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Il disastro delle superfici

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Il disastro delle superfici

Messaggio Da Nostradamis il Mer 7 Mar 2012 - 17:39

IL DISASTRO DELLE SUPERFICI


Dal 2008, l'Australian Open ha scelto la lenta superficie in Plexicushion Prestige

Rallentate, rallentate, qualche cosa resterà. Ma cosa, se non giocatori fatti con lo stampo?
Leggo le dichiarazioni di Murray post finale a Dubai e quasi mi indigno: «Meno male che adesso si va a Indian Wells a giocare sul lento». Eccerto, meno male, Indian Wells, lento. Il tennis è diventato il negativo di se stesso: hanno rovesciato gli dèi, ciò che era bianco è diventato nero. Ehi, ragazzi, meno male che giochiamo sulla terra del Roland Garros, così possiamo fare un po' di serve&volley. Beh, dai, meno male che tra poco inizierà Wimbledon, così vedremo un bel po' di scambi da fondocampo. E in Australia? Da quelle parti, fino al 1987, lo Slam si giocava sull'erba. Poi lo spostarono a Flinders Park, su una resina sintetica veloce (il Rebound Ace, che però aveva un piccolo problema: a 50 gradi diventava quasi fluido e si incollava alle suole delle scarpe). Da cinque anni a questa parte gli aussie hanno scelto il Plexicushion Prestige, una mescola più lenta del bradipo tridattilo. Combinata con le palle Wilson AusOpen, fare il punto è diventato più o meno facile quanto sul centrale di Buenos Aires, dopo un acquazzone, contro Ferrer piantato tre metri dietro la riga di fondo.

Tra poco la rivoluzione sarà metabolizzata e nessuno strabuzzerà più gli occhi a sentir dire che Indian Wells e Miami sono tornei su superfici lente, adatte a chi ama gli scambi dai venti colpi in su. È la direzione scelta con ostinata insipienza dal tennis mondiale, nella certezza che gli scambi più lunghi facciano divertire di più la gente rispetto all'uno-due dei campi veloci degli anni Novanta (servizio-risposta e a volte volée, spesso anche solo servizio senza risposta). La cura ha funzionato come una bombola di napalm lanciata su un campo di grano: ha fatto fuori le erbacce, sì, ma insieme a tutto il raccolto. Federer si è apertamente lamentato della situazione: a parte Dubai e in paio di eventi a fine anno (Basilea, Bercy, il Master) i campi sono lenti. Tutti. Erba compresa, per non parlare del cemento-tartaruga in versione moderna (avete notato com'è diverso rispetto a quello del passato? Granuloso, rugoso, scabro: attutisce e frena la palla, ne ingrossa il feltro trasformandola in un gatto di pelo giallo. Impossibile tirare colpi vincenti, in quelle condizioni).

Volete la prova? Guardate qualche scambio della finale australiana del 1991.

E confrontatelo con i filmati dell'edizione di ventuno anni dopo (ne trovate a iosa su YouTube): altri materiali, altre corde, due decenni di progresso, sì. Eppure la palla, dopo il rimbalzo, sembra viaggi col freno a mano tirato.
Federico Ferrero - Tennisbest


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Re: Il disastro delle superfici

Messaggio Da Crisidelm il Gio 8 Mar 2012 - 10:30

Non son molto d'accordo: anche se è vero che la velocità sulle varie superfici è andata uniformandosi in questi ultmi anni, non credo che questo sia andato a discapito dello spettacolo, tutt'altro. In fondo, abbiamo visto Federer vincere al Roland Garros, cosa che a McEnroe e Edberg, anche se per poco, non riuscì. Abbiamo visto Nadal vincere a Wimbledon, cosa che a Lendl non riuscì mai nonostante tutti gli sforzi profusi. Questa uniformità ha permesso la comparsa di tennisti veramente universali, che giocano per vincere in qualsiasi torneo, mentre prima quasi giocoforza tendevano a specializzarsi sulle superfici più adatte al loro tipo di tennis. Certo le palline correvano più veloci 20 anni fa, ma io mi ricordo che 20 anni fa guardavo semifinali e finali in pratica, perché di solito prima si vedeva ben poco. Ora, non dico che tutti i turni siano godibili, ma insomma...

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Re: Il disastro delle superfici

Messaggio Da DrDivago il Gio 8 Mar 2012 - 11:23

Prendendo spunto dall'ultimo punto di Becker del video: oggi nessuno (a parte Llodra) avrebbe seguito a rete quel back da fondocampo, perchè se lo avesse fatto sarebbe stato impallinato senza pietà da una buona metà dei top 100.

