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assoluti Lazio: qualche considerazione sulla tecnica di gioco

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assoluti Lazio: qualche considerazione sulla tecnica di gioco

Messaggio Da Ospite il Mer 23 Ott 2013 - 8:54

Promemoria primo messaggio :

In questi giorni stanno giocando a Roma gli assoluti del Lazio. Ieri per curiosità sono andato a vedere qualche incontro tra i giocatori di seconda categoria.

UOMINI.
Quello che mi ha colpito è l'incredibile velocità del braccio. Dimenticate colpi di appoggio. I giocatori arrivano velocemente sulla palla, si piantano sulle gambe e fanno filare via il braccio. Usano in gran parte telai profilati e il telaio più difficile che ho visto usare è la blade. Ora capisco perchè usano il monofilo... Per quanto riguarda i telai avevano tutti (e dico tutti) telai molto usurati, con i paintjob di almeno una collezione fa. Atleticamente però non mi hanno impressionato: niente a che fare con i ragazzi della primavera della Roma, che ho avuto modo di vedere in allenamento, e che mi sembrano messi meglio.
C'è anche da dire però che chi gioca nella primavera della Roma al 90% diventerà un calciatore professionista, mentre credo che solo il 5% di chi gioca a tennis in seconda categoria diventerà un tennista professionista. Forse il problema del tennis italiano è proprio che i migliori atleti scelgono di giocare a calcio; probabilmente se un De Rossi o un Chiellini, cioè giocatori molto forti da un punto di vista atletico, avessero scelto il tennis e non il calcio sarebbero stati almeno tra i primi 50.

DONNE

Quello che mi ha colpito è il livello di gioco non altissimo. Quando leggevo nel forum frasi del tipo "un 4.1 uomo vince tranquillamente con una donna seconda bassa" sorridevo. In realtà è proprio così: grande regolarità ma palle piuttosto corte in mezzo al campo.
Capisco poi perchè la ragazze dell'est siano ben piazzate nella WTA: fisicamente le ragazze che ho visto giocare ieri non erano certo delle amazzoni, anzi...

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Re: assoluti Lazio: qualche considerazione sulla tecnica di gioco

Messaggio Da Rino Mato il Dom 27 Ott 2013 - 9:09

@kingkongy ha scritto:
Quando dico che il colpo xy si fa così... il colpo xy si fa solo così.
Non parlo di stile, non parlo di gioco, non parlo di istinto: niente. E' il colpo. Stop.
quindi tu avresti corretto sia il servizio di becker che quello di ivanisevic, che secondo la tecnica classica era da censura!


avresti ucciso 2 campioni!


a becker avresti detto: o usi la continental al servizio o vai ad arrostire wustel?


a ivanisevic avresti detto: se vuoi fare ace o vuoi servire a 220 all'ora devi caricare le gambe, e non usare solo il braccio! altrimenti sarai sempre un pippa! ???

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Re: assoluti Lazio: qualche considerazione sulla tecnica di gioco

Messaggio Da Simonb il Dom 27 Ott 2013 - 10:01

Penso che sia Becker che Ivanisevic abbiano, da piccoli, imparato prima tutta la tecnica del servizio, poi l'abbiano modificata a loro modo. In fondo, la tecnica base di ogni colpo serve per spedire la palla di la con il minimo sforzo, con la massima potenza (dunque efficenza). Poi, biomeccanicamente, ognuno è particolare: da qui l'eleganza di Federer, la potenza di Nadal (i suoi topponi sono quanto di più assurdo, per me: sventola dal basso verso l'alto, con pochissima spinta in avanti, e tira delle sassate!), le bordate di Raonic ai 250 (e lui le gambe le piega. Questo non significa che Ivanisevic sbagliasse a servire di braccio, ma che, comunque, se avesse provato a rispettare un po' di più i "canoni", avrebbe ricevuto per forza di cose una spinta maggiore data dalle gambe, che sono la catena di muscoli più forte che  abbiamo a disposizione (sollevano fino al 200/250% del peso corporeo! se allenate!)).

Dunque, penso che sia KK che Rino Mato  voi diciate la stessa cosa, ma da due punti di vista diversi e che, come sempre, internet sia tanto bello quanto un difficile mezzo di comunicazione dei significati: KK parte dalle premesse (LA TECNICA È NECESSARIA), per giungere alle conclusioni (POI OGNUNO DEVE ESPRIMERSI AL SUO MEGLIO, GRAZIE A QUESTO BAGAGLIO TECNICO, VENENDO SEGUITO COME SI DEVE). Conseguenze che Rino usa per spingersi un po' oltre e dire che, forse, se non si imponesse una tecnica a tutti simile (TOPPONI DA FONDO E BORDATE PIATTE, MA GUAI SCENDERE A RETE P PROVARE DEI RICAMI, CHE SE NO, IO CHE SONO MAESTRO, MI I$&@??O), forse si avrebbe più varietà di tennis. E che, probabilmente, alcuni tennisti giocano un tennis un po' frustrante per loro, perché non gli si insegna a valorizzare le loro peculiarità (COSÌ FACENDO, CI SI RIALLACIA AL DISCORSO DI KK).

