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POETI E MANOVALI

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POETI E MANOVALI

Messaggio Da incompetennis il Lun 24 Feb 2014 - 10:23

Venerdì ho giocato il primo turno del mio girone facente parte del torneo sociale del mio circolo. Avevo già visto giocare il mio avversario e sapevo che sarebbe stata dura (è un papabile alla vittoria finale) anche in considerazione del fatto che io con i regolaristi ci perdo spesso, sempre e volentieri. Questo signore non aveva una gran battuta, non aveva un colpo di chiusura, non aveva particolare mobilità, sconosceva il gioco a rete eppure mi ha mazzuliato inesorabilmente. Rimandava le palle con una certa profondità ed angolo commettendo pochissimi sbagli e ancor meno gratuiti. Dall'altra parte io, irregolare peggio di un extracomunitario lavorante nella raccolta dei pomodori in Puglia; una volèe stupenda ed una (due,tre,quattro) cazzata evitabile, una palla corta mortifera e 5 palle morte sbattute in rete, un rovescio lungolinea da urlo e 7 lunghi per presunzione. Morale della favola 6/1 - 6/1 Sad  in poco più di un'oretta. Certo gli applausi dei (pochi) presenti sono stati per me, certo se il campo fosse stato 10 cm più lungo e largo magari me la sarei giocata alla pari, certo tutto quello che vuoi ma il 6/1 6/1 resta stampato sul tabellone.
Ho fatto il gioco che so fare (come sempre) ma il punto sta proprio lì: so fare il gioco che "vorrei" fare? Fermo restando che a tutti piacerebbe chiudere il punto con una bella volèe o con un lungolinea spolvera righe ma il problema è che un punto fatto con uno splendido colpo vale quanto un punto che l'avversario ti regala spedendo fuori una palletta senza futuro. Chi, come me, non è in possesso di buona tecnica e vorrebbe giocare il tennis dei nostri beniamini retedotati (Edberg, Mc Enroe, Sampras) perderà sempre con chi ha capito che il tennis alla fine è semplicemente fare bene quello che si sa fare; non conosco nessuno che sappia fare bene ciò che non sa fare . Insomma ho voglia di dire che quello è un pallettaro ed io mi diverto solo se gioco giocando il mio tennis. Io sono un presuntuoso  Embarassed  Embarassed  ; non ho coscienza dei miei limiti ed insisto, in nome dello sport inteso come divertimento, a giocare sopra le righe e le possibilità del mio braccio ( e della mia panza) .
Hai voglia di dire io mi diverto così; un quasi cappotto non piace e non diverte NESSUNO No . Al bar del circolo sento sempre gli stessi discorsi da "bar". La fazione dei "poeti" che critica la fazione dei "manovali" . Partono i " Ma come fai a divertirti se non tiri un colpo, mica siamo a Wimbledon, giochiamo per divertirci" e arrivano i " io mi diverto quando ti batto e mi sembra che ti batta sempre" oppure i "Il tuo non è tennis" e i " E i tuoi 8 errori su 10 palle è tennis?" Al mio livello non è mai uno scontro tra pallettari e attaccanti bensì tra chi sbaglia più e chi meno e fors'anche tra chi è più presuntuoso (parliamo di tennis) e chi lo è meno.
Cosa fare? Boh ! Sto cercando di mediare tra le 2 mentalità ( mizzica ... sempre compromessi per noi Italiani) . Rischiare con la palla giusta ed al momento giusto. Non sarà facile, 'ste maledette TV superdotate 3D da 55" e passa ti fanno sembrare facili tutti i colpi di enorme difficoltà cosicché scatta in me lo spirito di emulazione ma ottenendo soltando l'effetto di tumulazione. Riesumerò il mio vecchio tv da 15" a tubo catodico e applicherò la parola "umiltà" anche per il mio (basso) livello sportivo. La prossima partita sarà sempre con un altro regolarista !!! Vedremo se imparerò qualcosa da questa accorata autocritica oppure (come dicono i saggi) chi nasce zucca muore zucca !!! Question Question Question 

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Re: POETI E MANOVALI

Messaggio Da RaTPlayer il Lun 24 Feb 2014 - 12:51

Della serie, fatti una domanda e datti una risposta. Sai quello che devi fare, in campo tieni acceso il cervello e fallo. Per quanto mi riguarda, quando rischio troppo è solo perché so di essere inferiore sulla solidità. Cerchi di accorciare lo scambio e speri che ti vada bene. E poi hai sempre la consolazione di dire "il winner bello l'ho fatto io". Forse la domanda che dovresti farti è :"sarei stato tecnicamente in grado di eseguire il gioco del mio avversario con la stessa efficacia?"

