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Il problema non sono i pallettari...

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Il problema non sono i pallettari...

Messaggio Da Umberto il Mar 14 Giu 2011 - 16:16

Promemoria primo messaggio :

Dopo la 4° sconfitta al primo turno su sei tornei giocati, tutte contro avversari di classifica pari o inferiore, ho capito che il problema non è l'avversario che io definivo "pallettaro" bensì io! Non sono loro ad essere pallettari ma sono io che non reggo con la testa più di un paio di punti ottenuti con una scambio relativamente prolungato (4/5 scambi)! E giustamente l'avversario si adegua, rimanda la palla nella mia metà campo, giocabilissima, senza particolari effetti o peso o angolazione, aspettando il punto gratis e io puntualmente sbaglio, perchè cerco il punto diretto dal momento che non riesco a rimanere con la testa nello scambio. Gioco con la speranza che sia l'avversario a regalarmi il punto (come faccio io) senza "sudarmelo"...in pratica il mio avversario ideale sarei io stesso! "Chi vive sperando, muore ca__ndo" diceva Abatantuono in un film! Ed è molto frustrante ripercorrere mentalmente la partita e capire che l'altro ha vinto senza fare (relativamente) niente...Praticamente i miei avversari giocano senza un minimo di pressione psicologica, vanno sul velluto: mi auto-sconfiggo. Ma come invertire questa tendenza? Come evitare di andare in vantaggio 3-0, 3-1, 4-2 e perdere puntualmente il set perchè inizio a pensare a 1000 cose? Perchè appena fatto il break vado al servizio pensando "ok, concentrati sul servizio e cerca di vincere il game" e puntualmente parto con due doppi falli? Bha...tecnicamente sono bravo ma basta che incontri uno con un minimo di "tenacia" nel giocare il punto, anche molto più scarso di me, che mi vince di sicuro! Saluti

Umberto
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Re: Il problema non sono i pallettari...

Messaggio Da jasper il Ven 17 Giu 2011 - 17:30

Certo il maestro è essenziale, ma spesso ha il difetto d idarti le palle troppo belle Smile

Cmq se possibile un'ora alla settimana col maestro ci sta, se possibile soli, perchè le lezioni di gruppo non le reputo molto formative

jasper
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Re: Il problema non sono i pallettari...

Messaggio Da rovigo il Ven 17 Giu 2011 - 17:42

[quote="jasper"]Certo il maestro è essenziale, ma spesso ha il difetto d idarti le palle troppo belle Smile

vero, io quando gioco con il maestro riesco sempre ad avere un buon gioco, mi illudo di riuscire a trasportare il tutto nelle partite e invece mi accorgo che non è cosi Sad Sad oltre alle palle troppo belle con il maestro non hai la tensione della partita, quante volte con il maestro escono colpi sensazionali Very Happy e in partita il braccino ti fa sbagliare................. Suspect Suspect

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Re: Il problema non sono i pallettari...

Messaggio Da rovigo il Ven 17 Giu 2011 - 17:43

ops ho fatto un po di confusione con la citazione di Jasper. scusate

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Re: Il problema non sono i pallettari...

Messaggio Da antony b. il Sab 18 Giu 2011 - 11:16

allora , vi riporto la mia esperienza, come avreteletto in qualche altro 3d , ho sempre sofferto , il gioco lento o sopratutto il gioco del rimettere tutto dall altra parte, e da circa 15 gg che ho cambiato istruttore, perche credevo, ha ragione che il mio vecchio non gestisse bene il mio non riuscire a chiudere, beh ragazzi e tutto li' vi ho gia' detto di arrivare in prosiimita' della rete e mettere palle giocabilissime, e far chiudere l'altro in maniera facile , ora il mio nuovo istruttore sta lavorando sul punto , solo sul chiudere avanzado e tirando sugli angoli, sulle linee laterali facendo buchi a terra, be' provate a giocare cosi , con un pallettaro, e vedete l'effetto che fa' , io ci sto provando

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Re: Il problema non sono i pallettari...

Messaggio Da sinnet il Sab 18 Giu 2011 - 13:15

E ... se i PALETTARI ... fossero solo una SCUSA o INVENZIONE di chi non ha grande padronanza dei fondamentali d'attacco e si OSTINEREBBE a fare un gioco non proprio ???

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Re: Il problema non sono i pallettari...

Messaggio Da Umberto il Sab 18 Giu 2011 - 14:59

@sinnet ha scritto:E ... se i PALETTARI ... fossero solo una SCUSA o INVENZIONE di chi non ha grande padronanza dei fondamentali d'attacco e si OSTINEREBBE a fare un gioco non proprio ???

E se leggeste attentamente il titolo del 3d? Very Happy

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Re: Il problema non sono i pallettari...

Messaggio Da sinnet il Sab 18 Giu 2011 - 23:20

@Umberto ha scritto:
@sinnet ha scritto:E ... se i PALETTARI ... fossero solo una SCUSA o INVENZIONE di chi non ha grande padronanza dei fondamentali d'attacco e si OSTINEREBBE a fare un gioco non proprio ???

E se leggeste attentamente il titolo del 3d? Very Happy
Si capirebbe che non esistono i Palettari !
Very Happy Very Happy Wink

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Re: Il problema non sono i pallettari...

