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QUARTA CATEGORIA: LA LINEA DI DEMARCAZIONE TRA IL GIOCATORE DI CLUB ED UN AGONISTA - Pagina 2 Empty QUARTA CATEGORIA: LA LINEA DI DEMARCAZIONE TRA IL GIOCATORE DI CLUB ED UN AGONISTA

il Mar 15 Dic 2020 - 9:37
Promemoria primo messaggio :

Nel corso della mia storia tennistica ho pensato a lungo a cosa potesse rappresentare suddetta linea di demarcazione. Di recente, ascoltando le chiacchiere di diversi giocatori, mi si è accesa la lampadina. La linea di demarcazione a mio parere è data dall'obiettivo che ci si pone: il giocatore di Club vive per riuscire a battere Tizio anzichè Caio invero Sempronio che di solito nel suo Club lo rulla. L'Agonista invece è concentrato sulla sua crescita tennistica, sia pure in Quarta Categoria, e quelli che lo rullano con buona regolarità li cerca apposta per poterli usare al fine di costruire suddetta crescita. E' un pò come paragonare una pozzanghera ad un lago: il giocatore da Club ha una visione del nostro Sport estremamente limitata dal proprio ego che vede come unico obiettivo sopravanzare il già citato tesserato dello stesso Club col quale perde regolarmente. E pensa di farlo giocandoci una volta ogni morte di Papa mentre nel frattempo accumula vittorie contro gente addirittura più triste di lui. L'Agonista cerca di giocar contro quante più palle diverse possibili ed il suo Credo è "when you lose don't lose the lesson". Io perlomeno la penso così. Ciao a tutti!

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il Gio 17 Dic 2020 - 19:43
Condivido tutti i commenti.....e chiarisco: non vorrei perdere neanche se gioco a carte con mia nonna. QUARTA CATEGORIA: LA LINEA DI DEMARCAZIONE TRA IL GIOCATORE DI CLUB ED UN AGONISTA - Pagina 2 113898 ....verissimo che tra una amichevole e una partita ufficiale ci sia differenza ma, credetemi, per come sono fatto io, certe partite con alcuni amici, mi mettono addosso un'ansia identica a quelle di torneo, se non peggio. pale .....e come dice Roger, non farò mai il pallettaro per portare a casa una partita....piuttosto scanchero con il back e tiro il dritto cioppatp stile Nicolescu, attacco in controtempo e non do mai una palla uguale, ma sia mai che mi metto ad alzare la palla 3 metri sopra la rete.....e se perdo giocando bene, canto pure sotto la doccia, perchè quello che dovevo fare l'ho fatto.... Basketball Basketball
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il Gio 17 Dic 2020 - 20:47
ecco, questo è secondo me un bel giocare. esprimere il proprio meglio ed essere soddisfatti di averlo fatto pur perdendo. perché in palio non c'è di sicuro un trofeo prestigioso o un premio consistente in denaro. a questi livelli la miglior vittoria possibile è esprimere un gioco che ci piace. poi se ad altri piace un gioco solo redditizio e gli va bene così, buon per loro. evidentemente gli viene più naturale in quel modo. che non significa non mi interessa vincere
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il Gio 17 Dic 2020 - 21:01
@Luchino 67 ha scritto:Condivido tutti i commenti.....e chiarisco: non vorrei perdere neanche se gioco a carte con mia nonna. QUARTA CATEGORIA: LA LINEA DI DEMARCAZIONE TRA IL GIOCATORE DI CLUB ED UN AGONISTA - Pagina 2 113898 ....verissimo che tra una amichevole e una partita ufficiale ci sia differenza ma, credetemi, per come sono fatto io, certe partite con alcuni amici, mi mettono addosso un'ansia identica a quelle di torneo, se non peggio. pale .....e come dice Roger, non farò mai il pallettaro per portare a casa una partita....piuttosto scanchero con il back e tiro il dritto cioppatp stile Nicolescu, attacco in controtempo e non do mai una palla uguale, ma sia mai che mi metto ad alzare la palla 3 metri sopra la rete.....e se perdo giocando bene, canto pure sotto la doccia, perchè quello che dovevo fare l'ho fatto.... Basketball Basketball
Io consiglio in amichevole di provare cose che magari in una partita ufficiale non fate.....sempre stando attenti al punteggio.......in torneo, con mentalita' da agonista, purtroppo a volte per vincere bisogna mettersi anche li a pallettare o a remare se necessario.......
Ora facciamo due distinzioni, nel senso che per noi "vecchietti" con problemi di lavoro, figli, soldi, e chi piu' ne ha piu' ne metta..... il discorso agonistico a volte puo' anche andare a farsi benedire.....l'importante e' che in ogni caso non si perda la voglia di vincere, e si vada sempre in campo motivati.....
Cosa differente per un agonista in erba che si affaccia alla quarta con aspettative di fare un salto di categoria......li per un certo periodo ci sono solo sconfitte e poche vittorie,ma il vincere non e' lo scopo immediato......si fa un percorso programmato dove ad un certo punto lavorando sul proprio gioco i risultati devono arrivare, percio' anche  se uno dei miei ragazzi perde in torneo da un pallettaro inguardabile,mi sta anche bene che continui a fare il gioco che abbiamo programmato senza mettersi per forza a pallettare per vincere...... con calma i risultati arriveranno....
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il Ven 18 Dic 2020 - 9:41
Secondo me la differenza tra agonista e non agonista risiede nei risultati che raggiungi sulla base del tuo livello tecnico... 

