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Tempo nel servizio

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Tempo nel servizio

Messaggio Da dani81 il Lun 12 Dic 2016 - 23:09

Promemoria primo messaggio :

Ciao a tutti, il mio problema nella prima di servizio è avere in mente un tempo costante per riuscire a colpire la palla nella maniera corretta. Molti professionisti usano il metronomo per calcolare il tempo corretto (soluzione utile ma di difficile utilizzo)...avete dei rituali o dei movimenti che vi aiutano a calcolare il tempo nel servizio? Grazie in anticipo per le risposte.
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Re: Tempo nel servizio

Messaggio Da kingkongy il Mer 21 Dic 2016 - 16:23

@dani81 ha scritto:
@kingkongy ha scritto:Guarda Dani, io sul servizio ci ho perso i capelli a forza di fare, disfare, provare e poi, ora, studiare.
Domenica un maestro FIT esperto di bambini e ragazzini mi ha "illuminato".
Si parlava di "servizio da agonismo", ovvero come fare punto (e come non farselo fare). A un certo punto, questo maestro esce con una frase che mi ha fatto tanto pensare: "Per i ragazzini che fanno tornei e che magari sono agli inizi, la seconda palla è un problema prettamente psicologico. Non c'è american slice o kick che tenga...la seconda palla è quella che deve entrare anche se la spadellano... La seconda palla io la insegno (con metodo) dopo mesi che fanno tornei, perché tanto possono fare cesti e cersti...ma se hanno la caga da seconda palla...se la fanno addosso".
Io maliziosetto: "Hanno la caga perché non hanno la sicurezza del colpo...".
Risposta: "Ovvio che sì. Ma giocare due seconde non risolve il problema. Tanto vale che si abituino a giocare una prima e una seconda abbassando il livello di rischio piuttosto che NON giocare".

Non fa una grinza....
Condivido il tuo ragionamento, spesso si fa un "tennis percentuale" ossia pochi rischi ed aspettare gli errori dell'avversario. Questo sistema di gioco è pericoloso fin dalla più tenera età perché porta a risultati immediati nel breve termine a scapito di una formazione completa di tutti i colpi del giocatore. In partita si pensa: la prima non la gioco perché posso fare il doppio fallo...i colpi di tocco? Troppo rischiosi...la rete? Non alleno mai le volè. Allora ti ritrovi a fare sempre le stesse cose come un automa, vincendo ma non divertendoti mai fino in fondo. Mai un rischio, mai uno schema atipico...capisco che certi giocatori non abbiamo i requisiti tecnici per giocare dei colpi importanti ma penso sia anche un fatto di mentalità. Lunga vita ai pallettari ma, secondo me, non apprezzeranno mai il tennis fino in fondo perché avranno sempre un bagaglio tecnico limitato e non capiranno mai la soddisfazione di tirare un vincente.
Sì Dani, la questione "tecnica" secondo me rimane un problema della Scuola Italiana. Se ti va bene...ti va bene. Se ti va male...cresci a percentuali. Non che io abbia qualcosa contro le percentuali!!! Ma secondo me vanno applicate con libertà di scelta, ovvero non con un bouquet tecnico ristretto a due colpi in croce.

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Re: Tempo nel servizio

Messaggio Da albs77 il Mer 21 Dic 2016 - 17:17

Io so che ho fatto una fatica immane ad imparare il servizio. Praticamente nessuno me lo ha mai davvero insegnato.
Al massimo si riduceva tutto a: la palla deve cadere davanti al piede sinistro. fine . che poi non è nemmeno vero. Quindi partivo proprio male.

Ci sono voluti tonnellate di filmati su youtube e kilometri di pagine di passione tennis e di qualsasi altro forum per farmi almeno un' idea completa, finchè non ho trovato il filmato di un giapponese, tale Inoue Kunio , che mi ha fatto vedere la luce ed è riuscito ad insegnarmi come cavolo si fa il servizio, senza dir nemmeno una parola, a gesti. (una perla di video)

Mi sono messo li e con tanta pazienza per un paio di mesi ho servito con un movimento forse anche più corto di quello della Errani, solo per imparare la pronazione.

