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Storia di un servizio in kick. Quando una sconfitta aiuta.

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Storia di un servizio in kick. Quando una sconfitta aiuta.

Messaggio Da Amedeo9287 il Mer 2 Lug 2014 - 10:40

Promemoria primo messaggio :

Sono nuovo qui ma volevo approfittare per condividere una mia esperienza che probabilmente anche altri avranno vissuto, pur con le particolarità del caso. Bene cominciamo. Ho iniziato a giocare a tennis a 4 anni, forse 5, era il lontano 1997. Niente di eccezionale, forse ero all'ultimo anno delle scuole materne e non ricordo molto di quel periodo. Mi ci iscrissero i miei genitori, anch'essi giocatori amatoriali in passato, e cominciai con dei piccoli esercizi, con delle piccole padelle di legno del diametro di un centrino legate ai palmi delle mani con cui dovevo palleggiare. Pian piano, col passare dei mesi, passai alle racchette vere e proprie, anche se, guardandole adesso, sembrano dei giocattolini. La vera svolta cominciò quando iniziai ad avere la forza sufficiente per mandare la pallina al di là della rete. Da lì ne seguì un impostazione tecnica del tutto classica per l'epoca. Dopotutto il mio maestro era già un over 50 ed era stato un giocatore abbastanza fortino in gioventù. Feci anni di esercizi, anni in cui mi divertivo pur non essendoci niente di esaltante nel colpire birilli. Il movimento più complicato da imparare fu sicuramente quello del servizio. La posizione da tenere coi piedi era molto frontale e i piedi dovevano essere messi su una specie di y tracciata sul terreno. Dopo molti sforzi per coordinare tutti i vari movimenti riuscii a mandare la palla di là con costanza. Per quanto riguarda gli altri colpi, c'è da ricordare che non esistevano top spin, Back o mazzi vari. C'eri tu che dovevi mandare quella palla di là, senza sbagliare, e indirizzandola bene. Dopo di che arrivai in agonistica ad 11/12 anni. Progredii vertiginosamente in tutto e, col senno di poi, capisco che se per anni ti dicono di buttarla di là dandole una buona direzione e senza sbagliare o tirare catenate sui tendoni, forse c'è un buon motivo. Come dicevo progredii in tutto, tutto tranne il servizio. Passarono un anno o due e cominciai a fare tornei a squadre under 14, a fare i primi punticini e ad avvicinarmi ai tornei di quarta. Niente di esaltante sia chiaro ma anche passare il primo turno ogni tanto era una soddisfazione incredibile. Però un bel giorno in un torneo di quarta, al primo turno incontrai un vecchio di sessant'anni. Chiaramente lo presi sottogamba, dall'alto dei miei 13 anni, quale vecchietto poteva avere qualche possibilità di battermi? Beh il risultato chiaramente fu una sconfitta, non abbastanza disastrosa da essermi di lezione. Qualche mese dopo, lo ritrovai al primo turno in un altro torneo, questa volta ancora più sicuro di batterlo perché alla fine, se l'altra volta avessi giocato meglio l'avrei battuto facile. Beh diciamo che Pasqua arrivò in anticipo per me quell'anno: ricevetti due begli ovetti. E alla fine della partita mi disse: tu perdi per colpa della tua seconda. 
Ebbene questa volta non potevo nascondermi dietro a una scusa. Ero incazzato, e decisi di imparare un servizio non attaccabile. Sono alto 1.70 per cui sapevo che la battuta non poteva essere un colpo d'attacco definitivo come per altri, ma volevo che se l'avversario avesse voluto attaccarmi sul mio servizio, lo facesse a suo rischio e pericolo. Ma da dove cominciare? L'illuminazione arrivò non da Federer o Sampras o Nadal ma da Lleyton Hewitt. Il suo servizio mi sembrava il più lineare, il più facile da capire, il più facile da replicare come movimenti. E così cominciai, stravolsi gli appoggi, cambiai impugnatura, passando da continental ad una leggera eastern di rovescio, iniziai ad inarcare la schiena e copiai la sua caratteristica trophy position con il congiungimento dei due piedi in fase di caricamento. I risultati pian piano arrivarono. Cominciai ad avere un'idea su dove lanciare la pallina, su come indirizzarla e su come coprirla dall'alto. Ero contento, avevo abbandonato la prima piatta ma ora potevo contare su un servizio affidabile. E così arrivarono i primi tornei dove mettere in pratica quanto imparato. Disastro. Il braccino e la tensione mi facevano commettere valanghe di doppi falli, e persi fiducia nel colpo. Finché non capii una cosa. Il servizio in kick capisce se hai paura. E se hai paura di sbagliarlo lo sbagli, perché, diversamente da qualsiasi altro colpo, la velocità del braccio è direttamente proporzionale alla sua efficacia. E questa è la mia lunga e tediosa storia. Un saluto a tutti!