Saper giocare non significa saper colpire la palla, ma significa giocare con criterio, con uno schema, con un'idea in testa e non a caso, e, cosa più importante di tutte con l'umiltà di capire cosa puoi e non puoi tentare.
Per me un agonista è uno che raggiunge il massimo risultato sulla base della sua abilità tecnica.
Un pallettaro che gioca solo in lob è più agonista di me, che magari da fuori sembro 100 volte più bravo e ne sparo 800 sui teloni.
Un agonista è uno che riesce a essere competitivo con quello che ha. Più riesci a essere competitivo a parità di livello, più sei agonista, imho.
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il Ven 18 Dic 2020 - 10:21
Credo sia giusto fare chiarezza anche sul termine: 
l'agonista
- scende in campo per vincere
- non partecipa, gareggia
- si allena per diventare più forte
- nel gioco fa tutto quello che ritiene necessario per vincere

E da qui sfatiamo i falsi miti del pallettaro. Djoko quante volte gioca un back alto, profondo con un rimbalzo quasi verticale? ogni volta che è in difficoltà e non può contrattaccare, esattamente come federer o come nadal e come tutti i prof che vanno in campo per vincere. Sono armi, che si usano per prendere tempo, per rifiatare, per scombinare le strategie ed il gioco dell'avversario. C'è chi le usa di più e chi di meno, e più si abbassa il livello "agonistico" e più si incontrano giocatori che hanno quasi esclusivamente quell'arma. I giocatori dal gioco vario, che tanto amano praticare un tennis spumeggiante e poi perdono con chi glie la butta di la 3, 6, 20 volte, non sono agonisti per il semplice motivo che non sono disposti ad utilizzare tutte le loro armi per vincere. Fanno i tornei e perdono contro quelli meno dotati tecnicamente ma pronti alla battaglia. Esempio eclatante: servizio esterno che mi obbliga a giocare due metri fuori campo dal lato del dritto: se rispondo forte al centro perdo il punto, se rispondo in lungolinea probabilmente tiro fuori e comunque rischio di subire un incrociato stretto che mi porterà ad una rincorsa ed all'affanno. Non sono un pallettaro, ma risponderò con uno sfarfallone, tre metri alto sopra la rete profondo, centrale e meglio top ma va bene anche back e meglio corto che fuori perché quello che conta in quel momento è recuperare il centro del campo e far partire lo scambio riequilibrando la posizione in campo se possibile. Questa è una situazione e magari la stessa palla sul 15-40 in cui ho la possibilità di breckarlo la gioco con una botta a sorpresa incrociata stretta, ma è il momento che determina il rischio e non il fatto di trovare più divertente tentare un vincente in risposta. 
Se poi ci sono degli agonisti che vincono sempre giocando solo un "bel tennis" è solo perché non hanno ancora raggiunto la classifica limite dove ci sono giocatori che ti costringono anche alla difesa.
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il Ven 18 Dic 2020 - 10:25
@taglia1964 ha scritto:Credo sia giusto fare chiarezza anche sul termine: 
l'agonista
- scende in campo per vincere
- non partecipa, gareggia
- si allena per diventare più forte
- nel gioco fa tutto quello che ritiene necessario per vincere