Scusate il maiuscolo, ma è solo per valorizzare le tesi:-)

Simonb
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Re: assoluti Lazio: qualche considerazione sulla tecnica di gioco

Messaggio Da kingkongy il Dom 27 Ott 2013 - 10:07

Xxx Mato
Mi sembra assurdo come discorso... 
Ivanisevic ha imparato così o ci è arrivato? Magari ha imparato in una maniera e poi ha fatto un percorso diverso. Magari non c'era modo di fare altrimenti. Il "colpo", ovvero il servizio, lo sa fare bene...non credi?
Cosa c'è nel servizio di Becker che non va? L'impugnatura? Si serviva così anche 100 anni fa... Il colpo non e' lo stile e' la tecnica che porta a generare il risultato. Non c'è una sola strada. Se uno (il maestro) conosce la tecnica...la riconosce quando la vede. 
Mato, sei un po' komeinista!! hihihihihi

Un maestro lavora sui difetti non sui pregi! 
Il tennista e' come un pugile: se tira un colpo abbassando la guardia, il maestro sul ring non gli dice di essere più aggressivo così non le prende... Gli dice di alzare la guardia perché prima o poi finisce ko.

Mi sembra ottima la sintesi di Simon

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Re: assoluti Lazio: qualche considerazione sulla tecnica di gioco

Messaggio Da andreatennis98 il Dom 27 Ott 2013 - 10:11

@kingkongy ha scritto:Mi sembra assurdo come discorso... 
Ivanisevic ha imparato così o ci è arrivato? Magari ha imparato in una maniera e poi ha fatto un percorso diverso. Magari non c'era modo di fare altrimenti. Il "colpo", ovvero il servizio, lo sa fare bene...non credi?
Cosa c'è nel servizio di Becker che non va? L'impugnatura? Si serviva così anche 100 anni fa... Il colpo non e' lo stile e' la tecnica che porta a generare il risultato. Non c'è una sola strada. Se uno (il maestro) conosce la tecnica...la riconosce quando la vede. 
Mato, sei un po' komeinista!! hihihihihi

Un maestro lavora sui difetti non sui pregi! 
Il tennista e' come un pugile: se tira un colpo abbassando la guardia, il maestro sul ring non gli dice di essere più aggressivo così non le prende... Gli dice di alzare la guardia perché prima o poi finisce ko.
Quoto.

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Re: assoluti Lazio: qualche considerazione sulla tecnica di gioco

Messaggio Da LaRana il Dom 27 Ott 2013 - 10:21

@andreatennis98 ha scritto:Courier pure lui vicino alla linea di fondo e palla presa mentre sale.
Comunque il gioco di Agassi (soprattutto nei suoi primi anni da pro) è molto più anticipato di quanto si veda oggi.
Courier è arrivato qualche annetto dopo Agassi, direi che è uno che ne ha seguito l'esempio. Il video di Laver e Borg invece dimostra esattamente come era da una parte il gioco classico (Laver) e di chi era, in un certo qual modo, l'evoluzione Agassi (borg appartiene ad un era tennistica precedente a quella del Kid).

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Re: assoluti Lazio: qualche considerazione sulla tecnica di gioco

Messaggio Da kingkongy il Dom 27 Ott 2013 - 10:33

Mato, io però un würstel e una birra me la farei volentieri parlando di tennis...

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Re: assoluti Lazio: qualche considerazione sulla tecnica di gioco

Messaggio Da andreatennis98 il Dom 27 Ott 2013 - 10:42

@LaRana ha scritto:
@andreatennis98 ha scritto:Courier pure lui vicino alla linea di fondo e palla presa mentre sale.
Comunque il gioco di Agassi (soprattutto nei suoi primi anni da pro) è molto più anticipato di quanto si veda oggi.
Courier è arrivato qualche annetto dopo Agassi, direi che è uno che ne ha seguito l'esempio. Il video di Laver e Borg invece dimostra esattamente come era da una parte il gioco classico (Laver) e di chi era, in un certo qual modo, l'evoluzione Agassi (borg appartiene ad un era tennistica precedente a quella del Kid).
Se proprio lo vuoi sapere courier è nato nello stesso anno di Agassi, hanno frequentato entrambi la bollettieri tennis accademy e si conscevano già da junior.
Mi hai preso per cretino? ovviamente lo sapevo che borg era precedente ad Agassi (oltre che il suo idolo da piccolino)

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Re: assoluti Lazio: qualche considerazione sulla tecnica di gioco

Messaggio Da LaRana il Dom 27 Ott 2013 - 11:13

@andreatennis98 ha scritto:Se proprio lo vuoi sapere courier è nato nello stesso anno di Agassi, hanno frequentato entrambi la bollettieri tennis accademy e si conscevano già da junior.
Mi hai preso per cretino? ovviamente lo sapevo che borg era precedente ad Agassi (oltre che il suo idolo da piccolino)
Pensa te, anche io sono del 70, devo aver partecipato anche io a inventare il tennis moderno :-)

Agassi va in finale di slam nel 1988, nello stesso anno Courier esordisce nel circuito. Per il grande pubblico Agassi era già un idolo quando Big Jim era ancora un illustre sconosciuto.