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Re: POETI E MANOVALI

Messaggio Da aangri il Mer 26 Feb 2014 - 14:01

Il Poeta vive l'attimo, il colpo stupendo che può risolvere non il punteggio ma la voglia di assoluto...Non è una battuta, credo che chi ami giocare come te, non debba mettere la vittoria e il punteggio come primo obiettivo ma un numero accettabili di gran colpi. Soprattutto se si gioca contro un avversario più forte: ti avrebbe dato più soddisfazione perdere 6-2, 6-3 correndo come un pazzo e alzando pallonetti a iosa?La settimana scorsa ho giocato contro un tipo più forte, non avevo chance di vittoria se non contro il calcolo della probabilità. Ho cercato soluzioni avanzate, qualcuna è riuscita (una volè bassa di rovescio a tre quarti campo lungolinea a mò di passante) e sono contento così. Comunque bello e divertente il tuo resoconto

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Re: POETI E MANOVALI

Messaggio Da fedmex il Mer 26 Feb 2014 - 16:59

@ incompetennis

Mi piace molto come scrivi e la leggerezza con cui tratti un tema "pesantissimo" per noi esteti. Il punto non è cosa scrivi ( bene ) nè cosa vorresti come risposta perchè quest'ultima già la conosci.
E accettarla che è difficile.
O meglio pretendere di voler cambiare qualcosa che non può esserlo.
La premessa è alla base di tutto il tuo costrutto: torneo sociale.
Ai tornei incontri 4/5 questa gente.
Ergo non fare tornei.
Scegli con chi giocare.
Del resto è un hobby e non un lavoro.
Se scegli invece di fare tornei allora...mettiti anima in pace e prepari a soffrire.
Ma tutto questo già lo sai.

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Re: POETI E MANOVALI

Messaggio Da Zagreus60 il Mer 26 Feb 2014 - 17:20

Credo che il problema dei "poeti spontanei" stia tutto nel fatto che non si rendono conto che la spontaneità è qualcosa che va guadagnata con anni di studio maniacale. Al di là della predisposizione genetica, Federer o Nadal o qualsiasi altro tennista ATP prima di imparare a giocare con naturalezza una smorzata o una demi volée hanno imparato a tirare la palla dall'altra parte miliardi di volte fino a sentire la racchetta una semplice estensione della propria mano. Se non hai una buona base di palleggio non giochi a tennis, è un altro sport. Il colpo, a mio avviso, devi tentarlo quando se ne presenta l'occasione ma non puoi giocare una partita facendo colpi, non lo faceva neanche Mc Enroe ai tempi belli. E, a quel punto, se perdi la partita o la vinci, stai certo che non è per i colpi magistrali che hai messo dentro o fuori ma per la consistenza che hai avuto al servizio, col rovescio, col diritto, a rete, per la tua capacità di coprire il campo, per la tua intelligenza nel comandare il gioco (che poi viene anche dalla consistenza dei tuoi colpi).

