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Giocatore in crisi d'identità

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Giocatore in crisi d'identità

Messaggio Da Andrex il Mer 7 Lug 2010 - 11:25

Ciao a tutti, ormai da questo inverno lamento una confusione progressiva nel mio stile di gioco. Ho 34 anni, gioca da quando ne avevo 15, poi qualche interruzione, lavoro, moglie, solite cose che ti fanno giocare ad intermittenza
Da Settembre, sto facendo dinuovo sul serio, tornei FIT, allenamenti seri e partite al circolo con diversa gente, ma alla fine, influenzato anche dal maestro, dai compagni e via così, non riesco più, quando vado in campo, ad imporre il mio gioco all'avversario, perchè non so più cosa devo fare. C'è chi mi dice di tenrle tutte dentro e fare un gioco di attesa, a me di natura mi viene, appena vedo uno spiraglio, di tirare un missile, certo non è tennis percentuale, ma mi divertivo....
Alla fine credo che la cosa principale, al mio livello, sia divertirsi anche se questo mi porta a giocare in maniera alle volte senza senso, il fatto sta li, che forse alle volte, in competizione ci si diverte poco, annebbiati dalla smania del risultato..
voi cosa dite?

grazie a tutti per aver ascoltato il mio sfogo, forse reduce da troppe sconfitte nell'ultimo periodo.

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Re: Giocatore in crisi d'identità

Messaggio Da Veterano il Mer 7 Lug 2010 - 14:37

E si Andrex,molto spesso fare i tornei non e' per niente divertente,purtroppo i vincenti non ti fanno vincere la partita anche se ' bello quando tiri la botta e fai punto,pero,' pero' la mentalita' da torneo deve essere,primo sbagliare meno ed aspettare il momento giusto per tirare il vincente a campo aperto(ma sempre in sicurezza)se hai un buon dritto puoi eccome imporre il tuo gioco palleggiando e facendo presione sula diagonale,cercando angoli per aprirti il campo e come dicevo prima chiudere il punto da fondo o a rete.
Ci vuole solo un po piu' di pazienza al posto di chiudere in tre o quattro colpi chiuderai in 10 o 15,(dipendendo dall' avvesario che hai davanti) ma alla fine porterai a casa la partita,sentendoti cosi' meno frustratto.

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Re: Giocatore in crisi d'identità

Messaggio Da cristiano75 il Mer 7 Lug 2010 - 19:52

Mi sembra che si torni al post del pallettaro... che corre parallelo a questo...

Alla fine si cade sempre li... mannaggia ai tornei! What a Face

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Re: Giocatore in crisi d'identità

Messaggio Da alexandertennis il Mar 27 Lug 2010 - 23:09

devi giocare piu' partite, devi lavorare sui colpi rendendoli piu' sicuri

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Re: Giocatore in crisi d'identità

Messaggio Da doppiofallo il Mar 3 Ago 2010 - 15:14

Ciao Andrex. Allora, una cosa è il divertimento , una cosa è quando fai i tornei. Nel primo caso fai quello che più ti pare, del resto sei li per quello, oppure con un amico che ha pazienza, allenati "divertendoti" a migliorare i tuoi punti forti e annullare i tuoi punti deboli, assimila schemi , perfezionali e così via. Una volta fatto questo mettili in pratica nei tornei. Mi spiego. Io ho la tua età gioco da quando avevo 12 anni, all'inizio ero solo serve&volley, appena rallentavi stavo con il naso sulla rete. Oggi vedendomi non diresti la stessa cosa, arroto dal fondo e alterno un pò tutti i colpi, ma a rete vado solo sul sicuro, questo perchè le volè di una volta mi sono rimaste, perchè buttarle? Con il tempo quindi ho dovuto adeguarmi al tennis , ma sopratutto al fisico che non è più come quello di un 25enne. Nel tuo caso, vedi quello che sai fare meglio, sei un regolarista , niente di male, Wilander ha fatto l'ira di Dio con quel gioco, sei un attaccante dal fondo, OK, però devi sostenere il tuo gioco con una buona base attletica e tecnica, sei uno che gioca di piatto, bene ma devi essere preciso ed appoggiarti sulla palla altrui , quindi ci vuole timing ...etc etc. Tu dici " appena vedo uno spiraglio mi viene da tirare un missile"...OK, ma il missile ti rimane dentro? Perchè se è si allora nessun problema, ma se è no....qualcosa va rivisto, non stare troppo a sentire gli altri, non imitare gli altri sopratutto, vedi il tipo di gioco che fai meglio ,che ti fa sentire più sicuro, perfezionalo, inventati qualche schema, applicalo ai tornei, tanto ci sarà sempre il "tipo" di avversario che ti darà fastidio come gioco (e viceversa ovviamente), quindi quando ti alleni divertiti, ma ai tornei...se ci vai per divertirti fai pure, ma se ci vai per vincere.......poi devi vincere. Sperò di avertidato qualche imput Ciaoo