Tralasciando questo ritengo, ma credo di non essere il solo, che l'impatto di Agassi sul tennis moderno sia stato enormemente più marcato di quello di Courier. Un impatto dovuto ad una serie di fattori, sia tecnici che sociologici e mediatici.

Inoltre non mi sembra di averti trattato da cretino, e un po' mi preoccupa che tu ti ci sia sentito, ma evidentemente non avevo colto il senso del tuo postare il video di Laver e Borg.

Come in tutti gli sport ci sono campioni che sono considerati dei punti di rottura e che hanno contribuito all'evoluzione della tecnica, Borg ed Agassi fanno parte di questa categoria, altri un po' meno. Courier ha vinto moltissimo ma non è stato così dirompente, altri prodotti di Bollettieri hanno vinto anche loro, penso ad esempio a Aaron Krickstein (classe 1967), che è stato forse il prototipo del giocatore "bolletteriano", ma che per minore classe rispetto al Kid non hanno lasciato il segno. 
Poi libero di pensare che fra fine anni 80 e anni 90 di giocatori come AGassi ce ne fossero a mazzi, io però non me li ricordo.

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Messaggio Da andreatennis98 il Dom 27 Ott 2013 - 11:25

Mi sa che ci stiamo fraintendendo anche noi, il mio intervento era per dimostrare come Agassi non sia il padre fondatore dell'attaccante moderno da fondo, perché quel gioco esisteva già prima e nella sue "era" non era di certo l'unico a giocare in quel modo, ma una cosa in cui agassi era "diverso"(non era rivoluzionario perché non c'era niente di rivoluzionario nel suo gioco) era come anticipasse più di tutti il rimbalzo, nessuno ci riusciva a parte lui, e così tuttora non c'è nessuno in grado di farli come lui. Quindi agassi era un'attaccante da fondo molto aggressivo che non indietreggiava e ma non ha inventato la figura dell'attaccante da fondo né il gioco d'anticipo, esistevano già queste cose, e lui ne era l'estremizzazione, ma non il fondatore.

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Messaggio Da LaRana il Dom 27 Ott 2013 - 13:04

@andreatennis98 ha scritto:Mi sa che ci stiamo fraintendendo anche noi, il mio intervento era per dimostrare come Agassi non sia il padre fondatore dell'attaccante moderno da fondo, perché quel gioco esisteva già prima e nella sue "era" non era di certo l'unico a giocare in quel modo, ma una cosa in cui agassi era "diverso"(non era rivoluzionario perché non c'era niente di rivoluzionario nel suo gioco) era come anticipasse più di tutti il rimbalzo, nessuno ci riusciva a parte lui, e così tuttora non c'è nessuno in grado di farli come lui. Quindi agassi era un'attaccante da fondo molto aggressivo che non indietreggiava e ma non ha inventato la figura dell'attaccante da fondo né il gioco d'anticipo, esistevano già queste cose, e lui ne era l'estremizzazione, ma non il fondatore.
Continuo a non essere d'accordo su nulla, ma pace così

Ciao
A

LaRana
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Messaggio Da Rino Mato il Dom 27 Ott 2013 - 13:46

@kingkongy ha scritto:Mato, io però un würstel e una birra me la farei volentieri parlando di tennis...
solo se il wustel lo prepara becker!

faccio un ragionamento complessivo di come io vorrei che funzionasse il tennis, specificando però un paio di cose perchè forse dai miei discorsi un pò vaneggianti ho fatto passare un messaggio sbagliato.

non credete che io non facessi sudare i miei allievi e non curassi la tecnica, la curavo eccome,nei limiti delle mie possibilità, e in quelle dei miei allievi, ma partivo dai loro movimenti naturali(dopo una mia infarinatura generale) e correggevo dove si poteva, dove conveniva e dove mi sembrava controproducente quello che facevano, andando per tentativi (non a casaccio, ma provando e testando i risultati). non mi imponevo fin da subito ecco.

ora vi dico come io vedo l'insegnamento del tennis e come io vorrei che si ragionasse nell'interesse del tennis e di tutti(giocatori, genitori, maestri, allenatori, spettatori, federazioni e raccattapalle)

ipotiziamo sempre l'universo parallelo di prima:

io sono un maestro di tennis(non allenatore, la differenza è tanta e non tutti l'hanno capito) da me vengono ragazzi e bambini alle prime armi che vogliono imparare il "giuoco del tennis con le racchette"

attorno a me c'è l'accademia NADAL, dove c'è un maestro di nome rafa, che insegna a tutti a tirare dei topponi assurdi, a martellamento aggressivo e all'infinito, scambi lunghissimi, maratone di 10 ore a partita e pugnetto e vamos ad ogni vincente!