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Re: Il disastro delle superfici

Messaggio Da nanobabbo8672 il Gio 8 Mar 2012 - 12:56

@DrDivago ha scritto:Prendendo spunto dall'ultimo punto di Becker del video: oggi nessuno (a parte Llodra) avrebbe seguito a rete quel back da fondocampo, perchè se lo avesse fatto sarebbe stato impallinato senza pietà da una buona metà dei top 100.

su quel back ora ti impallinano anche in seconda, altro che top100! Very Happy
io non concordo molto con te crisidelm... secondo me erano molto più interessanti i primi turni degli anno 90 che le finali di adesso... questo perchè 6 ore di big jim che si tirano pallate da 2/3 metri fuori dal campo senza una variazione neanche a pagarla oro per me è di una noia mortale... preferisco di gran lunga il sociale del mio circolo, almeno lì il gioco è più vario...
se montassero un video con 10 scambi tra nole e rafa e li ripetessero per 6 ore in maniera randomica secondo me nessuno se ne accorgerebbe!!! affraid

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Re: Il disastro delle superfici

Messaggio Da FedEx il Gio 8 Mar 2012 - 13:03


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Re: Il disastro delle superfici

Messaggio Da tiebreak il Gio 8 Mar 2012 - 13:06

@nanobabbo8672 ha scritto:
@DrDivago ha scritto:Prendendo spunto dall'ultimo punto di Becker del video: oggi nessuno (a parte Llodra) avrebbe seguito a rete quel back da fondocampo, perchè se lo avesse fatto sarebbe stato impallinato senza pietà da una buona metà dei top 100.

su quel back ora ti impallinano anche in seconda, altro che top100!
io non concordo molto con te crisidelm... secondo me erano molto più interessanti i primi turni degli anno 90 che le finali di adesso... questo perchè 6 ore di big jim che si tirano pallate da 2/3 metri fuori dal campo senza una variazione neanche a pagarla oro per me è di una noia mortale... preferisco di gran lunga il sociale del mio circolo, almeno lì il gioco è più vario...
se montassero un video con 10 scambi tra nole e rafa e li ripetessero per 6 ore in maniera randomica secondo me nessuno se ne accorgerebbe!!! affraid

Al solito, ti straquoto

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Re: Il disastro delle superfici

Messaggio Da Crisidelm il Gio 8 Mar 2012 - 13:26

Mi ricordo i primi turni: su superfici veloci, se c'era uno con un gran servizio, nei suoi game di battuta se vedevi un paio di scambi per set, ti potevi ritenere fortunato. Ora questo è più difficile che succeda, qualche scambio, un paio di colpi di norma si vedono. Un po' di tennis.
Sulle superfici lente, che erano davvero lente, gli scambi duravano una vita, fra due pallettari poi...variazioni zero. L'unica cosa era quando c'erano variazioni (tipo, giocatori con gran servizio su superfici lente contro pallettari) allora ci si poteva aspettare qualcosa di diverso, relativamente, perché in quegli anni, 9 volte su 10 vinceva il pallettaro. Oggi, pallettari e basta non ce ne sono praticamente più (e nessno m ivenga a dire che Nadal lo è, perché non lo è),così come giocatori che hanno solo un gran servizio stanno scomparendo (non puoi più vincere solo tirando forte il servizio e basta, neanche se sei Karlovic). Poi se parliamo solo dei migliori, quando si affrontavano fra di loro allora sì si vedeva un bel tennis, ma per il resto...

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Re: Il disastro delle superfici

Messaggio Da tiebreak il Gio 8 Mar 2012 - 13:46

@Crisidelm ha scritto:Oggi, pallettari e basta non ce ne sono praticamente più (e nessno m ivenga a dire che Nadal lo è, perché non lo è)..

Se non è zuppa è pan bagnato.. Laughing

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Re: Il disastro delle superfici

Messaggio Da nardac il Gio 8 Mar 2012 - 13:48

Direzione che porta il tennis sempre piú verso la direzione muscolare , piuttosto che quella tecnica , purtroppo .
Conta saper giocare a tennis , ma sopratutto conta la condizione fisica .
Nadal o nole se non sono in forma fisica perfetta perdono da chiunque top 10 , lo si è visto al master .