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Re: Giocatore in crisi d'identità

Messaggio Da Hammer72 il Mar 3 Ago 2010 - 15:43

@cristiano75 ha scritto:Mi sembra che si torni al post del pallettaro... che corre parallelo a questo...

Alla fine si cade sempre li... mannaggia ai tornei! What a Face

eh si a quanto pare per vincere i tornei NC e poco sopra bisogna esser pallettari..

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Re: Giocatore in crisi d'identità

Messaggio Da Mano de Madera il Mer 4 Ago 2010 - 8:00

Mi trovo d'accordo con tutti i post precedenti,ma visto che l'anno scorso sono passato anch'io in una situazione simile alla tua vorrei raccontarti la mia esperienza.
Ho passato 5/6 mesi in confusione totale specialmente dopo che il maestro mi aveva cambiato o aveva cercato di cambiarmi il dritto nel periodo Febbraio/Marzo 2009 a ridosso del periodo dei tornei,le partite perse sicuramente non aiutavano a trovare la fiducia che comunque serve a tenerti alto il morale,ma anche tecnicamente in campo ero inguardabile e non sapevo cosa fare,pensa che mi giravo sul rovescio anche dalla parte del dritto (quando possibile) pur di non giocare il dritto.
Adesso va moolto meglio,quest'inverno ho pensato solo a giocare divertendomi senza pensare se il colpo era tecnicamente perfetto o meno,senza avere come unico scopo il risultato ma cercando di migliorare il mio gioco senza snaturare le caratteristiche che comunque ognuno di noi ha e che sono diverse per ogni singolo giocatore.
Nei tornei di quest'anno ho sempre cercato di imporre il mio gioco e ci sono stati bei match a volte vinti,a volte persi,ma comunque sono sempre uscito dal campo soddisfatto perchè avevo dato il massimo.

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Re: Giocatore in crisi d'identità

Messaggio Da Hammer72 il Mer 4 Ago 2010 - 14:42

@Mano de Madera ha scritto:Mi trovo d'accordo con tutti i post precedenti,ma visto che l'anno scorso sono passato anch'io in una situazione simile alla tua vorrei raccontarti la mia esperienza.
Ho passato 5/6 mesi in confusione totale specialmente dopo che il maestro mi aveva cambiato o aveva cercato di cambiarmi il dritto nel periodo Febbraio/Marzo 2009 a ridosso del periodo dei tornei,le partite perse sicuramente non aiutavano a trovare la fiducia che comunque serve a tenerti alto il morale,ma anche tecnicamente in campo ero inguardabile e non sapevo cosa fare,pensa che mi giravo sul rovescio anche dalla parte del dritto (quando possibile) pur di non giocare il dritto.
Adesso va moolto meglio,quest'inverno ho pensato solo a giocare divertendomi senza pensare se il colpo era tecnicamente perfetto o meno,senza avere come unico scopo il risultato ma cercando di migliorare il mio gioco senza snaturare le caratteristiche che comunque ognuno di noi ha e che sono diverse per ogni singolo giocatore.
Nei tornei di quest'anno ho sempre cercato di imporre il mio gioco e ci sono stati bei match a volte vinti,a volte persi,ma comunque sono sempre uscito dal campo soddisfatto perchè avevo dato il massimo.

Concordo pienamente , ognuno di noi ha uno stile suo un gioco personalizzato per quanto vogliano stereotiparci i maestri...
Io ad esempio ho il rovescio ad una mano naturale e bimane impostato e li uso entrambe ..
L'importate è divertirsi.

