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Analisi ed esperienze con "Lo zen e l'arte di giocare a tennis"

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Analisi ed esperienze con "Lo zen e l'arte di giocare a tennis"

Messaggio Da Simoneshake il Dom 2 Ott 2011 - 16:49

Ho comprato il libricino "Lo zen e l'arte di giocare a tennis" per curiosità e soprattutto perché sto usando la il tennis come "terapia" per scoprirmi più a fondo.
Il problema più grosso che ho è il "braccino". Durante le lezioni con il maestro non ho problemi a tirare il dritto, in partita effettuo invece un movimento contratto (co-contrazione?)...insomma, in partita mi si co-contrae il cervello, il polpaccio, la schiena...tutto!
Lo scorso sabato, a seguito di partita orrenda (0/6 primo set - http://www.passionetennis.com/t2319p60-guardare-la-palla), ho rimuginato e pensato che la prima cosa da affrontare era "guarda la palla!", nel corso della settimana, passando in libreria, ho comprato i libricino e letto le prime pagine.
Ieri sono entrato in campo pensando a "guarda la palla!" e "rilassati!".
Cronaca della partitella dal sabato:
entro in campo rilassato e con "testa sorridente", il dritto ancora non è sciolto ma sembra una giornata fortunata, qualche riga a mio favore e se c'è qualche dubbio ci sono passanti (Shocked) che tranquillizzano il mio amico che la mia palla era dentro Razz
guardo la palla (non sempre) e ho vari passaggi a vuoto quando servo e infatti ci strappiamo i primi turni di servizio; il dritto va se colpisco rilassatamente pensando solo a far arrivare il braccio destro contro la spalla sinistra (mai ci era arrivato finora in partita!).
Servo sul 4/5: 15/40 (evidentemente mi ero distratto Laughing )...penso: "rilassati!", "l'importante è fare questa prova, vediamo se si può rimanere sciolti e tranquilli"...faccio 4 punti di seguito e vado 5/5.
Servo sul 5/6: 0/40 dove ho messo la testa! ..."qui e ora!" mi dico, ...faccio 5 punti di seguito Shocked Shocked e vado 6/6.
Tie-break: 0/6 dove sono andato nel frattempo????!..."qui e ora!"... faccio 6 punti di seguito Shocked Shocked Shocked annullo un altro set-point (in totale 12!!!) e, dopo averne avuto anche io uno, chiudo con il mio secondo set-point Shocked
beh! devo sempre portarmi l'affettatrice perché per giocare in sicurezza utilizzo il back anche di dritto...però è tutta un'altra musica rispetto all'involuzione nella quale ero incorso.

Voi che avete letto il libricino in oggetto, che spunti avete tratto? in cosa siete d'accordo e in cosa no? avete osservazioni personali?

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Re: Analisi ed esperienze con "Lo zen e l'arte di giocare a tennis"

Messaggio Da otello69 il Dom 2 Ott 2011 - 18:50

Si, "essere qui adesso e non pensare a nulla se non a colpire la palla" è la morale che ho tratto dal libro. Riesco a raggiungere questo "stato" dopo numerosi tornei in cui (detto in maniera banale) "faccio l'abitudine alla gara". Infatti negli ultimi 2 anni (ho ripreso esattamente da 2 anni) ottengo i migliori risultati agonistici nell'ultima parte della stagione al punto da mollare (in torneo) l'ovetto ad avversari con cui perdo (in amichevole) durante l'inverno senza tornei

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Re: Analisi ed esperienze con "Lo zen e l'arte di giocare a tennis"

Messaggio Da netplay il Mar 4 Ott 2011 - 9:01

bha, io ho iniziato a leggerlo il libro ma sinceramente non riesco a leggerlo con costanza, cioè dopo un po' mi passa la voglia. io non lo so se ti dia effettivamente qualcosa in piu', "esserci qui e adesso" non è altro che stare concentrati sulla palla non è che ci vuole lo zen per capirlo.