poi c'è l'accademia SAMPRAS, diretta da un maestro che sta sempre a bocca aperta e con la lingua di fuori come i cani, con completini di 4 taglie più grandi, lui insegna a giocare di fino, tutto servizio e volèe, attaccare sempre, aggressivo ma non tirando forte, ma facendo un gioco chirurgico e ragionato, preparazione fisica da centrometrista più che da maratoneta, insegna a chiudere un punto in massimo 3-4 scambi e le partite per lui devono durare massimo un ora, perchè il pomeriggio ama andare a pesca. 

sempre li vicino c'è l'accademia LENDL, questo tizio insegna a giocare col minimo sforzo, a rete solo se serve, a volte aggressivo ma prevalentemente punta a rimandare la palla di la sempre commettendo meno errori possibili e cercando di provocare errori agli avversari, insegna non solo questo ma anche ad avere una stabilità mentale che permetta di sopportare la pressione e non perdere la calma nei momenti che contano, usa punizioni corporali per correggere gli errori.

viene da me un bimbo di 4 anni! il papà esordisce: "voglio che diventi il nuovo nadal!" io subito,con gli occhi a forma di dollari americani: "ok, lo farò diventare il nuovo nadal, comprati la babolat, la bandana, è destro? da oggi non più! cominciamo subito col dire che la tua vita sarà la linea di fondo! mai andare avanti è da perdenti....

..meriterei di essere ucciso per questo! per 2 motivi:
1. io sono un MAESTRO di tennis, non un coach!
2. di tennis non ci capisco una mazza perchè  è il bimbo che mi deve dire se vuole diventare il nuovo nadal o meno....non a voce, ma in campo in base alle sua capacità e alla sua indole che io devo essere bravo a scoprire e valorizzare. perchè in campo ci va lui non io, io magari sono portato a giocare come nadal, ma lui è come me?

sarò poi io se sono un bravo maestro ad indirizzare il genitore verso un accademia o un altra.

se il bimbo ha scarsa predisposizione alla concentrazione, è nervoso, ansioso, ma fantasioso e creativo, ha una predisposizione fisica all'esplosività e alla potenza, molto atletico e rapido, non lo indirizzerò sicuramente ne verso nadal, ne verso lendl, perchè quel gioco non fa per lui, non ha ne le doti fisiche e soprattutto psicologiche....nessuno mi vieta di mandarlo li, ma così facendo si costruirà un giocatore mediocre, questo allievo deve andare da sampras e giocare alla sampras. dove il suo limite potrà essere solo il suo talento, ma almeno sarà sfruttato al 100%. se è destinato a diventare un campione lo diventerà sicuro.

così viceversa se mi arriva un allievo con una stabilità mentale di ferro, molto metodico e preciso sia nel gioco che negli allenamenti, poca fantasia e tutta sostanza, resistenza di ferro, lo manderò a perfezionarsi da lendl.

se mi arriva una schiappa totale incapace ma con molta passione, che faccio? lo tartasso con dettami che lo trasformeranno da schiappa assoluta in una pippa medio normale che magari si stufa e lascia perdere, no, me lo tengo io e gli faccio una panoramica su tutto il tennis cercando di trovare nella tattica uno strumento che gli permetta di fare scambi visto che sulla tecnica non ci arriva e perderci tempo non serve ne a lui ne a me.ma magari gli prospetto una carriera meno pretensiosa, ipotizzando un categoria terza magari e si lavorerà se lui lo vorrà con quell'obbiettivo.

ora, lasciando perdere nello specifico gli esempi che ho fatto perchè ho voluto esagerare nelle caratterizzazioni per rendere l'idea...

ma quello che voglio dire è che sai quanti ragazzi che potrebbero essere i nuovi federer o i nuovi sampras si perdono o svaniscano nella mediocrità perchè trovano maestri che li plasmano come nuovi nadal perchè loro(i maestri) sono convinti che il gioco di nadal è il migliore e l'unico che può funzionare, perchè questi "maestri" hanno capito tutto! perchè loro a differenza mia hanno scoperto il segreto del tennis! peccato che loro non siano mai stati giocatori degni di nota, e peccato che il segreto del tennis non esiste.

purtroppo di questa gente in giro se ne trovano troppi, e tutti si accodano come pecore.

io non la penso così, conosco i miei limiti, so cosa posso insegnare e cosa no, e soprattutto sono consapevole di quali danni può provocare in una mente giovane un cattivo maestro, e siccome sono molto elastico e democratico, se la pensate come me ok, altrimenti siete degli stronzi!!

no dai scherzo! 

però secondo me andrebbe fatto come dico io, e ne gioveremmo tutti, altrimenti solo i maestri. e di giocatori buoni in giro non ne vedremo, e costruiremo un movimento mediocre, e andremo sui forum a lamentarci della povertà del nostro tennis.

ad esempio io fognini visto la testa instabile che ha, non lo farei giocare come gioca. peccato perchè per me è tra i più talentuoisi del circuito, qualcuno(molti)scrivono talento sprecato! da lui? o di chi lo ha sempre seguito?

per me la seconda!