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Re: Il disastro delle superfici

Messaggio Da nanobabbo8672 il Gio 8 Mar 2012 - 13:52

lo scontro tra i vari stili era sempre molto affascinante, ora giocano tutti allo stesso modo...
ma è una discussione da cui non se ne esce, è una questione di gusti!
io non riesco a finire mai di vedere un incontro di adesso, raramente qualcuno di federer, dolgopolov o llodra, nadal e nole sono per me noiosissimi
vedere un mecir o un wilander contro un edberg o un becker, un korda contro un ivanisevic, un agassi contro un sampras... non sapevi mai cosa sarebbe successo, stili opposti che a seconda delle superfici e dello stato di forma favano gli scambi sempre abbastanza variabili...
certo vedere perez roldan contro berasategui non era il massimo... ma per chi amava uno stile di gioco molto spettacolare che non esiste più è dura appassionarsi a questo tennis così muscolare e monotòno (notare l'accento... non ho detto monòtono) e proprio dura!!! Sad
tu sei davvero riuscito a divertirti guardando la finale degli AO? io ho preferito vedere un film registrato!!!

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Re: Il disastro delle superfici

Messaggio Da Crisidelm il Gio 8 Mar 2012 - 14:11

Il fatto che il tennis sia "muscolare" oggi (io preferisco il termine "fisico") non dipende certo dalle superfici, dipende da altri fattori che in parte esulano il tennis e che riguardano tutte le attività sportive ad alto livello, e che in parte riguardano i materiali, in primis le racchette. Le superfici sono state adeguate, quasi per fare da "calmiere", proprio in seguito a ciò.

Degli AO la finale non l'ho vista, ho guardato le semifinali, oltre ad alcuni incontri dei turni precedenti. Ma tanto per dire, l'intensità di molti scambi della finale degli Us Open 2011 fra Djokovic e Nadal non ha nulla da invidiare al Becker-Lendl posto all'inizio del topic.

Credo che molti, specie fra i più anzianotti ma non solo, identifichino la loro idea di tennis con il puro gesto tecnico, mentre per me il tennis è tutto l'insieme, che parte dalla preparazione fisica e arriva alla determinazione e il carattere sul campo durante la partita.

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Re: Il disastro delle superfici

Messaggio Da nanobabbo8672 il Gio 8 Mar 2012 - 14:22

le racchette che usano i fab4 sono vecchie di circa 10 anni, quindi non proprio modernissime!
io non sto criticando i tennisti moderni, loro fanno ciò che è meglio per vincere in questo momento, e ci mancherebbe che così non fosse!
stimo tutti i giocatori per la professionalità e l'impegno fisico che investono nel tennis, ma dico semplicemente che gli scambi tra rafa e nole sono sicuramente molto intensi, ma non è l'intensità dello scambio che mi appassiona al tennis, ma la spettacolarità dei colpi... i passanti, le risposte vincenti, il gioco a rete, il tweneer, le stop volley, i lob liftati, i tuffi, le demi volè... e questi colpi non hanno livello, sono spettacolari tra i pro, quanto tra noi amatori... è questo che rende affascinante per me continuare a giocare a tennis!!!
fare punto con un tweener in doppio in torneo s sentirsi dire "bravissimo, gran palla, alla federer (e io so benissimo che l'ho copiato da noah qualche anno prima che federer iniziasse a giocarae a tennis!!!)" non ha prezzo! Very Happy
il tutto IMHO

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Re: Il disastro delle superfici

Messaggio Da Crisidelm il Gio 8 Mar 2012 - 14:43

Appunto, tu identifichi il tennis col gesto tecnico Smile

Non c'è niente di male in ciò, ma personalmente lo trovo limitativo. La spettacolarità dei colpi è appunto, "spettacolo", mentre io guardo lo sport. La fatica che fanno ad allenarsi (di quelli di una volta, forse solo Lendl arrivava ai livelli odierni), la determinazione a giocare al massimo ogni singolo torneo (mentre una volta, diciamo che vari top sip rendevano delle pause fra uno Slam e l'altro, pur se giocando tornei), a cercare di migliorarsi sempre anche se sono al top guardando i minimi dettagli del loro gioco. Tutte cose che gli spettatori non vedono e non vedranno mai, principalmente perché a loro non interessa.

In quanto alle racchette, non è che conti solo il mold, contano anche i materiali in cui sono fatte, ma soprattutto, conta che tutti i pro hanno racchette che in modo o nell'altro sono praticamente fatte su misura. Difficile trovare molti che sappiano tirare fuori il massimo da una Dunlop Max 200G, invece molto facile trovarti una PT o TGK che ti "calzi" a pennello. O una H22 o H19, o un'altra racchetta di altro produttore che si sposa alla perfezione col tuo gioco.

