparare a sbrogliartela da solo e di dovere sempre avere un aiuto esterno per portare a casa la partita.
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Mer 27 Gen 2021 - 13:32
@piccolit ha scritto:@Veterano ti vorrei fare una domanda: posto che partita e allenamento col maestro sono 2 sport diversi...
Per uno che ha preso in mano la racchetta per la prima volta 3 anni fa e gioca già benino (il maestro dice che con i miei colpi lui che sa giocare sarebbe 3.5 sicurament,e e con un po di fortuna anche 3.4 ; magari mentirà per motivarmi però insomma giochicchio) , fare troppi allenamenti sulla tecnica col maestro, può limitare la tua crescita nel gioco inteso come match? Proprio perchè sono 2 sport diversi.
Te lo chiedo perchè io risultati in partita sottozero e stavo pensando magari di concentrarmi proprio sulle partite, ma non so se sia una minchiata  Laughing

considera che gioco mediamente 1 ora col maestro e 5 di partita a settimana, ma puntualmente l'ora col maestro mi crea delle "aspettative" che vengono smentite nelle sessioni successive, proprio perchè per me, giocare bene col maestro è la cosa più facile del mondo.
Come ben hai detto la partita e l'allenamento sono due cose distinte.
IL maestro cerca di non mettterti troppo in difficolta' e ti fa giocare dandoti ritmo e giocandoti il piu palle possibili e che  ovviamente siano rigiocabili,e ti da anche una logica di gioco.
Ora in torneo o in partita ti troverai a giocare palle di ogni tipo,ti troverai a giocare con gente che  di logica non ne ha.
Tutte situazioni che "magari" con il maestro non affronti,o almeno non fai degli allenamenti specifici per migliorare un certo aspetto che in partita ti potrebbe poi servire.
Bene in partita la logica al gioco gliela devi dare tu il piu' facilmente possibile.
La tecnica di base ce,ora mettiamola in campo.
Pensa sempre alla regola delle diagonali,cioe' gioco incrociato e canbio quando vedo il vantaggio per farlo.
Non mi importa cosa mi arrivi ,se un pallonetto se una mozzarella, se una legnata.
So come si gioca e mi attengo alle regole.
Se posso spingere spingo se devo tirare su tiro su etc etc etc.
Bisogna avere pazienza e aspettare il momento giusto.
Se non ti senti sicuro di spingere non spingere gioca in sicurezza senza strafare.
Se ti vedi in difficolta' o pensi che  la palla sia' difficile non pensare a tirare forte ma tira su e gioca profondo.
Se trovi un giocatore che  ti gioca senza senso, e ti trovi spiazzato,riportalo alla logica del gioco,diagonali.
Se poi ti trovi qualcuno che sia in grado di fare il gioco che  vuole senza una logica apparente e' le stai prendendo e' perche' o sei imbambolato e segui la palla senza una logica,oppure lui con te puo fare quello che  vuole anche  se apparentemente non sembra avere un senso quello che  fa.
E come quando con i bambini li si fa correre da una parte all altra del campo per farli muovere,perche' il livello tecnico e talmente differente che  posso permettermi di fare quello che  voglio senza seguire nessuna logica di gioco per portere a casa il punto.
Il mio consiglio e' quello di: a fine partita cerca di pensare a cosa secondo te non e' andato bene o cosa hai sofferto di piu', e poi quando vai ad allenarti con il maestro le spieghi le situazioni.
Cosi magari ti fara' fare degli allenamenti mirati.
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Mer 27 Gen 2021 - 14:02
@piccolit ha scritto:
@Luchino 67 ha scritto:
@piccolit ha scritto:Tutti giocano meglio a mente libera ma ci dev'essere un bilanciamento. Se giochi al 100 in allenamento e a 2 in partita, devi cambiare qualcosa secondo me, se non altro per non continuare a fare quello che non ti sta portando da nessuna parte...
Esatto......personalmente, credo sia assai determinante, l'autostima e la fiducia dei tuoi mezzi.....e la partita, esalta questo aspetto. Ti consiglio di giocarne tante prendendole a "cuor leggero".......so che non è facile ma ti aiuta ad arrivare prima a trovare fiducia e continuità......fregatene del risultato, ma non più di tanto  Razz Razz parola d'ordine, determinazione e fiducia...