PS per kingkongy: ammetto la mia ignoranza, con koeiminista intendi rivoluzionario? si! integralista? no! o significa altro?

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Re: assoluti Lazio: qualche considerazione sulla tecnica di gioco

Messaggio Da kingkongy il Dom 27 Ott 2013 - 15:26

...Hihihi era per integralista... Hehehehe 

Scusa, ma tu pensi che io non sia stra-d'accordo con questo tuo ultimo intervento???!!!

Tutto perfetto. Sei un bravissimo maestro! Non sono nessuno per dirlo, però condivido. 

P.S. Il papà del futuro Nadalino lo avresti dovuto uccidere....

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Messaggio Da andreatennis98 il Dom 27 Ott 2013 - 15:57

@Rino Mato ha scritto:
@kingkongy ha scritto:Mato, io però un würstel e una birra me la farei volentieri parlando di tennis...
solo se il wustel lo prepara becker!

faccio un ragionamento complessivo di come io vorrei che funzionasse il tennis, specificando però un paio di cose perchè forse dai miei discorsi un pò vaneggianti ho fatto passare un messaggio sbagliato.

non credete che io non facessi sudare i miei allievi e non curassi la tecnica, la curavo eccome,nei limiti delle mie possibilità, e in quelle dei miei allievi, ma partivo dai loro movimenti naturali(dopo una mia infarinatura generale) e correggevo dove si poteva, dove conveniva e dove mi sembrava controproducente quello che facevano, andando per tentativi (non a casaccio, ma provando e testando i risultati). non mi imponevo fin da subito ecco.

ora vi dico come io vedo l'insegnamento del tennis e come io vorrei che si ragionasse nell'interesse del tennis e di tutti(giocatori, genitori, maestri, allenatori, spettatori, federazioni e raccattapalle)

ipotiziamo sempre l'universo parallelo di prima:

io sono un maestro di tennis(non allenatore, la differenza è tanta e non tutti l'hanno capito) da me vengono ragazzi e bambini alle prime armi che vogliono imparare il "giuoco del tennis con le racchette"

attorno a me c'è l'accademia NADAL, dove c'è un maestro di nome rafa, che insegna a tutti a tirare dei topponi assurdi, a martellamento aggressivo e all'infinito, scambi lunghissimi, maratone di 10 ore a partita e pugnetto e vamos ad ogni vincente!

poi c'è l'accademia SAMPRAS, diretta da un maestro che sta sempre a bocca aperta e con la lingua di fuori come i cani, con completini di 4 taglie più grandi, lui insegna a giocare di fino, tutto servizio e volèe, attaccare sempre, aggressivo ma non tirando forte, ma facendo un gioco chirurgico e ragionato, preparazione fisica da centrometrista più che da maratoneta, insegna a chiudere un punto in massimo 3-4 scambi e le partite per lui devono durare massimo un ora, perchè il pomeriggio ama andare a pesca. 

sempre li vicino c'è l'accademia LENDL, questo tizio insegna a giocare col minimo sforzo, a rete solo se serve, a volte aggressivo ma prevalentemente punta a rimandare la palla di la sempre commettendo meno errori possibili e cercando di provocare errori agli avversari, insegna non solo questo ma anche ad avere una stabilità mentale che permetta di sopportare la pressione e non perdere la calma nei momenti che contano, usa punizioni corporali per correggere gli errori.

viene da me un bimbo di 4 anni! il papà esordisce: "voglio che diventi il nuovo nadal!" io subito,con gli occhi a forma di dollari americani: "ok, lo farò diventare il nuovo nadal, comprati la babolat, la bandana, è destro? da oggi non più! cominciamo subito col dire che la tua vita sarà la linea di fondo! mai andare avanti è da perdenti....