Oppure l'altra affermazione che mi ha colpito "ascoltare il respiro" mha! non sono convinto. Secondo me ci vuole solo tanta concentrazione e soprattutto tante GAMBE, GAMBE e GAMBE (e fiato) oltre che una buona base tecnica. Il resto sono chiacchiere oppure forse sono io che non capisco il senso del libro!

boh!

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Re: Analisi ed esperienze con "Lo zen e l'arte di giocare a tennis"

Messaggio Da Andras il Mar 4 Ott 2011 - 9:31

Personalmente ho trovato il libro illuminante.

Al netto degli efficacissimi consigli pratici disseminati ovunque in esso è il ribaltamento di prospettiva offerto dal libro ad avermi schiuso un mondo intero al quale non prestavo minimamente attenzione prima di imbattermi nella lettura dello stesso.

Concetti come "il tennis è uno sport che si gioca con qualcuno e non contro qualcuno" assieme a tutta la reimpostazione dell'approccio al gioco, che per l'appunto fa tornare il tennis ad essere un gioco e non una sorta di sofferenza come a volte mi capitava, per me son stati davvero dei regali bellissimi colti dalla semplice lettura del libro.

Poi vabbè, io faccio 40 anni tra 50 giorni, ho ripreso a giocare 3 mesi e 1/2 fa dopo 18 di stop e non son mai stato un granchè, quindi c'è caso sia più portato ad essere "zen" di chi invece sa giocare bene e sputa sangue per migliorare la sua classifica e/o passare dall'essere un quarta categoria alla terza o addirittura meglio.

Però vi assicuro che nonostante il mio livello di gioco le mie arrabbiature da sengue agli occhi me le facevo uguale, mentre ora entro in campo nè per vincere nè per perdere ma semplicemente per giocare al meglio delle mie possibilità, godendomi ogni minuto della partita a partire dal riscaldamento.

E, liberi di non crederlo, mi ritrovo a rammaricarmi per un set vinto 6/1 giocando male ed a rallegrarmi per uno perso 4/6 giocando bene.

Liberatorio!

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Re: Analisi ed esperienze con "Lo zen e l'arte di giocare a tennis"

Messaggio Da otello69 il Mar 4 Ott 2011 - 10:10

@netplay ha scritto:bha, io ho iniziato a leggerlo il libro ma sinceramente non riesco a leggerlo con costanza, cioè dopo un po' mi passa la voglia. io non lo so se ti dia effettivamente qualcosa in piu', "esserci qui e adesso" non è altro che stare concentrati sulla palla non è che ci vuole lo zen per capirlo.

Oppure l'altra affermazione che mi ha colpito "ascoltare il respiro" mha! non sono convinto. Secondo me ci vuole solo tanta concentrazione e soprattutto tante GAMBE, GAMBE e GAMBE (e fiato) oltre che una buona base tecnica. Il resto sono chiacchiere oppure forse sono io che non capisco il senso del libro!

boh!

Senza gambe e base tecnica non si va da nessuna parte e certo lo zen non ti "mette le ali" .

Ma il tipo di approccio illustrato in quel libro ti permette (a mio personale parere) di dare il massimo quando giochi. Lo stress della gara e l'eccessiva concentrazione limitano la nostra performance e ci fanno giocare tesi e contratti (non tutti e non sempre, ovvio). L' "essere qui adesso" non è a mio parere uguale ad essere molto concentrati (e tu sai che la concentrazione va e viene e non può essere mantenuta per tutta la partita) ma ti permette di dedicarti completamente a ciascun singolo colpo senza pensieri, con leggerezza oserei dire e senza la pressione della partita perchè non esiste il prima nè il dopo ma solo quel colpo. In questo modo giochi ogni colpo al massimo delle tue possibilità. Boh, spero di essermi spiegato...

Ps: per Abra. Per te non vale perchè prima di praticare lo zen devi imparare a superare la rete con la palla...

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