Hai ragione ma purtroppo senza risultati è dura costruire fiducia.. Wink
anzi la cosa che più detesto in assoluto è quando perdo e mi fanno sinceri complimenti per come gioco...gli darei una testata Very Happy
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Comunque, sono molto più utili di quello che possa sembrare, le partite con avversari più deboli, perchè lì ti puoi permettere di allenarti in quelle situazioni che tu credi di non saper affrontare, anche se poi è difficile riuscire con gente che è al tuo livello o superiore.......intanto, comincia a provare nelle partite facili e poi, come dice Veterano, riferisci al maestro, che ti allenerà sulla tecnica in determinate situazioni, ben felice che tu, intanto, abbia capito da solo quello che sarebbe giusto fare per risultare più efficace in partita.... Wink Wink
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Mer 27 Gen 2021 - 14:09
@Veterano ha scritto:
@piccolit ha scritto:@Veterano ti vorrei fare una domanda: posto che partita e allenamento col maestro sono 2 sport diversi...
Per uno che ha preso in mano la racchetta per la prima volta 3 anni fa e gioca già benino (il maestro dice che con i miei colpi lui che sa giocare sarebbe 3.5 sicurament,e e con un po di fortuna anche 3.4 ; magari mentirà per motivarmi però insomma giochicchio) , fare troppi allenamenti sulla tecnica col maestro, può limitare la tua crescita nel gioco inteso come match? Proprio perchè sono 2 sport diversi.
Te lo chiedo perchè io risultati in partita sottozero e stavo pensando magari di concentrarmi proprio sulle partite, ma non so se sia una minchiata  Laughing

considera che gioco mediamente 1 ora col maestro e 5 di partita a settimana, ma puntualmente l'ora col maestro mi crea delle "aspettative" che vengono smentite nelle sessioni successive, proprio perchè per me, giocare bene col maestro è la cosa più facile del mondo.
Come ben hai detto la partita e l'allenamento sono due cose distinte.
IL maestro cerca di non mettterti troppo in difficolta' e ti fa giocare dandoti ritmo e giocandoti il piu palle possibili e che  ovviamente siano rigiocabili,e ti da anche una logica di gioco.
Ora in torneo o in partita ti troverai a giocare palle di ogni tipo,ti troverai a giocare con gente che  di logica non ne ha.
Tutte situazioni che "magari" con il maestro non affronti,o almeno non fai degli allenamenti specifici per migliorare un certo aspetto che in partita ti potrebbe poi servire.
Bene in partita la logica al gioco gliela devi dare tu il piu' facilmente possibile.
La tecnica di base ce,ora mettiamola in campo.
Pensa sempre alla regola delle diagonali,cioe' gioco incrociato e canbio quando vedo il vantaggio per farlo.
Non mi importa cosa mi arrivi ,se un pallonetto se una mozzarella, se una legnata.
So come si gioca e mi attengo alle regole.
Se posso spingere spingo se devo tirare su tiro su etc etc etc.
Bisogna avere pazienza e aspettare il momento giusto.
Se non ti senti sicuro di spingere non spingere gioca in sicurezza senza strafare.
Se ti vedi in difficolta' o pensi che  la palla sia' difficile non pensare a tirare forte ma tira su e gioca profondo.
Se trovi un giocatore che  ti gioca senza senso, e ti trovi spiazzato,riportalo alla logica del gioco,diagonali.
Se poi ti trovi qualcuno che sia in grado di fare il gioco che  vuole senza una logica apparente e' le stai prendendo e' perche' o sei imbambolato e segui la palla senza una logica,oppure lui con te puo fare quello che  vuole anche  se apparentemente non sembra avere un senso quello che  fa.
E come quando con i bambini li si fa correre da una parte all altra del campo per farli muovere,perche' il livello tecnico e talmente differente che  posso permettermi di fare quello che  voglio senza seguire nessuna logica di gioco per portere a casa il punto.
Il mio consiglio e' quello di: a fine partita cerca di pensare a cosa secondo te non e' andato bene o cosa hai sofferto di piu', e poi quando vai ad allenarti con il maestro le spieghi le situazioni.
Cosi magari ti fara' fare degli allenamenti mirati.