E da qui sfatiamo i falsi miti del pallettaro. Djoko quante volte gioca un back alto, profondo con un rimbalzo quasi verticale? ogni volta che è in difficoltà e non può contrattaccare, esattamente come federer o come nadal e come tutti i prof che vanno in campo per vincere. Sono armi, che si usano per prendere tempo, per rifiatare, per scombinare le strategie ed il gioco dell'avversario. C'è chi le usa di più e chi di meno, e più si abbassa il livello "agonistico" e più si incontrano giocatori che hanno quasi esclusivamente quell'arma. I giocatori dal gioco vario, che tanto amano praticare un tennis spumeggiante e poi perdono con chi glie la butta di la 3, 6, 20 volte, non sono agonisti per il semplice motivo che non sono disposti ad utilizzare tutte le loro armi per vincere. Fanno i tornei e perdono contro quelli meno dotati tecnicamente ma pronti alla battaglia. Esempio eclatante: servizio esterno che mi obbliga a giocare due metri fuori campo dal lato del dritto: se rispondo forte al centro perdo il punto, se rispondo in lungolinea probabilmente tiro fuori e comunque rischio di subire un incrociato stretto che mi porterà ad una rincorsa ed all'affanno. Non sono un pallettaro, ma risponderò con uno sfarfallone, tre metri alto sopra la rete profondo, centrale e meglio top ma va bene anche back e meglio corto che fuori perché quello che conta in quel momento è recuperare il centro del campo e far partire lo scambio riequilibrando la posizione in campo se possibile. Questa è una situazione e magari la stessa palla sul 15-40 in cui ho la possibilità di breckarlo la gioco con una botta a sorpresa incrociata stretta, ma è il momento che determina il rischio e non il fatto di trovare più divertente tentare un vincente in risposta. 
Se poi ci sono degli agonisti che vincono sempre giocando solo un "bel tennis" è solo perché non hanno ancora raggiunto la classifica limite dove ci sono giocatori che ti costringono anche alla difesa.

Mi spii?  Very Happy Very Happy Very Happy
Comunque hai ragione, e infatti secondo me quello che tutti chiamano "pallettaro" è il più agonista di tutti, è quello che ha capito il tennis più di tutti quelli che puntualmente asfalta, incurante delle sue lacune tecniche.

Per il resto dici delle grandi verità!
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il Ven 18 Dic 2020 - 11:34
tutto perfetto, ma in un contesto di giocatore di 40 o 50 anni che può dedicare al tennis 2 o 4 ore a settimana, è più sensato dare spazio alle sensazioni piacevoli oppure alla ossessiva ripetizione di gesti sempre uguali e motivati da una logica strettamente legata al punteggio ? è ovvio che l'agonista ambizioso conosce meglio i modi per vincere. ma non c'entra niente col capire o meno di tennis. sono scelte personali fisiologiche. nella vita esiste anche la bellezza di praticare uno sport in relax
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il Ven 18 Dic 2020 - 12:14
@vandergraf, capire o non capire di tennis non mi riguarda e non mi pare di aver usato tali termini.
sul giocare in relax trovo che sia come dici tu una scelta assolutamente rispettabile e, se mi consenti, non agonistica.
tu parli di agonista ambizioso ma esiste agonista non ambizioso? si gareggia per vincere non per partecipare. Chi si accontenta di partecipare non è agonista.