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Re: POETI E MANOVALI

Messaggio Da fedmex il Mer 26 Feb 2014 - 17:26

Quotone totale. Addirittura mi sembra di ricordare che federer una volta disse che il talento è una gabbia dal quale fai fatica ad uscire

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Re: POETI E MANOVALI

Messaggio Da aangri il Mer 26 Feb 2014 - 18:55

Tutto vero, però....Il tennis non è uno sport ma una "vicenda umana" dai contorni complessi e dalle variabili intrecciate in modo non sempre decifrabile. Qualcuno dice che è stato inventato dal diavolo: puoi fare più punti dell'avversario e perdere, puoi giocare in modo magistrale una miriade di punti ma quelli importanti sono meno di una manciata. Dico cose scontate ma sono le cose che, credo, alla fine rendono così appassionante questa "vicenda umana". Comunque, per non fare troppi voli pindarici, credo che sia fondamentale porsi un obiettivo intelligente: ad esempio se proprio non si ha nelle corde un gioco regolare, sviluppare variazioni insolite. L'unica mia qualità che mi permette di battere anche gente (alle volte) meglio impostata di me, è l'imprevedibilità. Difficilmente gioco due palle uguali e attacco spesso in controtempo. Il mio obiettivo è di rendere questo gioco il più sicuro possibile e poi sfidare un solido pallettaro, di quelli che hai magistralmente descritto.

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Re: POETI E MANOVALI

Messaggio Da Zagreus60 il Mer 26 Feb 2014 - 20:14

Premesso che quando gioco amo divertirmi, il gioco di tocco, le chiusure, le discese a rete ecc, ecc.,  tutto quello che si può dire di definitivo sul tennis è che senza una buona base di palleggio non vai da nessuna parte. Dimenticavo: e, alla fine, non ti diverti neanche!

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Re: POETI E MANOVALI

Messaggio Da D_Artagnan il Gio 27 Feb 2014 - 1:49

@incompetennis ha scritto:maledette TV superdotate 3D da 55" e passa ti fanno sembrare facili tutti i colpi di enorme difficoltà cosicché scatta in me lo spirito di emulazione ma ottenendo soltando l'effetto di tumulazione.

Scusami se non commento il resto del tuo post (per mia fortuna riesco a divertirmi sempre...sarà perchè gioco con gente con cui ci ammazziamo con ore di palleggi estenuanti senza tenere mai conto dei punti  Very Happy ), ma questa frase qui sopra è meravigliosa  cheers  cheers  cheers  cheers  e assolutamente vera!

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Re: POETI E MANOVALI

Messaggio Da incompetennis il Gio 27 Feb 2014 - 12:07

Oggi 2° partita del torneo sociale . Sto già facendo training autogeno per convincermi di non essere così tonto da credere che sia obbligatorio tirare tutti i colpi ... Vedremo .... 
Intanto per pranzo mi limito: solo un piatto di maccheroncini con pesto al pistacchio, 4 o 5 polpette al sugo con patate nel quale è  obbligatorio  intingere un pezzo di pane fatto in casa  (a lievitazione naturale) e un bel piatto di  insalata verde (condita con olio di semi del luogo e biologico)  !!!!  Ah, due arance (ovviamente produzione personale) ci stanno, ché mi forniscono un carico di vitamina C ... Solo un cannolicchio alla ricotta perché è giusto mantenersi leggeri !!!!

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Re: POETI E MANOVALI

Messaggio Da aangri il Gio 27 Feb 2014 - 14:02

Azz! Questo è il pranzo leggero?? Sei pronto ad una maratona di 5 set!!!

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Re: POETI E MANOVALI

Messaggio Da riccardino il Gio 27 Feb 2014 - 17:39

@incompetennis ha scritto:Oggi 2° partita del torneo sociale . Sto già facendo training autogeno per convincermi di non essere così tonto da credere che sia obbligatorio tirare tutti i colpi ... Vedremo .... 
Intanto per pranzo mi limito: solo un piatto di maccheroncini con pesto al pistacchio, 4 o 5 polpette al sugo con patate nel quale è  obbligatorio  intingere un pezzo di pane fatto in casa  (a lievitazione naturale) e un bel piatto di  insalata verde (condita con olio di semi del luogo e biologico)  !!!!  Ah, due arance (ovviamente produzione personale) ci stanno, ché mi forniscono un carico di vitamina C ... Solo un cannolicchio alla ricotta perché è giusto mantenersi leggeri !!!!