Grazie mille per la tua risposta
Ecco un mio difetto che sono dimenticato di dire è che tirerei sempre a 800 all'ora...consapevole che non serve a niente e che è rischiosissimo mi piace...tendenzialmente mi viene "naturale" tirare molto più forte dei miei compagni di categoria...che sarebbe ottimo se stessero tutte in campo  Very Happy
La cosa che più soffro a mio modo di vedere è la mancanza di ritmo e il dover reagire a situazioni che cambiano di continuo secondo me, per quello pensavo di lasciar perdere il maestro per un po'..
Comunque grazie mille farò tesoro dei tuoi consigli!
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Mer 27 Gen 2021 - 14:30
@piccolit ha scritto:
@Veterano ha scritto:
@piccolit ha scritto:@Veterano ti vorrei fare una domanda: posto che partita e allenamento col maestro sono 2 sport diversi...
Per uno che ha preso in mano la racchetta per la prima volta 3 anni fa e gioca già benino (il maestro dice che con i miei colpi lui che sa giocare sarebbe 3.5 sicurament,e e con un po di fortuna anche 3.4 ; magari mentirà per motivarmi però insomma giochicchio) , fare troppi allenamenti sulla tecnica col maestro, può limitare la tua crescita nel gioco inteso come match? Proprio perchè sono 2 sport diversi.
Te lo chiedo perchè io risultati in partita sottozero e stavo pensando magari di concentrarmi proprio sulle partite, ma non so se sia una minchiata  Laughing

considera che gioco mediamente 1 ora col maestro e 5 di partita a settimana, ma puntualmente l'ora col maestro mi crea delle "aspettative" che vengono smentite nelle sessioni successive, proprio perchè per me, giocare bene col maestro è la cosa più facile del mondo.
Come ben hai detto la partita e l'allenamento sono due cose distinte.
IL maestro cerca di non mettterti troppo in difficolta' e ti fa giocare dandoti ritmo e giocandoti il piu palle possibili e che  ovviamente siano rigiocabili,e ti da anche una logica di gioco.
Ora in torneo o in partita ti troverai a giocare palle di ogni tipo,ti troverai a giocare con gente che  di logica non ne ha.
Tutte situazioni che "magari" con il maestro non affronti,o almeno non fai degli allenamenti specifici per migliorare un certo aspetto che in partita ti potrebbe poi servire.
Bene in partita la logica al gioco gliela devi dare tu il piu' facilmente possibile.
La tecnica di base ce,ora mettiamola in campo.
Pensa sempre alla regola delle diagonali,cioe' gioco incrociato e canbio quando vedo il vantaggio per farlo.
Non mi importa cosa mi arrivi ,se un pallonetto se una mozzarella, se una legnata.
So come si gioca e mi attengo alle regole.
Se posso spingere spingo se devo tirare su tiro su etc etc etc.
Bisogna avere pazienza e aspettare il momento giusto.
Se non ti senti sicuro di spingere non spingere gioca in sicurezza senza strafare.
Se ti vedi in difficolta' o pensi che  la palla sia' difficile non pensare a tirare forte ma tira su e gioca profondo.
Se trovi un giocatore che  ti gioca senza senso, e ti trovi spiazzato,riportalo alla logica del gioco,diagonali.
Se poi ti trovi qualcuno che sia in grado di fare il gioco che  vuole senza una logica apparente e' le stai prendendo e' perche' o sei imbambolato e segui la palla senza una logica,oppure lui con te puo fare quello che  vuole anche  se apparentemente non sembra avere un senso quello che  fa.
E come quando con i bambini li si fa correre da una parte all altra del campo per farli muovere,perche' il livello tecnico e talmente differente che  posso permettermi di fare quello che  voglio senza seguire nessuna logica di gioco per portere a casa il punto.
Il mio consiglio e' quello di: a fine partita cerca di pensare a cosa secondo te non e' andato bene o cosa hai sofferto di piu', e poi quando vai ad allenarti con il maestro le spieghi le situazioni.
Cosi magari ti fara' fare degli allenamenti mirati.