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Re: Il disastro delle superfici

Messaggio Da nanobabbo8672 il Gio 8 Mar 2012 - 14:54

hai ragione, io identifico il tennis con il gesto tecnico e con la tattica...
il fare braccio di ferro da fondo campo a me interessa meno di zero, preferisco alla grande il curling ad una partita tra nole e rafa...
mentre riguarderei mille volte la finale di wimbledon tra borg e mcenroe...
comunque è semplicemente una questione di gusti...

2 anni fa ho preso sky per guardare un po' di tennis, invece guardo solo golf e snooker, il tennis proprio raramente, mi annoia molto! Sleep

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Re: Il disastro delle superfici

Messaggio Da tiebreak il Gio 8 Mar 2012 - 15:09

Giuro, non mi era mai successo guardando il tennis, volevo guardare Errani Pennetta ma mi sono addormentato durante il match.

Durante Nadal Nole, visto anche l'orario non mi sono addormentato, semplicemente dopo un quarto d'ora ho cambiato canale

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Re: Il disastro delle superfici

Messaggio Da juicelittlejuice il Gio 8 Mar 2012 - 15:51

Per fortuna ogni tanto esce fuori qualcuno come Raonic che con 35 ace in una partita accorcia il match di un buon 50%...cmq è un circolo vizioso che ha conseguenze a catena, si diminuisce la velocità delle palline, si rende la superficie più lenta, aumenta la durata dello scambio e della partita e di conseguenza serve sempre più essere un atleta fisico che avere talento..aumenta il numero di atleti di sostanza ma senza forma e cominciamo a cambiare sempre più spesso canale in tv. Per carità è e sarà sempre lo sport più bello del mondo, ma un piccolo restilyng con un occhio teso al passato sarebbe cosa gradita Wink

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Re: Il disastro delle superfici

Messaggio Da Petrucci il Mar 6 Ago 2013 - 19:21

Un po' in ritardo ma rispondo volentieri...semplicemente oggi esiste solo una tipologia di giocatore punto e basta! Speriamo che quei geni della federazione ammettano il proprio madornale errore e tornino presto alle precedenti superfici...attualmente la piu veloce e' l'erba battuta di wimbledon! grazie che e' riuscito a vincere persino nadal, su quella finta erba si palleggia che e' una bellezza!!! Se avesse giocato 10-15 anni fa avrebbe fatto la fine di tanti terraioli come Muster o 2-3 turni al massimo! Certo poi c'è un giocatore non erbivoro che c'e' riuscito ma parliamo di Agassi, no di questi asini di oggi! Altrimenti creassero 2 federazioni: una con le vecchie superfici e un'altra che prevede come oggi campi uguali con diversi colori!

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Re: Il disastro delle superfici

Messaggio Da defe88 il Mer 7 Ago 2013 - 13:01

lo scontro tra i vari stili era sempre molto affascinante, ora giocano tutti allo stesso modo...

questa è l'essenza dello sport...il confronto tra stili diversi!ed è stato bello non solo nel tennis ma anche in formula 1, basket, boxe, calcio ecc ecc


per adesso la tendenza è privilegiare superfici lente e scambi lunghi con partite che durano 4 ore e poi storgono il naso (vabè giustamente) quando scoprono uno che fa uso di sostanze illecite...io non dico nemmeno di tornare a servizio-->risposta-->punto ma almeno ad una buona superficie da anni 90 si!privilegiamo chi la pallina la sa giocare!(nonostante io pensi che i top rimarrebbero i top anche cn superfici diverse eh)

comunque ho sempre sostenuto che superfici > corde,materiali,palle ecc

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Re: Il disastro delle superfici

Messaggio Da andreatennis98 il Mer 7 Ago 2013 - 13:12

La cosa che poi mi fa ridere (anche se forse dovrei piangere) è che mi viene il dubbio se sia più veloce la terra di Madrid (che come dice Bertolucci è cemento ricoperto di polvere) o l'erba di Wimbledon Very Happy ( Sad )

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Re: Il disastro delle superfici