Messaggio Da Neytiri il Dom 19 Giu 2011 - 15:23

@alain proust ha scritto:d'altronde, anche in amichevole, se non interessa il risultato ma solo il bel gioco, il divertimento puro, gli scambi spettacolari, ma allora perchè tenete il punteggio? basta giocare con tutte le regole, servizio, prima, seconda, cambiare turno di servizio ogni 4 "punti non tenuti" ed ecco che il divertimento è servito. se si tiene il punteggio è per vedere che è più forte, chi vince e chi no e con che punteggio, per dare uno stimolo a giocare bene per non perdere il punto, per stimolare la concentrazione sui punti imrtanti. io non sono così sicuro che in fondo in fondo uno faccia partita con l'amico solo pensando a divertirsi e a provare i colpi senza lo scopo di fare punto e quindi vincere.
Alain, riprendo questa tua affermazione perchè opposta al mio approccio e che mi trova spesso in conflitto con il mio maestro. Lo scorso we ho fatto due ore di partitella.. la prima contro una ragazza che consideravo mio livello più o meno, la seconda contro un ragazzo più giovane (sui 35, buon fisico, due anni di tennis) e con il quale avevo giocato e perso lottando su ogni palla un paio di mesi fa.

Approccio: con la avversaria mi sono impegnata al 100%, come se fosse una partita di torneo, giocando con attenzione ogni punto, non mollando mai ed il risultato è stato abbastanza pesante: 60-61. Per me. La seconda ora ho cominciato concentrata come prima e son andata sul 21 poi ho deciso di sperimentare sui colpi: il top che non avevo mai fatto perchè mai mi riusciva se non nell'ultima lezione, la stop volley, la palla corta con una differente presa e movimento.. risultato 52 per l'avversario. Ritorno al passato, ovvero ad un gioco attento al punto.. 55 e conclusione con sconfitta al fotofinish 75.

Io son rimasta estremamente soddisfatta.. della prima ma soprattutto della seconda ora. Nella prima ho mantenuto la concentrazione, l'aggressività ad ogni colpo.. nella seconda ora, quando ho scelto di giocare per il punto, la percentuale era dalla mia parte. L'avversario era quasi dispiaciuto di aver vinto, stante l'equilibrio. Ma il punto è questo, Alain: lui ha giustamente giocato ogni colpo come se fosse una partita "vera" (tutti sappiamo che in torneo ci sono altri aspetti, ma in ogni caso una partita è comunque un impegno) mentre io l'ho approcciata in maniera differente. Non è la stessa cosa, specie quando siamo noi a voler provare, sperimentare.. siano essi schemi, impugnature, colpi. Un conto è tirarli in palleggio, un altro contro un avversario che vuole fare punto.

Secondo il maestro avrei dovuto sperimentare nella prima ora e giocare al 100% la seconda.. perché è il risultato che alla fine dimostra quanto si vale. A mio avviso no. Ho sperimentato contro l'avversario più difficile e preso atto che un certo tipo di colpi non è efficace -ovvero io non sono sufficientemente brava a portarli- quando l'avversario è di pari livello. Lo avessi fatto la prima ora non avrei probabilmente sbattuto il naso e mi sarei magari illusa nelle partite che contano. Perchè se non si fanno esperimenti nelle partitelle, quando si provano i colpi? Quando il 15 conta e magari ti viene il braccino?

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Re: Il problema non sono i pallettari...

Messaggio Da Alessandra76 il Dom 19 Giu 2011 - 18:42

Io concordo col tuo maestro...sperimentare quando sei superiore...fai sempre in tempo a recuperare....quando il livello si fa serio bisogna giocare punto per punto facendo quel che si sa fare....anche perché nel primo caso molto probabilmente le palle erano anche più facili per sperimentare che non nel secondo caso....mio parere...tenendo conto che sto predicando bene e razzolando male!! Laughing Razz

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Re: Il problema non sono i pallettari...

Messaggio Da nw-t il Dom 19 Giu 2011 - 19:20

@Neytiri ha scritto:
@alain proust ha scritto:d'altronde, anche in amichevole, se non interessa il risultato ma solo il bel gioco, il divertimento puro, gli scambi spettacolari, ma allora perchè tenete il punteggio? basta giocare con tutte le regole, servizio, prima, seconda, cambiare turno di servizio ogni 4 "punti non tenuti" ed ecco che il divertimento è servito. se si tiene il punteggio è per vedere che è più forte, chi vince e chi no e con che punteggio, per dare uno stimolo a giocare bene per non perdere il punto, per stimolare la concentrazione sui punti imrtanti. io non sono così sicuro che in fondo in fondo uno faccia partita con l'amico solo pensando a divertirsi e a provare i colpi senza lo scopo di fare punto e quindi vincere.
Alain, riprendo questa tua affermazione perchè opposta al mio approccio e che mi trova spesso in conflitto con il mio maestro. Lo scorso we ho fatto due ore di partitella.. la prima contro una ragazza che consideravo mio livello più o meno, la seconda contro un ragazzo più giovane (sui 35, buon fisico, due anni di tennis) e con il quale avevo giocato e perso lottando su ogni palla un paio di mesi fa.

Approccio: con la avversaria mi sono impegnata al 100%, come se fosse una partita di torneo, giocando con attenzione ogni punto, non mollando mai ed il risultato è stato abbastanza pesante: 60-61. Per me. La seconda ora ho cominciato concentrata come prima e son andata sul 21 poi ho deciso di sperimentare sui colpi: il top che non avevo mai fatto perchè mai mi riusciva se non nell'ultima lezione, la stop volley, la palla corta con una differente presa e movimento.. risultato 52 per l'avversario. Ritorno al passato, ovvero ad un gioco attento al punto.. 55 e conclusione con sconfitta al fotofinish 75.

