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Quello che cambierei nel tennis

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Quello che cambierei nel tennis

Messaggio Da Sonny Liston il Mer 6 Gen 2016 - 10:54

Promemoria primo messaggio :

Ecco quello che cambierei nel tennis, ed il perché:

1. Una sola palla di servizio

- Ormai i Pro servono prime palle ingiocabili: quando entrano sono ace, ace sporchi, o dritti vincenti.
- Lunghissimi tempi morti tra prima e seconda palla che verrebbero eliminati.


2. Niente pause asciugamano tenuti dai raccattapalle

- Odiosissime, lunghe pause.
- Igienicamente una schifezza.
- Immorale.


3. Niente intervento medico

- Stai male? Ti ritiri!
- Eliminate le sceneggiate tattiche, soprattutto femminili


4. Superfici diversificate

- Niente superfici omogeneizzate che favoriscono i soliti noti.
- Erba veloce, come un tempo (con un solo servizio il gioco sarebbe interessante).
- Terra lenta come una volta
- Indoor veloce, per vedere le volèe
- Chi vince il RG, non lo troviamo a Wimledon (a meno non si chiami Borg).

5. Palline come una volta, più veloci

- Si tornerebbe a vedere gioco di rete, e i vari stili di gioco, sarebbero di meno i "robot spara-palle.


6. Vietati TOTALMENTE i monofilamenti

- O, comunque, tutte le corde con rigidità superiore a SI 120.
- Se vuoi tirare mazzate, le devi sapere controllare.





Questo il mio punto di vista... e il vostro?

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Re: Quello che cambierei nel tennis

Messaggio Da gianlugi1978 il Dom 21 Feb 2016 - 13:41

Per quanto riguarda i cambiamenti, non sono d'accordo sull'eliminare la prima di servizio, perché si toglierebbe un'arma ai grandi battitori, penalizzandoli oltremodo rispetto ai grandi ribattori, che, oltretutto, già dominano il circuito. Sono favorevole, invece, ad eliminare il let anche sul servizio. 
 Sulla questione asciugamano, assolutamente d'accordo sul vietarne la "manipolazione" da parte dei raccattapalle, gestirlo personalmente rispettando rigorosamente i 20/25 secondi di pausa tra i punti. 
Sui medical time out, assolutamente da eliminare, nello sport vince anche chi non si infortuna e non si ritira, quindi se non sei nelle condizioni di giocare, ti ritiri e perdi.
Superfici assolutamente da diversificare, per consentire la diversificazione dei vari stili di gioco.
Palline più veloci potrebbero favorire gli attaccanti a rete, ma credo che le superfici avrebbero più peso in questo senso.
Infine, cosa abbastanza spinosa, il divieto di monofilamenti: secondo me, regolamentarne la rigidità sarebbe complicato, quindi si dovrebbe decidere se vietarli completamente oppure lasciare libertà assoluta come ora.

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Re: Quello che cambierei nel tennis

Messaggio Da Maffa il Dom 21 Feb 2016 - 17:10

@gianlugi1978 ha scritto: Dire che il tennis è, nell'immaginario collettivo, uno sport esente da fatica e sudore, la considero una grande fesseria.

faresti bene, perchè non è quello che ho detto (fallacia dell'argomento fantoccio).
Non è ai livelli del polo, golf o dressage, e senz'altro chiunque abbia visto una partita di tennis sa che c'è fatica intensa per arrivare alla fine di partite di cui non è garantita la durata, ma non è la fatica o il sudore il selling point dello sport. Se il selling point del rugby è fango sudore e sangue, quello del tennis è wimbledon, agassi, le tenniste modelle, il tocco di fino, lo smash, ecc. 

Non esiste una retorica della fatica quando si parla di tennis, e nessuno porta i segni della fatica e dello stremo delle forze coma una medaglia, nessuno sputa la bavazza o si soffia il naso sulla t-shirt durante una partita come accade che accada in quasi tutti gli sport che ho citato prima (almeno in quelli non da palestra).