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Re: Giocatore in crisi d'identità

Messaggio Da fossoparadiso il Lun 16 Ago 2010 - 23:42

ciao a tutti, sono nuovo e leggendo il post di Andrex e le successive risposte probabilmente trocerò qualcuno che mi può aiutare.
premetto che ho giocato diversi anni da adolescente come agonista, poi il "maledetto pallone" mi ha distolto per diversi anni dal tennis. ho ripreso l'anno scorso a 33 anni e quest'anno ho fatto i primi tornei. ho già preso diversi punti e probabilmente l'anno prossimo sarò 4.4 o al meglio 4.3
il problema è che per i tornei non riesco ad elaborare un approccio "standard" che mi permetta di esprimere il mio tennis naturale. vado da partite strepitose in cui gioco in maniera sciolta e costruttiva a partite dove letteralmente non riesco a buttarla di la. l'ultima oggi, dopo aver battuto un buon giocatore in due set venerdi, battuta solida con pochissimi doppi falli, ottimi angoli sia dritto che rovescio, oggi ho beccato 6/1 6/2 daq uno nettamente meno forte. in tutto il match avrò messo 5 prime e ho commesso una 15na di doppi falli. mi blocco con la testa ed addirittura mi tremano le gambe! ovviamente così arrivo sempre male sulla palla con risultati disastrosi.
il punto è che tutto ciò dopo aver giocato partite sia tornei che di club con una sicurezza impressionante. ogni volta mi tocca ricomnciare da capo e ricostruire tutte le mie certezze.
il quesito è questo, sono da ricovero come dice la mia istruttrice o secondo voi c'è qualche cosa che posso fare per migliorare questo aspetto?
quando sono "sano" non soffro ne giocatori solidi ne palettari, in giornate come oggi perderei anche contro mia nonna di 97 anni.
non so che fare......

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Re: Giocatore in crisi d'identità

Messaggio Da Hammer72 il Mar 17 Ago 2010 - 0:30

benvenuto nel club

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Re: Giocatore in crisi d'identità

Messaggio Da Zwack il Mar 17 Ago 2010 - 11:25

@fossoparadiso ha scritto:
quando sono "sano" non soffro ne giocatori solidi ne palettari, in giornate come oggi perderei anche contro mia nonna di 97 anni.
non so che fare......

è uno sport di mmer...!!!

e sto pure arrivando alla conclusione che siamo pazzi ad ostinarci a giocarvi
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Re: Giocatore in crisi d'identità

Messaggio Da doppiofallo il Mer 25 Ago 2010 - 12:57

Eeeeeeehhh che sarà mai. Sai che noia sarebbe se tutti giocassero sempre allo stesso modo/livello. Praticamente i risultati non cambierebbero mai. Io perderei sempre con uno del club che tira ace più forti di un 2a categoria, eppure molte volte lo batto, ma nelle giornate che non perde mai la trebisonda, so che se mi brekka ...è finita. Altri giorni la risposta funziona bene , e le parti si invertono. Tutto qui, per quel che ti riguarda , leggo che già hai delle sicurezze, degli schemi, dei colpi forti , nel senso di sicuri. Allora lavora un pò sulla testa, fai delle coe in campo che ti rilassano, non guardare mai intorno al campo, guarda milioni di volte il piatto corde anche se e corde sono più ordinate di una scacchiera, poi occhiatine all'avversario , di nuovo al piatto corde etc etc. Mantieni la racchetta con il braccio che non usi tra uno scambio e l'altro, insomma fai delle cose che sai che ti rilassano e ti distraggono. Ricordati che di la cìè uno come te, con le tue stesse paure e che si fa le stesse domande, tipo:" adesso dove gioco?, speriamo che sbaglia lui! mammamia ma non si stanca mai!" E cose del genere. Nel tennis la prima cosa che deve andare bene è la tranquillità, chiunque ti saprà dire che paradossalmente il punto più difficile è quello che devi ancora giocare. E' una particolarità del nostro sport Wink Gioca sereno, e se giochi con gente che ti fa innervosire al difuori del campo, semplicemente non giocarci più. Ti devi d-i-v-e-r-t-i-r-e cheers Ciao Wink

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Re: Giocatore in crisi d'identità