Grazie mille per la tua risposta
Ecco un mio difetto che sono dimenticato di dire è che tirerei sempre a 800 all'ora...consapevole che non serve a niente e che è rischiosissimo mi piace...tendenzialmente mi viene "naturale" tirare molto più forte dei miei compagni di categoria...che sarebbe ottimo se stessero tutte in campo  Very Happy
La cosa che più soffro a mio modo di vedere è la mancanza di ritmo e il dover reagire a situazioni che cambiano di continuo secondo me, per quello pensavo di lasciar perdere il maestro per un po'..
Comunque grazie mille farò tesoro dei tuoi consigli!
Ecco al posto di tirare a 800 all' ora e fuori tira ai 40 e dentro. Very Happy Very Happy Very Happy
Dai scherzo ma ti do un consiglio,devi costruirti una base di gioco a livello velocita' e complessita. insomma una palla sicura,che non deve essere una palletta ne un missile,ma una palla ad una velocita' costante che  ti permetta di giocare in sicurezza.
La differenza a tutti i livelli la fa la sicurezza, ad una velocita' e complessita' di palla gestibile dal giocatore.
Piu il livello e' alto e' piu' la velocita' e la complessita di base saranno alti.
O ci sara' un aumento di spinta graduale,nel senso che devo sempre cercare di mantenermi mella diciamo mia zona di confort,non posso passare da 40 a 100, tanto per fare un esempio.
Se ti costringono sistematicamete a dover faticare per stare nella zona di confort e' perche' probailmente la complessita' di palla che  stai affrontando non e' ancora gestibile per te,percio cerca di tenere la palla in campo al posto di sbracciare come un forsennato,e in allenamento cercare di aumentare a livello di velocita' e complessita di palla il tuo livello di base di zona di confort.
La mancanza di ritmo e' un problema al quale abbiamo sofferto tutti,in percentuale siamo tutti giocatori di ritmo,perche' e' molto piu facile giocare avendo ritmo che  non avendone.
Ma anche li bisogna vedere a cosa ti riferisci per mancanza di ritmo.
Cioe' da una velocita' elevata per te magari confortevole si passa ad una palla piu' lenta e magari senza peso.
Bueno se cosi fosse ben per te....
Nel senso che se mi abbassano il livello di gioco e mi giocano senza peso prendo in mano la situazione e chiudo il punto senza tanti problemi.
Bisogna solo abituarsi a farlo e quando ci si riesce le difficolta' saranno solo piu' dovute a chi spinge da fondo piu' di te e ti porta all' errore o ad accorciare per forza di cose.
Gioca tante partite e pensa che  alla fine vince chi tiene di piu' la palla in campo.
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Mer 27 Gen 2021 - 14:38
@Veterano ha scritto:
@piccolit ha scritto:
@Veterano ha scritto:
@piccolit ha scritto:@Veterano ti vorrei fare una domanda: posto che partita e allenamento col maestro sono 2 sport diversi...
Per uno che ha preso in mano la racchetta per la prima volta 3 anni fa e gioca già benino (il maestro dice che con i miei colpi lui che sa giocare sarebbe 3.5 sicurament,e e con un po di fortuna anche 3.4 ; magari mentirà per motivarmi però insomma giochicchio) , fare troppi allenamenti sulla tecnica col maestro, può limitare la tua crescita nel gioco inteso come match? Proprio perchè sono 2 sport diversi.
Te lo chiedo perchè io risultati in partita sottozero e stavo pensando magari di concentrarmi proprio sulle partite, ma non so se sia una minchiata  Laughing

considera che gioco mediamente 1 ora col maestro e 5 di partita a settimana, ma puntualmente l'ora col maestro mi crea delle "aspettative" che vengono smentite nelle sessioni successive, proprio perchè per me, giocare bene col maestro è la cosa più facile del mondo.
Come ben hai detto la partita e l'allenamento sono due cose distinte.
IL maestro cerca di non mettterti troppo in difficolta' e ti fa giocare dandoti ritmo e giocandoti il piu palle possibili e che  ovviamente siano rigiocabili,e ti da anche una logica di gioco.
Ora in torneo o in partita ti troverai a giocare palle di ogni tipo,ti troverai a giocare con gente che  di logica non ne ha.
Tutte situazioni che "magari" con il maestro non affronti,o almeno non fai degli allenamenti specifici per migliorare un certo aspetto che in partita ti potrebbe poi servire.
Bene in partita la logica al gioco gliela devi dare tu il piu' facilmente possibile.
La tecnica di base ce,ora mettiamola in campo.
Pensa sempre alla regola delle diagonali,cioe' gioco incrociato e canbio quando vedo il vantaggio per farlo.
Non mi importa cosa mi arrivi ,se un pallonetto se una mozzarella, se una legnata.
So come si gioca e mi attengo alle regole.
Se posso spingere spingo se devo tirare su tiro su etc etc etc.
Bisogna avere pazienza e aspettare il momento giusto.
Se non ti senti sicuro di spingere non spingere gioca in sicurezza senza strafare.
Se ti vedi in difficolta' o pensi che  la palla sia' difficile non pensare a tirare forte ma tira su e gioca profondo.
Se trovi un giocatore che  ti gioca senza senso, e ti trovi spiazzato,riportalo alla logica del gioco,diagonali.
Se poi ti trovi qualcuno che sia in grado di fare il gioco che  vuole senza una logica apparente e' le stai prendendo e' perche' o sei imbambolato e segui la palla senza una logica,oppure lui con te puo fare quello che  vuole anche  se apparentemente non sembra avere un senso quello che  fa.
E come quando con i bambini li si fa correre da una parte all altra del campo per farli muovere,perche' il livello tecnico e talmente differente che  posso permettermi di fare quello che  voglio senza seguire nessuna logica di gioco per portere a casa il punto.
Il mio consiglio e' quello di: a fine partita cerca di pensare a cosa secondo te non e' andato bene o cosa hai sofferto di piu', e poi quando vai ad allenarti con il maestro le spieghi le situazioni.
Cosi magari ti fara' fare degli allenamenti mirati.