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Re: Quello che cambierei nel tennis

Messaggio Da kingkongy il Dom 21 Feb 2016 - 17:49

Maffa, usi una dialettica da uomo di marketing....

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Re: Quello che cambierei nel tennis

Messaggio Da Maffa il Dom 21 Feb 2016 - 18:47

la terminologia è quella... quando si pensa al tennis si pensa al colpo, e non alla corsa per arrivare al punto, o alle due ore che hai corso prima di arrivare a quel colpo. Questo è un dato di fatto. Che la gente non ci pensi dipende molto dall'immagine che il tennis dà di sè. Non mi interessa giudicare se è giusto o se sia sbagliato, ma lo vedo come una di quelle cose strane del tennis, chiamiamole peculiarità, che secondo me portano alla pausa asciugamano con tanto di valletto ad ogni punto.

Se il tennis avesse l'aurea di gioco più testosteronico i tennisti sbrodolerebbero sudore con orgoglio.

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Re: Quello che cambierei nel tennis

Messaggio Da kingkongy il Dom 21 Feb 2016 - 19:12

...è cambiata molto la "selling proposition" (termine corretto) del tennis.
Le tenniste sono ora molto più glamour e i tennisti più "atleti".
L'abbigliamento scandisce un po' queste nuove tendenze, con una Hydrogen che piazza teschi e disegni militari alla fava di segugio. La Nike, attentissima ai trend "pop" ha proposto e propone canotte in tecnicolor per "pirati urbani" della racchetta. Ha dovuto addirittura fare una linea RF proprio per non sembrare troppo ingessata. La Under Armour va quasi di hip hop...
Il testosterone non manca: basta citofonare a "Casa Fognini"...è il club, ovvero la base (scuola, prima di tutto) che hanno toppato l'identità, il branding e il posizionamento !!! In Italia, poi.... no comment.


Ultima modifica di kingkongy il Dom 21 Feb 2016 - 21:03, modificato 1 volta

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Re: Quello che cambierei nel tennis

Messaggio Da VANDERGRAF il Dom 21 Feb 2016 - 20:57

@Maffa ha scritto:la terminologia è quella... quando si pensa al tennis si pensa al colpo, e non alla corsa per arrivare al punto, o alle due ore che hai corso prima di arrivare a quel colpo. Questo è un dato di fatto. Che la gente non ci pensi dipende molto dall'immagine che il tennis dà di sè. Non mi interessa giudicare se è giusto o se sia sbagliato, ma lo vedo come una di quelle cose strane del tennis, chiamiamole peculiarità, che secondo me portano alla pausa asciugamano con tanto di valletto ad ogni punto.

Se il tennis avesse l'aurea di gioco più testosteronico i tennisti sbrodolerebbero sudore con orgoglio.
è un archetipo un pò superato, quello di cui parli tu è il tennis improntato al serve and volley, con gli anni 70 sono arrivati sulla scena i grandi atleti che vincevano anche per la loro capacità di reggere la fatica, vedi vilas e borg. poi stiamo dimenticando una cosa fondamentale: il campo di gioco;  su una distesa di prato come un campo di calcio puoi anche sputare e non succede nulla, si vedono giocatori soffiarsi il naso o buttarsi sul viso una bottiglietta d'acqua, perchè questi gesti non vanno ad inficiare la regolarità del terreno di gioco. nel tennis invece, sia per dimensioni che per caratteristiche di rimbalzo della palla ed attrito dei piedi, certe cose sarebbero inopportune oltre che schifose, specialmente se si tratta di un sintetico o di cemento. quindi a mio avviso l'orgoglio non c'entra proprio nulla, si tratta di avere il maggior comfort possibile in uno sport dove esiste uno sforzo fisico notevole abbinato ad uno sforzo mentale ancora più notevole. e se questo comfort passa anche attraverso un asciugamano credo che sia giusto che prevalga una cosa gradita a chi sta in campo, piuttosto che una gradita a chi guarda.