Gioco con mio figlio o con mia moglie e mi diverto, sono in totale relax. Gioco con un amico e mi diverto e sono in totale relax. gioco in un torneo individuale e sono una iena, tanto meno simpatico per quanto è più forte il mio avversario. gioco in un campionato a squadre? uccidetemi ma non morirò solo! In allenamento sono quasi come in torneo conservando la personalità del "fuori dal campo" ma con impegno e sofferenza superiori a quelli in gara 
Un esempio di esercizio, che secondo me non si può fare con "relax": Si gioca in palleggio per un minuto, senza tirare vincenti ma spostando il compagno di allenamento e venendo spostati, la palla è una per cui non si può sbagliare altrimenti si ricomincia. Dopo un minuto il coach grida: PUNTO! e da lì ci si gioca il punto: potrei mai ridurre a rischiare un vincente con % inferiore al 20 rischiando di perdere il punto? Sono stanco, il cuore a 1000 e non posso assolutamente immaginare di perder il punto, per cui faccio sbagliare il mio compagno di allenamento che invece non vede l'ora di chiudere rimandandogli delle palle senza peso a rischio zero, senza angoli. un vincente sarebbe più divertente ma un vincente sbagliato capiterebbe 4 volte su 5 in quelle condizioni e sarebbe davvero molto frustrante.
 
Quale parte mi gratifica di più? il tennis relax o l'agonistico? quando vinco il tennis agonistico non ha eguali e la sconfitta mi dà la sferzata per impegnarmi di più e per migliorare il mio stare in campo. nell'agonismo godo e soffro, sono torturato e torturatore. Nel tennis relax sono in un limbo dove tutto è lecito e tutto è il benvenuto. Non c'è adrenalina e la mente riposa.
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il Ven 18 Dic 2020 - 12:34
veramente io ho risposto a piccolit. ripeto, scelte personali che non hanno significati particolari dietro a livello dinamiche del tennis. soltanto il confronto tra il clima agonistico e quello meno. e la preferenza. il mio tempo è prezioso e di str...in giro ce ne sono tanti. non vedo alcun motivo di accanirmi a litigare per una palla fuori o dentro. il concetto di agonista ambizioso era riferito a chi non ha una classifica stabile da tempo ma vuole avanzare velocemente.
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il Ven 18 Dic 2020 - 12:36
ho visto partite dove i cosiddetti agonisti urlavano frasi fuori luogo, distraevano l'avversario e in due casi sono venuti persino alle mani. è un modo di concepire lo sport lontano anni luce dal mio
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il Ven 18 Dic 2020 - 13:06
@Vandergraf temo che tu stia confondendo l'agonismo con la scorrettezza e la maleducazione. Anche io ho sentito "non agonisti" blaterare in campo  e anche nello spogliatoio di come si faccia a perdere con "uno così che non chiude un punto". non mi viene davvero in mente di dire che tutti  quelli che giocano solo per giocare siano degli stronzi e dei cafoni. Stronzi e cafoni esistono e si manifestano in qualsiasi attività facciano.
Tra l'altro da agonista non mi capita mai di incontrare gente forte che ruba palline anche perché, nell'autoarbitraggio, è buona norma giocare lontano dalle righe ed io gioco normalmente ad almeno un metro da quella di fondo e dalle laterali. Sul servizio mi avvicino di più, ma cerco sempre di restare nel mezzo metro. Agonismo ed essere agonista è una questione interiore legata alla disponibilità che si ha nello sforzo fisico e mentale e nulla ha a che vedere con l'educazione o la correttezza. La trance agonistica ti porta in un luogo dove il tuo avversario non è una persona ma è semplicemente un avatar che devi contrastare e dominare o da cui devi difenderti. Il mio diventare stronzo nell'atto agonistico è solo riferito alla mancanza di ricerca di una relazione con l'avversario di cui non mi curo, con cui non chiacchiero al cambio campo, con cui non socializzo. poi il match finisce e indipendentemente dal risultato, il mio io sociale riappare, senza la necessità di esaltare una vittoria o di giustificare una sconfitta. il campo non mente mai, l'agonista lo sa e rispetta sempre il responso del campo.
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il Ven 18 Dic 2020 - 13:15
non hai capito taglia. stavo parlando dei motivi che possono capitare nella vita di una persona e farla propendere per una cosa piuttosto che un'altra. lo so benissimo che gli str....stanno dappertutto. è per questo motivo che non gioco con chiunque ma solo con persone di cui gradisco il comportamento in campo. generalizzare non fa parte della mia indole. io guardo le mie esperienze e le mie sensazioni. cose imposte dall'esterno non mi interessano
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il Ven 18 Dic 2020 - 13:29
Mi permetto una precisazione: il pallettaro comunemente inteso è quello che negli USA chiamano pusher. Chi invece gioca 1 metro sopra alla rete facendola rimbalzare ad un metro dalla linea di fondo non sbagliando mai non è un pallettaro. È uno che sa giocare a Tennis IMHO
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il Ven 18 Dic 2020 - 13:43
non sbagliando mai non ci riesce nemmeno Djokovic. scherzo ovviamente. in qualsiasi tipo di gioco si possono avere livelli schifosi oppure eccellenti. di solito in quarta categoria per pallettaro si intende uno che rimanda palle poco angolate e con poco peso a oltranza, senza mai variare nel corso del match. poi ci sono pure quelli che a 55 anni valutano Federer un pallettaro e gli chiedo ma lo conosci bene ? e rispondono sì. da quel momento non ci ho più giocato
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il Ven 18 Dic 2020 - 14:15
Il mio commento sul "capire come si gioca a tennis" era riferito alla frase di Taglia riguardo a coloro che perdono con avversari tecnicamente inferiori, ma pronti alla battaglia.
Se tu perdi con un avversario inferiore significa che hai capito meno di lui come si gioca a tennis, perchè se hai più armi e comunque perdi, significa che lui gioca complessivamente meglio, e quindi ha capito meglio di te come si gioca. 
Non è una valutazione di merito, è un dato di fatto.
Capire come si gioca non è mica acqua fresca, significa fare la cosa giusta al momento giusto, e siccome in una partita di tennis operi una scelta più o meno ogni 2 secondi, non è proprio così scontato.
Se lo fosse, non si leggerebbero quelli che "livello tecnico 4.3 ma perdo anche contro una pianta". PS: sono uno di quelli.