Io son rimasta estremamente soddisfatta.. della prima ma soprattutto della seconda ora. Nella prima ho mantenuto la concentrazione, l'aggressività ad ogni colpo.. nella seconda ora, quando ho scelto di giocare per il punto, la percentuale era dalla mia parte. L'avversario era quasi dispiaciuto di aver vinto, stante l'equilibrio. Ma il punto è questo, Alain: lui ha giustamente giocato ogni colpo come se fosse una partita "vera" (tutti sappiamo che in torneo ci sono altri aspetti, ma in ogni caso una partita è comunque un impegno) mentre io l'ho approcciata in maniera differente. Non è la stessa cosa, specie quando siamo noi a voler provare, sperimentare.. siano essi schemi, impugnature, colpi. Un conto è tirarli in palleggio, un altro contro un avversario che vuole fare punto.

Secondo il maestro avrei dovuto sperimentare nella prima ora e giocare al 100% la seconda.. perché è il risultato che alla fine dimostra quanto si vale. A mio avviso no. Ho sperimentato contro l'avversario più difficile e preso atto che un certo tipo di colpi non è efficace -ovvero io non sono sufficientemente brava a portarli- quando l'avversario è di pari livello. Lo avessi fatto la prima ora non avrei probabilmente sbattuto il naso e mi sarei magari illusa nelle partite che contano. Perchè se non si fanno esperimenti nelle partitelle, quando si provano i colpi? Quando il 15 conta e magari ti viene il braccino?

Ney
Non riesco a capire il "pensiero/nozione" di quello che hai scritto....il tennis si gioca al meglio ogni 15...il 15 prima è acqua passata...bisogna pensare sempre di fare il massimo sempre...se hai vinto facile vuol dire che è meno forte di te....e con l'altro te la giochi perchè del tuo livello...io da quelli più deboli di me non perdo mai neppure se mi metto a tagliarmi le unghie mentre gioco....

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Re: Il problema non sono i pallettari...

Messaggio Da Neytiri il Dom 19 Giu 2011 - 20:24

Quello che ho scritto a me sembrava chiaro, il "messaggio" che volevo trasmettere anche.. ma a quanto pare non lo sono stata abbastanza.

A volte sei un tantinello irritante, nw-t, lo sai vero ? Il mondo del tennis sembra ruotare attorno al TUO punto di vista, la TUA esperienza. Ecco, appunto, esperienza. Dimentichi SEMPRE che ci sono persone che l'esperienza se la devono ancora fare e che proprio per questo motivo giocano e si divertono in maniera diversa dalla tua. E che cercano di migliorare e crescere facendo le PROPRIE esperienze ed adattandole alla propria indole, al proprio modo di vedere e concepire lo sport. e cerchiamo di non generare flame perchè quanto dovevo dire l'ho scritto in questo post.

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Re: Il problema non sono i pallettari...

Messaggio Da nw-t il Dom 19 Giu 2011 - 20:46

@Neytiri ha scritto:Quello che ho scritto a me sembrava chiaro, il "messaggio" che volevo trasmettere anche.. ma a quanto pare non lo sono stata abbastanza.

A volte sei un tantinello irritante, nw-t, lo sai vero ? Il mondo del tennis sembra ruotare attorno al TUO punto di vista, la TUA esperienza. Ecco, appunto, esperienza. Dimentichi SEMPRE che ci sono persone che l'esperienza se la devono ancora fare e che proprio per questo motivo giocano e si divertono in maniera diversa dalla tua. E che cercano di migliorare e crescere facendo le PROPRIE esperienze ed adattandole alla propria indole, al proprio modo di vedere e concepire lo sport. e cerchiamo di non generare flame perchè quanto dovevo dire l'ho scritto in questo post.
Intanto mi spiace se t'ho fatto "irritare" o qualcosa in più....non è un fatto di "esperienza" come hai detto...è proprio un fatto di APPROCCIO al gioco nel suo totale..che sia partita o allenamento...in campo in gioco si tira sempre a TUTTA. E NON E' UN MIO punto di vista..è quello che penso (qualsiasi) maestro insegna ai suoi ragazzi/e x essere un GIOCATORE. E poi credimi l'esperienza non conta niente...conta avere colpi SOLIDI e star bene fisicamente...puoi essere ESPERTO quanto vuoi ma se la tua pallina viaggia poco....non ti salvi...ti dico così perchè di tornei di quarta io non ne faccio da 26 anni....ma se gioco con uno che li frequenta regolarmente...difficilmente ci perdo...

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Re: Il problema non sono i pallettari...

Messaggio Da eron82 il Dom 19 Giu 2011 - 21:11

Nw-t concordo pienamente con te ed è giustissimo che anche in allenamento bisogna dare il massimo su ogni palla....peró questo vale nel caso come il tuo, cioè di un giocatore forte che cmq ha raggiunto una buona fiducia nella sua tecnica (magari migliorabile in qualcosina ma tutto sommato completa) e ció che gli manca è trovare una condizione fisica e mentale ottimale. Ci sono peró giocatori più "novizi" che hanno magari un dritto o rovescio ballerino e che non hanno ancora assimilato il giusto approccio al colpo e in questi casi è inutile buttarli in una partita seria perchè pur di non sbagliare si ancoreranno alla tecnica sbagliata che ormai hanno appreso e con quella cercheranno di sbagliare il meno possibile...ma sbaglieranno sempre tanto. Proprio per questo l'allenamento intensivo e tanti cestini sono fondamentali per raggiungere un certo livello e solo dopo verranno le partite serie. Io in genere ricordo soprattutto ai più piccoli che c'è tempo per vincere e la cosa più importante è imparare a giocare a tennis come Dio comanda. Le vittorie verranno dopo di condeguenza.