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Re: Quello che cambierei nel tennis

Messaggio Da Maffa il Dom 21 Feb 2016 - 21:48

@Vandergraf:

dai facciamo così: io non mi arrabbio e cancello tutto quello che ho scritto al posto di questa risposta, e tu però mi fai la cortesia di leggere anche le righe dispari di quello che ho scritto Very Happy

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Re: Quello che cambierei nel tennis

Messaggio Da VANDERGRAF il Dom 21 Feb 2016 - 22:10

@Maffa ha scritto:@Vandergraf:

dai facciamo così: io non mi arrabbio e cancello tutto quello che ho scritto al posto di questa risposta, e tu però mi fai la cortesia di leggere anche le righe dispari di quello che ho scritto Very Happy
e per quale motivo dovresti arrabbiarti ?  ho solo dato un approfondimento, poi posso pure aver interpretato male, ma ho letto tutte le righe

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Re: Quello che cambierei nel tennis

Messaggio Da Maffa il Dom 21 Feb 2016 - 22:35

Perchè non ho scritto quello a cui hai risposto, e quello a cui hai risposto è così talmente sciocco che fa passare sciocco me per averlo proposto (cosa che però non ho fatto)  Neutral

Nello specifico, trovo sciocco pensare che da quello che ho scritto io possa auspicare che i tennisti si possano mettere a scracciare in giro per il campo, perchè l'idea è palesemente demenziale. 

Inoltre non ho scritto da nessuna parte che i tennisti moderni non sappiano reggere la fatica. E' palesement falso che i tennisti moderni non sappiano regere la fatica. Indipendentemente da quello che si possa pensare sulla qualità del gioco moderno rispetto a quello di qualche decennio fa, è palesemente accettato e pacifico il fatto che i tennisti moderni siano atleticamente superiori rispetto a quelli di due generazioni fa. Tra l'altro con questi scambi infiniti che vanno di moda oggi se non avessero i polmoni e le gambe per reggere non arriverebbero alla metà del secondo set. 

Quello che ho detto è che l'immagine prevalente che si dà del tennis non contiene la fatica e il sudore. L'immagine. L'immagine, nel senso del poster, che può essere Federer che si prepara ad impattare un rovescio, non Nadal paonazzo con la lingua di fuori e gli occhi iniettati che corre con la rachetta nelle due mani da un punto all'altro del campo.

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Re: Quello che cambierei nel tennis

Messaggio Da VANDERGRAF il Dom 21 Feb 2016 - 23:19

@Maffa ha scritto:Perchè non ho scritto quello a cui hai risposto, e quello a cui hai risposto è così talmente sciocco che fa passare sciocco me per averlo proposto (cosa che però non ho fatto)  Neutral

Nello specifico, trovo sciocco pensare che da quello che ho scritto io possa auspicare che i tennisti si possano mettere a scracciare in giro per il campo, perchè l'idea è palesemente demenziale. 

Inoltre non ho scritto da nessuna parte che i tennisti moderni non sappiano reggere la fatica. E' palesement falso che i tennisti moderni non sappiano regere la fatica. Indipendentemente da quello che si possa pensare sulla qualità del gioco moderno rispetto a quello di qualche decennio fa, è palesemente accettato e pacifico il fatto che i tennisti moderni siano atleticamente superiori rispetto a quelli di due generazioni fa. Tra l'altro con questi scambi infiniti che vanno di moda oggi se non avessero i polmoni e le gambe per reggere non arriverebbero alla metà del secondo set. 