Questo si applica in un contesto agonistico (che poi è il nocciolo della questione del thread) , se uno gioca per passare un'ora all'aperto fa un altro sport, ne migliore ne peggiore, semplicemente diverso.
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il Ven 18 Dic 2020 - 14:22
certo, se estremizzi tutto è ovvio che la diversità aumenta. non vedete le sfumature, è questo il punto. per voi esiste solo bianco o nero. buon natale
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il Ven 18 Dic 2020 - 15:57
@taglia1964 ha scritto:Tra l'altro da agonista non mi capita mai di incontrare gente forte che ruba palline anche perché, nell'autoarbitraggio, è buona norma giocare lontano dalle righe ed io gioco normalmente ad almeno un metro da quella di fondo e dalle laterali. Sul servizio mi avvicino di più, ma cerco sempre di restare nel mezzo metro

Statisticamente parlando più si sale di livello meno è facile imbattersi in "ladri". Peraltro ho imparato a mie spese che bisogna essere solerti a chiamare l'out sennò, in caso di ritardo sia pure non eccessivo, il Giudice Arbitro da il punto all'avversario anche se si indica correttamente (su terra, ovvio) il segno fuori. Morale della favola le palle incerte meglio giocarle e farlo bene IMHO
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il Ven 18 Dic 2020 - 17:52
@Andras ha scritto:Mi permetto una precisazione: il pallettaro comunemente inteso è quello che negli USA chiamano pusher. Chi invece gioca 1 metro sopra alla rete facendola rimbalzare ad un metro dalla linea di fondo non sbagliando mai non è un pallettaro. È uno che sa giocare a Tennis IMHO
Voglio precisare anche io: per me il pallettaro, è quello che tutte le volte che lo vedo giocare fa sempre e solo quello, indipendentemente da contro chi gioca...alza la palla tre metri se non di più sopra la rete e basta....per me questo non è tennis ed io non mi abbasserò mai ad un tale scempio, solo per portare a casa una partita, perchè ho  rispetto per questo sport....quello che dice Andras nella sua precisazione, è invece un ottimo giocatore....
Mi dispiace piccolit, ma se per te, fare la cosa giusta significa alzare la palla un bel pò, io non credo voglia dire, che hai capito più di me, come si gioca a tennis....hai solo capito che quel gioco mi da molto fastidio....e se anche io capissi che ti da fastidio pure a te, non giocherei comunque in quel modo...non è tennis..e so che qui si scateneranno polemiche, ma io non ho mai visto maestri, insegnare quel tipo di gioco...non ho mai visto in TV giocare in quel modo..... non mi risulta che nelle accademie insegnino a giocare in quel modo....quindi vuol dire che è una forzatura, un rimedio, una tattica se volete...ma non è tennis......
Taglia, quello che dici tu, è un'altra cosa, ed è giusto farla, se l'avversario ti costringe ad una difesa....ma è una difesa occasionale, mentre io mi riferisco a gente, che dall'inizio alla fine alza...e alza...e alza....e non sa fare nient'altro.....se vi va bene vincere così, siete degli agonisti un pò "poveretti".....
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il Ven 18 Dic 2020 - 17:54
@Luchino 67 ha scritto:
@Andras ha scritto:Mi permetto una precisazione: il pallettaro comunemente inteso è quello che negli USA chiamano pusher. Chi invece gioca 1 metro sopra alla rete facendola rimbalzare ad un metro dalla linea di fondo non sbagliando mai non è un pallettaro. È uno che sa giocare a Tennis IMHO