Messaggio Da Ursus il Mer 25 Ago 2010 - 14:15

Torneo di Ferragosto su cemeno.
Primo turno gioco contro un ragazzo di 14 anni. Ben impostato con il suo gioco moderno ovvero rovescio a due mani e tutte le pallet in top (giocano tutti così) . Nonostante i miei 43 anni e la panza, vinco abbastanza facilmente.
Secondo turno, mi si presenta un signore di ca. 50 anni dal fisico abbastanza esile. Cominciamo a palleggiare, non spinge niente, la palla fa quasi fatica ad arrivare dalla mia parte. Sembra uno che ha preso la racchetta in mano la prima volta il mese prima. Iniziamo la partita, 2-0 per me in 5 minuti. Dico, anche questa è fatta, devo solo continuare con calma e ci arrivo bene in fondo.
Bene, ho perso !!!
Questo comincia a ributtare indietro tutto, non spinge una palla, ma ti ritornano tutte abbastanza alte, a 3/4 campo o sulla linea di fondo. In due set avrà fatto di suo sì e no 10 punti, tutto il resto l’ho fatto io. Io provavo a chiudere e lui ributtava, fino a che io non esageravo e finivo fuori.
Se accettavo il suo gioco, saremmo ancora là.

Bene, il tennis è uno sport percentuale e lui ha giustamente vinto.
Io però (passata l’incazzatura) sono contento di quello che ho fatto o comunque ho provato a fare.
Gioco per divertirmi, non sono un professionista e passare un turno in più non mi avrebbe cambiato la vita.
Gioco a tennis per costruire e provare a chiudere il punto come piace a me e non per aspettare che l’avversario si addormenti o sbagli.
Capisco che non ha senso fare un punto da applausi e poi sbagliare 10 palle di fila, ma almeno so che a volte posso anch’io a fare il punto da urlo, e questo sì che mi da soddisfazione.
Vincere un 15 perchè l'altro ha fatto un doppio fallo non mi regala nessun piacere.
Certo, devo crescere tantissimo tecnicamente ed anche mentalmente, ma se non provo a fare il mio gioco in partita, come potrò mai migliorarmi ??
Il prossimo anno farò la tessare FIT per provare in qualche torneo, spero di riuscire a mantenere questo mio approccio e non cadere anch'io nella palude del pallettaro (che comunque rispetto) e della vittoria a tutti i costi.
Poi se a fine anno sarò ancora NC invece che 4.5 o altro, dormirò tranquillo lo stesso.

PS. Ho scoperto poi che il tipo è arrivato in finale (dove però ha perso) e che è conosciuto come un “esperto” da tornei. Sulla terra rossa ti prende per sonnolenza…
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Re: Giocatore in crisi d'identità

Messaggio Da fossoparadiso il Mer 25 Ago 2010 - 14:25

Hai ragione doppio fallo!
Il problema si verifica dopo le partite disastrose. Mi infogno per due tre settimane e non ritrovo la sicurezza facilmente. Questo è l'aspetto da migliorare. Ci può stare di sbagliare una partita, mi succedeva anche al "maledetto pallone", ma la successiva bastava entrare in campo e al primo calcio preso rientravo nei gangheri. Nel tennis è un po più difficile........magari potrei provare ad andare di la e prendere a racchettate l'avversario Laughing

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Rammarico per partite paradossali

Messaggio Da otello69 il Mer 25 Ago 2010 - 14:57

@Ursus ha scritto:Torneo di Ferragosto su cemeno.

Bene, il tennis è uno sport percentuale e lui ha giustamente vinto.
Io però (passata l’incazzatura) sono contento di quello che ho fatto o comunque ho provato a fare.
Gioco per divertirmi, non sono un professionista e passare un turno in più non mi avrebbe cambiato la vita.
Gioco a tennis per costruire e provare a chiudere il punto come piace a me e non per aspettare che l’avversario si addormenti o sbagli.
Capisco che non ha senso fare un punto da applausi e poi sbagliare 10 palle di fila, ma almeno so che a volte posso anch’io a fare il punto da urlo, e questo sì che mi da soddisfazione.
Vincere un 15 perchè l'altro ha fatto un doppio fallo non mi regala nessun piacere.
Certo, devo crescere tantissimo tecnicamente ed anche mentalmente, ma se non provo a fare il mio gioco in partita, come potrò mai migliorarmi ??
Il prossimo anno farò la tessare FIT per provare in qualche torneo, spero di riuscire a mantenere questo mio approccio e non cadere anch'io nella palude del pallettaro (che comunque rispetto) e della vittoria a tutti i costi.
Poi se a fine anno sarò ancora NC invece che 4.5 o altro, dormirò tranquillo lo stesso.

