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Epicondilite, quello che in Italia non dicono...

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Epicondilite, quello che in Italia non dicono...

Messaggio Da letyoursoul il Mer 12 Dic 2012 - 17:01

Promemoria primo messaggio :

Seguite il link, è in francese, ma molto, molto interessante per chi soffre di questa patologia.

http://www.sfmg.org/data/generateur/generateur_fiche/632/fichier_fichier_epicondylitedocmedecinregardsder7014a83e33.pdf

Se qualcuno è interessato e non capisce il francese posso tradurre.

In estrema sintesi:


  1. l'epicondilite è una malattia professionale in crescita che causa un grave danno all'economia dei paesi industrializzati;
  2. dall'analisi di tutte le fonti scientifiche pubblicate non esiste una vera e propria cura accertata!;
  3. non è necessario fare esami strumentali per diagnosticare l'epicondilite (RM, RX, Ecografia);
  4. l'epicondilite passa da sola e dura da 9 a 24 mesi (mediamente 12 mesi);
  5. non vi sono evidenze scientifiche condivise sul fatto che le terapie possano davvero accorciare i tempi di guarigione;
  6. le infiltrazioni di cortisone hanno beneficio limitato nel tempo, ma non curano a lungo termine;
  7. non è sicuro che le terapie fisiche siano efficaci anche se sembra che possano aiutare;
  8. onde d'urto, laser, tecar e chi più ne ha più ne metta non pare abbiano alcuna efficacia;
  9. pazienza, riposo, ghiaccio, qualche FANS ogni tanto e ascoltare l'evoluzione della patologia, questi i consigli.

A scrivere e divulgare queste cose sono i cugini Francesi, in particolare sono raccomandazioni dell "observatorie de la médicine générale" che conta più di 1500 medici iscritti. Loro hanno fatto queste raccomandazioni proprio per informare i pazienti (documento scaricabile via internet) e per evitare che la patologia finisca nelle mani dei sancta sanctorum degli specialisti. Avessi letto queste cose 9 mesi fa, non avrei certamente guarito la mia epicondilite ma avrei risparmiato quasi 1.000 euro e soprattutto evitato le chiacchere di tanti.

l’Observatoire [size=9]de la Médecine Générale
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Re: Epicondilite, quello che in Italia non dicono...

Messaggio Da VANDERGRAF il Gio 18 Mag 2017 - 22:31

poi c'è da considerare una cosa fondamentale: negli ultimi 15 anni, se non di più, i giocatori che hanno cominciato a giocare a tennis, di qualsiasi età, lo hanno fatto quasi sempre con racchette di concezione moderna, quindi peso intorno ai 300 grammi, ovale 100 pollici e rigidità media nettamente più alta delle racchette anni 80/90. ti sembra facile, dopo aver fatto abitudine e consolidato tecnica e movimenti con quel tipo di racchetta, passare ad un telaio di 30/50 grammi in più con ovale nettamente più piccolo e rigidità più bassa ? può esserlo in tutti quei casi in cui prevale la curiosità, la voglia di sperimentare, la passione di sentire sensazioni diverse a prescindere dai risultati; ma diventa molto più difficile in tutti quei casi, che sono molti di più, di giocatori che giocano per vincere una partitella o un partitone e che vogliono avere un telaio sul mercato, magari anche per fare una coppia. e non hanno la pazienza e la voglia di arrivare a farlo con telai che si trovano solo a livello di usato o che vanno comprati al buio. la realtà è cambiata, le tendenze sono cambiate, ma non tutto il male viene per nuocere se si mantiene attiva una sana intraprendenza nella scelta di telaio e corde, con il giusto supporto di chi magari ha già avuto esperienze in merito o si trova nel settore da parecchi anni con passione e competenza

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Re: Epicondilite, quello che in Italia non dicono...