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Re: Storia di un servizio in kick. Quando una sconfitta aiuta.

Messaggio Da Simoneshake il Gio 10 Lug 2014 - 8:52

@kingkongy ha scritto:Xxx Amedeo...mi spiace per il dolorino alla schiena. Sulla fallosità, boh!? Se lo alleni imparerai a coprirlo a piacimento. E ti convincerà.

Xxx Simoneshake... Nein! L'azione della schiena, gambe e caviglie son sempre necessari....solo che il colpo ha una dinamica differente, meno severa per la schiena perché è più "distesa". La velocità della testa della racchetta aumenta e, pertanto, anche la complessità generale della palla: + velocità + spin +  "sporca".
Va da se che, come swing, se ha l'ernia del disco e qualche infiammazione alle lombari...
Grazie, ti farò sapere gli sviluppi; per fortuna la schiena è messa bene (per quanto può essere quella di un sedentario 40enne) ma mi sembra giusto preservarla  Smile

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Re: Storia di un servizio in kick. Quando una sconfitta aiuta.

Messaggio Da kingkongy il Gio 10 Lug 2014 - 11:43

Analfabetismo di ritorno....ho scritto in Italiese!
Comunque, Simone...fai bene, TU che sei giovane...41 anni...sigh!

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Re: Storia di un servizio in kick. Quando una sconfitta aiuta.

Messaggio Da Amedeo9287 il Gio 10 Lug 2014 - 11:46

@kingkongy ha scritto:Xxx Amedeo...mi spiace per il dolorino alla schiena. Sulla fallosità, boh!? Se lo alleni imparerai a coprirlo a piacimento. E ti convincerà.
Lo farò! Grazie mille per i consigli e le lezioni sempre preziosi! Smile

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Re: Storia di un servizio in kick. Quando una sconfitta aiuta.

Messaggio Da andreatennis98 il Gio 10 Lug 2014 - 12:16

@kingkongy ha scritto:Analfabetismo di ritorno....ho scritto in Italiese!
Comunque, Simone...fai bene, TU che sei giovane...41 anni...sigh!
Ma valà che mio padre ne ha fatti ieri cinquanta e fisicamente sta meglio di me    Very Happy

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Re: Storia di un servizio in kick. Quando una sconfitta aiuta.

Messaggio Da kingkongy il Gio 10 Lug 2014 - 13:16

Mio nonno a 50 e una virgola faceva il salto mortale in spiaggia...
Tutto ciò aggrava la MIA condizione raminga...

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Re: Storia di un servizio in kick. Quando una sconfitta aiuta.

Messaggio Da andreatennis98 il Gio 10 Lug 2014 - 13:31

@kingkongy ha scritto:Mio nonno a 50 e una virgola faceva il salto mortale in spiaggia...
Tutto ciò aggrava la MIA condizione raminga...
I nonni non contano, il mio a 77 se ne va in campagna a raccogliere olive arrampicandosi come niente fosse, mio zio neanche ci prova  Very Happy

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Re: Storia di un servizio in kick. Quando una sconfitta aiuta.

Messaggio Da Simoneshake il Mar 22 Lug 2014 - 10:49

@kingkongy ha scritto:Xxx Amedeo...mi spiace per il dolorino alla schiena. Sulla fallosità, boh!? Se lo alleni imparerai a coprirlo a piacimento. E ti convincerà.

Xxx Simoneshake... Nein! L'azione della schiena, gambe e caviglie son sempre necessari....solo che il colpo ha una dinamica differente, meno severa per la schiena perché è più "distesa". La velocità della testa della racchetta aumenta e, pertanto, anche la complessità generale della palla: + velocità + spin +  "sporca".
Va da se che, come swing, se ha l'ernia del disco e qualche infiammazione alle lombari...
Eccomi qui. Ieri ho provato finalmente il lancio palla sempre uguale e in avanti durante una partitella sotto controllo. Per la cronaca impugnatura sempre continental per prima e seconda.
Sensazioni:

  1. spaesamento e leggerezza
  2. palla veloce
  3. meno effetto perché, timoroso durante il "caricamento" delle gambe, la schiena non caricava e infatti molte volte colpivo con la parte alta della racchetta; più problemi quindi sulla seconda, per ora
  4. a volte sembrava che la palla (mi sembra, sempre colpita nella parte alta della racchetta) finisse lughissima con traiettoria alta per cadere invece nei pressi della riga, velocità non altissima...insomma un toppone  scratch 
  5. da rivedere il tutto le prossime volte caricando meglio le gambe e la schiena, magari con giocatori più impegnativi