Quello che ho detto è che l'immagine prevalente che si dà del tennis non contiene la fatica e il sudore. L'immagine. L'immagine, nel senso del poster, che può essere Federer che si prepara ad impattare un rovescio, non Nadal paonazzo con la lingua di fuori e gli occhi iniettati che corre con la rachetta nelle due mani da un punto all'altro del campo.
allora non ti ho capito e continuo a non capirti. gli scambi infiniti esistevano anche prima, anzi, recenti statistiche dicono che la stragrande maggioranza dei punti si chiude entro 3/4 colpi a livello maschile di top 100. nadal e federer possono essere entrambi un'immagine rappresentativa, solo che il primo è una fontana vivente e il secondo per farlo sudare devi metterlo sotto una doccia. questa tua immagine la vedi solo tu perchè io seguo il tennis frequentemente da oltre 30 anni e non ho mai percepito questa immagine, nè guardandolo in tv, nè dal vivo. poi è ovvio che sia una fatica ripartita in un lasso di tempo lungo, non è di certo esplosiva e perentoria come può essere nella boxe o in tanti altri sport che si basano sulla forza fisica, ma tutto questo è partito dall'uso di un asciugamano che, secondo me, nel tennis è fondamentale per mantenere una buona visibilità, soprattutto in certe condizioni climatiche e in presenza di determinate condizioni fisiche. da lì nasce l'obiezione di alcuni, come a dire "ma se dove si fatica molto di più non si usa perchè nel tennis si dovrebbe usare ?"  per esperienza personale, ma è solo una mia valutazione che non vuole diventare nulla di più, perchè se gioco a tennis ho bisogno di vederci bene in ogni frazione di secondo per due o tre ore, mentre se ad esempio vado in bici non ho mai avvertito questo bisogno, stessa cosa se gioco a calcio o se vado a corrrere; semplicemente perchè in altre situazioni non esiste un'azione combinata di sforzo in movimento e contemporanea necessità di centrare una pallina che viaggia ad alta velocità e che va colpita con molti tipi di gesti diversi tra loro

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Re: Quello che cambierei nel tennis

Messaggio Da VANDERGRAF il Dom 21 Feb 2016 - 23:34

sono tutte percezioni soggettive, non esiste un unico poster rappresentativo per ogni sport. per tornare sull'esempio di messi, a me non trasmette affatto sudore o fatica, ma solo talento, stessa cosa per federer, mentre se penso a come gioca nadal che fa un gioco molto muscolare e grintoso (vedi anche relativi versi fonetici) la sua immagine mi trasmette sensazioni opposte a quella di federer. se vedo un'immagine di gattuso idem, mi viene in mente fatica e sudore.

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Re: Quello che cambierei nel tennis

Messaggio Da Maffa il Lun 22 Feb 2016 - 0:07

va bene dai ho detto la mia. non ho la pretesa di convincere nessuno.

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Re: Quello che cambierei nel tennis

Messaggio Da stefano70 il Mar 23 Feb 2016 - 12:41

anche volendo "salvare" la possibilità di asciugarsi, si potrebbe fare un primo passo facendo rispettare i tempi tra un punto e l'altro e vietando l'utilizzo dei raccattapalle per portare e tenere l'asciugamano. Così sarebbe più tollerabile secondo me

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Re: Quello che cambierei nel tennis