Grazie mille per la tua risposta
Ecco un mio difetto che sono dimenticato di dire è che tirerei sempre a 800 all'ora...consapevole che non serve a niente e che è rischiosissimo mi piace...tendenzialmente mi viene "naturale" tirare molto più forte dei miei compagni di categoria...che sarebbe ottimo se stessero tutte in campo  Very Happy
La cosa che più soffro a mio modo di vedere è la mancanza di ritmo e il dover reagire a situazioni che cambiano di continuo secondo me, per quello pensavo di lasciar perdere il maestro per un po'..
Comunque grazie mille farò tesoro dei tuoi consigli!
Ecco al posto di tirare a 800 all' ora e fuori tira ai 40 e dentro. Very Happy Very Happy Very Happy
Dai scherzo ma ti do un consiglio,devi costruirti una base di gioco a livello velocita' e complessita. insomma una palla sicura,che non deve essere una palletta ne un missile,ma una palla ad una velocita' costante che  ti permetta di giocare in sicurezza.
La differenza a tutti i livelli la fa la sicurezza, ad una velocita' e complessita' di palla gestibile dal giocatore.
Piu il livello e' alto e' piu' la velocita' e la complessita di base saranno alti.
O ci sara' un aumento di spinta graduale,nel senso che devo sempre cercare di mantenermi mella diciamo mia zona di confort,non posso passare da 40 a 100, tanto per fare un esempio.
Se ti costringono sistematicamete a dover faticare per stare nella zona di confort e' perche' probailmente la complessita' di palla che  stai affrontando non e' ancora gestibile per te,percio cerca di tenere la palla in campo al posto di sbracciare come un forsennato,e in allenamento cercare di aumentare a livello di velocita' e complessita di palla il tuo livello di base di zona di confort.
La mancanza di ritmo e' un problema al quale abbiamo sofferto tutti,in percentuale siamo tutti giocatori di ritmo,perche' e' molto piu facile giocare avendo ritmo che  non avendone.
Ma anche li bisogna vedere a cosa ti riferisci per mancanza di ritmo.
Cioe' da una velocita' elevata per te magari confortevole si passa ad una palla piu' lenta e magari senza peso.
Bueno se cosi fosse ben per te....
Nel senso che se mi abbassano il livello di gioco e mi giocano senza peso prendo in mano la situazione e chiudo il punto senza tanti problemi.
Bisogna solo abituarsi a farlo e quando ci si riesce le difficolta' saranno solo piu' dovute a chi spinge da fondo piu' di te e ti porta all' errore o ad accorciare per forza di cose.
Gioca tante partite e pensa che  alla fine vince chi tiene di piu' la palla in campo.

Hai ragione al 100 % e con mancanza di ritmo forse intendo proprio questo, cioè io non ho una velocità di crociera che sia "mia" e quindi quando vado in partita, dove il ritmo non me lo da il maestro, tutto il castello crolla. Se per puro caso imbrocco la velocità giusta vado alla grande, appena me ne allontano disastri.
Infatti le prossime lezioni il maestro mi ha già detto che giocherà in modo che io non mi possa praticamente appoggiare alla sua palla, così non posso "barare"  lol!
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