Voglio precisare anche io: per me il pallettaro, è quello che tutte le volte che lo vedo giocare fa sempre e solo quello, indipendentemente da contro chi gioca...alza la palla tre metri se non di più sopra la rete e basta....per me questo non è tennis ed io non mi abbasserò mai ad un tale scempio, solo per portare a casa una partita, perchè ho  rispetto per questo sport....quello che dice Andras nella sua precisazione, è invece un ottimo giocatore....
Mi dispiace piccolit, ma se per te, fare la cosa giusta significa alzare la palla un bel pò, io non credo voglia dire, che hai capito più di me, come si gioca a tennis....hai solo capito che quel gioco mi da molto fastidio....e se anche io capissi che ti da fastidio pure a te, non giocherei comunque in quel modo...non è tennis..e so che qui si scateneranno polemiche, ma io non ho mai visto maestri, insegnare quel tipo di gioco...non ho mai visto in TV giocare in quel modo..... non mi risulta che nelle accademie insegnino a giocare in quel modo....quindi vuol dire che è una forzatura, un rimedio, una tattica se volete...ma non è tennis......
Taglia, quello che dici tu, è un'altra cosa, ed è giusto farla, se l'avversario ti costringe ad una difesa....ma è una difesa occasionale, mentre io mi riferisco a gente, che dall'inizio alla fine alza...e alza...e alza....e non sa fare nient'altro.....se vi va bene vincere così, siete degli agonisti un pò "poveretti".....

In un TPRA al quale ho partecipato ho visto un tizio far solo moonballing per vincere contro un 15enne di manco un metro e sessanta che veniva scavalcato dal rimbalzo dei pallettoni........tristezza a palate
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il Sab 19 Dic 2020 - 9:33
Penso che questa linea di demarcazione non sia poi così "marcata" e lo sarà ancora meno il prossimo anno.
In quarta categoria si trova di tutto , è molto trasversale.Ci sono quelli che hanno ripreso magari da uno stop,
quelli che hanno iniziato da non molti anni, quelli che hanno qualche anno in più, quelli che hanno impegni che
non gli consentono di stare troppo dietro ai tornei ,ma cercano di mantenere un certo spirito competitivo, c'è il
giovane promettente,ma neanche tanto.E con tutte le tessere di quest'anno, penso che il prossimo ci sarà qualcuno
in più.
Nelle sottocategorie, poi troviamo che vende cara la pelle e chi, dopo aver perso, benedice De Cubertin
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il Sab 19 Dic 2020 - 11:59
L'Amatoriale di quarta categoria gioca per vincere ma si vuole anche divertire per cui proverà il colpo e se sbaglierà pace e avanti al prossimo punto, se perde l'incontro ci si rivede il prossimo fine settimana.
L'agonista di quarta categoria gioca per fare punti quindi per vincere, per cui se deve mettere in difficoltà il suo avversario giocherà in modo da dargli fastidio. Lui gioca per vincere non per partecipare.
Più volte taglia e veterano l'hanno sottolineato. Chi fa le partitelle 2 volte la settimana, dai, non si può considerare agonista. Quando in gioventù (moltoooo tempo fa) ci facevano allenare c'era il campo, c'era la palestra, c'era l'atletica, e c'era la tattica. Quello era ed è agonistica.
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il Sab 19 Dic 2020 - 12:01
Un agonista in quarta categoria è solo di passaggio per un anno, il secondo anno è già in terza categoria.
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