Messaggio Da Manrovescio il Mer 2 Mar 2016 - 0:21

@VANDERGRAF ha scritto:
@Manrovescio ha scritto:Anch' io mi sono spesso chiesto cosa bisognerebbe cambiare per tornare a vedere spettacolo e varietá in questo sport ormai troppo monotono e standardizzato.
Il problema principale secondo me è la troppa potenza generata dalle racchette che ha portato altre modifiche  negli anni proprio per contrastare tale potenza (campi palline ecc.) con il risultato di appiattire e omologare il gioco sempre più.
Oggi è possibile generare tanta tanta potenza unita a tanta tanta rotazione, cosa che 20 anni fa non era possibile. Infatti se tiravi forte dovevi farlo piatto, se arrotavi la potenza diminuiva.
Io non cambierei nessuna regola, per me il tennis ha un regolamento e sistema di punteggio perfetti, anzi ineguagliabile. Quello che farei è intervenire sulle racchette per ridurne la potenza. La soluzione più drastica sarebbe quella di intervenire sui materiali dei telai e corde, fissare dei limiti ad esempio sulla rigidità massima, peso, dimensione ovale, materiale corse ecc, ma non so fino a che punto sarebbe fattibile. 
Oppure, e qui sarebbe più facile, si può diminuire la "cilindrata" delle racchette, cioè fissare l' ampiezza dell' ovale ad esempio a 90 pollici, il profilo a 20 mm e accorciare il telaio di 2-3 cm. 
Penso che così torneremmo a vedere spettacolo e varietá di stili.
non mi sembra che 20 anni fa si doveva tirare piatto per tirare forte. e non penso nemmeno che cambiare attrezzi e corde sia garanzia di spettacolo. lo spettacolo lo fa la mentalità del giocatore, la sua personalità nell'approcciarsi al tennis, il suo stile, la voglia di andare controcorrente. basta guardare uno come federer. poi si tende a confondere spesso il concetto di poco spettacolo col gioco da fondo, si può dare spettacolo anche giocando quasi esclusivamente da fondo campo, cercando varianti sia nelle angolazioni che nello spezzare il ritmo usando varie rotazioni e smorzate. ridurre la potenza cosa c'entra ?  sarebbe più spettacolare assistere ad una partita dove la palla viaggia a velocità inferiore ? semmai il contrario...  con meno potenza ci sarebbe un allungamento degli scambi e tutti quelli che vogliono prendere la rete sarebbero portati a non farlo in egual misura per colpa di attacchi meno incisivi

Mi scuso per la replica tardiva. Per come la vedo io, il tennis si è standardizzato su una tipologia di gioco che ormai è utilizzata da quasi tutti i giocatori, semplicemente perché è il modo più redditizio per ottenere risultati. Si gioca allo stesso modo su tutte le superfici, e per me questo significa ridurre lo spettacolo, perché limita di molto l' estro dei giocatori. Citare Federer non è un buon esempio, quanti ne nascono come lui? Oggi conta la solidità, la pressione da fondo e aprirsi il campo, su terra, cemento e erba. Come si è arrivati a questo? Mi sembra evidente sia dipeso dagli attrezzi. E' successo che ci si è cominciati a preoccupare dei servizi troppo veloci e si è deciso di fare qualcosa per tamponare il problema, intervenendo su tutto tranne che sulla causa del problema. Quindi le palline sono diventate più pesanti e forse più grandi (non vorrei sbagliarmi), le superfici sono state via via modificate per frenare la palla e alzare il rimbalzo, fino a farle somigliare tutte. Due anni fa ero al masters di londra e ho calpestato un campo d' allenamento: beh, era di una ruvidezza incredibile. Questo ha comportato il fatto che molti colpi sono diventati inutili e perfino controproducenti, basta vedere il back di rovescio, che ha perso quasi tutta la sua efficacia, per non parlare di schemi tattici di attacco, approcci a rete ecc. Si gioca talmente forte e con tanto spin che si è costretti a stare dietro, non c' è tempo per inventarsi altro. Per questo dicevo che diminuire la potenza delle racchette renderebbe vantaggiose altre tattiche di gioco e permetterebbe di differenziare di nuovo le superfici. Con questo non voglio dire che bisogna tornare al legno o al budello, in  Formula 1 se si va troppo veloce si diminuisce la cilindrata del motore, mica si torna ai carburatori.

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Re: Quello che cambierei nel tennis

Messaggio Da Theo_84 il Mer 2 Mar 2016 - 10:06

Non mi esprimo sui punti più tecnici ma in effetti la questione degli asciugamani ha sempre schifato pure me.