Devo dire che un maestro era anche riuscito a darmi delle indicazioni utili, ma per la maggior parte ti mettono li a provare per tentativi, e questa cosa genera giocatori magari 4.1 che hanno servizi da principianti.. che se fossi un maestro di tennis mi vergognerei.
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Re: Tempo nel servizio

Messaggio Da spalama il Mer 21 Dic 2016 - 17:22

Intendevo dire che un ragazzino che inizia a fare tornei deve solo divertirsi senza l'ansia del risultato e quindi anche se rischia qualche doppio fallo cercando di mettere in pratica ciò che il maestro gli ha insegnato non c'è problema.

Già che hanno la caga della seconda palla lo step del divertimento è stato messo da parte e piangono dopo per aver perso la partita.

Non esiste un servizio agonistico per un ragazzino, ad un ragazzino devi insegnare il servizio come cristo comanda, se lo sai insegnare, per gli adulti che si avvicinano dopo al tennis si può parlare di un servizio non agonistico, ma anche spadellato purchè la si metta dentro e si giochi il punto, questo discorso su un ragazzino non mi piace molto.

E poi scusa ma che ragionamenti sono, ma non era a Nadal che prima insegnarono a tirare bene ma fortissimo fuori, sui teloni, e poi a metterla dentro, sapendo che se un giorno avesse messo dentro la metà dei colpi che giocava in allenamento sarebbe diventato un fenomeno?

Per giudicare i maestri, quelli sedicenti bravi, basta guardare un torneo di terza, di seconda, un open, dove quelli che servono veramente bene saranno massimo in due tra tutti i partecipanti.

Gli altri tutti storti e con impugnature e movimenti personalissimi.

Se non inizi dai ragazzini ad insegnare le basi corrette dei colpi, poi difficilmente recuperi nel tempo, anche perchè crescono, cambiano il fisico, cambiano la testa, e se la base tecnica è buona riesci ad adattare i colpi modificando qualcosina, adattandoli, se la base non è buona che fai spadelli??
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Re: Tempo nel servizio

Messaggio Da kingkongy il Mer 21 Dic 2016 - 17:38

Guarda Spalama che mi stai dando ragione....
Al ragazzino che impara a giocare a tennis, OGGI, in Italia, gli verrà insegnato "a metterla dentro". Tanto è vero che mi parli del livello di Terza e Seconda che non sanno servire! Totalmente d'accordo: gli italiani non sanno servire.
Ora il problema per chi fa scuola tennis è che PRIMA deve far appassionare al gioco e, poi, successivamente, il bambino/ragazzino deciderà se coltivare il sacro fuoco del tennis.
PERTANTO, col cavolo che in due o tre ore alla settimana insegnano a tirare il servizio come nostro Signore comanda. Sei rimasto indietro agli anni Settanta... E pure io ero alla vasca da bagno di palline. Per intenderci, quando facevo il pirletta da torneo tiravo due cesti da 100 palline a settimana fissi (che equivalgono a spanne a sei set di partita).
Se il ragazzino "avanza" e fa i tornei FIT, il maestro, spesso diverso da quello che ha fatto "avviamento", si trova una bella merdaccia schiacciata: non sa servire! Né la prima né la seconda e fa pure fallo di piede fisso.
PERTANTO, i maestri virtuosi si trovano a dover riprendere tecnicamente un percorso che parte da un movimento elementare di base sul quale poi lavorare. Visto che per due anni i bambini hanno "spadellato"...nel momento di caga-panico-stress ricordano solo la cosa più "amica", ovvero il servizio "metti in gioco che va bene".
Sono pochissimi i ragazzini che partono con una base solida di servizio giocato bene. Probabilmente quelli che hanno i genitori (tennisti) che pagano lezioni private e "si fanno" il fenomeno.
Il "servizio da torneo FIT" è un problema che si pone per primo il ragazzino: è lui che entra in campo e si prende quattro sberle a ogni suo turno. Entrare in campo con 50 colpi sotto è un handicap che non diverte nessuno, figurati il bimbo che piange per rabbia sotto la doccia!
E il maestro, che li vede in campo non è da meno. Ovvero si deve rimboccare le maniche e mettere in preventivo un percorso tutto in salita.
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Re: Tempo nel servizio

