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Dagoberto
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Vecchi e Giovani, quanto vi pesa l'età

il Dom 20 Ago 2017 - 19:42
Promemoria primo messaggio :

Ho pensato di aprire questo post per sondare un po’ come la vedono altri tennisti su un tema, credo, comune a molti praticanti amatori.
Con il passare degli anni ho sempe più l’impressione che la differenza di età conti più di quanto accadesse qualche anno prima.
Mi piacerebbe, quindi, condividere le impressioni di altri giocatori, diciamo, un po’ attempati Laughing , ma anche di quelli che atempati non lo sono ancora Wink .
Quanti vivono  la sensazione che ad una certa età quella decina di anni in meno possa fare la differenza nella performance amatoriale, o è solo un condizionamento psicologico.
Insomma, quando affrontate in qualche partitella o quando vi capita di incontrare in qualche torneo da club un giocatore più giovane, statisticamente soffrite la differenza di età, cioè perdete comunque ed in ogni modo, o riuscite comunque a venirne fuori dignitosamente e, magari portarvi a casa il risultato?
Affrontate la sfida condizionati mentalmente o non percepite alcun timore reverenziale e qual è il vostro responso del campo da un punto di vista statistico?
Vi ringrazio anticipatamente per le preziose informazioni che vorrete fornire per risolvere questa mia curiosità.

Matusa
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Re: Vecchi e Giovani, quanto vi pesa l'età

il Mer 23 Ago 2017 - 4:07
Più che accorciare gli scambi io penso a correre poco e bene. Uno scambio lungo da fermo non mi crea problemi.
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Kmore
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Re: Vecchi e Giovani, quanto vi pesa l'età

il Mer 23 Ago 2017 - 8:08
@goldrake ha scritto:Io penso che più si invecchia più si devono accorciare gli scambi....io a quasi cinquant'anni faccio così ,un po' perché è il gioco che voglio fare ,un po' per necessità ,d'altronde king Roger insegna

Giustissimo cercare di migliorarsi sempre, di eliminare le proprie lacune tecniche.
C'e' pero' da fare una considerazione: generalmente i punti forti che si hanno da giovani, sempre quelli rimangono invecchiando.
Come nel pugilato dove certi ex campioni del mondo ritornano magari over  40, ma con le stesse caratteristiche/punti forti che avevano 1/2 decenni prima (vedi Foreman - gran colpitore che e' rientrato addirittura non preoccupandosi troppo dell'adipe in eccesso - tanto boxava camminando e tirava delle tronate pazzesche)
Se sei un regolarista, puoi migliorarti, puoi imparare le smorzate, puoi imparare a venire a chiudere a rete il punto costruito da fondo. Difficilmente pero' ti trasformerai in un "Servizio e dritto" o in un "bomabardiere" o in un Serve & volley.
st13
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Re: Vecchi e Giovani, quanto vi pesa l'età

il Mer 23 Ago 2017 - 8:10
@Kmore ha scritto:Scherzi a parte due/tre anni fa ho incontrato in un torneo di quarta un tipo che si beveva un sorso di birra ai cambi di campo a mo'm di integratore  ...e quella volta aveva pure vinto lui    

Kmore sempre meglio del mio prof universitario che si faceva due lattine di birre fra un'ora e l'altra di lezione!!! io l'esame lo superai al primo colpo ma, per non saper ne leggere ne scrivere, mi presentai in seduta con una maglietta con la dicitura "la birra piccola è immorale"  

@Matusa ha scritto:Più che accorciare gli scambi io penso a correre poco e bene. Uno scambio lungo da fermo non mi crea problemi.