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Re: Il problema non sono i pallettari...

Messaggio Da abracadabra78 il Dom 19 Giu 2011 - 21:22

@Neytiri ha scritto:
@alain proust ha scritto:d'altronde, anche in amichevole, se non interessa il risultato ma solo il bel gioco, il divertimento puro, gli scambi spettacolari, ma allora perchè tenete il punteggio? basta giocare con tutte le regole, servizio, prima, seconda, cambiare turno di servizio ogni 4 "punti non tenuti" ed ecco che il divertimento è servito. se si tiene il punteggio è per vedere che è più forte, chi vince e chi no e con che punteggio, per dare uno stimolo a giocare bene per non perdere il punto, per stimolare la concentrazione sui punti imrtanti. io non sono così sicuro che in fondo in fondo uno faccia partita con l'amico solo pensando a divertirsi e a provare i colpi senza lo scopo di fare punto e quindi vincere.
Alain, riprendo questa tua affermazione perchè opposta al mio approccio e che mi trova spesso in conflitto con il mio maestro. Lo scorso we ho fatto due ore di partitella.. la prima contro una ragazza che consideravo mio livello più o meno, la seconda contro un ragazzo più giovane (sui 35, buon fisico, due anni di tennis) e con il quale avevo giocato e perso lottando su ogni palla un paio di mesi fa.

Approccio: con la avversaria mi sono impegnata al 100%, come se fosse una partita di torneo, giocando con attenzione ogni punto, non mollando mai ed il risultato è stato abbastanza pesante: 60-61. Per me. La seconda ora ho cominciato concentrata come prima e son andata sul 21 poi ho deciso di sperimentare sui colpi: il top che non avevo mai fatto perchè mai mi riusciva se non nell'ultima lezione, la stop volley, la palla corta con una differente presa e movimento.. risultato 52 per l'avversario. Ritorno al passato, ovvero ad un gioco attento al punto.. 55 e conclusione con sconfitta al fotofinish 75.

Io son rimasta estremamente soddisfatta.. della prima ma soprattutto della seconda ora. Nella prima ho mantenuto la concentrazione, l'aggressività ad ogni colpo.. nella seconda ora, quando ho scelto di giocare per il punto, la percentuale era dalla mia parte. L'avversario era quasi dispiaciuto di aver vinto, stante l'equilibrio. Ma il punto è questo, Alain: lui ha giustamente giocato ogni colpo come se fosse una partita "vera" (tutti sappiamo che in torneo ci sono altri aspetti, ma in ogni caso una partita è comunque un impegno) mentre io l'ho approcciata in maniera differente. Non è la stessa cosa, specie quando siamo noi a voler provare, sperimentare.. siano essi schemi, impugnature, colpi. Un conto è tirarli in palleggio, un altro contro un avversario che vuole fare punto.

Secondo il maestro avrei dovuto sperimentare nella prima ora e giocare al 100% la seconda.. perché è il risultato che alla fine dimostra quanto si vale. A mio avviso no. Ho sperimentato contro l'avversario più difficile e preso atto che un certo tipo di colpi non è efficace -ovvero io non sono sufficientemente brava a portarli- quando l'avversario è di pari livello. Lo avessi fatto la prima ora non avrei probabilmente sbattuto il naso e mi sarei magari illusa nelle partite che contano. Perchè se non si fanno esperimenti nelle partitelle, quando si provano i colpi? Quando il 15 conta e magari ti viene il braccino?

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io son d'accordo con te.....perche' se i colpi li provi con quelli/e piu' scarsi/e e basta viene tutto facile,poi quando trovi gente piu' forte quel colpo che hai provato nn ha la stessa efficacia......esempio:uno meno forte di me, mi mette una palla comoda e provo il dritto in top,mi viene bene,ma questo dritto e' stato provato nelle condizioni migliori possibili.......invece quel dritto in top bisogna provarlo contro uno che nn ti mette la palla comoda...

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Re: Il problema non sono i pallettari...

Messaggio Da abracadabra78 il Dom 19 Giu 2011 - 21:25

@eron82 ha scritto:Nw-t concordo pienamente con te ed è giustissimo che anche in allenamento bisogna dare il massimo su ogni palla....peró questo vale nel caso come il tuo, cioè di un giocatore forte che cmq ha raggiunto una buona fiducia nella sua tecnica (magari migliorabile in qualcosina ma tutto sommato completa) e ció che gli manca è trovare una condizione fisica e mentale ottimale. Ci sono peró giocatori più "novizi" che hanno magari un dritto o rovescio ballerino e che non hanno ancora assimilato il giusto approccio al colpo e in questi casi è inutile buttarli in una partita seria perchè pur di non sbagliare si ancoreranno alla tecnica sbagliata che ormai hanno appreso e con quella cercheranno di sbagliare il meno possibile...ma sbaglieranno sempre tanto. Proprio per questo l'allenamento intensivo e tanti cestini sono fondamentali per raggiungere un certo livello e solo dopo verranno le partite serie. Io in genere ricordo soprattutto ai più piccoli che c'è tempo per vincere e la cosa più importante è imparare a giocare a tennis come Dio comanda. Le vittorie verranno dopo di condeguenza.
scusa ma come a definire uno forte o novizio se nn l'hai mai visto/a giocare?

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Re: Il problema non sono i pallettari...