Messaggio Da spalama il Mer 21 Dic 2016 - 18:00

Non sono rimasto agli anni 70 per nostalgia, ma per quello che ha ottenuto il tennis Italiano con la scuola precedente, e quello che ha ottenuto con la scuola successiva.

Fin quando le lezioni di tennis erano esercizio, disciplina, silenzio, e anche noia, ripetitività e sacrifici, e quando alla scuola nazionale maestri c'era un certo Rasicci, abbiamo avuto ottimi tennisti, vinto tornei rilevanti e pure una coppa davis.

Dopo c'è stato il buio pesto, illuminato solo dai successi in campo femminile e da qualche lampo di lucida follia di Fognini, tutto però propiziato grazie alla scuola spagnola, non certo quella italiana.

L'unica giocatrice italiana vera è la Vinci, che infatti gioca il tennis italiano che si insegnava una volta, e che non gioca più nessuno tranne lei.

Al bimbo che piange sotto la doccia per aver perso una partita di tennis quattro sberle gliele dovrebbero dare i genitori, così avrebbe un motivo serio per piangere, invece, oltre che dei maestri il cui unico interesse di allargare la base di allievi è solo legato ai soldi, dovremmo parlare proprio dei genitori di oggi, altra rovina del tennis.

Oggi se giochi vicino al campo di una scuola tennis ti devi mettere le cuffie alle orecchie, tra ragazzini urlanti e genitori a bordo campo, quando ho fatto io la SAT se facevi casino ti facevano fare 10 giri di campo.

Ed io ho sempre giocato per divertirmi, ma i miei genitori, che non erano certo benestanti nel 1976, quando ho inziato, non facevano enormi sacrifici per pagare un maestro che mi mettesse in campo così tanto per giocare e farmi appassionare, per quello avevo gli amici, ma per farmi divertire facendo uno sport sano, in un ambiente sano (ed in quegli anni il pericolo di crescere in strada e frequentare cattive compagnie era enorme), con educazione e disciplina, e per imparare a giocare bene.

Non vedo perchè il servizio fatto bene lo debba imparare solo chi va a lezione privata o è figlio di tennisti.
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Re: Tempo nel servizio

Messaggio Da kingkongy il Mer 21 Dic 2016 - 18:15

Spalama: "Non vedo perchè il servizio fatto bene lo debba imparare solo chi va a lezione privata o è figlio di tennisti".

Perché non glielo insegnano. Semplice.

P.S. ....mica son felice e contento che sia così!
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Re: Tempo nel servizio

Messaggio Da spalama il Mer 21 Dic 2016 - 18:29

Ah beh...allora siamo daccordo.

Mio papà, che faceva il barbiere, non è che pagava la quota mensile (cara all'epoca, il tennis era molto più costoso di adesso) per farmi tirare il servizio spadellato.

Quello me lo sapeva insegnare pure lui, ma pagava perchè voleva vedermi giocare come Panatta (non vincere come lui).

E per fortuna c'erano maestri veria quei tempi, perchè prima per prendere la targa dovevi fare il mazzo, non come adesso che con una giornata di corso sono tutti istruttori e si vedono i risultati infatti.

Dal mio modesto punto di vista, ritengo che il miglior servizio di tutti i tempi, per tecnica, efficacia e risultati, sia stato quello di Sampras.

Avete letto per caso la sua biografia quando si racconta di come spendesse ore ed ore ad allenare questo colpo fin da ragazzino?