PS. Ho scoperto poi che il tipo è arrivato in finale (dove però ha perso) e che è conosciuto come un “esperto” da tornei. Sulla terra rossa ti prende per sonnolenza…
Laughing

Ehhh, parole sante, ma purtroppo forse dettate dalla delusione per una sconfitta che ritieni immeritata. Tieni conto che nei tornei fit, almeno ai primi turni trovi anche peggio e se non stai attento ad ogni palla perdi contro gente che a malapena sa fare il dritto ma che ti rimanda di la tutto. Tu ti senti giustamente in "dovere" di fare i buchi nel campo, dentro le righe, ma li fai fuori...Se questo è il tuo approccio (mi diverto e tiro, chissenefrega del risultato - lo so estremizzo ma il concetto che emrge dal tuo post è questo) lascia perdere i tornei. Se invece come penso esprimi adesso il rammarico che a tutti noi è toccato dopo partite paradossali ti consiglio di lavorare bene sulla tecnica, armarti di tanta pazienza e fare i tornei. Dopo un po' vinci le partite contro quel tipo di giocatori e avrai la possibilità di fare delle belle partite nei turni successivi contro gente che gioca meglio. Il morale sarà migliore e ti divertirai di più. Ah, è la mia personale opinione naturalmente. ciao

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Re: Giocatore in crisi d'identità

Messaggio Da Ursus il Mer 25 Ago 2010 - 16:11

Capisco quello che vuoi dire.
Io non ero deluso dalla sconfitta ma dal fatto di non essere riuscito a fare bene il mio gioco.
E qui concordo con te sul fatto di lavorare sulla tecnica, che non basta mai. Quindi spingere, magari con moderazione, cercando di limitare al massimo gli errori gratuiti o comunque troppo gratuiti.
Il mio obiettivo è sì di provare a vincere delle partire ma giocando come piace a me e comunque cercando di esprimere al massimo le mie (modeste) capacità tennistiche.
Se non provo in partita ad applicare quello che faccio con il maestro o in palleggio libero, allora che ci vado a fare ?
Sarebbe come "studiare" una materia per poi fare gli esami con un'altra.







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Re: Giocatore in crisi d'identità

Messaggio Da doppiofallo il Mer 25 Ago 2010 - 16:45

Ciao ursus, quello che è successo a te lo abbiamo passato tutti! Hai detto bene, è giusto provare a vincere con le propie capacità tecniche e mentali e con una propia identita tennistica, che però si trova solo una volta affinata la tecnica. Il consiglio che posso darti è: Ben venga la lezione con il maestro, che scommetto ti fa palleggiare e ti corregge tecnicamente, però il maestro vedilo una due volte a settimana, i veri miglioramente secondo me li fai quando giochi con i tuoi amici parilivello o anche meglio più forti di te. Sei più libero mentalmente e ti puoi concntrare su un colpo alla volta. Io non so se con i tuoi amici lo puoi fare, ma ti faccio un esempio cosi': Hai mai provato a fare un'ora intera di rovescio in back? Provando le varie impugnature volta per volta? Fidati sembra una palla enorme, ma quando hai finito l'ora e giochi la volta successiva ti viene senza pensarci un attimo.Ovviamente la cosa più pallosa è....propio farlo per un'ora !!! Ho detto il back ma può essere il diritto ad uscire, in top oppure piatto etc etc. Se inizi a fare questi lavori, con il tempo impari da solo quali sono i tuoi colpi naturali e quali no e di conseguenza che tipo di giocatore sei. Poi ...ma molto poi... viene quella che ti serviva con il pallettaro del torneo, ossia la tattica, che però si fà in base al "tipo" di giocatore che sei tu eil tuo avversario Wink Spero di non aver "corso " troppo.. Ciao Wink

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Re: Giocatore in crisi d'identità

Messaggio Da otello69 il Mer 25 Ago 2010 - 17:03

Tutto condivisibile quello che dici. Mi permetto di aggiungere alcuni pensieri basati sulla mia esperienza: se provi a giocare in torneo come con il maestro avrai probabilmente solo delusioni (magari vincenti spettacolari ma perdi le partite). A mio personale parere (ripeto, esperienza diretta) i primi tornei ti servono per trovare il tuo ritmo da gara cioè quello che ti permette di stare in campo senza rischiare troppo (qui la cosa è ovviamente soggettiva in base al livello di ciascuno di noi) esprimendo il gioco più solido possibile. Su quello devi costruire per migliorarlo sempre di più (anche grazie alle lezioni con il maestro) ma non puoi "trasportare" tale quale il gioco che fai ora col maestro nei tornei senza avere esperienza; ci devi arrivare con il tempo. Of course se vuoi vincere le partite ma questo lo do per scontato...buon tennis