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Re: Quello che cambierei nel tennis

Messaggio Da MARIO966 il Ven 4 Mar 2016 - 10:25

@Sonny Liston ha scritto:Ecco quello che cambierei nel tennis, ed il perché:

1. Una sola palla di servizio

- Ormai i Pro servono prime palle ingiocabili: quando entrano sono ace, ace sporchi, o dritti vincenti.
- Lunghissimi tempi morti tra prima e seconda palla che verrebbero eliminati.


2. Niente pause asciugamano tenuti dai raccattapalle

- Odiosissime, lunghe pause.
- Igienicamente una schifezza.
- Immorale.


3. Niente intervento medico

- Stai male? Ti ritiri!
- Eliminate le sceneggiate tattiche, soprattutto femminili


4. Superfici diversificate

- Niente superfici omogeneizzate che favoriscono i soliti noti.
- Erba veloce, come un tempo (con un solo servizio il gioco sarebbe interessante).
- Terra lenta come una volta
- Indoor veloce, per vedere le volèe
- Chi vince il RG, non lo troviamo a Wimledon (a meno non si chiami Borg).

5. Palline come una volta, più veloci

- Si tornerebbe a vedere gioco di rete, e i vari stili di gioco, sarebbero di meno i "robot spara-palle.


6. Vietati TOTALMENTE i monofilamenti

- O, comunque, tutte le corde con rigidità superiore a SI 120.
- Se vuoi tirare mazzate, le devi sapere controllare.





Questo il mio punto di vista... e il vostro?

Sono in accordo su tutto
rigiocherei la palla che prende il net durante lo scambio, perché si ripete il servizio  se la palla prende il net e non si ripete durante lo scambio?
Per me i net presi durante gli scambi falsano il punto.

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Re: Quello che cambierei nel tennis

Messaggio Da blackmox il Dom 6 Mar 2016 - 22:42

Si, però non è proprio così semplice... se la palla sfiora il nastro senza mutare in nulla traiettoria e profondità/velocità è inutile ripetere il punto, eppure con il servizio si ripete (io non lo ripeterei), però poi è necessario un margine di discrezionalità del giudice che è meglio evitare...

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Re: Quello che cambierei nel tennis

Messaggio Da VANDERGRAF il Dom 6 Mar 2016 - 23:29

@Manrovescio ha scritto:
@VANDERGRAF ha scritto:
@Manrovescio ha scritto:Anch' io mi sono spesso chiesto cosa bisognerebbe cambiare per tornare a vedere spettacolo e varietá in questo sport ormai troppo monotono e standardizzato.
Il problema principale secondo me è la troppa potenza generata dalle racchette che ha portato altre modifiche  negli anni proprio per contrastare tale potenza (campi palline ecc.) con il risultato di appiattire e omologare il gioco sempre più.
Oggi è possibile generare tanta tanta potenza unita a tanta tanta rotazione, cosa che 20 anni fa non era possibile. Infatti se tiravi forte dovevi farlo piatto, se arrotavi la potenza diminuiva.
Io non cambierei nessuna regola, per me il tennis ha un regolamento e sistema di punteggio perfetti, anzi ineguagliabile. Quello che farei è intervenire sulle racchette per ridurne la potenza. La soluzione più drastica sarebbe quella di intervenire sui materiali dei telai e corde, fissare dei limiti ad esempio sulla rigidità massima, peso, dimensione ovale, materiale corse ecc, ma non so fino a che punto sarebbe fattibile. 
Oppure, e qui sarebbe più facile, si può diminuire la "cilindrata" delle racchette, cioè fissare l' ampiezza dell' ovale ad esempio a 90 pollici, il profilo a 20 mm e accorciare il telaio di 2-3 cm. 
Penso che così torneremmo a vedere spettacolo e varietá di stili.
non mi sembra che 20 anni fa si doveva tirare piatto per tirare forte. e non penso nemmeno che cambiare attrezzi e corde sia garanzia di spettacolo. lo spettacolo lo fa la mentalità del giocatore, la sua personalità nell'approcciarsi al tennis, il suo stile, la voglia di andare controcorrente. basta guardare uno come federer. poi si tende a confondere spesso il concetto di poco spettacolo col gioco da fondo, si può dare spettacolo anche giocando quasi esclusivamente da fondo campo, cercando varianti sia nelle angolazioni che nello spezzare il ritmo usando varie rotazioni e smorzate. ridurre la potenza cosa c'entra ?  sarebbe più spettacolare assistere ad una partita dove la palla viaggia a velocità inferiore ? semmai il contrario...  con meno potenza ci sarebbe un allungamento degli scambi e tutti quelli che vogliono prendere la rete sarebbero portati a non farlo in egual misura per colpa di attacchi meno incisivi