Ecco forse dovrebbero leggerla molti maestri.
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Re: Tempo nel servizio

Messaggio Da ThirdEye_ il Mer 21 Dic 2016 - 18:31

Il metodo migliore, per imparare, è quello di elencare tutte le fasi e sottofasi del servizio e numerarle, da 1 a x. Una volta stabilito il numero di fasi, che per me potrebbero essere 4 e per qualcun altro 6 o 8, rimane solo il ripeterle una volta dopo l'altra, sottoforma di numero (mentalmente associato a ogni fase).

Ad esempio, tanto per scomporre il movimento: 
1) piedi piantati a terra fra loro paralleli a larghezza spalle, sinistro avanti al destro;
2) far rimbalzare la palla per terra per sciogliersi;
2) palla e gola della racchetta nella mano sinistra, peso sulla gamba anteriore, sguardo sul bersaglio;
3) inizio trasferimento del peso sulla gamba posteriore (in questa fase qualcuno solleva la punta del piede sinistro, alla Raonic);
4) lancio di palla con tre dita della mano sinistra mentre il braccio destro inizia a sollevare la racchetta e poi a piegarsi, sguardo sulla palla;
5) trophy pose;
6) catapultamento del peso in avanti, pronazione dell'avambraccio e calcio indietro del piede destro;
7) atterraggio sul piede sinistro.

Siamo arrivati a 7 fasi, che possono anche essere ridotte se diamo per scontate alcune di esse o le raggruppiamo con altre. Da qui in poi è tutto una ripetizione del gesto con cesti e cesti di palline, aiutando e acquisendo il proprio timing scandendo mentalmente (o anche vocalmente, basta non urlare) le varie fasi.
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Re: Tempo nel servizio

Messaggio Da VANDERGRAF il Mer 21 Dic 2016 - 21:04

@spalama ha scritto:Non sono rimasto agli anni 70 per nostalgia, ma per quello che ha ottenuto il tennis Italiano con la scuola precedente, e quello che ha ottenuto con la scuola successiva.

Fin quando le lezioni di tennis erano esercizio, disciplina, silenzio, e anche noia, ripetitività e sacrifici, e quando alla scuola nazionale maestri c'era un certo Rasicci, abbiamo avuto ottimi tennisti, vinto tornei rilevanti e pure una coppa davis.

Dopo c'è stato il buio pesto, illuminato solo dai successi in campo femminile e da qualche lampo di lucida follia di Fognini, tutto però propiziato grazie alla scuola spagnola, non certo quella italiana.

L'unica giocatrice italiana vera è la Vinci, che infatti gioca il tennis italiano che si insegnava una volta, e che non gioca più nessuno tranne lei.

Al bimbo che piange sotto la doccia per aver perso una partita di tennis quattro sberle gliele dovrebbero dare i genitori, così avrebbe un motivo serio per piangere, invece, oltre che dei maestri il cui unico interesse di allargare la base di allievi è solo legato ai soldi, dovremmo parlare proprio dei genitori di oggi, altra rovina del tennis.

Oggi se giochi vicino al campo di una scuola tennis ti devi mettere le cuffie alle orecchie, tra ragazzini urlanti e genitori a bordo campo, quando ho fatto io la SAT se facevi casino ti facevano fare 10 giri di campo.

Ed io ho sempre giocato per divertirmi, ma i miei genitori, che non erano certo benestanti nel 1976, quando ho inziato, non facevano enormi sacrifici per pagare un maestro che mi mettesse in campo così tanto per giocare e farmi appassionare, per quello avevo gli amici, ma per farmi divertire facendo uno sport sano, in un ambiente sano (ed in quegli anni il pericolo di crescere in strada e frequentare cattive compagnie era enorme), con educazione e disciplina, e per imparare a giocare bene.