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Impugnarura del servizio

Messaggio Da pablo.palla il Mar 22 Lug 2014 - 11:32

Re: Storia di un servizio in kick. Quando una sconfitta aiuta.
Da kingkongy il Mer 2 Lug 2014 - 22:12


Non solo. La eastern di rovescio, su un colpo più disteso e picchiato può portare problemi all'articolazione della spalla.
Quindi ok per il kick...ma non per la prima piatta. Ora lo so che molti campioni la preferiscono...però hanno una bella tecnica...e il massaggiatore

Salve. Gradirei conoscere l'impugntura che mi consiglieresti per il servizio piatto. consigliate la easten di rovescio solo per il Kick e io che l'ho usata per il servio piatto confermo i problemi che riportati.

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Re: Storia di un servizio in kick. Quando una sconfitta aiuta.

Messaggio Da kingkongy il Mar 22 Lug 2014 - 13:23

Continental, un grande "classico".
Proprio border line un appoggio differente sulle falangi (più aperta o più chiusa) ma si tratta di raffinatezze e di peculiarità individuali perché ognuno di noi ha una mano con geometrie meccaniche uniche. Non solo ma queste si abbinano a modi unici e individuali di tenere in mano la racchetta e, non di meno, alle geometrie del manico della racchetta di ogni produttore. Infine c'è il tipo di grip e overgrip. Insomma, migliaia di variabili!

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Re: Storia di un servizio in kick. Quando una sconfitta aiuta.

Messaggio Da Simoneshake il Mar 22 Lug 2014 - 13:32

@Simoneshake ha scritto:
@kingkongy ha scritto:Xxx Amedeo...mi spiace per il dolorino alla schiena. Sulla fallosità, boh!? Se lo alleni imparerai a coprirlo a piacimento. E ti convincerà.

Xxx Simoneshake... Nein! L'azione della schiena, gambe e caviglie son sempre necessari....solo che il colpo ha una dinamica differente, meno severa per la schiena perché è più "distesa". La velocità della testa della racchetta aumenta e, pertanto, anche la complessità generale della palla: + velocità + spin +  "sporca".
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Eccomi qui. Ieri ho provato finalmente il lancio palla sempre uguale e in avanti durante una partitella sotto controllo. Per la cronaca impugnatura sempre continental per prima e seconda.
Sensazioni:

  1. spaesamento e leggerezza
  2. palla veloce
  3. meno effetto perché, timoroso durante il "caricamento" delle gambe, la schiena non caricava e infatti molte volte colpivo con la parte alta della racchetta; più problemi quindi sulla seconda, per ora
  4. a volte sembrava che la palla (mi sembra, sempre colpita nella parte alta della racchetta) finisse lughissima con traiettoria alta per cadere invece nei pressi della riga, velocità non altissima...insomma un toppone  scratch 
  5. da rivedere il tutto le prossime volte caricando meglio le gambe e la schiena, magari con giocatori più impegnativi

@kk: può essere che il kick non era caricatissimo per il p.to 3?

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Re: Storia di un servizio in kick. Quando una sconfitta aiuta.

Messaggio Da albs77 il Mar 22 Lug 2014 - 15:46

per il mal di schiena ho un consiglio datomi dal mio magister, visto che io ogni volta che finisco di giocare sono piegato a metà come un taccuino:

Il gomito del braccio destro NON deve mai scendere al di sotto del livello spalla.
Quindi una bella apertura ampia e quando  spalla e gomito stanno sulla stessa linea, cominciare il mulinello molto lentamenet per poi accelerare alla fine.

Il gomito così alto ti impedisce di inarcare troppo la schiena e ti obbliga a piegare le gambe.

Io tenevo il gomito destro basso per poi frustare tutto alla fine, ma così facendo la mia linea delle spalle si abbassava e tutto il peso veniva sorretto dalla schiena...

Risultato fin dalla prima applicazione: schiena a posto e un grandissimo incremento della potenza e della profondità del servizio, con metà della fatica.

Provare per credere.

Se avete dubbi guardate come serve Wawrinka.

Per fare un kick mezzo slice altamente velenoso e profondo con questa tecnica, basta modificare lo swing che deve andare da dietro a destra, invece che dietro avanti.

Dovete swingare con l'idea di lanciare la racchetta sul palo destro della rete.

albs77
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