Matusa, ti diffido dal postare alle 4:07 del mattino  lol!
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Re: Vecchi e Giovani, quanto vi pesa l'età

il Mer 23 Ago 2017 - 8:20
ritornando OT, io ho 38 anni e perdo contro i più saggi perchè sono più forti tecnicamente e sanno leggere i miei punti deboli, riescono a variare il gioco e non mi fanno capire più nulla.
ad esempio, nell'ultimo torneo sociale, gioco con un 50enne e vinco il primo 6-1. nel secondo set il disgraziato cambia stile di gioco, attacca in controtempo usando molto il back e ciao... mi batte 7-6 6-4 nei restanti.

alla fine del match si congratula con me per la mia predisposizione tennistica (fatta eccezione per 10-11 lezioni di gruppo, sono autodidatta e gioco da circa 4 anni), e per la predisposizione al sacrificio, da ex calciatore (amatoriale) corro in lungo e in largo e questo mi aiuta nei match con i pari livello
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Dagoberto
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Re: Vecchi e Giovani, quanto vi pesa l'età

il Mer 23 Ago 2017 - 11:25
@Kmore ha scritto:
@goldrake ha scritto:Io penso che più si invecchia più si devono accorciare gli scambi....io a quasi cinquant'anni faccio così ,un po' perché è il gioco che voglio fare ,un po' per necessità ,d'altronde king Roger insegna

Giustissimo cercare di migliorarsi sempre, di eliminare le proprie lacune tecniche.
C'e' pero' da fare una considerazione: generalmente i punti forti che si hanno da giovani, sempre quelli rimangono invecchiando.
Come nel pugilato dove certi ex campioni del mondo ritornano magari over  40, ma con le stesse caratteristiche/punti forti che avevano 1/2 decenni prima (vedi Foreman - gran colpitore che e' rientrato addirittura non preoccupandosi troppo dell'adipe in eccesso - tanto boxava camminando e tirava delle tronate pazzesche)
Se sei un regolarista, puoi migliorarti, puoi imparare le smorzate, puoi imparare a venire a chiudere a rete il punto costruito da fondo. Difficilmente pero' ti trasformerai in un "Servizio e dritto" o in un "bomabardiere" o in un Serve & volley.
Trovo molti spunti di riflessione in tutti i post .
In fondo, mi sembra di capire che se ci tengo veramente a tenere testa un po’ a tutti, non ci sono Santi, tantomeno l’anagrafica a mo’ di attenuante; in un modo o nell’altro, c’è da mettersi sotto scratch !
Kmore, mi trovo molto in questa tua considerazione.
Ho sempre apprezzato e giocato un tennis propenso, finalizzato alla chiusura del punto a rete, anche perché quando ho incominciato non c’era molto da scegliere, il tennis quello era.
Con il tempo ho cercato sempre più di ottimizzare anche il mio gioco da fondo, condizionato mediaticamente, probabilmente inconsciamente, anche da un tennis che, via, via, si è sempre più caratterizzato da questa diversa interpretazione del gioco, agevolata anche da materiali sempre più idonei in tal senso, ma in fondo ho sempre vissuto questa sorta di trasformazione come quando si indossa un vestito un po’ stretto.
Piano, piano, ho capito che non era la mia strada, dovevo consolidare, invece che stemperare il mio tennis più radicato, semmai completarlo, renderlo più solido, meno fragile ai topponi, ma non snaturarlo.
Qualche anno fa, ho ricominciato, quindi, a riprendere il mio gioco a rete, cercando di renderlo, per quanto possibile, meno improvvisato, completarlo con schemi e colpi da fondo che mi aiutassero nella fase finale che desideravo giocare in prossimità della rete o, comunque, in avanzamento.
I risultati sono quelli che sono, altalenanti, anche perché con gli attrezzi odierni, non è improbabile anche a livello amatoriale trovarsi dei siluri in mezzo ai piedi mentre si tenta di attaccare la rete, ma il tennis che gioco oggi a me diverte, piace e mi offre anche momenti di soddisfazione, in particolare facendomi risentire giovane, ma anche con qualche piacevole bagno di autostima quando le cose riesco a farle girare come vorrei sempre .
Quindi, condivido, giochiamo il nostro tennis Laughing
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