Non vedo perchè il servizio fatto bene lo debba imparare solo chi va a lezione privata o è figlio di tennisti.
potrebbe anche essere come dici tu, ma in questi casi non esiste controprova. considera anche che in epoche precedenti il servizio veniva eseguito in modi molto meno elaborati rispetto ai più recenti. poi i trofei di cui parli sono riconducibili principalmente a tre o quattro campioni, non è detto che ne nascano sempre di quel livello. recentemente è stato vinto uno slam di doppio maschile, non mi sembra cosa da poco. seguo tennis dal 1978 ma non mi ricordo di aver mai visto giocatori italiani dal grande servizio, in termini di potenza e costanza. forse l'unica che potrebbe averlo è camila giorgi, ma solo se le regge la testa. nastasia burnett aveva secondo me un gran potenziale ma è praticamente sparita.
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Re: Tempo nel servizio

Messaggio Da Veterano il Gio 22 Dic 2016 - 13:45

@ThirdEye_ ha scritto:Il metodo migliore, per imparare, è quello di elencare tutte le fasi e sottofasi del servizio e numerarle, da 1 a x. Una volta stabilito il numero di fasi, che per me potrebbero essere 4 e per qualcun altro 6 o 8, rimane solo il ripeterle una volta dopo l'altra, sottoforma di numero (mentalmente associato a ogni fase).

Ad esempio, tanto per scomporre il movimento: 
1) piedi piantati a terra fra loro paralleli a larghezza spalle, sinistro avanti al destro;
2) far rimbalzare la palla per terra per sciogliersi;
2) palla e gola della racchetta nella mano sinistra, peso sulla gamba anteriore, sguardo sul bersaglio;
3) inizio trasferimento del peso sulla gamba posteriore (in questa fase qualcuno solleva la punta del piede sinistro, alla Raonic);
4) lancio di palla con tre dita della mano sinistra mentre il braccio destro inizia a sollevare la racchetta e poi a piegarsi, sguardo sulla palla;
5) trophy pose;
6) catapultamento del peso in avanti, pronazione dell'avambraccio e calcio indietro del piede destro;
7) atterraggio sul piede sinistro.

Siamo arrivati a 7 fasi, che possono anche essere ridotte se diamo per scontate alcune di esse o le raggruppiamo con altre. Da qui in poi è tutto una ripetizione del gesto con cesti e cesti di palline, aiutando e acquisendo il proprio timing scandendo mentalmente (o anche vocalmente, basta non urlare) le varie fasi.
Sbagliato.......se ti insegnano il servizio cosi lo impari in 50 anni.....le fasi servono per il maestro non per chi imparara,che poi siano 13 o 5 poco importa,l'importante e focalizzarsi sui punti fondamentali,ma ripeto all' allievo non serve sapere di quante fasi sia conposto il servizio.....
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Re: Tempo nel servizio

Messaggio Da Veterano il Gio 22 Dic 2016 - 13:55

@spalama ha scritto:Ah beh...allora siamo daccordo.

Mio papà, che faceva il barbiere, non è che pagava la quota mensile (cara all'epoca, il tennis era molto più costoso di adesso) per farmi tirare il servizio spadellato.

Quello me lo sapeva insegnare pure lui, ma pagava perchè voleva vedermi giocare come Panatta (non vincere come lui).

E per fortuna c'erano maestri veria quei tempi, perchè prima per prendere la targa dovevi fare il mazzo, non come adesso che con una giornata di corso sono tutti istruttori e si vedono i risultati infatti.

Dal mio modesto punto di vista, ritengo che il miglior servizio di tutti i tempi, per tecnica, efficacia e risultati, sia stato quello di Sampras.

Avete letto per caso la sua biografia quando si racconta di come spendesse ore ed ore ad allenare questo colpo fin da ragazzino?