Messaggio Da Dagoberto il Ven 19 Mag 2017 - 0:15

Vandergraf, il tema è molto complesso e non possiamo certo sviscerarlo io e te a colpi di botta e rispondi.
Solo alcune altre considerazioni, poi chiudo per i motivi sopra detti.
Io non incominciato ad usare telai con un maggiore peso per gusto personale; era un aspetto a me sconosciuto fino ad un certo punto.
Ho seguito tutta la trafila evolutiva che ha caraterizzato le racchette negli ultimi 40 anni e quando sono state messe sul mercato nuove racchette, come un po' tutti, mi sono adeguato, fino ad usare anch'io racchette da 275 gr. ed aprezzavo anch'io la semplicità di gestione dei colpi.
Poi, però, ho pagato pegno ed ad un certo punto è comparsa l'epicondelite dovuta da leggerezza+rigidità+bilanciamento in testa.
Questa conclusione non è mia, ma di buona parte della letteratura controtendenza che essendo un po' invisa dall'industria delle racchette moderne che hanno investito soldi ed energie per arrivare a ciò, non è particolarmete pubblicizzata, ma è molto ricca e, sopratutto, prodotta da persone con know how scientifico accreditato. Daltro canto, sarebbe un po' curioso che a fronte di un sistema ormai più che ventennale, diciamo dall'avvento delle Wilson Hammer e delle Babolat, ci fossero molte persone, anche del settore,  convinte di usare o proporre attrezzi pericolosi. Guarda caso, però, statistiche alla mano, si possono trovare su internet, le infiammazioni tendinee a giocatori amatoriali sono aumentate esponenzialmente con l'uso generalizzato di telai caraterizzati da alta rigidità e poco peso, diciamo dagli anni 2000 in poi. Sulla dificoltà d'uso di telai più pesanti che dire.
Una volta non c'era possibilità di scelta eppure non è che tutti gli appassionati tennisti fossero dei campioni, ma usavano raccchete da 350/400 gr senza problemi!
Tornare indietro è faticoso? Può darsi, ma se il rischio che si corre è quello di dover smettere addirittura di giocare, forse un sacrificio, almeno dopo una certa età, io lovaluterei, anche perchè da 400 a 300 gr, ci sono 100 gr che ballano, ci si può orientare tranquillamente su un range mediano, a secondo delle scelte personali.
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Re: Epicondilite, quello che in Italia non dicono...

Messaggio Da VANDERGRAF il Ven 19 Mag 2017 - 1:12

continui a cambiare la sostanza dell'argomento. non ho mai consigliato racchette da 275 grammi, anzi, un utente qui del forum con cui gioco spesso ti potrebbe dire che capoccia gli ho fatto a forza di suggerirgli di passare da 300 a 320 grammi. ho parlato di 300 grammi per racchette lunghezza standard e 290 per racchette da 70 centimetri (perchè avendo una maggior leva il peso incide in modo diverso). quella è la soglia minima per avere una certa stabilità e sufficiente massa da contrappore all'impatto della palla. ho anche evidenziato che i suddetti pesi devono essere abbinati a rigidità medio-basse per prevenire al meglio i problemi al braccio. ora tu mi vieni a dire 275 grammi (25 grammi in meno che nel tennis sono un'infinità). quindi stai parlando di tuttaltro genere di telaio, più bilanciato in testa e necessariamente più rigido per poter produrre spinta. il botta e rispondi, come lo chiami tu, stralecito, diventa anche interessante quando si cerca di comprendere invece di mettere avanti l'orgoglio estremizzando le cose ed eliminando tutte le variabili evidenziate. a questo serve un forum, non per vedere chi ha ragione e chi no.
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Re: Epicondilite, quello che in Italia non dicono...

Messaggio Da VANDERGRAF il Ven 19 Mag 2017 - 2:01

le statistiche di cui parli sono statistiche, quindi sono la sommatoria di casi molto diversi tra loro di cui non conosci l'incidenza percentuale. racchette troppo rigide, corde a tensioni troppo alte o sostituite dopo troppe ore o addirittura mai sostituite, misura manico sbagliata, gesti tecnici sbagliati, persone che gli viene l'epicondilite perchè nel frattempo usano il mouse del computer con posture sbagliate o soffrono di parestesie da cervicale e via dicendo. è ovvio che se prima esistevano solo racchette pesanti, morbide e bilanciate al manico, abbinate per di più a corde diverse dai monofili agonistici, la percentuale era nettamente inferiore. oggi ci sono persone totalmente fuori allenamento che usano pure drive con corde monofilo rigide, grazie al cavolo !  non puoi negare l'esistenza di cose provate da altri, così come io non posso negare che tu ti trova meglio con racchette molto pesanti. se ti dico che ho avuto problemi ad avambraccio e gomito e ho prestato attenzione alla scelta dei miei telai, nella misura di almeno trenta modelli diversi negli ultimi tre anni, credimi ! non te lo dico per dispetto. e ho provato anche io di tutto, e gioco tuttora sia con telai pesanti (come ti ho detto) che con telai da 320 grammi e altri lunghi 70 da 290 grammi. se poi vogliamo essere ancora più pignoli, esistono delle tabelle sui modelli recenti con le frequenze vibranti. e idem per le corde. facendo una scelta oculata si elimina il rischio. scegliendo a occhi chiusi, no. difficile da comprendere ? se non riesci a comprenderlo, sappi che esiste !!
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Re: Epicondilite, quello che in Italia non dicono...