Messaggio Da Neytiri il Dom 19 Giu 2011 - 21:27

Non condivido.. Ci sono momenti in cui occorre "tirare a tutta " come affermi tu ed altri in cui sperimentare. Perché se non provi cose nuove, sarai uno dei tanti tennisti bravi magari a vincere.. ma con un banale pum-pum-pum-....
Perdonami, ma a 40 anni non mi pongo come obiettivo quello di giocare a livelli di top player ma di vincere divertendomi. A me non piace giocare di pressione da fondo, mi piace giocare alla Federer, alla Schiavone. Ovviamente sbaglio il colpi, ma se mi limitassi al pum-pum non scenderei in campo con la voglia che invece ho. Invece li provo in allenamento anche esagerando, ma poi in partita li faccio quando serve e spesso faccio il punto. E adesso tengo pure il palleggio da fondo, quando voglio.
Ah dimenticavo: l'avversaria battuta 12-1, tre mesi fa era più forte di me...

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Re: Il problema non sono i pallettari...

Messaggio Da nw-t il Dom 19 Giu 2011 - 21:44

@Neytiri ha scritto:Non condivido.. Ci sono momenti in cui occorre "tirare a tutta " come affermi tu ed altri in cui sperimentare. Perché se non provi cose nuove, sarai uno dei tanti tennisti bravi magari a vincere.. ma con un banale pum-pum-pum-....
Perdonami, ma a 40 anni non mi pongo come obiettivo quello di giocare a livelli di top player ma di vincere divertendomi. A me non piace giocare di pressione da fondo, mi piace giocare alla Federer, alla Schiavone. Ovviamente sbaglio il colpi, ma se mi limitassi al pum-pum non scenderei in campo con la voglia che invece ho. Invece li provo in allenamento anche esagerando, ma poi in partita li faccio quando serve e spesso faccio il punto. E adesso tengo pure il palleggio da fondo, quando voglio.
Ah dimenticavo: l'avversaria battuta 12-1, tre mesi fa era più forte di me...
Bene, intanto brava x il "sorpasso" fatto all'altra ragazza...però in quello che hai "sbagliato" è che potevi giocare sperimentando con la ragazza...mentre con quello che sapevi essere più forte di te...giocare al meglio come al tuo solito...si sperimenta sempre con si può....sperimentare...vincendo naturalmente..E poi Ney..io di anni oggi ne ho 50 e 3 giorni... e a forza di giocare da fondo con (di solito ragazzi che hanno la metà dei miei anni..) non è ho più...gioco tutto su pochi scambi...sfruttando schemi, servizio e velocità di braccio..io si che devo x FORZA fare il "federer" Very Happy non sai quanti colpi di controbalzo gioco in una partita... Very Happy e poi a rete a me piace un sacco andarci...anche se ammett non sono più bravo come prima... questa che avanza.... Very Happy

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Re: Il problema non sono i pallettari...

Messaggio Da qwerty il Dom 19 Giu 2011 - 22:01

Io sono d'accordo con neytiri...tanto se ho capito bene si parla di partitelle, quindi vincere o perdere non fa tutta questa differenza.
Se provi colpi "particolari" con uno/a più scarso e ti riescono magari credi di saperli fare, li provi in torneo, con uno del tuo livello, e non ti vengono più.
Se invece li provi già con uno del tuo livello, se ti vengono bene, hai un colpo in più, se non ti viene invece pazienza, non hai perso nulla.

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Re: Il problema non sono i pallettari...

Messaggio Da Neytiri il Dom 19 Giu 2011 - 22:14

@abracadabra78 ha scritto:
@Neytiri ha scritto:
@alain proust ha scritto:d'altronde, anche in amichevole, se non interessa il risultato ma solo il bel gioco, il divertimento puro, gli scambi spettacolari, ma allora perchè tenete il punteggio? basta giocare con tutte le regole, servizio, prima, seconda, cambiare turno di servizio ogni 4 "punti non tenuti" ed ecco che il divertimento è servito. se si tiene il punteggio è per vedere che è più forte, chi vince e chi no e con che punteggio, per dare uno stimolo a giocare bene per non perdere il punto, per stimolare la concentrazione sui punti imrtanti. io non sono così sicuro che in fondo in fondo uno faccia partita con l'amico solo pensando a divertirsi e a provare i colpi senza lo scopo di fare punto e quindi vincere.
Alain, riprendo questa tua affermazione perchè opposta al mio approccio e che mi trova spesso in conflitto con il mio maestro. Lo scorso we ho fatto due ore di partitella.. la prima contro una ragazza che consideravo mio livello più o meno, la seconda contro un ragazzo più giovane (sui 35, buon fisico, due anni di tennis) e con il quale avevo giocato e perso lottando su ogni palla un paio di mesi fa.

Approccio: con la avversaria mi sono impegnata al 100%, come se fosse una partita di torneo, giocando con attenzione ogni punto, non mollando mai ed il risultato è stato abbastanza pesante: 60-61. Per me. La seconda ora ho cominciato concentrata come prima e son andata sul 21 poi ho deciso di sperimentare sui colpi: il top che non avevo mai fatto perchè mai mi riusciva se non nell'ultima lezione, la stop volley, la palla corta con una differente presa e movimento.. risultato 52 per l'avversario. Ritorno al passato, ovvero ad un gioco attento al punto.. 55 e conclusione con sconfitta al fotofinish 75.