..meriterei di essere ucciso per questo! per 2 motivi:
1. io sono un MAESTRO di tennis, non un coach!
2. di tennis non ci capisco una mazza perchè  è il bimbo che mi deve dire se vuole diventare il nuovo nadal o meno....non a voce, ma in campo in base alle sua capacità e alla sua indole che io devo essere bravo a scoprire e valorizzare. perchè in campo ci va lui non io, io magari sono portato a giocare come nadal, ma lui è come me?

sarò poi io se sono un bravo maestro ad indirizzare il genitore verso un accademia o un altra.

se il bimbo ha scarsa predisposizione alla concentrazione, è nervoso, ansioso, ma fantasioso e creativo, ha una predisposizione fisica all'esplosività e alla potenza, molto atletico e rapido, non lo indirizzerò sicuramente ne verso nadal, ne verso lendl, perchè quel gioco non fa per lui, non ha ne le doti fisiche e soprattutto psicologiche....nessuno mi vieta di mandarlo li, ma così facendo si costruirà un giocatore mediocre, questo allievo deve andare da sampras e giocare alla sampras. dove il suo limite potrà essere solo il suo talento, ma almeno sarà sfruttato al 100%. se è destinato a diventare un campione lo diventerà sicuro.

così viceversa se mi arriva un allievo con una stabilità mentale di ferro, molto metodico e preciso sia nel gioco che negli allenamenti, poca fantasia e tutta sostanza, resistenza di ferro, lo manderò a perfezionarsi da lendl.

se mi arriva una schiappa totale incapace ma con molta passione, che faccio? lo tartasso con dettami che lo trasformeranno da schiappa assoluta in una pippa medio normale che magari si stufa e lascia perdere, no, me lo tengo io e gli faccio una panoramica su tutto il tennis cercando di trovare nella tattica uno strumento che gli permetta di fare scambi visto che sulla tecnica non ci arriva e perderci tempo non serve ne a lui ne a me.ma magari gli prospetto una carriera meno pretensiosa, ipotizzando un categoria terza magari e si lavorerà se lui lo vorrà con quell'obbiettivo.

ora, lasciando perdere nello specifico gli esempi che ho fatto perchè ho voluto esagerare nelle caratterizzazioni per rendere l'idea...

ma quello che voglio dire è che sai quanti ragazzi che potrebbero essere i nuovi federer o i nuovi sampras si perdono o svaniscano nella mediocrità perchè trovano maestri che li plasmano come nuovi nadal perchè loro(i maestri) sono convinti che il gioco di nadal è il migliore e l'unico che può funzionare, perchè questi "maestri" hanno capito tutto! perchè loro a differenza mia hanno scoperto il segreto del tennis! peccato che loro non siano mai stati giocatori degni di nota, e peccato che il segreto del tennis non esiste.

purtroppo di questa gente in giro se ne trovano troppi, e tutti si accodano come pecore.

io non la penso così, conosco i miei limiti, so cosa posso insegnare e cosa no, e soprattutto sono consapevole di quali danni può provocare in una mente giovane un cattivo maestro, e siccome sono molto elastico e democratico, se la pensate come me ok, altrimenti siete degli stronzi!!

no dai scherzo! 

però secondo me andrebbe fatto come dico io, e ne gioveremmo tutti, altrimenti solo i maestri. e di giocatori buoni in giro non ne vedremo, e costruiremo un movimento mediocre, e andremo sui forum a lamentarci della povertà del nostro tennis.

ad esempio io fognini visto la testa instabile che ha, non lo farei giocare come gioca. peccato perchè per me è tra i più talentuoisi del circuito, qualcuno(molti)scrivono talento sprecato! da lui? o di chi lo ha sempre seguito?

per me la seconda!

PS per kingkongy: ammetto la mia ignoranza, con koeiminista intendi rivoluzionario? si! integralista? no! o significa altro?
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Ce l'avessi io un maestro così

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Re: assoluti Lazio: qualche considerazione sulla tecnica di gioco

Messaggio Da Rino Mato il Dom 27 Ott 2013 - 17:09

sono in pensione ormai...
ho dei valori!

ma per soldi....

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Re: assoluti Lazio: qualche considerazione sulla tecnica di gioco

Messaggio Da andreatennis98 il Dom 27 Ott 2013 - 17:19

Stai tranquillo, stattene in pensione.
Faccio perdere tempo io Wink

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Re: assoluti Lazio: qualche considerazione sulla tecnica di gioco

Messaggio Da kingkongy il Dom 27 Ott 2013 - 17:29

Vedi un po' come è strano 'sto sport:
due nonni discuton per due giorni di come vorrebbero il mondo più bello, poi arriva un pischielli di 15 anni e si metton lì, buonini, con il plaid sulle ginocchia.

Tennis Club Villa Arzilla,,,,

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Re: assoluti Lazio: qualche considerazione sulla tecnica di gioco

Messaggio Da spalama il Dom 27 Ott 2013 - 18:58

Meno male che vi siete chiariti.

Giusto per precisare un paio di cose che ho letto in questi post....

Agassi: era un fenomeno, giocava dentro il campo anticipando tutti i colpi, dopo di lui nessuno piu' ha giocato cosi'.

Dunque...non e' lui il prototipo del tennis moderno, lui ci ha fatto vedere il tennis marziano, non per nulla era soprannominato FLIPPER.

Magari tra i primi venti ci fossero dieci Agassi.

Il tennis moderno lo ha interpretato per primo Lendl.