Quindi il tuo problema non è tecnico: è che se giochi dopo pranzo, di palle ne vedi 3... Wink

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Re: POETI E MANOVALI

Messaggio Da fabryk77 il Mer 5 Mar 2014 - 15:33

@incompetennis ha scritto:Oggi 2° partita del torneo sociale . Sto già facendo training autogeno per convincermi di non essere così tonto da credere che sia obbligatorio tirare tutti i colpi ... Vedremo .... 
Intanto per pranzo mi limito: solo un piatto di maccheroncini con pesto al pistacchio, 4 o 5 polpette al sugo con patate nel quale è  obbligatorio  intingere un pezzo di pane fatto in casa  (a lievitazione naturale) e un bel piatto di  insalata verde (condita con olio di semi del luogo e biologico)  !!!!  Ah, due arance (ovviamente produzione personale) ci stanno, ché mi forniscono un carico di vitamina C ... Solo un cannolicchio alla ricotta perché è giusto mantenersi leggeri !!!!

 caffè e sigaretta no?

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Re: POETI E MANOVALI

Messaggio Da incompetennis il Mer 5 Mar 2014 - 15:55

No no, non fumo ed il caffè mi piace un paio d'ore dopo il pranzo. 
Comunque 2° partita e altra batosta. Ci impazzisco a giocare contro queste palle allllltttttiiisssiiimmmeee !!!! Niente da fare, ho troppi limiti ...

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Re: POETI E MANOVALI

Messaggio Da andreatennis98 il Mer 5 Mar 2014 - 16:07

E allora limitati a fare quel che sai di saper fare, no?

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Re: POETI E MANOVALI

Messaggio Da Zagreus60 il Mer 5 Mar 2014 - 16:45

@Zagreus60 ha scritto:...  tutto quello che si può dire di definitivo sul tennis è che senza una buona base di palleggio non vai da nessuna parte. Dimenticavo: e, alla fine, non ti diverti neanche!

C.D.D. (Come Dovevasi Dimostrare) Rolling Eyes

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Re: POETI E MANOVALI

Messaggio Da incompetennis il Gio 6 Mar 2014 - 10:00

Già, non si va da nessuna parte. 
Non ho le risorse per giocarmela contro i "professionisti dei tornei da 4 soldi". Non riesco a venir fuori da palleggi a 37 km e palle alte 57,35 mt. Alla fine l'errore è mio e non mi diverto neanche. Trasformare una palla morta che va a cadere a 30 cm dalla riga di fondo e rimbalza alta in un colpo che metta in difficoltà il mio avversario per poi poterlo attaccare non è nei miei mezzi attuali. D'ora in poi solo partitelle  (max coca in palio)  con gente come me e mai più tornei, manco quello del pianerottolo.  Ovviamente  finirò il torneo in corso .

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Re: POETI E MANOVALI

Messaggio Da blwi85 il Gio 6 Mar 2014 - 10:23

personalmente vedo le partite un pò come una bilancia: da una parte ci sta lo scassamento di palle quando tiro a rete o sul telone una palla che spingo per chiudere il punto; dall'altra ci sta la soddisfazione personale nel tirare un dritto a 200 all'ora in sventaglio ad uscire a 1 cm dalla riga laterale del campo che l'avversario manco si muove per cercare di prenderlo. Beh personalmente lo scassamento del primo caso è mooolto maggiore della soddisfazione del secondo, per cui mi viene automatico, quando non sono sicuro al 100%, rallentare il colpo di quel tanto che basta per farmi stare abbastanza tranquillo che la palla non esca o non vada a rete. Poi se l'avversario, grazie alla mia palla leggera, mi tira una mazzata e mi pianta lì, bravo lui, si è dimostrato a me superiore e clap clap, gli dico un bel "bravo" e mi posiziono per il prossimo punto... Ma è ovvio che queste siano considerazioni assolutamente personali che possono tranquillamente cambiare da persona a persona.. e che forse rendono anche più bello il tennis Wink

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Re: POETI E MANOVALI

Messaggio Da Adolfo il Gio 6 Mar 2014 - 10:45

@incompetennis ha scritto:Trasformare una palla morta che va a cadere a 30 cm dalla riga di fondo e rimbalza alta in un colpo che metta in difficoltà il mio avversario per poi poterlo attaccare non è nei miei mezzi attuali.

e proprio questo il punto di tutto il discorso e se vogliamo anche l'uovo di colombo di una partita di tennis:

una palla morta che va a cadere a 30 cm dalla riga di fondo e rimbalza alta NON va trasformata in un colpo che mette in difficoltà l'avversario, va semplicemente rimessa (se ne sei capace) a 15 cm dalla riga e va fatta rimbalzare ancora più alta. Paradossalmente in questo modo l'hai trasformata davvero in un colpo che mette in difficoltà l'avversario... e non gli hai regalato il punto.