Mi scuso per la replica tardiva. Per come la vedo io, il tennis si è standardizzato su una tipologia di gioco che ormai è utilizzata da quasi tutti i giocatori, semplicemente perché è il modo più redditizio per ottenere risultati. Si gioca allo stesso modo su tutte le superfici, e per me questo significa ridurre lo spettacolo, perché limita di molto l' estro dei giocatori. Citare Federer non è un buon esempio, quanti ne nascono come lui? Oggi conta la solidità, la pressione da fondo e aprirsi il campo, su terra, cemento e erba. Come si è arrivati a questo? Mi sembra evidente sia dipeso dagli attrezzi. E' successo che ci si è cominciati a preoccupare dei servizi troppo veloci e si è deciso di fare qualcosa per tamponare il problema, intervenendo su tutto tranne che sulla causa del problema. Quindi le palline sono diventate più pesanti e forse più grandi (non vorrei sbagliarmi), le superfici sono state via via modificate per frenare la palla e alzare il rimbalzo, fino a farle somigliare tutte. Due anni fa ero al masters di londra e ho calpestato un campo d' allenamento: beh, era di una ruvidezza incredibile. Questo ha comportato il fatto che molti colpi sono diventati inutili e perfino controproducenti, basta vedere il back di rovescio, che ha perso quasi tutta la sua efficacia, per non parlare di schemi tattici di attacco, approcci a rete ecc. Si gioca talmente forte e con tanto spin che si è costretti a stare dietro, non c' è tempo per inventarsi altro. Per questo dicevo che diminuire la potenza delle racchette renderebbe vantaggiose altre tattiche di gioco e permetterebbe di differenziare di nuovo le superfici. Con questo non voglio dire che bisogna tornare al legno o al budello, in  Formula 1 se si va troppo veloce si diminuisce la cilindrata del motore, mica si torna ai carburatori.
quando si parla di attrezzi secondo me si tende a generalizzare troppo: agassi aveva telaio e corde di generazione moderna ma dava ugualmente spettacolo. le tendenze le fanno i campioni, sono loro che vincono quasi tutti i tornei importanti, perchè prendere come modello una tendenza che rimane perdente di fronte ad altre ? sui terreni troppo simili sono d'accordo con te, ma sul fatto che il gioco è diventato così a causa degli attrezzi non condivido. perchè gli stessi attrezzi esistevano anche ai tempi di sampras ma a lui non servivano, ad esempio. semmai si potrebbe pensare che essendo ormai uno sport che viaggia su cifre nettamente più alte di quelle degli anni 70, le scuole tennis abbiano improntato a certi livelli un discorso che punta più sull'efficienza di regolarità piuttosto che sull'estro, in quanto un gioco molto regolare è mediamente più redditizio di un gioco spumeggiante. ma c'erano regolaristi infaticabili e arrotini anche diverso tempo addietro, difatti la cosiddetta scuola spagnola ha origini scollegate dagli attrezzi che vanno per la maggiore oggi. ho citato federer ma potrei citare anche wawrinka o del potro o dimitrov, solo per fare altri tre nomi. secondo me ci facciamo influenzare troppo dalle attrezzature e dalla loro evoluzione. è ovvio che se prima c'era gente fortissima ad attuare schemi di gioco diversi si pensa che il tennis di allora sia nettamente diverso, allo stesso modo però bisogna tener presente che molti di quegli schemi mettono in crisi fior di campioni ancora oggi, se sono attuati da altrettanti campioni

