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Babolat Pure Drive : LA STORIA COMPLETA

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Babolat Pure Drive : LA STORIA COMPLETA

Messaggio Da SempreesoloSuperMac il Ven 9 Gen 2015 - 19:45

@Eiffel59 ha scritto:Allora..mi si chiede perchè sia così critico nei confronti di Babolat e nella fattispecie della PD.
Innanzitutto un fatto..in 39 anni di tennis l'unica, e sottolineo l'unica, racchetta che mai mi abbia dato qualche piccola sofferenza -fortunatamente solo a livello muscolare nella parte alta del braccio- è stata la Pure Drive, dalla Team in poi. Ed ho provato anche "pali della luce" come le Yamaha Secret (rigidità 80 RA), per cui non dipende da quello, ma dall'insieme rigidità/peso/vuotezza del telaio.

Poi non capisco la politica di Babolat (o meglio, la caspisco benissimo... Rolling Eyes) nella costruzione di questo modello. E non mi si venga a parlare di "innovazione tecnologica"... Evil or Very Mad
Qualche dato "scientifico"? Ok..

-1994: nasce la Pure Destiny... ooops, scusate, volevo dire Pure Drive  What a Face Il telaio , seppur simile, ha diverse differenze dall'attuale: la più notevole, il passaggio delle corde (in testa ed in gola) è alternato tra verticali ed orizzontali con un doppio skip, anzichè il singolo attuale.
La rigidità RA è 66 non incordata, la bilanciatura a 32 cm, lo Sw (prima serie, solo per i mercati francese, spagnolo ed italiano) è 290, poi portato a 300 variando la densità dei materiali nei diversi punti. Il telaio ha un passacorde laterale doppio (visibile sulle racchette dei pro attuali) che serve pure per nascondere le piombature. La stabilità torsionale è elevatissima (14.71, livello mai raggiunto dalle versioni seguenti) così come lo sweetspot (29.71 sq.in., anche quello un record). La "seconda" PD più delicata sul braccio (poi spiego perchè Wink

-1996: la linea viene aggiornata. Diminuisce il kevlar, cambia la grafica -soprattutto delle scritte- e la racchetta diventa più rigida (67RA) e potente (SW 310); scende sia pur di poco lo sweetspot (29.07 sq.in) e più o meno inalterata rimane la stabilità torsionale (14.67). Prima versione commercializzata su larga scala, ma solo in Europa e Giappone (1997). Vince il Roland Garros e diventa n.1 un al mondo con Moya. Nasce la "leggenda PD". (nella foto, il secondo da sx col grip in pelle)

-1999: Pure Drive II Gen. Il telaio cambia profondamente. Il pattern, pur rimanendo 16x19, ha ora uno solo skip come le attuali, vengono adottati per la prima volta i passacorde Woofer ma sparisce il bumper laterale. La racchetta risulta più potente ancora (SW 315), ma meno stabile (13.71) seppur con ampio sweetspot (28.70 sq.in.). Esce anche negli Stati Uniti l'anno dopo, e nella versione XL, viene adottata da subito dal giovane emergente Andy Roddick (che ancora la usa adesso peraltro).Conosciuta negli USA come "Swirly" dal disegno sui bracci del telaio.

-2002: PD III Gen: ufficialmente  quasi nulla..ufficialmente. Cambia il fabbricante OEM, da Kunnan Lo/Pro Legacy a..sconosciuto.
E cambia, in maniera drastica, il telaio, anche se Babolat dice che un cambio è stato fatto solo in direzione della potenza e null'altro se non la grafica. Le ragioni del cambio di fornitore -parlando con Babolat al tempo- pare fossero dovute all'inaffidabilità per qualità e puntualità delle consegne degli OEM precedenti, ma temo si trattasse invece di questioni economiche...Tanto per cominciare il telaio è più spesso, quasi un mm. Più rigido (69/70 RA secondo l'anno di fabbricazione). Ancora più potente (SW320) ma più "vuoto", calano sweetspot (26.9 sq.in.) e stabilità torsionale (12.91). La bilanciatura nominale rimane 32cm. , ma quella reale è circa 33. Cominciano i primi seri problemi di epicondilite legati all'uso della PD. Il successo commerciale è comunque enorme, e la PD è la prima racchetta in un decennio a raggiungere il milione di pezzi venduti.