Ecco forse dovrebbero leggerla molti maestri.
Bueno non so come sia il livello del servizio degli agonisti di buon livello in Italia ma mi rifiuto di credere che un seconda non abbia un servizio solido....il discorso puo essre legato al maestro come no,ce chi lo sa insegnare e chi no,se parliamo di scuola fit il discorso fatto dal maestro non ha senso,perche' come dice spalama se non perdi subito tempo a spiegare bene il servizio ai bambini,piu passa il tempo e piu e' difficile correggerlo,risultato e caga a parte la tecnica deve essere corretta,il risultato si otterra con il tempo e con la pratica,ma tecnicamente il movimento e specialmente l'impugnatura devono essere insegnati correttamente,meglio tirarne poche dalla altra parte ma farlo bene......poi ce il discorso di tempistica e di volume dei partecipanti alle lezioni,chiaro che  avendo un ora con 10 bambini in campo il tempo dedicato al servizio e' quello che e',ma deve essere proporzionale a quello dedicato agli altri colpi.Ovviamente se la lezione e' di gruppo e ci sono tante persone in campo l'attenzione sara' minore rispetto ad avere 4 personoe in campo o ad una lezione privata,pero' risultato a parte, bisogna cercare di correggere subito gli errori ,specialmente nel servizio e cercare di focalizzarsi nell' far usare l'impugnatura corretta ed il movimento di braccio corretto,tutto il resto viene dopo......
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Re: Tempo nel servizio

Messaggio Da Veterano il Gio 22 Dic 2016 - 13:59

@albs77 ha scritto:Io so che ho fatto una fatica immane ad imparare il servizio. Praticamente nessuno me lo ha mai davvero insegnato.
Al massimo si riduceva tutto a: la palla deve cadere davanti al piede sinistro. fine . che poi non è nemmeno vero. Quindi partivo proprio male.

Ci sono voluti tonnellate di filmati su youtube e kilometri di pagine di passione tennis e di qualsasi altro forum per farmi almeno un' idea completa, finchè non ho trovato il filmato di un giapponese, tale Inoue Kunio , che mi ha fatto vedere la luce ed è riuscito ad insegnarmi come cavolo si fa il servizio, senza dir nemmeno una parola, a gesti. (una perla di video)

Mi sono messo li e con tanta pazienza per un paio di mesi ho servito con un movimento forse anche più corto di quello della Errani, solo per imparare la pronazione.

Devo dire che un maestro era anche riuscito a darmi delle indicazioni utili, ma per la maggior parte ti mettono li a provare per tentativi, e questa cosa genera giocatori magari 4.1 che hanno servizi da principianti.. che se fossi un maestro di tennis mi vergognerei.
Occhio pero',capisco la tua frustrazione perche' probabilmente non hai trovato un maestro degno,pero' per esperienza ti dico che certe volte pur impegnandomi al 100% per riuscire ad insegnare un servizio decente a certi clienti,mi sono dovuto arrendere,e non per colpa mia........
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Re: Tempo nel servizio

Messaggio Da Ospite il Gio 22 Dic 2016 - 15:01

Io dico che fanno più danni i video didattici su YouTube tube che le invasioni di cavallette sulle coltivazioni appena germogliate.

Si riesce a riconoscere un "allievo da YouTube" ad un miglio di distanza...

Sono tanto concentrati a pensare all'angolo del piede di appoggio diviso la radice quadrata della pronazione del colpo... che ottengono il risultato di infierire sui teloni di fondo (in alternativa alla rete).

Volutamente, ho esasperato il concetto, ma credo di aver reso la MIA PERSONALISSIMA idea in proposito...

...Senza avere la minima intenzione di far cambiare a nessuno le proprie convinzioni.
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Re: Tempo nel servizio

Messaggio Da Veterano il Gio 22 Dic 2016 - 18:53

guardare certi video su youtube fa piu' male che bene,e a volte ci cavi veramente poco.......ce ne di ben fatti, ma secondo me devono esssere fatti molto semplicemente e senza troppi tecnicismi......
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Re: Tempo nel servizio

Messaggio Da mattiaajduetre il Gio 22 Dic 2016 - 20:34

Vet ciao carissimo,
anzitutto ok il discorso che un seconda non possa esulare dal giocare un servizio solido e rincaro la dose: personalmente sostegno che anche un terza alto debba servire bene!
discorso Utube: concordo con quanto letto sopra anche perché un conto è vedere e altro conto "è vedersi", a questo aggiungerei che ognuno presenta problematiche, peculiarità e attitudini diverse per completare un quadro giocoforza complesso.
ergo ci può stare tutto ma usando la testa!
buona serata a tutti
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Re: Tempo nel servizio