Messaggio Da Dagoberto il Ven 19 Mag 2017 - 9:43

@VANDERGRAF ha scritto:le statistiche di cui parli sono statistiche, quindi sono la sommatoria di casi molto diversi tra loro di cui non conosci l'incidenza percentuale. racchette troppo rigide, corde a tensioni troppo alte o sostituite dopo troppe ore o addirittura mai sostituite, misura manico sbagliata, gesti tecnici sbagliati, persone che gli viene l'epicondilite perchè nel frattempo usano il mouse del computer con posture sbagliate o soffrono di parestesie da cervicale e via dicendo. è ovvio che se prima esistevano solo racchette pesanti, morbide e bilanciate al manico, abbinate per di più a corde diverse dai monofili agonistici, la percentuale era nettamente inferiore. oggi ci sono persone totalmente fuori allenamento che usano pure drive con corde monofilo rigide, grazie al cavolo !  non puoi negare l'esistenza di cose provate da altri, così come io non posso negare che tu ti trova meglio con racchette molto pesanti. se ti dico che ho avuto problemi ad avambraccio e gomito e ho prestato attenzione alla scelta dei miei telai, nella misura di almeno trenta modelli diversi negli ultimi tre anni, credimi ! non te lo dico per dispetto. e ho provato anche io di tutto, e gioco tuttora sia con telai pesanti (come ti ho detto) che con telai da 320 grammi e altri lunghi 70 da 290 grammi. se poi vogliamo essere ancora più pignoli, esistono delle tabelle sui modelli recenti con le frequenze vibranti. e idem per le corde. facendo una scelta oculata si elimina il rischio. scegliendo a occhi chiusi, no. difficile da comprendere ? se non riesci a comprenderlo, sappi che esiste !!

ok, recepito Smile .
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Re: Epicondilite, quello che in Italia non dicono...

Messaggio Da VANDERGRAF il Ven 19 Mag 2017 - 9:58

menomale......perchè stavo quasi per comprarmi una maglietta con scritto "chi non salta dagoberto è...è..."   Very Happy
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Re: Epicondilite, quello che in Italia non dicono...

Messaggio Da T_Muster il Ven 19 Mag 2017 - 13:51

Concordo... la sciagura più grande del panorama tennistico dal punto di vista "gomito" e infortuni... è stata l'accoppiata telaio rigido (e vuoto) + corde in monofilamento. 
Se voglio dirla proprio tutta cmq... se si usa il multifilamento a tensioni anche medie 24-23kg non c'è praticamente modo di farsi male.
Viceversa se si usa monofilamento rigido in modo errato non c'è Prokennex che tenga...saranno sicuramente dolori.

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Re: Epicondilite, quello che in Italia non dicono...

Messaggio Da Matusa il Ven 19 Mag 2017 - 14:31

Un'altra "sciagura" è stata l'evoluzione del movimento del dritto dovuta alla ricerca esasperata dello spin. Ho appena visto su Supertennis qualche immagine di un Laver-Pietrangeli di tanto tempo fa, ed erano bei movimenti rotondi a braccio teso. Se devi fare il dritto con l'avambraccio che quasi ruota attorno al gomito, prima o poi l'articolazione va in sofferenza.
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Re: Epicondilite, quello che in Italia non dicono...