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Re: Giocatore in crisi d'identità

Messaggio Da Ursus il Mer 25 Ago 2010 - 17:26

Ciao ragazzi, e grazie per le vs. opinioni.
Chiaro che in partita non riuscirò mai a giocare come con il maestro che te le ridà tutte per bene, così come è sempre più facile giocare con uno più forte che con uno più debole. Il difficile come tutti sappiamo è impostare il gioco.
Il mio discorso, al di là delle capacità/prestazioni tecniche, si riferisce anche e soprattutto ad un'aspetto mentale.
Quello che voglio dire è che di fronte ad un pallettaro voglio comunque provare ad impostare il mio gioco, e non stare a subire il suo.
Poi ci possono essere vari modi di essere attivo e non passivo; ad esempio mi sono accorto che alcuni di questi giocatori soffrono quando sono costretti a venire a rete. Se uno gli fa una palla corta, non sempre la riescono ad attaccare e quando sono in mezzo al campo, alla fine sono obbligati a scendere a rete, e li si possono colpire.
Senza andare oltre nelle possibili tattiche, ribadisco l'approccio attivo alla cosa ovvero a volte spingo, a volte angolo, a volte ti faccio scendere a rete sperando di sbagliare il meno possibile.
Insomma, non voglio restare lì a buttarla solo di là....

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Re: Giocatore in crisi d'identità

Messaggio Da otello69 il Mer 25 Ago 2010 - 18:38

Giusto!

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Re: Giocatore in crisi d'identità

Messaggio Da Roger66 il Mer 25 Ago 2010 - 23:15

@Ursus ha scritto:Ciao ragazzi, e grazie per le vs. opinioni.
Chiaro che in partita non riuscirò mai a giocare come con il maestro che te le ridà tutte per bene, così come è sempre più facile giocare con uno più forte che con uno più debole. Il difficile come tutti sappiamo è impostare il gioco.
Il mio discorso, al di là delle capacità/prestazioni tecniche, si riferisce anche e soprattutto ad un'aspetto mentale.
Quello che voglio dire è che di fronte ad un pallettaro voglio comunque provare ad impostare il mio gioco, e non stare a subire il suo.
Poi ci possono essere vari modi di essere attivo e non passivo; ad esempio mi sono accorto che alcuni di questi giocatori soffrono quando sono costretti a venire a rete. Se uno gli fa una palla corta, non sempre la riescono ad attaccare e quando sono in mezzo al campo, alla fine sono obbligati a scendere a rete, e li si possono colpire.
Senza andare oltre nelle possibili tattiche, ribadisco l'approccio attivo alla cosa ovvero a volte spingo, a volte angolo, a volte ti faccio scendere a rete sperando di sbagliare il meno possibile.
Insomma, non voglio restare lì a buttarla solo di là....

caro ursus,continua così,sono pienamente d'accordo col tuo approccio mentale che è lo stesso mio..
è il quarto anno che faccio tornei FIT e,se sono passato di una categoria sola all'anno,è proprio per la mia convinzione di voler fare sempre gioco.
i primi 2 anni perdevo delle partite incredibili coi classici pallettari di medio livello (4.4 -4.3),ora almeno questi riesco a batterli abbastanza facilmente...
poi,causa la mia testa,e le mie scarse qualità fisiche continuo tutt'ora a perdere tante partite,più di quelle che vinco,ma il punto fondamentale è che mi diverto comunque,e soprattutto ogni anno miglioro sempre un pochino.

Ho compagni di squadra che sono 4.1 e sbagliano una pallina ogni 45 minuti,e vincono sempre con quelli più scarsi e spesso con i pari livello,ma appena incontrano un pari livello con tecnica non vedono palla..
a me non interessa questo,certo,un'occhiata alla classifica la guardo sempre,però preferisco divertirmi cercando sempre di innalzare il mio limite,a costo di perdere partite in più.. Cool

Roger66
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