Servizio e dritto e corri e tira, unica pecca per i modernisti incalliti, aveva il rovescio ad una mano, eh...se avesse avuto il rovescio a due mani...avrebbe vinto di piu...direbbero molti maestri di oggi.

Il discorso del nostro caro maestro non fa una piega, ma nel modo reale italiano, non esiste alcuna delle accademie da lui citate.

Esistono delle scuole tennis dove c'e' troppa gente che insegna che non ha alcun titolo per farlo, ma d'altronde la prima non riconoscere la professionalita' dei maestri e' la Federazione che non ha mai creato un vero albo professionale.

Se sei stato una pippona 4.2 e fai un corso di una settimana di teoria, sei abilitato come istruttore....ed ho detto tutto.

La frase per cui un maestro deve lavorare sui difetti e non sui pregi....e' proprio la base dello sfacelo del nostro tennis, ma credimi anche nelle aziende e' cosi', anzi nella nostra societa' e' cosi', una volta se eri mancino eri malato e ti costringevano a scrivere con la destra a scuola.

E' piu' importante lavorare sul talento delle persone che non sui difetti.

Lendl non ha mai vinto Wimbledon, eppure aveva ingaggiato Tony Roche per insegnargli ad andare a rete meglio.

Sampras non ha mai vinto Parigi, eppure si sono incaponiti a lavorare sul suo rovescio in top, per aiutarlo anche sulla terra.

Se entrambi avessero lavorato sui loro punti forti, almeno quanto li hanno costretti a lavorare per migliorare i loro difetti, probabilmente avrebbero vinto l'uno Wimbledon e l'altro Parigi.

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Re: assoluti Lazio: qualche considerazione sulla tecnica di gioco

Messaggio Da kingkongy il Dom 27 Ott 2013 - 19:33

Spalama... Lo sfascio non è perché si lavora sui difetti ! E' perché non li si sanno distinguere dal "buono".
E' così nel tennis così come nell'impresa italiana che è sempre convinta che con un colpo d'italico ingegno si possa fare business... 
Prima bisogna essere impresa...poi tirare fuori l'ingegno.
E se invece hai le idee(quelle vere) e vorresti fare impresa, non trovi capitali... Perché nessuno e' in grado di capire che l'ingegno vale.

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Re: assoluti Lazio: qualche considerazione sulla tecnica di gioco

Messaggio Da Kmore il Dom 27 Ott 2013 - 19:37

Quindi secondo te (il tutto trasportato nell'infimo mondo dei quarta categoria) io che sono una pippa prototipo del pallettaro che ha ricevuto il suo imprinting nemmeno da un maestro cosi', cosi'..., ma da un ...muro, per migliorarmi dovrei anche se O50 curare al massimo la mia preparazione atletica (che e' sempre stata uno dei miei punti di forza) e mettere una pietra sopra all'aspetto tecnico ? Very Happy 
Questo ovviamente dovendo dare delle priorita'. Perche' per quanto ovvio e' chiaro che avendone il tempo meglio curare tutto...

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Re: assoluti Lazio: qualche considerazione sulla tecnica di gioco

Messaggio Da kingkongy il Dom 27 Ott 2013 - 19:42

Spalama... Scusami, io ti ho sempre apprezzato per il buon senso, ma che significato ha parlare di Lendl e Sampras e di master...quando io parlo di tennis di base??!!! 
Insomma, mi sembra un incubo perché adesso mi diverto io a sparar C...e: "Allora bel bambino, non sai tirare il rovescio? Chi se ne frega! Vai dal maestro Spalama che punta sul tuo dritto, lui si' che valorizza i giocatori!". Dai, ti sembra un ragionamento ???

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Re: assoluti Lazio: qualche considerazione sulla tecnica di gioco

Messaggio Da kingkongy il Dom 27 Ott 2013 - 19:44

Esatto Komore! Tu punta tutto sulla corsa: se non sai tirare chi se ne: puntiamo tutto sui tuoi talenti perché i difetti non li correggiamo, altrimenti il tennis italiano va allo sfascio!

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Re: assoluti Lazio: qualche considerazione sulla tecnica di gioco

Messaggio Da kingkongy il Dom 27 Ott 2013 - 20:18

Chiarisco per l'ennesima volta il concetto:
SECONDO ME...
- Un maestro deve cercare di fornire all'allievo tutta la tecnica che è possibile insegnare e accertarsi che sia tutta recepita.
- La tecnica si insegna e si impara.
- La tecnica non è il talento e non è il gioco e non è lo stile.
- Più tecnica impara un allievo e più sarà libero di esprimere i propri talenti, il proprio gioco, il proprio stile il proprio istinto.
- I difetti si correggono, i talenti si coltivano.
- Correggere un difetto non significa sopprimere il talento: ma quando mai????
- La tecnica (da insegnare) è per i tecnici, il talento è per gli illuminati (che riconoscono il talento quando lo vedono).
- Il talento è debole, la tecnica è forte. Quindi il talento ha bisogno - più della tecnica - di attenzioni, cure, dedizione...per questo è difficile fare business col talento!
- Quanto sopra riferito a un bipede che si vuol dedicare all'agonismo...non al bimbo che impara, non al pensionato, non all'amatore, non all'APT (per di più da Storia del Tennis) perché le dinamiche son altre.