Messaggio Da spalama il Ven 23 Dic 2016 - 10:31

Non metto in discussione il fatto che in terza o seconda categoria il servizio sia solido, per carità, ma quasi nessuno ha un servizio che fa la differenza.
Sul numero di fasi del servizio concordo in pieno, più si automatizza, meno si pensa, e meglio è, significa che il colpo ce l'hai dentro di te.
Quando ne hai due o tre chiare e distinte in testa è pure troppo.
Una volta poi ti dicevano che il finale di un servizio ben fatto ti portava un metro dentro al campo, adesso invece sono tutti preoccupati di mettersi due metri dietro la linea di fondo da subito che storpiano pure quello.

Al maestro citato da King andrebbe tolta la targa, come a molti altri che permettono impostazioni ed impugnature talmente scorrette, anche se magari danno risultato immediato, da pregiudicare il futuro tennistico di tanti ragazzini sin da subito.

Questa storia di assecondare l'istinto e soprassedere a tutte le regole pur di mandare la palla di là non mi convince per niente.
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Re: Tempo nel servizio

Messaggio Da mattiaajduetre il Ven 23 Dic 2016 - 10:53

@spalama ha scritto:Al maestro citato da King andrebbe tolta la targa, come a molti altri che permettono impostazioni ed impugnature talmente scorrette, anche se magari danno risultato immediato, da pregiudicare il futuro tennistico di tanti ragazzini sin da subito.

Questa storia di assecondare l'istinto e soprassedere a tutte le regole pur di mandare la palla di là non mi convince per niente.

 letteralmernte sfondata una... porta aperta!
buon tennis a tutti
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Re: Tempo nel servizio

Messaggio Da napav il Ven 23 Dic 2016 - 16:59

@spalama Non metto in discussione il fatto che in terza o seconda categoria il servizio sia solido, per carità, ma quasi nessuno ha un servizio che fa la differenza.

...ma perché scusa...
...fatte le debite proporzioni...
...fra i primi cento del mondo...
...quanti ne vedi avere un servizio che fa la differenza??? Molti???
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Re: Tempo nel servizio

Messaggio Da ThirdEye_ il Sab 24 Dic 2016 - 13:50

Dipende da cosa intendi per fare la differenza.
Nei primi 10 direi che solo Murray (fino a un certo punto, peraltro), Nishikori (complice l'altezza) e Nadal hanno un servizio "normale". Gli altri sono tutti mostruosi: chi per precisione, chi per potenza, chi per capacità di tirare fuori l'ace al momento giusto. Chi per una combinazione di queste cose.
Se vai a vedere i giocatori dal 10 al 20 le cose non cambiano, anzi, forse migliorano addirittura: Berdych, Tsonga, Kyrgios, Federer, Dimitrov, Isner e Karlovic hanno tutti un servizio di primissimo ordine. Gli ultimi due forse sono i migliori di sempre o giù di lì.
Il livello inizia a scendere dal 30 in poi, ma fra i primi 30 sono più i grandi battitori che i battitori normali (e non è un caso).
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Re: Tempo nel servizio

Messaggio Da VANDERGRAF il Dom 25 Dic 2016 - 23:27

@napav ha scritto:@spalama Non metto in discussione il fatto che in terza o seconda categoria il servizio sia solido, per carità, ma quasi nessuno ha un servizio che fa la differenza.

...ma perché scusa...
...fatte le debite proporzioni...
...fra i primi cento del mondo...
...quanti ne vedi avere un servizio che fa la differenza??? Molti???
dire che ci sono pochi giocatori tra i primi cento con un servizio che fa la differenza è un eufemismo, perchè se così fosse non sarebbe fondamentale, come invece è, mantenere il proprio turno di servizio, ai fini della vittoria di quasi tutti i match. solo che non lo noti perchè il servizio fa la differenza in tutti i turni di servizio, sia da una parte che dall'altra
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Re: Tempo nel servizio

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