Io son rimasta estremamente soddisfatta.. della prima ma soprattutto della seconda ora. Nella prima ho mantenuto la concentrazione, l'aggressività ad ogni colpo.. nella seconda ora, quando ho scelto di giocare per il punto, la percentuale era dalla mia parte. L'avversario era quasi dispiaciuto di aver vinto, stante l'equilibrio. Ma il punto è questo, Alain: lui ha giustamente giocato ogni colpo come se fosse una partita "vera" (tutti sappiamo che in torneo ci sono altri aspetti, ma in ogni caso una partita è comunque un impegno) mentre io l'ho approcciata in maniera differente. Non è la stessa cosa, specie quando siamo noi a voler provare, sperimentare.. siano essi schemi, impugnature, colpi. Un conto è tirarli in palleggio, un altro contro un avversario che vuole fare punto.

Secondo il maestro avrei dovuto sperimentare nella prima ora e giocare al 100% la seconda.. perché è il risultato che alla fine dimostra quanto si vale. A mio avviso no. Ho sperimentato contro l'avversario più difficile e preso atto che un certo tipo di colpi non è efficace -ovvero io non sono sufficientemente brava a portarli- quando l'avversario è di pari livello. Lo avessi fatto la prima ora non avrei probabilmente sbattuto il naso e mi sarei magari illusa nelle partite che contano. Perchè se non si fanno esperimenti nelle partitelle, quando si provano i colpi? Quando il 15 conta e magari ti viene il braccino?

Ney
io son d'accordo con te.....perche' se i colpi li provi con quelli/e piu' scarsi/e e basta viene tutto facile,poi quando trovi gente piu' forte quel colpo che hai provato nn ha la stessa efficacia......esempio:uno meno forte di me, mi mette una palla comoda e provo il dritto in top,mi viene bene,ma questo dritto e' stato provato nelle condizioni migliori possibili.......invece quel dritto in top bisogna provarlo contro uno che nn ti mette la palla comoda...
Giustissima osservazione, infatti io ho sperimentato contro un maschietto teoricamente un pochino più bravo di me..

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Re: Il problema non sono i pallettari...

Messaggio Da abracadabra78 il Dom 19 Giu 2011 - 22:30

@Neytiri ha scritto:
@abracadabra78 ha scritto:
@Neytiri ha scritto:
@alain proust ha scritto:d'altronde, anche in amichevole, se non interessa il risultato ma solo il bel gioco, il divertimento puro, gli scambi spettacolari, ma allora perchè tenete il punteggio? basta giocare con tutte le regole, servizio, prima, seconda, cambiare turno di servizio ogni 4 "punti non tenuti" ed ecco che il divertimento è servito. se si tiene il punteggio è per vedere che è più forte, chi vince e chi no e con che punteggio, per dare uno stimolo a giocare bene per non perdere il punto, per stimolare la concentrazione sui punti imrtanti. io non sono così sicuro che in fondo in fondo uno faccia partita con l'amico solo pensando a divertirsi e a provare i colpi senza lo scopo di fare punto e quindi vincere.
Alain, riprendo questa tua affermazione perchè opposta al mio approccio e che mi trova spesso in conflitto con il mio maestro. Lo scorso we ho fatto due ore di partitella.. la prima contro una ragazza che consideravo mio livello più o meno, la seconda contro un ragazzo più giovane (sui 35, buon fisico, due anni di tennis) e con il quale avevo giocato e perso lottando su ogni palla un paio di mesi fa.

Approccio: con la avversaria mi sono impegnata al 100%, come se fosse una partita di torneo, giocando con attenzione ogni punto, non mollando mai ed il risultato è stato abbastanza pesante: 60-61. Per me. La seconda ora ho cominciato concentrata come prima e son andata sul 21 poi ho deciso di sperimentare sui colpi: il top che non avevo mai fatto perchè mai mi riusciva se non nell'ultima lezione, la stop volley, la palla corta con una differente presa e movimento.. risultato 52 per l'avversario. Ritorno al passato, ovvero ad un gioco attento al punto.. 55 e conclusione con sconfitta al fotofinish 75.

Io son rimasta estremamente soddisfatta.. della prima ma soprattutto della seconda ora. Nella prima ho mantenuto la concentrazione, l'aggressività ad ogni colpo.. nella seconda ora, quando ho scelto di giocare per il punto, la percentuale era dalla mia parte. L'avversario era quasi dispiaciuto di aver vinto, stante l'equilibrio. Ma il punto è questo, Alain: lui ha giustamente giocato ogni colpo come se fosse una partita "vera" (tutti sappiamo che in torneo ci sono altri aspetti, ma in ogni caso una partita è comunque un impegno) mentre io l'ho approcciata in maniera differente. Non è la stessa cosa, specie quando siamo noi a voler provare, sperimentare.. siano essi schemi, impugnature, colpi. Un conto è tirarli in palleggio, un altro contro un avversario che vuole fare punto.

Secondo il maestro avrei dovuto sperimentare nella prima ora e giocare al 100% la seconda.. perché è il risultato che alla fine dimostra quanto si vale. A mio avviso no. Ho sperimentato contro l'avversario più difficile e preso atto che un certo tipo di colpi non è efficace -ovvero io non sono sufficientemente brava a portarli- quando l'avversario è di pari livello. Lo avessi fatto la prima ora non avrei probabilmente sbattuto il naso e mi sarei magari illusa nelle partite che contano. Perchè se non si fanno esperimenti nelle partitelle, quando si provano i colpi? Quando il 15 conta e magari ti viene il braccino?