Uno scambio di una partita di tennis non è una roulette russa in cui chi pesca la pallottola nel caricatore fa il vincente mentre chi pesca il caricatore vuoto spara sui teloni, lo scopo di ogni scambio e fare in modo che l'avversario accorci in modo da poter prendere in mano il pallino del gioco per chiudere preferibilmente nel giro di 3 o 4 colpi.
Per raggiungere questo obbiettivo (fare accorciare l'avversario), se ne sei capace, puoi tirare forte e sulle righe da qualsiasi posizione del campo (ma se ci riesci non sei un quarta categoria, e nemmeno una terza...), oppure puoi iniziare a giocare sistematicamente profondo, caricando la palla di topspin per farle avere un bel rimbalzo alto, ad un buon ritmo di base e limitando all'osso i gratuiti.

Solo dopo che sei riuscito a far accorciare il tuo avversario (e ti assicuro che prima o poi accorcia) allora puoi far sfoggio delle tue doti di attaccante per metterlo alle strette anche e soprattutto scendendo a rete. Se lo si fa prima probabilmente gli stai solo regalando l'ennesimo punto.

Detto questo il consiglio che ti do è quello di costruirti una base di palleggio solida, soprattutto sulle diagonali, cercando sempre la massima profondita con il minimo rischio. Un lavoro con un buon palleggiatore potrebbe aiutarti.
Una volta che hai costruito le fondamenta su  cui appoggiare il tuo gioco, lo step successivo sarà quello di capire quali palle vanno aggredite e quali invece vanno "aspettate", questo ti permetterà di mettere in campo il tennis per vincere sistematicamente ogni match con chi ti sta sotto, e di riuscire a vincerne qualcuno in più di adesso con chi ti sta sopra.

Salut!

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Re: POETI E MANOVALI

Messaggio Da Zagreus60 il Ven 7 Mar 2014 - 12:28

Quoto parola per parola quanto scritto da Adolfo! Poi, vorrei aggiungere, giocare con chi spara su ogni palla creando solo vincenti (pochi) e palle sul telone (molte) non è il massimo del divertimento, quasi peggio che giocare con chi si limita a buttare candele altissime dall'altra parte del campo. Insomma, ogni palla ha una sua storia, questo è il bello del tennis.

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Re: POETI E MANOVALI

Messaggio Da incompetennis il Mer 26 Mar 2014 - 12:05

Ho perso anche la 3° partita ma l'ho portata al 3°. Peccato perché potevo chiuderla a mio favore . Ero avanti 4 - 2 nel 1° e l'ho perso, vincevo 5 -1 il 2° e l'ho chiuso 6- 4 mentre nel 3° ho ricominciato a sparacchiare fuori e perso  per 6 - 2. Non mi lamento rispetto alle penose esibizioni precedenti. Ho cercato di "violentarmi" ed usare la testa e ci sono riuscito in parte. La persona che mi ha battuto riesce a giocarsela e anche battere quei due che me le avevano suonate ( e male) in precedenza. Perché per me non vale la proprietà transitiva? Eppoi i miei momenti no non durano meno di 3/4 games. Quando il mio gioco va via non è mai solo per un momento ma spesso mette in forse l'intera partita. Certo l'avversario odierno non pallettava, anzi e quindi dovrò riesaminarmi al cospetto di pedalatori da torneo. Speriamo in migliorie nei prossimi 6 o 7 anni  What a Face .

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Re: POETI E MANOVALI

Messaggio Da b52_ste il Mer 26 Mar 2014 - 12:29

Eheheheh la proprietà transitiva nel tennis non vale MAI...  Wink

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