....e con questo chiudo, mi arrendo, alzo bandiera bianca...

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Re: assoluti Lazio: qualche considerazione sulla tecnica di gioco

Messaggio Da Rino Mato il Dom 27 Ott 2013 - 21:51

@kingkongy ha scritto:Vedi un po' come è strano 'sto sport:
due nonni discuton per due giorni di come vorrebbero il mondo più bello, poi arriva un pischielli di 15 anni e si metton lì, buonini, con il plaid sulle ginocchia.

Tennis Club Villa Arzilla,,,,
giochi a fare il nonnetto perchè non lo sei...

io che lo sono sul serio, ormai non combatto più,ho fatto il mio, ma ho ceduto lo scettro da rivoluzionario ai miei figli che hanno la tua età...ma non si occupano di tennis purtroppo...per il tennis... due paladini in meno...con me tre...e tu quattro! (per scelta a quanto pare)

non ci resta che fare il lavaggio del cervello ad andreatennis98 e plasmarlo in modo che quando toccherà a lui, farà la rivoluzione al posto nostro...

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Re: assoluti Lazio: qualche considerazione sulla tecnica di gioco

Messaggio Da spalama il Lun 28 Ott 2013 - 8:10

King...se hai letto bene ho scritto che e' piu' importante lavorare sul talento delle persone che non sui difetti...il che non vuol dire che non si debba lavorare per correggere i difetti.

Se Kmore ha come talento la fisicita'. l'atletismo, deve lavorarci sopra e sfruttarla come punto di partenza del suo gioco che sara' impostato su quella base.
Certo deve migliorare anche tecnicamente, ma il giorno che lui curera' meno quello che e' il suo talento, non credo sara' un tennista migliore, anche se avra' fatto progressi con la tecnica.

Il talento e' debole perche' spesso lo si reprime e lo si incanala in convenzioni assurde, in procedure, in schemi preconcetti, etc...etc...

La tecnica e' forte perche' e' insegnamento, dogma, procedura, schema.

Il vero passo in avanti dovrebbe essere quello di far parlare il talento con la tecnica e viceversa.

Ma e' difficile, ci vuole passione, cervello, fatica e come dice il maestro, pochi soldi....ed e' tipicamente italiano pensare: ma chi me lo fa fare? A me cosa mi torna in tasca?

Ed ecco che agli assoluti laziali abbiamo visto terza e seconda categoria giocare tre metri fuori dal campo, attaccati alle siepi, tirando bordate spaventose (per arrivare a fondo campo dall'altra parte mica per fare il vincente) ed ha vinto Viola, la testa di serie numero 1, ma non prche' sia 2.1, perche' la finale e' finita 7-6 al terzo contro un 2.4, ma perche' anche se in difficolta', quando gli e' servito o scatto per vincere, ha giocato sulla linea di fondo, facendo un passo nel campo e sciorinando un tennis spaventoso fatto di tre colpi.

Sorvolo ogni commento sulla finale femminile che sembrava una partita di primo turno di un tabellone 4.4 maschile.

Ecco perche' in questo post siamo tutti un arrabbiati.

Poi chiedete: perche' giocano tutti con la Babolat?

E ti credo se devi tirare un colpo lungo 50 metri per arrivare da una siepe all'altra sarebbe difficile giocare la Pro Staff 90.

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Messaggio Da Audaxe il Gio 31 Ott 2013 - 14:57

Io sono stato a vedere un paio di amici che giocavano gli assoluti e conosco diversi ragazzi che stavano in tabellone e non mi sento di dire che il livello sia basso.

In tabellone c'erano oltre a Viola anche Luddi e Piccari che sono stati 200 del mondo, di sicuro non stanno giocando come una volta ma vi assicuro che vederli in campo è un piacere e chiunque capisca un minimo di tennis rimarrà colpito dal loro tennis.

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Re: assoluti Lazio: qualche considerazione sulla tecnica di gioco

Messaggio Da spalama il Gio 31 Ott 2013 - 15:44

Certamente, hai ragione, tre nomi su tutti, di cui due sono ex giocatori.
L'unico ancora in attività è Viola, ma anche lui da quello che so ha iniziato ad allenare altri.

Mi pare molto poco per una Regione come il Lazio.

E non è che non ci fossero i giocatori di interesse FIT, perchè c'erano anche i vari Merzetti, Mosciatti, Marra etc... e forse solo Merzetti merita una menzione particolare per la combinazione età/tecnica/preparazione fisica/Livello di gioco.

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