Ney
io son d'accordo con te.....perche' se i colpi li provi con quelli/e piu' scarsi/e e basta viene tutto facile,poi quando trovi gente piu' forte quel colpo che hai provato nn ha la stessa efficacia......esempio:uno meno forte di me, mi mette una palla comoda e provo il dritto in top,mi viene bene,ma questo dritto e' stato provato nelle condizioni migliori possibili.......invece quel dritto in top bisogna provarlo contro uno che nn ti mette la palla comoda...
Giustissima osservazione, infatti io ho sperimentato contro un maschietto teoricamente un pochino più bravo di me..
cmq tu,se facendo cosi' hai raggiunto dei buoni risultati personali a livello di gioco,ascolta solo te stessa,solo le tue sensazioni,hai la testa per capire se sono positive o meno.......cmq secondo me in genere provare i colpi con gente meno forte nn porta a nessun miglioramento o quasi,perche' facendo cosi' altrimenti quando si gioca con gente piu' forte si rimarra' solo e sempre allo stesso livello nei colpi.......all'inizio ovviamente potra' sembrare controproducente,perche' si sbaglieranno molti colpi,ma provando..provando e provando ancora alla fine portera' a un miglioramento che sara' d'aiuto contro quelli piu' forti e sara' ancora piu' facile giocare con quelli meno forti(con cui nn e' scontata la vittoria,perche' nel tennis ci sono pure i fattori condizione fisica e mentale).....continua cosi'......c'mooooonnnnn Smile

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Re: Il problema non sono i pallettari...

Messaggio Da Neytiri il Dom 19 Giu 2011 - 22:37

@nw-t ha scritto:Bene, intanto brava x il "sorpasso" fatto all'altra ragazza...però in quello che hai "sbagliato" è che potevi giocare sperimentando con la ragazza...mentre con quello che sapevi essere più forte di te...giocare al meglio come al tuo solito...si sperimenta sempre con si può....sperimentare...vincendo naturalmente..E poi Ney..io di anni oggi ne ho 50 e 3 giorni... e a forza di giocare da fondo con (di solito ragazzi che hanno la metà dei miei anni..) non è ho più...gioco tutto su pochi scambi...sfruttando schemi, servizio e velocità di braccio..io si che devo x FORZA fare il "federer" Very Happy non sai quanti colpi di controbalzo gioco in una partita... Very Happy e poi a rete a me piace un sacco andarci...anche se ammett non sono più bravo come prima... questa che avanza.... Very Happy
grazie nw-t.. il risultato mi ha sorpresa un pò ma l'avversaria aveva l'attenuante di aver da poche ore fatto un buon pranzo al ristorante, mentre io mi son contenuta a casa!
Avessi sperimentato con lei sarebbe stato più facile ma molto meno probante, come giustamente osservato anche da abra. Infatti mi son resa conto che i colpi che solitamente "rendono" contro altre ragazze, se effettuati non alla perfezione sono controproducenti contro i maschietti. Ma il mio riferimento, il mio mondo è quello femminile, nw-t, non quello maschile.
I maschietti mi "servono" per allenarmi a giocare da un punto di forza contro le altre donne, ma non devo confrontarmi o competere con loro. Per questo motivo perdere con un pari livello maschietto mi interessa veramente poco, come poco mi interessa in generale perdere quando si tratta di partitelle. Io sono consapevole dei miei difetti (tenuta della concentrazione in partita) come pure dei miei punti di forza e cerco di migliorare il mio gioco e la mia tecnica mese dopo mese.
Quando mi alleno sperimentando il punteggio non mi interessa.. quando invece mi alleno giocando per vincere mi arrabbio per gli errori gratuiti ovvero gli errori tecnici. Anche fosse la partitella durante la lezione contro maschietti molto più forti di me che giocano da vent'anni. A me piace giocare palle corte, il S&V, andare regolarmente a rete.. tutte cose che -perdonami- nessun maestro insegna nei corsi del primo anno. Non parliamo di agonistica, perchè quella è riservata ai giovani ed a chi può permettersi di non lavorare. A me piace ed a livello di NC-46-45 ovvero il mio attuale livello -per lo meno quello di un mese fa- rende. Quando -tra poco, spero!- affronterò avversarie più brave mi auguro che la mia consistenza sia aumentata.. ma certamente non cambierò il mio gioco. E testardamente continuerò ad insistere ad esagerare in allenamento, come ho sempre fatto in questi nove mesi nei quali ho cominciato a giocare a tennis What a Face ..

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Re: Il problema non sono i pallettari...

Messaggio Da Neytiri il Dom 19 Giu 2011 - 22:39

@qwerty ha scritto:Io sono d'accordo con neytiri...tanto se ho capito bene si parla di partitelle, quindi vincere o perdere non fa tutta questa differenza.
Se provi colpi "particolari" con uno/a più scarso e ti riescono magari credi di saperli fare, li provi in torneo, con uno del tuo livello, e non ti vengono più.
Se invece li provi già con uno del tuo livello, se ti vengono bene, hai un colpo in più, se non ti viene invece pazienza, non hai perso nulla.
Qwerty.. dal mio personalissimo punto di vista sei molto maturo, per la tua età

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Re: Il problema non sono i pallettari...

Messaggio Da qwerty il Lun 20 Giu 2011 - 13:22

@Neytiri ha scritto:
@qwerty ha scritto:Io sono d'accordo con neytiri...tanto se ho capito bene si parla di partitelle, quindi vincere o perdere non fa tutta questa differenza.
Se provi colpi "particolari" con uno/a più scarso e ti riescono magari credi di saperli fare, li provi in torneo, con uno del tuo livello, e non ti vengono più.
Se invece li provi già con uno del tuo livello, se ti vengono bene, hai un colpo in più, se non ti viene invece pazienza, non hai perso nulla.
Qwerty.. dal mio personalissimo punto di vista sei molto maturo, per la tua età

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Lo dici solo perchè sono d'accordo con te? Razz
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Anzi, grazie! Embarassed

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Re: Il problema non sono i pallettari...