Messaggio Da Dagoberto il Ven 19 Mag 2017 - 14:40

@T_Muster ha scritto:  ... vuoto ...

giusta osservazione, aspetto dimenticato nei miei fiumi di parole, ma forse fondamentale nella casistica.
non c'è situazione migliore di una struttura vuota per trasferire vibrazioni, l'effetto prodotto è assimilabile ad una cassa di risonanza.
guarda caso, è sempre più in voga il loro riempimento con schiume che fungano, probabilmente, proprio da ammortizzatore .
possibile, però, che si debba proporre commercialmente un attrezzo che per essere veramente completo sotto il profilo delle performance agonistiche e antinfurtunistiche, debba essere adattato con inserimento nel telaio di schiuma  riempitiva e customizzato con piombi vari per ampliarne le potenzialità, con piena soddisfazione, per carità, degli addetti alla fornitura di simili servizi, ma dovè la logica.
a me pare evidente che ci sia qualche cosa che non quadri nella situazione generale, ma è evidente che nessuno mai acetterà alla luce del giorno l'idea che certi attrezzi sono, nella sostanza, contradittori.
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Re: Epicondilite, quello che in Italia non dicono...

Messaggio Da T_Muster il Ven 19 Mag 2017 - 15:02

La cosa che non quadra te lo dico io cos'è... Come si fa a prezzare un telaio 240€ (vedi ultima Wilson RF) quando ormai sappiamo tutti che i vari marchi tendono ad economizzare sui materiali e sulle produzioni degli attrezzi? Chissà cosa avremo nelle mani nel 2030...
Il valore commerciale reale di un telaio dovrebbe essere max 100€ al negozio... e già gli è andata bene.
Anche Donnay ha poco da scherzare... 279€ per un telaio solo perché è stata iniettata la schiuma dentro.. ahhahhahh. Scusate mi è scappata una risata.
Se i nostri attrezzi avessero veramente questi valori economici ldovrebbero essere come minimo placati d'oro.

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Re: Epicondilite, quello che in Italia non dicono...

Messaggio Da seneca85 il Ven 19 Mag 2017 - 18:53

Scusate ma quali sarebbero le racchette retail moderne vendute con la schiuma poliuteranica dentro anche tutto il telaio e non solo al manico? Dato che ormai i pesi si sono abbassati (sotto i 300 gr o di poco sopra) credo che non ce ne siano molte (se non nessuna) perché la schiuma fa salire il peso finale.

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Re: Epicondilite, quello che in Italia non dicono...

Messaggio Da T_Muster il Ven 19 Mag 2017 - 19:53

Donnay.
Angell credo anche... Ma già non è proprio da negozio sotto casa, io ho provato la Tc100 bil32 ed effettivamente potrebbe valere la pena... Ossia vale i soldi che spendi.
Zus, Vantage...mai provate, quindi non ne sono sicuro, ma siamo lì con Angell.

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Re: Epicondilite, quello che in Italia non dicono...

Messaggio Da rogerpersempre il Sab 20 Mag 2017 - 4:01

@T_Muster ha scritto:Concordo... la sciagura più grande del panorama tennistico dal punto di vista "gomito" e infortuni... è stata l'accoppiata telaio rigido (e vuoto) + corde in monofilamento. 
Se voglio dirla proprio tutta cmq... se si usa il multifilamento a tensioni anche medie 24-23kg non c'è praticamente modo di farsi male.
Viceversa se si usa monofilamento rigido in modo errato non c'è Prokennex che tenga...saranno sicuramente dolori.
proprio così, io uso un telaio che per molti è ritenuto dannoso... con il quale non solo ho fatto un salto di qualità ma non ho mai avuto nessun fastidio com e prima mi accadeva, concordo infine con il multifilo, non c 'è modo di farsi male ... ma anche con un ibrido confortevole non dovrebbero esserci problemi Smile

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Re: Epicondilite, quello che in Italia non dicono...

Messaggio Da kerox il Dom 11 Giu 2017 - 9:02

Volevo aggiornarvi sulla mia situazione, ho preso la flex bar rossa e posso dire che mi ha portato molto giovamento, nel mentre ho fatto anche una visita ortopedica dove mi ha riscontrato la sindrome del tunnel radiale che è effettivamente quella che mi da più fastidio.
Continuando comunque a fare gli esercizi con la flex bar anche questo problema sembra meno fastidioso.
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