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Re: Quello che cambierei nel tennis

Messaggio Da Michele Forni il Gio 10 Mar 2016 - 22:40

Io vieterei l'intervento del coach ai cambi campo...

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Re: Quello che cambierei nel tennis

Messaggio Da Michele Forni il Gio 10 Mar 2016 - 22:44

@Maffa ha scritto:
@gianlugi1978 ha scritto: Dire che il tennis è, nell'immaginario collettivo, uno sport esente da fatica e sudore, la considero una grande fesseria.

faresti bene, perchè non è quello che ho detto (fallacia dell'argomento fantoccio).
Non è ai livelli del polo, golf o dressage, e senz'altro chiunque abbia visto una partita di tennis sa che c'è fatica intensa per arrivare alla fine di partite di cui non è garantita la durata, ma non è la fatica o il sudore il selling point dello sport. Se il selling point del rugby è fango sudore e sangue, quello del tennis è wimbledon, agassi, le tenniste modelle, il tocco di fino, lo smash, ecc. 

Non esiste una retorica della fatica quando si parla di tennis, e nessuno porta i segni della fatica e dello stremo delle forze coma una medaglia, nessuno sputa la bavazza o si soffia il naso sulla t-shirt durante una partita come accade che accada in quasi tutti gli sport che ho citato prima (almeno in quelli non da palestra).
Il tennis è tra i primi 5 sport più faticosi...

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Re: Quello che cambierei nel tennis

Messaggio Da Maffa il Gio 10 Mar 2016 - 23:00

lo so Smile

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Re: Quello che cambierei nel tennis

Messaggio Da kingkongy il Ven 11 Mar 2016 - 2:39

A me, il tennis, è sempre parso rientrare nella categoria delle attività "ma chi me lo ha fatto fare?!?"...
Nel tennis non ci vuole la "bomba" o l'ovetto ipobarico ma proprio la piscina di Cocoon !!!

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Re: Quello che cambierei nel tennis

Messaggio Da MARIO966 il Ven 11 Mar 2016 - 8:50

@blackmox ha scritto:Si, però non è proprio così semplice... se la palla sfiora il nastro senza mutare in nulla traiettoria e profondità/velocità è inutile ripetere il punto, eppure con il servizio si ripete (io non lo ripeterei), però poi è necessario un margine di discrezionalità del giudice che è meglio evitare...

Mica tutte le palle sfiorano il nastro! sono pochissime. E comunque sarebbe più equo il gioco. Se il nastro cambia traiettoria alla palla su un punto decisivo chi deve ribattere è penalizzato. E poi perché se prendi il nastro sul servizio devi ripetere il punto, e se lo prendi durante il punto no!!!

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Re: Quello che cambierei nel tennis

Messaggio Da Michele Forni il Ven 11 Mar 2016 - 13:10

@kingkongy ha scritto:A me, il tennis, è sempre parso rientrare nella categoria delle attività "ma chi me lo ha fatto fare?!?"...
Nel tennis non ci vuole la "bomba" o l'ovetto ipobarico ma proprio la piscina di Cocoon !!!
Ma che fai?? La supercazzola??

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Re: Quello che cambierei nel tennis

Messaggio Da kingkongy il Ven 11 Mar 2016 - 15:03

Miché, devo dimagrire!!!!

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Re: Quello che cambierei nel tennis

Messaggio Da vfalini il Ven 11 Mar 2016 - 18:23

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