Messaggio Da Neytiri il Lun 20 Giu 2011 - 13:58

No qwerty, semplicemente hai ragionato come me. Se questo è positivo é tutto un altro discorso Smile
Io ho sempre distinto tra impegno agonistico nell'incontro dove contano i punti da quello amichevole dove ci si impegna a volte relativamente a volte si sperimenta. Basta essere consapevoli di quello che si sta facendo...

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Re: Il problema non sono i pallettari...

Messaggio Da alain proust il Lun 20 Giu 2011 - 15:18

@Neytiri ha scritto:No qwerty, semplicemente hai ragionato come me. Se questo è positivo é tutto un altro discorso Smile
Io ho sempre distinto tra impegno agonistico nell'incontro dove contano i punti da quello amichevole dove ci si impegna a volte relativamente a volte si sperimenta. Basta essere consapevoli di quello che si sta facendo...
vero. in partita amichevole posso provare qualche colpo azzardato e sperimentale che in torneo non farei mai.
ma è anche vero che non deve o dovrebbe esserci troppa differenza tra l'agonismo da torneo e quello da partitella. dato per scontato che l'allenamento tecnico, e quindi palleggi e cesti, sono la cosa preponderante come importanza al nostro livello, sono convinto che bisogna allenare anche l'agonismo, la concentrazione nel punto e tra i punti, che puoi allenare solo in partitella o anche con qualche game col maestro.
è vero che c'è il killer instinct innato e il fatto di essere naturalmente più o meno combattivo sul campo (come nella vita), ma allenare anche questo aspetto secondo me è possibile.
il che non significa fare partitelle con gli amici col coltello tra i denti, senza scambiar parole e guardandosi in cagnesco, ma un po' di sana cattiveria agonistica non guasta anche in amichevole.
detto questo, continuo ad essere convinto che l'essere pallettaro nel senso comune del termine sia l'atteggiamento di chi conosce i propri limiti tecnici e capisce i fondamenti di questo sport (metterla dentro le righe e oltre la rete, il meglio possibile) che applica in accordo con le sue spesso limitate capacità tecniche.
quello che mi pare sia emerso è che tanti sedicenti impostati tecnicamente (mi includo) sopravvalutino le proprie capacità e si addentrino in terreni non ancora alla loro portata, volendosi liberare del pallettaro con soluzioni tecnicamente difficili, palleggi tesi, grande pressione in ogni scambio, prime bomba, passanti a mille, con rischi enormi proprio per il gap ancora esistente tra colpo voluto e tecnica posseduta.

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Re: Il problema non sono i pallettari...

Messaggio Da b52_ste il Lun 20 Giu 2011 - 15:56

@alain proust ha scritto:
vero. in partita amichevole posso provare qualche colpo azzardato e sperimentale che in torneo non farei mai.
ma è anche vero che non deve o dovrebbe esserci troppa differenza tra l'agonismo da torneo e quello da partitella. dato per scontato che l'allenamento tecnico, e quindi palleggi e cesti, sono la cosa preponderante come importanza al nostro livello, sono convinto che bisogna allenare anche l'agonismo, la concentrazione nel punto e tra i punti, che puoi allenare solo in partitella o anche con qualche game col maestro.
è vero che c'è il killer instinct innato e il fatto di essere naturalmente più o meno combattivo sul campo (come nella vita), ma allenare anche questo aspetto secondo me è possibile.
il che non significa fare partitelle con gli amici col coltello tra i denti, senza scambiar parole e guardandosi in cagnesco, ma un po' di sana cattiveria agonistica non guasta anche in amichevole.
detto questo, continuo ad essere convinto che l'essere pallettaro nel senso comune del termine sia l'atteggiamento di chi conosce i propri limiti tecnici e capisce i fondamenti di questo sport (metterla dentro le righe e oltre la rete, il meglio possibile) che applica in accordo con le sue spesso limitate capacità tecniche.
quello che mi pare sia emerso è che tanti sedicenti impostati tecnicamente (mi includo) sopravvalutino le proprie capacità e si addentrino in terreni non ancora alla loro portata, volendosi liberare del pallettaro con soluzioni tecnicamente difficili, palleggi tesi, grande pressione in ogni scambio, prime bomba, passanti a mille, con rischi enormi proprio per il gap ancora esistente tra colpo voluto e tecnica posseduta.

Tutto verissimo!!! Il problema è riuscire a mettere tutto in pratica... o volerlo fare!!! Dipende dalla personalissima idea che si ha del divertimento in generale... c'è chi si diverte solo vincendo ad ogni costo, chi invece pur di divertirsi perde 60 60 tirando colpi che non tenterebbe neanche un pro Smile .
Nel mio modo di vedere "la virtù sta nel mezzo" , quindi bisognerebbe cercare di impegnare l'avversario in palleggio entro i propri limiti tecnici, per poi sfoderare il nostro miglior colpo vincente al momento opportuno... poi tra il dire e il fare... a volte mi si "chiude la vena" e sparo colpi che a ripensarci... Suspect
Per quanto riguarda le partitelle... sì, bisogna impegnarsi a vincere, ma l'agonismo è mooooolto inferiore ad una partita di torneo!!! per esempio, se vedo che il mio avversario non mi prende mai la prima, cerco di rallentarla, a costo poi di perdere in palleggio...

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