Messaggio Da Nostradamis il Mer 7 Ago 2013 - 16:16

@Petrucci ha scritto: Se avesse giocato 10-15 anni fa avrebbe fatto la fine di tanti terraioli come Muster o 2-3 turni al massimo! Certo poi c'è un giocatore non erbivoro che c'e' riuscito ma parliamo di Agassi, no di questi asini di oggi! Altrimenti creassero 2 federazioni: una con le vecchie superfici e un'altra che prevede come oggi campi uguali con diversi colori!
Nadal-Muster???  Parli di quell'asino che nell'era Federer ha vinto 1 Australian Open, 1 Us Open, 3 Indian Wells, 2 Rogers Cup, 1 Madrid indoor, 1 oro olimpico più una finale alle Atp Finals? Tutti tornei che si giocano sulle sabbie mobili!
Evviva gli asini!!! Very Happy Very Happy Very Happy

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Re: Il disastro delle superfici

Messaggio Da Petrucci il Mer 7 Ago 2013 - 17:20

Sai la differenza tra il cemento e le resine usati una volta e le superfici attuali? È ovvio che nadal fa benissimo a giocare come sa, ma non lo paragono neanche lontanamente ai campioni del recente passato...e per cosa? perché' ha vinto sulla terra rossa del RG, sulla terra blu degli US Open, sull'erba battuta di Wimbledon etc etc...??? Prima si poteva vedere ANCHE un incontro tra giocatori che prediligevano lo scambio da fondo, oggi si può vedere SOLO questo tipo di gioco...e questo mi dispiace per te ma è un dato di fatto, come ha ricordato quest'anno a Wimbledon lo stesso Roger!!! Poi per carità de gustibus non disputandum est...evidentemente a te piace la noia!!!

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Re: Il disastro delle superfici

Messaggio Da andreatennis98 il Mer 7 Ago 2013 - 17:34

@Petrucci ha scritto:Un po' in ritardo ma rispondo volentieri...semplicemente oggi esiste solo una tipologia di giocatore punto e basta! Speriamo che quei geni della federazione ammettano il proprio madornale errore e tornino presto alle precedenti superfici...attualmente la piu veloce e' l'erba battuta di wimbledon! grazie che e' riuscito a vincere persino nadal, su quella finta erba si palleggia che e' una bellezza!!! Se avesse giocato 10-15 anni fa avrebbe fatto la fine di tanti terraioli come Muster o 2-3 turni al massimo! Certo poi c'è un giocatore non erbivoro che c'e' riuscito ma parliamo di Agassi, no di questi asini di oggi! Altrimenti creassero 2 federazioni: una con le vecchie superfici e un'altra che prevede come oggi campi uguali con diversi colori!

 Agassi ha poco a vedere con i ratti da fango Evil or Very Mad

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Re: Il disastro delle superfici

Messaggio Da FedEx il Mer 7 Ago 2013 - 17:37

@andreatennis98 ha scritto:
@Petrucci ha scritto:Un po' in ritardo ma rispondo volentieri...semplicemente oggi esiste solo una tipologia di giocatore punto e basta! Speriamo che quei geni della federazione ammettano il proprio madornale errore e tornino presto alle precedenti superfici...attualmente la piu veloce e' l'erba battuta di wimbledon! grazie che e' riuscito a vincere persino nadal, su quella finta erba si palleggia che e' una bellezza!!! Se avesse giocato 10-15 anni fa avrebbe fatto la fine di tanti terraioli come Muster o 2-3 turni al massimo! Certo poi c'è un giocatore non erbivoro che c'e' riuscito ma parliamo di Agassi, no di questi asini di oggi! Altrimenti creassero 2 federazioni: una con le vecchie superfici e un'altra che prevede come oggi campi uguali con diversi colori!

 Agassi ha poco a vedere con i ratti da fango Evil or Very Mad

Appunto... e Federer quest'anno a Wimbledon ha perso contro un giocatore tutt'altro che terraiolo da fondo... Stikazzi (o come si chiama) ha vinto (purtroppo) abbattendolo a suon di S&V...

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Re: Il disastro delle superfici

Messaggio Da Petrucci il Mer 7 Ago 2013 - 17:54

Quest'anno l'erba era leggermente più veloce e ciò ha permesso un po' più di s&v, almeno per la prima settimana...poi l'hanno tritata come al solito e in finale e' andata in scena l'ennesima sfida a ping pong...

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Re: Il disastro delle superfici

Messaggio Da Crisidelm il Mer 7 Ago 2013 - 17:56

Non mi pare che i pingpongisti della finale abbiano dovuto sudare più di tanto la prima settimana in ogni caso...

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