-2005: PD IV Gen. Arriva il Cortex...ufficialmente per rendere più confortevole il telaio. In realtà, essendo solo uno strato di materiale termoplastico appoggiato sullo strato portante, quello che fa è solo togliere la percezione uditiva dello stesso. Il telaio si attesta fisso a 70RA di rigidità e 33cm, stavolta "ufficiali" di bilanciatura ottenuti addensando le fibre ai lati dell'ovale. Sale così ancora la potenza (325SW), e migliorano sweetspot (29.30 sq.in.) e stabilità torsionale (14.21). Non è però un toccasana per il braccio, perchè pur aumentando la spinta la bilanciatura è ancora più avanti, il che sommato a racchetta leggera (e vuota) e rigida.... affraid

-2008: PD V Gen: GT..grafite/tungsteno: la formuletta magica? Sparisce il Kevlar (più pregiato) arriva il tungsteno che pesa di più (19.25 g/cmq contro 1.44) e quindi può sostituire con minor "spreco" (ma soprattutto minori costi) pari quantità lineari di grafite e kevlar. Innovazione? Permettetemi qualche dubbio...mai visti tanti casi di rotture nei 15 anni precedenti. Come in tutte le ultime varianti, sale ancora la potenza (>327 SW) però tornano a scendere sweetspot (28.35 sq. in.) ed in maniera notevole la stabilità torsionale (12.85, la più bassa di sempre sia pur più che discreta).


Adesso, tutti in attesa sperando nella nuova (si mormora una sorta di ritorno al passato, ma visto il GT "se non provo non credo" Wink).
Ci tengo a sottolineare..non amo la PD (le ultime almeno) ed in generale ho l'impressione che la gran parte dei calcoli di Babolat siano basati su fattori economici più che tecnici. ma non "odio" Babolat, anzi...le corde (con debite eccezioni) sono tutte oltre la media, ed alcuni telai (Aerostorm GT, Pure Storm Tour GT) sono eccellenti anche se non ben pubblicizzati (o capiti).

Un ultimo accenno..all'inizio ho detto che l'originaria PD era la "seconda" più delicata sul braccio..la palma della "prima" va ad un gioiellino prodotto solo nell'anno 2000 in 2000 (d'oh! What a Face) unità.
Rarissima, con valori pari ad una PS St.Vincent, stessi specs di rigidità della II Gen di cui conserva lo stampo, ma grazie ad una diversa mescola del Woofer (e "si dice" ad inserti in Noene), una pastosità senza pari. Grip in cuoio d'origine così come corde VS Limited, ed una verniciatura (e design) da invidia...



Credo di interpretare la volontà di parecchi chiedendo ad Eiffel di completare la storia con la nuova 2015 ( visto che sembra abbiano ricominciato a produrre dal vecchio fornitore ) 
Grazie anticipatamente  cheers cheers cheers cheers cheers cheers cheers cheers

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Re: Babolat Pure Drive : LA STORIA COMPLETA

Messaggio Da Abo13 il Gio 12 Feb 2015 - 17:25

Per gli esperti: un confronto tra il primo modello no cortex e quello del 2015?

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Re: Babolat Pure Drive : LA STORIA COMPLETA

Messaggio Da nikuz il Gio 12 Feb 2015 - 17:47

trovo la prima serie nettamente più morbida.. a mio avviso più spinnosa... A Potenza siamo lì! La 2015 ci vuole un minimo di adattamento alla zona di sweet spot più alta.. Ma superiore in controllo.. Ottimo telai.. sono quelli che utilizzo.. attualmente più le 2015.. 
se devo dire trovo anche lo sweet spot della prima più generoso...

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Re: Babolat Pure Drive : LA STORIA COMPLETA

Messaggio Da Abo13 il Gio 12 Feb 2015 - 21:48

Secondo te vale la pena cambiare le no cortex per le 2015?

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Re: Babolat Pure Drive : LA STORIA COMPLETA

Messaggio Da nikuz il Gio 12 Feb 2015 - 23:19

Se le no cortex son messe male forse converrebbe... Io le uso più che altro perché trovare altre no cortex (intendo prima serie.. pure drive Team si trovano Invece) è difficile.. quindi...

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Re: Babolat Pure Drive : LA STORIA COMPLETA

Messaggio Da Abo13 il Ven 13 Feb 2015 - 8:32

Ah io per no cortex intendevo quella che qui nell'articolo è la 2002. Quella di rroddick per intenderci, ne ho una con cui sto riprendendo a giocare tenuta bene perché era di un mio amico che però non ci giocava, incordata 4 volte. Ora ne stavo cercando un'altra per fare la coppia

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Re: Babolat Pure Drive : LA STORIA COMPLETA

Messaggio Da johnnyyo il Mar 23 Giu 2015 - 16:39

Cavoli, presi il modello "Moya" ai tempi... solo perché ero un ragazzino fan sfegatato, ma notai subito un miglioramento nel gioco!
Peccato che al primo smash in cui persi la presa, la racchetta mi si frantumò al suolo... sembrava di cristallo... 

così passai a quella di un altro idolo: la Yonex Super RD tour 95 di Marcelo Rios... ma questa è un'altra storia Smile

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